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You just keep me hanging on

Certe canzoni ti arrivano in momenti inaspettati, in modi inaspettati. Come un paio di settimane fa, mentre passeggiavo con Zuma accanto alla pista ciclabile, e non avevo voglia di ascoltare Morning o forse ancora la puntata non era uscita, perché era presto, e il cielo era grigio, o forse non lo era ma io me lo ricordo così, perché mi sentivo un po' grigia anch'io. Dalle cuffie mi è arrivata la voce di Lou Reed. Certe canzoni ti arrivano in momenti inaspettati, e non è tanto per quello che dicono, o forse meglio dire che non è solo per quello che dicono, ma è per le note, insieme alle parole, insieme al timbro di voce, e Perfect Day ha fatto questo, è entrata con le sue note, le parole e il timbro e in qualche modo si sono trasformati in una mano che strizza le viscere, fa salire il diaframma che spinge sui polmoni che però hanno incamerato troppa aria e improvvisamente sembrano scoppiare e intanto inizi a sentire qualcosa spingere da dietro gli occhi. You just keep me hangi...

Felici i felici

Ho letto Felici i felici di Yasmina Reza e se dovessi definirlo con una parola sola, quella sarebbe feroce . È un libro breve, una raccolta di racconti, anche se le vite di tutti i vari protagonisti di ogni racconto si intrecciano più o meno saldamente. Di tutte le coppie che compaiono, credo ce ne sia una sola a essere piuttosto salda, seppure segnata dalla tragicomica presenza di un figlio che si crede Celine Dion. Forse l'unico personaggio di cui, alla fine, posso dire essere felice, nel suo totale distaccamento dalla realtà. La felicità è un talento, ci dice Reza, e forse è proprio per questo che solo chi è considerato autenticamente "pazzo" mi è sembrato l'unico felice. In fondo forse è l'unico ad aver scelto chi essere. Tutti gli altri ruotano intorno alle loro vite un po' patetiche, mariti tradiscono mogli che tradiscono a loro volta i mariti, e anche gli e le amanti diventano vittime o carnefici in base al punto di vista. E pure le euforie, felicità f...

Non al meglio, ma avanti

Kurt Vonnegut da qualche parte ha detto che siamo al mondo per cazzeggiare e che non dobbiamo credere a chiunque ci dica il contrario. Caro Kurt, mi piacerebbe dirti che hai proprio ragione, e anzi, forse hai davvero proprio ragione, ma i comuni mortali hanno un sacco di gatte da pelare, di solito, per cui cazzeggiare è una cosa abbastanza da privilegiati. Non posso dire di non esserlo, perché la mia bella dose di cazzeggio me la posso senza dubbio concedere, e anzi, forse me la dovrei concedere anche di più. D'altra parte, dato che ultimamente arranco tra momenti di sconforto nei confronti della vita, l'universo e tutto quanto (fermo restando che sappiamo che la risposta è 42) e periodi in cui mi dico be', questa è la strada che hai preso, ma puoi sempre decidere come percorrerla... Cerco di riempire gli spazi che ho a disposizione con tutto quello che posso, che penso possa piacermi. Andarmi a genio. Ho visto L'isola degli spiriti e ci ho ritrovato una parte dell...

Scivola via

Ogni mattina, o quasi, passeggio con canetto e più o meno incontro sempre le stesse persone. Genitori che si sono attardati fuori da scuola dopo aver portato i figli, quelli che escono più tardi a portare all'asilo i più piccoli, altri padroni di cani, il tipo che mi saluta sempre con un sorriso gentile da anni ma con cui non ho mai parlato, la ragazza altrettanto gentile con cui ho chiacchierato per la prima volta solo pochi mesi fa... E poi c'è lui, l'anziano che anche nelle mattine più spompate mi svolta l'umore. Ogni mattina, con qualsiasi temperatura, lui arriva al parco con la sua bicicletta, la parcheggia e inizia a correre, poi si ferma a fare un po' di esercizi con gli attrezzi del parco, e poi non lo so, perché a quel punto io proseguo e finisco il mio giro. Ma so che se uscissi più tardi, come succede nei weekend, lo rivedrei mentre cammina fianco a fianco con un amico, un amico che probabilmente come attività fisica oltre la camminata non va, e si fanno ...

Da nessuna parte

Oggi è una di quelle giornate, una di quelle giornate che arrancano e sembrano non andare da nessuna parte. Sto lavorando a un libro che pensavo mi avrebbe dato più soddisfazione (be', ho scoperto presto che non sarebbe stato così, ma quando me ne avevano parlato mi ero un pochino illusa), ma che comunque ha il lato piacevole di non essere sempre la solita solfa. O meglio, sì, ma diversa da quella che capita in genere a me. Fra l'altro, parla di basket, neanche a farlo apposta. Resta che, anche se riesco a procedere abbastanza bene con il lavoro e anche un po' con tutto il resto, oggi mi sembra che la giornata continui ad arrancare. Sarà che il freddo e il grigio mi congelano il cervello, sarà che domani e dopodomani potenzialmente saranno giornate in cui sapere di non poter dividere un po' di carico mentale mi mette un po' di ansia, come succede sempre quando mio marito è via per lavoro. Sarà che non so se dormirò per l'ennesimo raffreddore di Dafne che è sfoci...

Come davanti alle luci di Natale

A volte mi domando se non regalo in giro troppi pezzi di me stessa scrivendo in questo blog, e forse non solo. Soprattutto quando sono molto molto triste o molto molto felice, i due momenti in cui, così si dice, bisognerebbe evitare di prendere decisioni. E io magari non prendo chissà quali decisioni, ma mi faccio trasportare, in egual modo, da felicità o tristezza. Non so tenerle dentro, e non sono sicura che sia esattamente un difetto. Ma a volte può allontanare le persone, questo sì. In ogni caso, con tutto che io amo l'inverno, gennaio finisce e io inizio a sentirmi meglio. Forse è un mese faticoso perché ritorni dalle vacanze di Natale e sei catapultato nella quotidianità, quando il periodo delle feste ormai ti stava comodo come quel pigiama ormai scolorito. Forse perché se guardi a tutto l'anno che hai davanti, ti vengono un po' le vertigini. Forse perché porta con sé sempre il ricordo di mesi di gennaio di anni fa passati al buio. Ma adesso va meglio. È stato un iniz...

Campetto

Anche se ho fatto minibasket solo per un annetto, in terza elementare credo, il campetto da basket è sempre stato un luogo attorno al quale ruotare, soprattutto nel periodo delle medie. So che la maggior parte delle persone ricorda gli anni delle medie come i peggiori di tutta la vita, ma io devo essere l'eccezione che conferma la regola. Quando sono arrivata alle medie ho conosciuto nuovi amici più aperti rispetto a quelli che avevo prima, o magari mi sembravano diversi perché erano nuovi, perché eravamo più grandi e iniziavamo, con le nostre biciclette, a muoverci in modo indipendente. Ma quel periodo, e sono sicura, anzi so, di averne già parlato, è stato per me il periodo di fine infanzia in cui sembrava che tutto potesse succedere e in cui tutto sembrava poter durare all'infinito. So che sembra una contraddizione, ma era la sensazione di avere il futuro a un passo e che potessimo farci tutto quello che volevamo, di lì a poco, ma che potessimo anche goderci all'infinito...

Arriverà comunque

Ognuno va dove vuole stare. Ognuno perde ciò che vuole perdere. E non ci si può fare niente. Devo sempre ricordarmelo e ripetermelo per ricordarmi che non ho alcun controllo sulle cose. Che su certe cose è inutile sforzarsi tanto, che comunque non dipende da me. Che devo avere fiducia nei pochi punti fermi che sono sempre stati fermi. Quando ci riesco finalmente sto meglio e mi concentro sulle uniche cose che contano. Stare bene, cercare di essere non dico la persona migliore che riesco a essere, ma almeno una persona che mi piace essere. Allora riesco a sorridere, il cuore si placa, l'ansia tace e il sonno migliora e divento anche capace di fare cose nuove, o almeno di pensare di farle. A volte mi perdo nelle stupidaggini poco importanti e perdo la rotta. Quando succede mi sento una stupida ma in effetti la vita a volte è tempesta e non sempre tutto va come vorremmo che andasse. Ma sentirmi una stupida è una cosa che non mi piace. Quindi meglio resettare e ricominciare un punto al...

Lasciar andare

Oggi fa più freddo. Non un freddo tremendo, ma il vento ti sferza il viso e ti scompiglia i capelli e ti entra un po' ovunque. Ho passeggiato con Zuma lo stesso, un po' perché va fatto e un po' perché adoro l'inverno e camminare a queste temperature. Mi sembra di temprarmi, di fortificarmi e solo io so quanto abbia bisogno di fortificarmi in questo periodo. Non ho neanche indossato il berretto né i guanti. Ma il freddo non era tremendo, era il vento. E oggi mi sento più leggera. E meno ingombrante. In qualche modo che non so ho placato la mente. Ho provato a pensare a una cosa alla volta, e non tutte insieme. A pensare solo alle cose reali, quelle che ho intorno, quelle concrete, quelle che so essere vere e non quelle che immagino io, né quelle che mi aspetto o che temo dal futuro e nemmeno quelle che rimpiango o di cui ho nostalgia e che appartengono al passato. Solo qui e ora. Hic et nunc . Funziona. Togli peso e la mente si alleggerisce. Cercare di avere "parole...

Incomprensibilità

«L'inquietudine che ci prende davanti alla scheletrica perfezione di queste pagine è quella dell'incomprensibilità della vita, forse il movente principale che ci spinge a leggere e a scrivere. […] Nei suoi racconti le cose sono quasi sempre già accadute, all'insaputa o alle spalle dei protagonisti, che devono prenderne atto e reagire come possono; il più delle volte, subendo. "Io scrivo di persone a cui non tornano i conti", ha dichiarato una volta, riassumendo in una battuta il conflitto fra la vita che accade al di fuori della nostra comprensione, mettendoci addosso i suoi debiti prima ancora che ce ne rendiamo conto e determinando il corso delle nostre scelte; e l'inadeguatezza delle nostre risorse nel pagarli, che non ci uccide (e nemmeno ci rende più forti), ma fiacca l'entusiasmo, anche nella felicità». [Diego de Silva nella prefazione a Di cosa parliamo quando parliamo d'amore , di Raymond Carver.] La dedico a tutti quelli a cui, come a me, ulti...

Paure

La radice fe- di felice significa, abbondanza, ricchezza, prosperità. Pienezza direi. Mi ricordo quando mi sentivo così. Non mi ricordo quando ho smesso di sentirmi così. Vorrei sentirmi di nuovo così. Mi ricordo quando mi sentivo così ma non riesco a collocarlo nel tempo. Forse perché è durato parecchio, quindi ha a che fare con anni, più che momenti. Non mi ricordo quando ho smesso di sentirmi così ma so che a un certo punto dal nulla si è rotto qualcosa dentro di me. Non so individuarne la causa. So che doveva essere almeno quattro o cinque anni fa. Non significa che da allora sono stata sempre giù di morale. Ma ricordo che ho dovuto fare delle cose per tornare a sentirmi bene, e che ha funzionato. Ma ha funzionato per un po' e basta. Sono andata a cercare la vecchia me in vecchi post, e forse ne ho trovato uno che rispecchia bene quella felicità. Felicità fatta anche delle fatiche quotidiane, ma comunque felicità. Basterà qualche post a farmi ricordare come mi sentivo? Perché u...

Aggraziarsi

Sono andata a correre, prima di pranzo. Non riuscivo ad andarci dal 31 dicembre, quindi agli effetti è la prima corsa del 2023. Non è andata male, anche se ho fatto di meglio. Ma alla fine che importa. Non mi succede spesso di "perdermi" mentre corro. Ho sempre troppi pensieri che macinano. Oggi ho provato a concentrarmi sul mio corpo. I muscoli delle gambe che mi facevano male, all'inizio, provati dai lunghi giorni di inattività. Il respiro, che devo sempre concentrarmi perché sia regolare. Ho cercato un ritmo oggi. Lo seguivo ascoltando il rumore delle scarpe che calpestavano l'asfalto, o il terreno. Tum tum tum tum. Ho provato a mantenerlo regolare nonostante le discese ti portino ad accelerare e le salite a rallentare. Tum tum tum tum . C'era abbastanza silenzio, poche auto in giro, come se gennaio si stesse ancora stiracchiando dopo la pausa natalizia. Tum tum tum tum . Come il cuore, che prova a stare al passo col respiro, o è viceversa, non lo so. A...

Vacanze a metà

Do questo titolo al post per due motivi: il primo è perché speravo di poter staccare la spina almeno a gennaio e invece ho dovuto lavorare, anche se solo qualche ora la sera e poi spiego meglio anche questo. Ma sono state vacanze a metà anche perché per gran parte del tempo mi sono sentita poco integra. A metà, appunto. Non che non sia riuscita a godermi i giorni di festa, soprattutto Natale da mia mamma e il 26 al Risiko con gli amici, i giorni a Torino, che ho amato tanto perché, ne sono sicura, insieme a Lisbona quella è la mia città. (Certo, se potessi scegliere sceglierei Lisbona :D). E il Capodanno, sempre con gli amici. Però avevo sempre questa malinconia, o forse proprio tristezza, e non riuscivo a togliermela. Ma siccome ho imparato che spesso è solo questione di esercizio mentale a un certo punto ce l'ho fatta, ho ripristinato un po' di benessere. Poi è iniziato gennaio e mio marito si è preso il Covid. E mi hanno chiesto se potevo occuparmi di un lavoro perché un...

Mostri

Questo post avevo deciso di non pubblicarlo perché mi pareva troppo personale. D'altra parte però questo blog è personale e poi per i pochi che passano non sarà poi questo gran danno. Forse è una richiesta di aiuto? Forse è solo un momento di sconforto. Forse è solo che sto cercando di prendermi per mano e da qualche parte devo cominciare. Oggi è dura, ma domani, chissà. «All'improvviso c'è un sacco di silenzio. Non esattamente riposante, più del tipo assordante. Allora provo a riempirlo: ma è come un sacco bucato e tutto esce da sotto. All'improvviso c'è una specie di mostro che si agita dentro. Non è la prima volta che lo sento, quel mostro, l'ho tenuto a bada più o meno egregiamente in svariati momenti e penso lo farò anche questa volta. Ogni tanto, lo ammetto, sono stanca di doverlo tenere a bada, ma liberarlo no, non è cosa. Finché ho braccia abbastanza forti da reggere la spada, so che ce la posso fare. Quando qualche anno fa quel mostro aveva iniz...

Le prime sette onde

Ho scoperto che in Brasile la notte di Capodanno è usanza saltare le prime sette onde dallo scoccare della mezzanotte, esprimendo sette desideri. Non solo serve a richiamare fortuna per l'anno nuovo ma anche allontanare i momenti difficili di quello vecchio. Non avevo il mare vicino e di certo non ero in Brasile, ieri sera, ma se avessi saputo di questa tradizione forse mi sarei messa da qualche parte a saltare ed esprimere desideri. Forse l'avrei vissuto più come auspicio di riuscire a saltare gli ostacoli in arrivo e lasciare che la schiuma arrivi a riva portandosi via, dietro di me, difficoltà e ansie degli ultimi mesi. Per cominciare con sguardo leggero, animo sgombro e illuminato, mente lucida e ferma. Invece noi scemi ci appesantiamo di cibo e di alcol e soffochiamo così ogni cosa. Ma almeno ieri sera eravamo con gli amici, quelli importanti. E alcuni nuovi e simpatici. Non faccio mai chissà quali buoni propositi per l'anno nuovo, forse perché mi viene l'ansia di ...

Anche dicembre se ne va

 Non ho molto tempo, come sempre quando Natale si avvicina, e poi ho ancora un po' di lavoro da fare, e il concerto di Natale di Dafne a scuola e così, tutto uno scapicollarsi. Ma va bene, ogni movimento aiuta a combattere un po' di buio che incombe. È un periodo in cui devo tenerlo a bada, ma mi sta riuscendo abbastanza bene. Ieri ho pranzato con i "capi" dello studio redazionale e i "colleghi" (fra virgolette perché agli effetti sono libera professionista), dopo tre anni che non li vedevo. Ho conosciuto il nuovo giovane tirocinante, sentendomi subito vecchia e anche un po' inferiore (scherzo, ma a quanto pare è una mente brillante), ma il pranzo è andato bene e mi ha fatto piacere rivedere tutti. Ormai sono passati 16 anni da quando ho messo piede per la prima volta dentro la vecchia sede dello studio, piena di speranze per un lavoro che, scoprivo, era quello che desideravo fare da sempre solo che non lo sapevo. Sono riuscita a fare una breve passeggia...

Ho ho ho

Siamo ormai agli sgoccioli, e se Una poltrona per due e Die Hard - Trappola di cristallo (ammetto di essere più amante del secondo che del primo, d'altra parte io bimba di Bruce Willis da sempre :D) sono gli imprescindibili film del periodo natalizio, per questo blog la favola di un Babbo Natale un po' irriverente è ormai tradizione. Ricordo bene quando la lessi la prima volta, nel blog che ormai non esiste più del prof Carlo Bassi: ero tirocinante allo studio redazionale, era il 2007 e quante cose mi aspettavano (belle e brutte, perché così è la vita). Arrivai in quel blog perché stavo cercando la soluzione a una traduzione, e scoprii questo professore universitario che amava tanto Barney Panofsky, che era un esperto di Marilyn Monroe (su cui scrisse anche un libro) e insegnava credo alla LUISS di Roma. Tant'è che ormai il professore ci ha lasciati, ma io porto avanti questa tradizione con anche un po' di commosso stupore per essere ancora qui a scrivere. E allora, s...

Carrellata di libri

 Stamattina il freddo era decisamente pungente. Dopo aver portato Dafne a scuola ho preso Zuma al guinzaglio per la passeggiata solita. Questa volta invece di Morning di Francesco Costa (che recupererò a ora di pranzo) ho ascoltato Carrère che al festival di Parma Questa è acqua raccontava i libri che nella vita lo hanno ispirato come scrittore. È stata una carrellata interessante e consiglio a tutti di ascoltarlo, mi ha anche fatto venire voglia di rispolverare il francese che ho studiato solo un po' alle medie (il potere del nostro caro Emmanuel :D). Comunque sia, stavo pensando ai libri che hanno segnato delle tappe per me. Ce ne sono stati moltissimi, ovviamente, quindi se domani dovessi rifare questo elenco suppongo cambierebbe, ma ci provo lo stesso. 1) Il buio oltre la siepe , Harper Lee. Credo sia stato il primo vero romanzo che ho letto, troppo piccola quando l'ho fatto ma mi sentivo quasi adulta per il solo fatto di leggerlo. È un romanzo che racchiude tante cose, s...

Goccia a goccia

Quello appena trascorso è stato un fine settimana piovoso ma in qualche modo luminoso. Venerdì ho portato fuori a cena mia figlia ed è stato divertente, sono riuscita perfino a tenerla lontana dal mio telefono abbastanza a lungo e abbiamo chiacchierato un bel po'. Ormai è una persona in tutto e per tutto e io non me ne capacito ancora. Ha anche detto che dovremmo farlo tutti i venerdì. :) Sabato sera non abbiamo ceduto alle lusinghe di una serata casalinga e abbiamo invitato due amici a uscire e mangiare la pizza. Aperitivo lungo prima e pizza poi, ed è stata una serata davvero piacevole, perfino Samu non sembrava soffrire troppo il fatto di stare fuori con noi vecchi. :D Ieri l'unica uscita che ho fatto è stata per portare canetto a passeggio, sotto la pioggia, armata di ombrello, come piace a me. È stato un momento di pace, fuori dal caos casalingo della preparazione dell'albero di Natale e della letterina, non c'era nessuno a parte un gatto che ha attraversato la pis...

Perché leggere Stefánsson

Ogni tanto vado a rileggere le cose che ho sottolineato in libri letti tempo fa, perché purtroppo dimentico tantissime cose. Ecco cosa ho trovato stasera fra le note sottolineate del Kindle. Io trovo la sua scrittura di una bellezza e poeticità rare, anche quando usa le parolacce o quando racconta di una sbronza colossale o, che so, di un pompino (cosa che non fa qui, vi avviso :D :D :D). Fatelo sapere agli storici La solitudine lo sveglia. Non come una botta forte, semmai come una fitta improvvisa che diventa dolore non appena sale alla coscienza. Molti giorni sono trascorsi da quando si è addormentato al suo fianco, stanco, spossato, felice, nella notte più bella del mondo; ma la mattina dopo era fuggita. Non solo da lui, anche dalla città. Se n'era andata, lasciando i lampioni al loro posto. Se n'era andata, e aveva lasciato lì i segnali di precedenza, la case di Vesturbaer, tutti i marciapiedi, se n'era andata ed è inutile che i cinema annuncino pellicole a colori e in ...