Passa ai contenuti principali

Post

Brindisi

  Proprio all'inizio della zona gialla (quindi dieci giorni fa), hanno messo la classe di Dafne in quarantena. Avete presente la sensazione di essere arrivati finalmente in cima a una montagna per poi scoprire che manca ancora un pezzo, il più ripido, per arrivare davvero alla meta? È esattamente così che mi sono sentita quel lunedì mattina, quando ci hanno chiamato per una positività nella classe di mia figlia. Se fino a prima eravamo in zona arancione con tutte le restrizioni del caso, ma almeno scuola-parco-giri in bici erano possibili, adesso ci ritrovavamo con la piccola a casa da scuola e senza nemmeno poterla far svagare fuori dal cancello di casa. E per fortuna che abbiamo un giardino. E una bambina particolarmente brava, devo dire. E così ho finito le ultime cose di lavoro fra lunedì e mercoledì, poi mi sono presa qualche giorno per dedicarmi a lei e togliere un po' di peso al papà. Che per fortuna in questi giorni è a casa causa cambiamenti lavorativi in atto. Insomma
Post recenti

Esplosione solare

Ultimamente aggiorno poco, scrivo poco, leggo anche poco. Voglio pensare che sia il periodo, oltre al lavoro che impegna, e la famiglia che impegna dopo il lavoro, ma non sono sicura che il motivo sia questo. Forse ho perso slancio, o forse ho perso motivazione. Non saprei. Ma qualche cosa la dico, così, tanto per farvi sapere come va. 1- Sono stata costante e ormai corro circa un giorno sì e uno no. Oggi ho sfiorato i 5km a 5'33'' al km e sono orgogliosa di me. Ma soprattutto, mi sento bene, mi sfogo fisicamente e libero il cervello dai pensieri, nonostante non sia la mia attività preferita. 2- Mi ostino a leggere, anche se ho avuto qualche settimana di sconforto che mi ha fatto passare la voglia. 3- Per l'ennesima volta, sento che vorrei dirigere le cose un po' più in su, alzare un po' l'asticella, ma non so bene come. Ci rifletto, cercando di capire come fare, per una volta, a scansare o cavalcare l'ondata di impegni con cui ogni volta la vita riesce

Sbocceremo ancora

Passo veloce, perché naturalmente ora si gioca agli incastri fra bambina a casa da scuola e lavoro. Forse passo veloce anche perché ho perso un po' la voglia di scrivere, mi dispiace, ma mi sa che è proprio così. E credo di sapere perché l'ho persa: perché sono stanca. E annoiata. Non annoiata davvero, il lavoro non manca e il resto da fare c'è sempre, ma annoiata della continua ripetizione degli stessi schemi. A un certo punto passerà, questa situazione finirà, si tornerà a viaggiare e a muoversi liberamente, a passeggiare sotto il sole, come ho fatto stamattina con canetto e la musica dei R.E.M. nelle orecchie, ma senza restrizioni, con i pensieri altrove. Per ora ancora no, per ora teniamo ancora duro, sperando che sia davvero ancora solo per un po'. Siamo stanchi e un po' avviliti, ma cerchiamo di tenere il sorriso sulle labbra e di rilassare gli animi, non per nascondere la realtà, ma per dare alla realtà la possibilità di essere migliore. Soprattutto per i nos

Distrazioni

In questo periodo di grandi incertezze, ci sono pochi momenti che mi rimettono in pace con il mondo come quando leggo, quando sto con la mia famiglia, quando passeggio in montagna o comunque in mezzo alla natura. Sto con la mia famiglia sempre, più o meno, ma ci sto veramente quando dimentico di avere uno smartphone. Quindi ciò che accomuna le tre attività, oltre al piacere in sé di farle, è stare lontana dalle distrazioni digitali. A questo proposito, ho letto un saggio molto interessante che si intitola 8 secondi , di Lisa Iotti (ilSaggiatore). Il titolo rimanda alla convinzione diffusa che l'attenzione di un pesce rosso su una cosa duri non più di 8 secondi: a quanto pare ci stiamo avvicinando pericolosamente a quel record negativo. L'autrice ha fatto delle ricerche, recandosi in diversi istituti dove scienziati stanno cercando di capire quali possano essere gli effetti a lungo termine dell'uso sempre più massiccio di smartphone e social network. Lo consiglio davvero a t

È solo il 21

Non lo so se esiste davvero questa cosa di "essere sé stessi", mi pare quasi improbabile riuscire a esserlo davvero quando non si è più bambini, quando le sovrastrutture si sono accumulate negli anni, così come i modelli che si decide di voler seguire, quelli che ci sono stati sconsigliati, quelli che chi ci circonda non vedrebbe di buon occhio, quelli che ci autoimponiamo di o di non prendere in considerazione. Ma è forse vero che la cercare di capire qual è la versione migliore di noi, la migliore PER noi, è inevitabile nell'arco della vita, perché è il modo in cui cerchiamo di essere felici, o almeno di stare bene. E infatti alla fin fine si cerca sempre di capire cosa ci fa stare bene e cercare di fare per quanto possibile solo quello. Si diventa grandi – si invecchia, dai, diciamolo – e si è in genere imparato a fare a meno delle cose e delle persone che non ci aggradano. Credo, ma non è detto che io sia una brava osservatrice di me stessa, di avere una vita interior

Che 2021 sia

Ieri sera, quando sono andata a letto ancora piena delle parole di Shirley Jackson e delle atmosfere di Herman Koch (sì, leggo più libri contemporaneamente, di solito), avevo già in testa di scrivere questo post, oggi. E nonostante il tempo scarseggi, sono felice di aver trovato un po' di tempo per scrivere, e forse quest'anno mi piacerebbe riuscire a farlo più spesso (forse però me lo dico ogni anno); in fondo mi rendo conto che un certo tipo di comunicazione immediata (stories su Instagram, per esempio) mi piacerebbe ma ci sono ostacoli che non me la fanno sentire mia. Forse preferisco questa comunicazione più pensata e meno immediata anche se ormai fuori moda, anche se ormai leggono in tre, anche se non so che fine farà a un certo punto questo blog e quello che ci ho lasciato scritto. Ma mi è di stimolo a lasciar scritto, e non mi pare cosa da poco. La mia vita mentale è stata parecchio attiva durante queste vacanze, soprattutto perché la vita fisica aveva importanti limi

Liste, libri, cose varie

 Cose che ho imparato a fare (forse): prendere con filosofia il fatto di dover raccogliere i soldi per i regali di Natale a maestre e bambini; (inspira, espira, inspira, espira: ce la farai anche quest'anno); lasciare che le cose vadano come devono andare, dato che non è che dipenda la vita di qualcuno se una cosa la faccio bene invece che benissimo; chiudere completamente il cervello ai pensieri, almeno durante il fine settimana, soprattutto se sono pensieri di lavoro; Cose che non ho imparato a fare: dimenticarmi dell'esistenza dei social network nel fine settimana; mettermi a guardare un film (badate bene, film, non serie tv) nella breve finestra temporale che va dall'addormentamento di mia figlia al crollo per sonno sul divano; telefonare alla gente. Okay, prendiamo l'ultimo punto perché potrebbe essere interessante. Ho scoperto da qualche tempo che non sono l'unica ad avere grossi problemi con le telefonate. Una volta mi capitava di non rispondere proprio, anch