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Le novità

È iniziato settembre, il mio mese preferito, e quest'anno è iniziato con una ventata di novità. Dopo avere passato diversi mesi in apnea a cercare di capire come adattarmi ai cambiamenti in famiglia, a sbattere la testa contro il muro della novità che non mi lasciava passare per tornare indietro a come stavano le cose prima, ho preso in mano la faccenda e mi sono detta che l'unico modo era agire e apportare io un cambiamento alle cose, in modo che tornassero a somigliarmi un po' di più. Detto in parole povere ma chiare: il figlio di mio marito è venuto a vivere da noi e l'impatto non è stato semplicissimo, per svariati motivi. Ma tracciando solo il disegno dei motivi per cui non è stato semplice per me, la figura che ne salta fuori è molto semplice: io, abituata a vivere e lavorare in uno spazio per la maggior parte del tempo tutto mio, mi sono ritrovata a dover condividere tempi e spazi con una persona praticamente adulta con cui non c'è la naturalezza del rapporto...
Post recenti

Per andare avanti bisogna remare in sincronia

Ci sono momenti che richiedono cambiamento e flessibilità, ma è anche vero che se i nuovi confini non ci piacciono allora va trovata una soluzione. Sono felice di poter dire che finalmente vedo una piccola luce in fondo al tunnel, che si sono anche fortunatamente incrociate delle situazioni favorevoli e che da settembre sposterò il mio lavoro fuori di casa. NO non cambio lavoro, semplicemente lo svolgerò altrove. Negli anni è capitato spesso di ritrovarmi con il desiderio di uscire da queste quattro mura, ma un po' perché non valeva la pena l'esborso, un po' perché una routine consolidata mi dava quella tranquillità di cui avevo comunque bisogno, non ho mai cercato davvero una soluzione. Adesso invece era diventata una necessità. Negli ultimi mesi ci sono stati dei cambiamenti non da poco in famiglia, equilibri nuovi da capire e assestare e alcune "soluzioni" o quanto meno la gestione di alcune cose non è esattamente in mano mia, quindi, non potendo far "torn...

Eccoci comunque ancora qui

«Frantumare le distanze Superare resistenze E riconoscersi per creare Camminare senza chiedersi perché» Oggi ascoltavo questa canzone di Benvegnù che mi scalda e commuove sempre, ancora di più da quando è morto. Qui un po' piove e un po' esce il sole, sia dal punto di vista meteorologico che emotivo e ogni tanto mi distraggo un po' di più e mi perdo pezzi di giornata e altre volte mi concentro e mi sento soddisfatta di me (per qualche istante almeno). Ogni tanto si affacciano cose che mi fanno traballare, mi tengo salda senza dubbio, ma se traballi al sicuro la nausea può arrivare lo stesso (ho portato di recente mia figlia sulle giostre quindi so bene di che parlo). La pioggia di oggi è molto sottile, finissima e invade tutto e arriva ovunque e non c'è ombrello che tenga. Ma poi smette no? Smette sempre a un certo punto con buona pace di Brandon Lee e del suo Corvo del cavolo. Quindi, seppur con una leggera stretta allo stomaco che da qualche giorno non se ne vuole and...

Cosa succede

È aprile e se arrivo in fondo a questo post, il primo che scrivo quest'anno, e lo pubblico probabilmente è una specie di miracolo. Stamattina leggevo un commento sul fatto di passare il tempo a scrollare social e sulla vita che è sempre meno nostra. E ho pensato, ecco qua come mi sento ultimamente, come una che vive una vita che è sempre meno sua. La sto rincorrendo più che vivendo, e succede perché ci sono sempre mille, mille, mille cose da fare e mi sembra di non venirne fuori mai. Ci sono stati un po' di cambiamenti ultimamente, più un'operazione a un familiare, insomma, un periodo in cui si sono concentrate una serie di cose che mi hanno fondamentalmente rubato il tempo. E in questa continua rincorsa a cercare di fare tutto – che poi tutto non è niente di che, è solo la vita quotidiana – e nel contempo di non perdere quei pezzetti di me che sono solo miei, mi sono ritrovata un po' fuori fase. Non ci sto a rinunciare a ciò che è mio, ma sono anche un po' arrabbia...

It's beginning to look a lot like etc. etc.

Quasi fuori tempo massimo, ma sono state settimane matte, e anche se ho finito di lavorare prima del solito, anche mia figlia ha finito scuola prima del solito e sono stata impegnatissima ad andare a pattinare sul ghiaccio con lei (sentendomi molto Holden Caulfield) e a fare insieme a lei binge watching di Stranger Things. E quindi, con questa veloce intro che fra l'altro sto scrivendo dal telefono, mi appresto a ripubblicare, com'è ormai tradizione, la simpatica e nervosetta storia di un Babbo Natale molto grumpy e probabilmente stressato quanto lo siamo noi arrivati a questo punto. Con l'augurio di riuscire a essere comprensivi col prossimo, perché non sappiamo quanti pacchetti deve ancora fare e quanto scotch gli è rimasto. BUON NATALE 🎅🏼  «Per Babbo Natale non era il giorno giusto. L’idea di farsi tre o quattro volte il giro del pianeta, gridando “ho ho” a Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donner, Blitzen e Rudolf e scarrozzare per il cielo lasciandosi die...

Il senno di poi ma anche di prima

Ho corso con gli Zen Circus nelle cuffie e ho ripensato a un vecchio lettore mp3 usato che mi era stato regalato un bel po' di anni fa, che aveva anche delle canzoni loro, e Occhi bassi che era la mia preferita dei Tre allegri e adesso la cantiamo con il coro. E ho pensato che alcune cose restano le stesse dentro di noi anche dopo aver fatto moltissimi giri intorno al sole, e certi ricordi acquistano quel colore tipico della nostalgia che li rende dolci e migliori di quanto non fossero. Ho pensato che saranno passati più di quindici anni e anche se so benissimo tutte le cose che ci sono dentro quell'arco di tempo – le cose, le persone, le esperienze – qualcosa è riuscito ad attraversarli quasi indenne, come un filo lunghissimo che per qualche motivo è riuscito a infilare tutte le perline. Un giorno hai tre anni e il giorno dopo venti, non sai bene che farai della tua vita e sei anche un po' uno stronzo arrogante. Un giorno hai vent'anni e quello dopo ne hai il doppio e ...

Davvero non so

È passata un'estate e quasi un autunno intero e io non ho scritto nulla. Ogni tanto è capitato che venissi qui con l'intento di dire qualcosa, ma le dita si muovevano incerte e irrigidite e niente sembrava prendere senso in questa pagina bianca. Ma non ho pensato (sì, l'ho fatto invece) ora basta, è il momento di dire addio a questa parentesi lunghissima e ormai, diciamolo, anacronistica che è questo blog. Però fra poco arriva Natale e la storia di Babbo è sempre divertente, e un po' mi dispiacerebbe rompere la tradizione... Quindi al momento non chiudo tutto, per quanto poco senso possa avere. Oggi piove moltissimo, e io ho dormito male perché sono inquieta. E probabilmente sono qui anche per questo, per placare l'inquietudine. Anche se poi con la luce del giorno quasi ogni paura ha una superficie ridotta e più controllabile, non sparisce comunque del tutto. Se riesco a circoscriverla ancora un po' mi sentirò meglio. Ci sono dei momenti in cui ho voglia di fugg...