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Piani di (ir)realtà

Sei una bomba inesplosa. Stanotte quando Dafne mi ha chiamata, mi ha svegliata nel mezzo di un sogno in cui stavo formulando questo pensiero. E non lo stavo semplicemente pensando, stavo scrivendo mentalmente un post da mettere qui nel blog. Nel sogno, stavo facendo qualcosa a casa – tipo mettere in ordine la stanza di mia figlia – e intanto avevo questo pensiero in testa che avevo deciso di trasformare in un post. Come mi succede nella realtà: quando mi viene in mente qualcosa da postare qui ma non posso mettermi a scrivere nell'immediato, mi racconto il post nella testa, più che altro nella speranza di fissare i pensieri abbastanza da ricordarmene quando potrò mettermi al computer. Il pensiero che stavo fissando nel mio sogno, e che poi ho cercato di recuperare e fissare nella realtà, quando la piccola si è riaddormentata e sono tornata a letto, era proprio questo: sei una bomba inesplosa. E anche una bomba esplosa troppo in fretta («ho la strana sensazione di un...

Solitudini

Al mattino, quando la piccola vengono a prenderla e non devo portarla io dai nonni, sono io a uscire con il cane a passeggio, magari un po' prima del solito. Ultimamente mi capita di incontrare l'ubriacone del quartiere sulla pista ciclabile, che passa e mi chiede: «Scusi, signora, che ore sono per favore?» (Oh, non crediate, non è sempre così gentile: una sera, dopo cena, era già buio, Zuma si è talmente spaventato vedendolo in lontananza camminare su e giù da solo, urlando e bestemmiando, che siamo dovuti tornare indietro e abbiamo dovuto prendere un'altra strada. Anche perché, non so, ma secondo me rischiavo di prendermi pure un pugno in faccia senza motivo.) Suppongo me lo chieda per sapere se è troppo presto per entrare in Pam a comprare la birra, questo lo deduco perché in altri orari lo vedo elemosinare fuori dalle porte automatiche per poi entrare e acquistarsi la "dose" (e discutere con la cassiera che sono dei furbi, perché la birra di quel marchio là n...

Solo qualcosa

Certe giornate partono così, senza un motivo preciso. O magari sì, magari una canzone, una frase o una parola, un pensiero fugace e ti circondi di una certa sensazione vaga di malinconia.  Magari uno sguardo al calendario, o a una foto sulla libreria, un libro dimenticato, e ti catapulti davanti ad altri sguardi di partenze, da sopra un treno che non sapevi sarebbe stato l'ultimo, o un letto d'ospedale, o su soglie di case mai più riviste, o cancelli di scuola. Certe giornate sono così, e non basta il sole, il tepore di una specie di primavera anticipata, le frittelle o i cioccolatini, o i pennarelli, né i treni, le soglie, i cancelli di scuola futuri. A volte è una sensazione dolce ma si mescola a un'ansia che sembra immotivata, che ti fa dire un attimo, un momento, ho bisogno di fermarmi, respirare, assaporare e riordinare i pensieri. O abbandonarli. A volte il procedere di una giornata che non riesco a plasmare bene sotto le mie mani, che mi sembra sfugga ai mov...

Scivolando

È sempre molto difficile quando hai in testa una cosa che vorresti realizzare ma sai che per farlo ci vuole del tempo. E io in quel tempo rischio sempre di perdermi. Perché prima ci sono le cose più urgenti, e poi ci sono gli inevitabili imprevisti della vita, o gli ostacoli, o i dubbi. Non sono brava con i progetti, sono più una che naviga a vista, ma ce n'è uno che mi piacerebbe riuscire a portare avanti nel medio termine, mentre quello nel lungo termine continua a sembrarmi solo un sogno molto lontano e – temo – di difficile realizzazione.  Vorrei impegnarmi di più per non perdere di vista entrambi, ché per molto ho pensato che non fosse il caso, poi sono diventata mamma con tutti gli aggiustamenti in termini di tempo da poter dedicare al di fuori della famiglia che ciò ha comportato, ma insomma, adesso che i ritmi sono di nuovo più normali, adesso che ci posso ripensare sul serio sono capitate delle contingenze che mi hanno ravvivato la voglia dell'obiettivo di medio p...

La nausée, o meglio, la chinetosi

Volevamo andare in montagna ma pioveva sempre. Stamattina mia figlia mi ha vomitato tutto il succo di frutta sul giubbotto. Sto correggendo una traduzione dallo spagnolo fatta abbastanza di schifo. Abbiamo finito di vedere Il metodo Kominsky divertendoci molto. Abbiamo iniziato Dark e Nightflyers , ma mi sa che dovremo anche infilarci in mezzo qualcos'altro di divertente, altrimenti che ansia. Ho finito Il racconto dell'ancella (pare ci sarà un seguito, la Atwood ha avuto una illuminescion. Speriamo sia bello, di scoprire qualcosa che non ci è stato detto). Ho iniziato Eleanor Oliphant sta benissimo e vi dirò, mica male. Ho continuato un po' di Breve storia dell'ubriachezza e rido sempre moltissimissimo, anche perché mi immagino le frasi con la voce di @tegamini che l'ha tradotto, quindi effetto esilarante. Sono telegrafica. Oggi la giornata è partita col vomito quindi non abbiatemene, su. (La cosa positiva è che è lunedì. Sono le 14:50 e q...

«e 'l più bel fior ne colse»

Anche oggi siamo passati da "è urgente, è urgente" a "ferma, ferma, non uscirà fino al prossimo anno" e quindi prima penso di dover fare tutto di corsa, poi mi ritrovo pause inaspettate (e, a saperlo prima, dal parrucchiere ci sarei andata oggi, invece che domani, e vedrai se domani non mi arriva una roba urgente e mi tocca recuperare il tempo passato a farmi bella nel fine settimana. E no, se posso dal parrucchiere non ci vado il fine settimana perché è una cosa che odio). Comunque, bando alle ciance, ciò significa che adesso mi immergerò un altro po' in Il racconto dell'ancella , e cercherò di recuperare letture che avevo abbandonato causa ponderosi tomoni da correggere. Di tutto quello che è successo dall'ultimo post mi soffermerò solo su 3 cose (naturalmente abbastanza irrilevanti per il proseguo della vostra giornata, o settimana, o vita, e pure della mia ma è così che va, è esattamente questo lo spirito del blog): 1 - ho fatto qualche ca...

Concentrazione

Mia figlia era così felice della spolverata di neve di stamattina che in macchina non ha voluto ascoltare niente. Cosa sentiamo? Pipìm papàm? (Mellow Mood, Sound of a war ) O quello che gli prude il culo? (Brunori Sas, Lamezia Milano ) O un cd nuovo? Niente. Niente? Sì, c'è neve. E allora abbiamo viaggiato in silenzio mentre lei guardava fuori tutto un po' imbiancato (solo i tetti e i giardini), anche se man mano che ci avvicinavamo a Casarsa ce n'era sempre meno, e io avrei voluto non dover lavorare e tenermela a casa perché qui di neve ce n'è pur poca ma di più, e avrebbe potuto giocarci e ne sarebbe stata entusiasta.  Ma la riporteremo in montagna, in fondo a mezz'ora di strada siamo a Piancavallo. Ci serve solo un fine settimana senza troppi impegni, ed è quello il difficile. Allora stiamocene in silenzio, qui fiocca ancora, spero anche dalla nonna, così Dafne è felice e può ascoltare il suono della neve. Ché ha ragione lei, per ...

Flash

Non mi viene tanta voglia di scrivere, o meglio sì, ma poi mi sembra tutto superfluo. Ultimamente faccio un po' fatica, riversare qui pensieri e parole non è più facile come una volta: conosco troppe delle persone che mi leggono e la funzione di diario diventa un po' falsata.  A volte, sapete, sono stanca e mi lamento delle mie cose, com'è normale, come facciamo tutti, a volte però sono sopraffatta da tutto quello che viene da fuori e mi sento – non so come dirlo meglio – sconfitta. Comunque sia, troverò il modo per affrontare questa cosa, il mio modo per darle voce. Tornando invece alle cose di sempre, finalmente sono uscita dal tunnel di quel libro ansiogeno, quindi mi posso... ehm, buttare sul lavoro successivo (avrei voluto dire riposare o rilassare, ma no). C'è di buono che si impara ancora qualcosa. Ogni tanto mi sopraffa ancora la bellezza di una montagna imbiancata vista dalla finestra della cucina in quel momento del mattino in cui la luce calda e ...

Biografia

In questo momento mi stanno mancando moltissimo alcune cose. Mi mancano dei momenti per me. Mi manca dormire bene e rilassata. Mi manca parlare con (o scrivere a) alcune persone. D'altra parte però: sono tornata al cinema dopo credo tre anni. Sto lavorando a un bel libro, anche se come sempre causa metodi lavorativi (degli altri) opinabili questo mi sta mettendo parecchia apprensione. Spero sarà compensata dalla soddisfazione. Forse la prossima settimana vado di caschetto + frangia, un binomio che non ho mai provato. Scusate se passo in velocità, ma sono talmente immersa nella "biografia di un quasi eremita" che mi sto un po' immedesimando. Quando ne uscirò, tornerò qui pimpante e con nuove energie (spero). :)

Fermare un istante

Cerco di prendermi dieci minuti di pausa ma senza distrarmi troppo, perché la ripresa qui è stata abbastanza delirante. Nel senso che il lavoro è partito tutto in salita, con un sacco di cose da fare, libri sospesi da ennemila mesi che d'improvviso devono essere pubblicati entro breve e tutto ciò mi ha reso un tantino ansiosa, nervosa e parecchio stanca. Ma forse l'impatto duro aiuterà a far sembrare più semplice ciò che verrà dopo, almeno me lo auguro. Comunque posso dire definitivamente che le vacanze hanno fatto malissimo a mia figlia, che ha passato le settimane di Natale nella più totale delle lagnanze (ma poverina, è stata pure male) e da questa settimana invece è più o meno sempre felice. Si vede che stare lontana da mamma e papà durante il giorno in qualche modo le fa solo che bene. O forse è l'effetto della tanto amata routine, che sui bambini ha sicuramente un potere calmante. Fatto sta che è tornata a essere la canterina-ballerina sorridente di sempre e ...

Armonia

La mia parola 2019 è Armonia. La parola dell'anno è una specie di guida, un mantra quasi, da tenere presente man mano che procedi nella tua vita, nel raggiungimento dei tuoi piccoli o grandi obiettivi, nel lavoro e nella vita in generale. E dopo averci riflettuto il tempo di una passeggiata con il cane e di un po' di brainstorming con dizionario di sinonimi alla mano, sono giunta alla conclusione che per quest'anno voglio che quella parola sia proprio Armonia. Nel senso di equilibrio che tanto mi serve per procedere durante le giornate-settimane-mesi. Nel senso di leggerezza, di togliere il superfluo che appesantisce. Nel senso di semplicità e coerenza, quella che ti fa stare bene con te stesso e con tutti i mondi che hai dentro. Nel senso di concentrarmi di più, sul lavoro e altrove, perché tutto scorra nel modo migliore. Secondo me è una parola che mi si addice molto e un obiettivo che forse ultimamente ho perso un po' di vista. E fra tutte le c...

In pace

Queste vacanze finiscono e stranamente non mi sento poi tanto giù per questo, anche se so che domani sarà il lunedì più lunedì dell'anno e riprendere sarà come sempre un po' faticoso. Sono state settimane particolarmente belle, siamo riusciti a fare tanto e allo stesso tempo a non strafare e non stancarci nemmeno troppo. E nonostante le lagne di una duenne e mezzo mezza malata dopo Natale e molto viziata e coccolata da mamma e papà, mi mancheranno comunque le giornate trascorse interamente con lei o quasi. Ma ci siamo concessi serate libere da soli o con amici, abbiamo fatto una bella cena di pesce in un posto molto fico, sono riuscita a trascorrere un po' di tempo in più con la mia amica di Parigi, abbiamo passato il capodanno a casa di amici, sbevazzando un po' e tirando tardi, abbiamo giocato moltissimo, abbiamo passeggiato nella pedemontana in uno dei nostri luoghi del cuore, abbiamo bruciato il falò e con lui salutato il 2018, siamo andati via un paio di giorn...

Io, che sogno terremoti

Un anno nuovo è iniziato ma non è cambiato molto. Ovviamente. Di solito a gennaio non faccio buoni propositi, anche se in realtà ne faccio di continuo. A dicembre ne ho fatti alcuni e ho cercato di seguirli. Con successo altalenante, o dovrei dire scarso. A volte mi chiedo il perché di queste sensazioni profonde che sembrano quasi insensate. Di euforie seguite da vuoti e mancanze, malinconiche emozioni cariche di assenze. Di queste lontananze lancinanti, questi momenti di assurdi giochi di disperamenti. Prima di addormentarmi, o appena sveglia. Poi ci si riempie di vita e concretezza, di molte gioie e per fortuna che è così, ma quel piccolo minuscolo peso nel cuore che tuttavia non sa andarsene non se ne va. Ecco, per l'anno nuovo vorrei sapergli dare un luogo, un tempo o, magari, se serve, un calcio. Togliergli peso, dargli ali di leggerezza. Per me e non soltanto per me. Di recente ho letto che "la bellezza di un altro non toglie nulla alla mia bellezza". Non l...

Inconvenienti

Gli inconvenienti della vita è un bel libro di Peter Cameron, autore americano di cui non avevo mai letto nulla finora. L'ho comprato ieri e finito oggi, sono due racconti snelli che filano lisci. I dialoghi sono ottimi e non è una cosa da poco, scrivere dialoghi realistici non è facile e Cameron è molto bravo. Al centro dei due racconti ci sono due coppie, molto diverse fra loro, ma entrambe costrette a confrontarsi con gli "inconvenienti" del titolo: sono quei momenti della vita che fanno da spartiacque, quelli che ti costringono a riconoscere la differenza fra il prima e il dopo, e soprattutto a riconoscere che il dopo non potrà mai più essere come il prima. Tutto, alla fine, resta un po' sospeso, secondo me, come a dire che si può anche ricostruire, ma il cambiamento deve essere davvero profondo per farlo. E la presa di coscienza deve investire entrambe le parti della coppia. È abbastanza cupo, Cameron, non tragico ma il clima che crea è parecchio inquieto.  ...

Quello è tutto. Tutto quanto.

«La storia era, ed è, una strada a senso unico. Bisogna continuare a camminare in avanti. Ma non si è obbligati a guardare sempre avanti. A volte ci si può semplicemente guardare intorno, ed essere felici proprio lì, dove si è». Ci sono stati dei momenti, di recente, in cui mi sono sentita, come posso dire?, come se potessi essere sul punto di disintegrarmi in moltissimi pezzi differenti, ognuno con una diversa direzione. Non ha molto senso, vero? Eppure era così, come se fossi tenuta insieme da un filo tirato che se si fosse allentato troppo mi avrebbe distrutta. Ecco, una cosa del genere. Non so bene perché sia successo. Adesso mi sembra di essere di nuovo intera, invece, di essere più presente a me stessa da un lato, e più presente per gli altri. A volte ero sul punto di piangere e non sapevo bene per cosa, o lo sapevo ma non riuscivo a dargli voce e a dargli forma, a volte mi sono quasi piegata in due per il vuoto improvviso. È capitato subito prima di ritrovare l'equilib...

Libri (ancora) e amenità varie (più o meno)

Mentre la lista dei libri che "vorrei comprare/leggere che ho già ma ancora non li ho letti, che li voglio ma non li prendo ma forse sì bu chissà" diventa essa stessa un libro, ho pensato che il modo migliore per riuscire a procedere è leggere più libri alla volta. Il che in genere significa in realtà che uno lo leggo d'un fiato e gli altri avanzano di poche pagine al giorno o settimana, ma ci sono comunque a riempire un buco fino al prossimo libro da leggere d'un fiato. Al momento quindi penso che il numero perfetto sia sempre e comunque il 3. E cioè, tre libri, di cui 1) un romanzo scorrevole non troppo lungo, e se lungo comunque di quelli che avanzano agevoli, perfetto sempre, ma soprattutto la sera sul divano quando sei troppo stanco per leggere qualcosa che inciampi. 2) un saggio da leggere mentre pranzo o durante il giorno in momenti di brevi pause, o magari in sala d'attesa da qualche parte o simili (il Kindle qui è perfetto) 3) un romanzo o sa...

Caro Babbo...

Caro Babbo Natale, sono secoli che non ti scrivo lettere perché ho già qualcuno che esaudisce i miei desideri e gli altri me li tengo per me sperando che si avverino. Per il resto, cerco di arrangiarmi da sola, come sempre. Negli ultimi anni ti ho pure sempre sbeffeggiato con questa storiella che ti ritrae in modo un po' buffo ma su, simpatico. Io la ripubblico, non me ne volere, è tanto bellina e fa ridere tutti, poi che vuoi, sono poche le persone che vengono a leggerla quindi non è che ti sto proprio sputtanando. Tu continua a fare il tuo lavoro tranquillo, dato che resti sempre una di quelle magie belle a cui i bambini sono contenti di credere. Quando passi, apri il frigo, una birra bella fredda la trovi di sicuro, e pure dell'ottimo salame di Del Ben o, se sei fortunato, un po' di pitina della Val Tramontina. Mandi :) «Per Babbo Natale non era il giorno giusto. L’idea di farsi tre o quattro volte il giro del pianeta, gridando “ho ho” a Dasher, Dancer, Prancer, V...

Dieci dicembre

È anche il titolo di un libro, una raccolta di racconti di George Saunders di cui però non posso dirvi nulla perché non l'ho letto e non ne so nulla, al momento. Ma prima o poi sarà sullo scaffale. Ho intitolato così il post perché guardando in basso la data sul computer mi sono accorta che sì, ormai è il dieci di dicembre e non ho detto nulla su questo mese. (Non che debba dire qualcosa su ogni mese dell'anno, ma forse dicembre non è un mese come un altro). Direi che dicembre è iniziato anche abbastanza bene, con un po' di respiro al lavoro, un pranzo con amici qui a casa nostra, una festa di compleanno per il giovane tredicenne (ha invitato qui gli amici a giocare a Fortnite, abbiamo ordinato pizza per tutti, e dalle risate che provenivano dalla camera posso dire che si sono divertiti un sacco). Il 2018 sta finendo, e come ormai l'esperienza mi ha insegnato, gli anni che finiscono con l'8 hanno sempre qualcosa di strano. Il 1998 è stato l'anno del...

Gli attimi fuggiti

«Ma come si fa ad abitare l'attimo in cui ti trovi? Come si fa a impedire ai fantasmi di tutti gli altri attimi fuggiti di interferire? In poche parole, come si fa a vivere?». Matt Haig, Come fermare il tempo Nella mia continua ricerca di libri che valga davvero la pena di leggere, mi sono appena imbattuta in un romanzo uscito quest'anno per E/O: si intitola Come fermare il tempo , di Matt Haig. La storia: Tom (ma questo è solo uno dei tanti nomi del protagonista) è un uomo con una caratteristica molto particolare: soffre di anageria, e cioè invecchia molto più lentamente di tutti noi. Infatti è nato verso la fine del '500 e ha attraversato i secoli fino ai giorni nostri, e ora dimostra all'incirca quarant'anni. Ma il peso del tempo, del passato e dei ricordi, anche se non si vede esternamente, internamente c'è tutto. Non è l'unico a essere così: a un certo punto della sua lunghissima vita, ha scoperto che esiste una società, Società degli Albat...

Il mondo muto di Hector Mann

Insomma, Paul Auster. Il libro delle illusioni . David Zimmer è un professore universitario che d'improvviso perde tutto ciò che ama, in un modo che naturalmente sottolinea attraverso una serie di coincidenze: se non avessi, se l'insegnante di mio figlio non avesse, se... Ma è andata come è andata. Si rinchiude nel suo dolore e nelle bottiglie di whiskey quando, un giorno, guardando a caso una scena di un film muto, ride. Allora non tutto è perduto!, pensa. Sono ancora vivo. E così cerca di scoprire qualcosa su questo attore, Hector Mann, che è riuscito a farlo ridere in un momento tanto disperato. E scopre cose molto interessanti. Tipo che dopo il 1929 è sparito e di lui non si sa nulla. Sicuro come l'oro, ormai è morto. Decide di vedere tutti i suoi film, ma per farlo è costretto a viaggiare. E il fatto di dover anche prendere l'aereo non è cosa da poco, per lui. È interessante anche il suo incontro e dialogo con il dottor Singh, per farsi prescrivere de...