Durante l'estate ho letto molto, e sto riuscendo a leggere molto in generale, direi complice il fatto che mia figlia è diventata grande. È inutile girarci intorno, questo è il punto: ora che è molto più autonoma mi sto riprendendo il tempo per me. Nonostante ogni tanto le foto di lei piccola siano un colpo al cuore, so che è giusto non indulgere nella nostalgia di ciò che non è più e non può più essere ed è meglio semplicemente accogliere i cambiamenti e farsi trovare pronti. Perché so bene che andando avanti potrebbe non essere tutto semplice. E quindi sì, sono contenta di riavere tempo per me, ricordo bene la fatica di quando era neonata e pensavo "non vedo l'ora sia abbastanza grande per". Per camminare da sola, andare in bagno da sola, fare le cose da sola. Ormai ci siamo in quasi tutto e nessuno rimane bambino per sempre. Tornando alle letture estive, oltre a leggere cose nuove ho voluto rileggere (cosa che non faccio quasi mai) un libro letto più di vent'ann...
È iniziato settembre, il mio mese preferito, e quest'anno è iniziato con una ventata di novità. Dopo avere passato diversi mesi in apnea a cercare di capire come adattarmi ai cambiamenti in famiglia, a sbattere la testa contro il muro della novità che non mi lasciava passare per tornare indietro a come stavano le cose prima, ho preso in mano la faccenda e mi sono detta che l'unico modo era agire e apportare io un cambiamento alle cose, in modo che tornassero a somigliarmi un po' di più. Detto in parole povere ma chiare: il figlio di mio marito è venuto a vivere da noi e l'impatto non è stato semplicissimo, per svariati motivi. Ma tracciando solo il disegno dei motivi per cui non è stato semplice per me, la figura che ne salta fuori è molto semplice: io, abituata a vivere e lavorare in uno spazio per la maggior parte del tempo tutto mio, mi sono ritrovata a dover condividere tempi e spazi con una persona praticamente adulta con cui non c'è la naturalezza del rapporto...