Passa ai contenuti principali

Flash

Non mi viene tanta voglia di scrivere, o meglio sì, ma poi mi sembra tutto superfluo.
Ultimamente faccio un po' fatica, riversare qui pensieri e parole non è più facile come una volta: conosco troppe delle persone che mi leggono e la funzione di diario diventa un po' falsata. 
A volte, sapete, sono stanca e mi lamento delle mie cose, com'è normale, come facciamo tutti, a volte però sono sopraffatta da tutto quello che viene da fuori e mi sento – non so come dirlo meglio – sconfitta.
Comunque sia, troverò il modo per affrontare questa cosa, il mio modo per darle voce.

Tornando invece alle cose di sempre, finalmente sono uscita dal tunnel di quel libro ansiogeno, quindi mi posso... ehm, buttare sul lavoro successivo (avrei voluto dire riposare o rilassare, ma no). C'è di buono che si impara ancora qualcosa.
Ogni tanto mi sopraffa ancora la bellezza di una montagna imbiancata vista dalla finestra della cucina in quel momento del mattino in cui la luce calda e ancora dorata vi si riflette sopra. 
Ogni tanto mi sopraffa ancora la bellezza di un abbraccio da braccia lunghe, e anche da braccia piccoline.
Ogni tanto mi sopraffa ancora la bellezza di una foto, di un'interpretazione, di note che provocano brividi, e la bellezza perfino in mezzo al disastro.
Ogni tanto mi sopraffa ancora la bellezza di una frase, di parole messe insieme in modi che suonano come fossero uno sbattere di ali. Libere, leggere, leggiadre.
Ogni tanto lasciarsi andare, ogni tanto lasciarsi meravigliare. 
Meno male che ogni tanto accade, altrimenti altro che armonia per il 2019, finisco per ritrovarmi in mezzo al caos appesantito di questa epoca strana e sconcertante.


Commenti

Post popolari in questo blog

Progettare è metà dell'opera (e della ricompensa emotiva)

Stavo iniziando a scrivere un resoconto di quel che è stato, ma poi mi son detta: "Perché?". E così ho corretto un po' il tiro, perché è l'orizzonte che vedo da lontano a interessarmi adesso. Le giornate di recente sono state tutte parecchio belle, abbiamo festeggiato il compleanno della piccola, domenica (già 2!) e ho preso in mano un nuovo lavoro che mi dà soddisfazione, anche se è faticoso, quindi mi sento piuttosto appagata. Sono state anche giornate intense, sia per organizzare compleanno-regali-torta sia perché ci siamo buttati a capofitto nell'organizzazione delle vacanze, visto che abbiamo la sfiga di dovercele fare sempre ad agosto e si sa che i costi sono esagerati, e noi siamo un po' esigenti (non siamo davvero esigenti, ma vogliamo fondamentalmente 2 cose: andare in un posto in cui non siamo mai stati e accontentare i gusti di tutti, per quanto possibile. Ah già, anche non dilapidare il conto in banca, e visto che siamo in quattro a muover...

It's beginning to look a lot like etc. etc.

Quasi fuori tempo massimo, ma sono state settimane matte, e anche se ho finito di lavorare prima del solito, anche mia figlia ha finito scuola prima del solito e sono stata impegnatissima ad andare a pattinare sul ghiaccio con lei (sentendomi molto Holden Caulfield) e a fare insieme a lei binge watching di Stranger Things. E quindi, con questa veloce intro che fra l'altro sto scrivendo dal telefono, mi appresto a ripubblicare, com'è ormai tradizione, la simpatica e nervosetta storia di un Babbo Natale molto grumpy e probabilmente stressato quanto lo siamo noi arrivati a questo punto. Con l'augurio di riuscire a essere comprensivi col prossimo, perché non sappiamo quanti pacchetti deve ancora fare e quanto scotch gli è rimasto. BUON NATALE 🎅🏼  «Per Babbo Natale non era il giorno giusto. L’idea di farsi tre o quattro volte il giro del pianeta, gridando “ho ho” a Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donner, Blitzen e Rudolf e scarrozzare per il cielo lasciandosi die...

Il senno di poi ma anche di prima

Ho corso con gli Zen Circus nelle cuffie e ho ripensato a un vecchio lettore mp3 usato che mi era stato regalato un bel po' di anni fa, che aveva anche delle canzoni loro, e Occhi bassi che era la mia preferita dei Tre allegri e adesso la cantiamo con il coro. E ho pensato che alcune cose restano le stesse dentro di noi anche dopo aver fatto moltissimi giri intorno al sole, e certi ricordi acquistano quel colore tipico della nostalgia che li rende dolci e migliori di quanto non fossero. Ho pensato che saranno passati più di quindici anni e anche se so benissimo tutte le cose che ci sono dentro quell'arco di tempo – le cose, le persone, le esperienze – qualcosa è riuscito ad attraversarli quasi indenne, come un filo lunghissimo che per qualche motivo è riuscito a infilare tutte le perline. Un giorno hai tre anni e il giorno dopo venti, non sai bene che farai della tua vita e sei anche un po' uno stronzo arrogante. Un giorno hai vent'anni e quello dopo ne hai il doppio e ...