«Frantumare le distanze Superare resistenze E riconoscersi per creare Camminare senza chiedersi perché» Oggi ascoltavo questa canzone di Benvegnù che mi scalda e commuove sempre, ancora di più da quando è morto. Qui un po' piove e un po' esce il sole, sia dal punto di vista meteorologico che emotivo e ogni tanto mi distraggo un po' di più e mi perdo pezzi di giornata e altre volte mi concentro e mi sento soddisfatta di me (per qualche istante almeno). Ogni tanto si affacciano cose che mi fanno traballare, mi tengo salda senza dubbio, ma se traballi al sicuro la nausea può arrivare lo stesso (ho portato di recente mia figlia sulle giostre quindi so bene di che parlo). La pioggia di oggi è molto sottile, finissima e invade tutto e arriva ovunque e non c'è ombrello che tenga. Ma poi smette no? Smette sempre a un certo punto con buona pace di Brandon Lee e del suo Corvo del cavolo. Quindi, seppur con una leggera stretta allo stomaco che da qualche giorno non se ne vuole and...
È aprile e se arrivo in fondo a questo post, il primo che scrivo quest'anno, e lo pubblico probabilmente è una specie di miracolo. Stamattina leggevo un commento sul fatto di passare il tempo a scrollare social e sulla vita che è sempre meno nostra. E ho pensato, ecco qua come mi sento ultimamente, come una che vive una vita che è sempre meno sua. La sto rincorrendo più che vivendo, e succede perché ci sono sempre mille, mille, mille cose da fare e mi sembra di non venirne fuori mai. Ci sono stati un po' di cambiamenti ultimamente, più un'operazione a un familiare, insomma, un periodo in cui si sono concentrate una serie di cose che mi hanno fondamentalmente rubato il tempo. E in questa continua rincorsa a cercare di fare tutto – che poi tutto non è niente di che, è solo la vita quotidiana – e nel contempo di non perdere quei pezzetti di me che sono solo miei, mi sono ritrovata un po' fuori fase. Non ci sto a rinunciare a ciò che è mio, ma sono anche un po' arrabbia...