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Finzioni

Ultimi acquisti cartacei. A volte mi vengono in mente delle cose che voglio dire qui, poi ne collego trecento insieme e alla fine arrivo qui, davanti a questa pagina bianca, e non mi ricordo più da dove era partito il pensiero, anche se mi ricordo tutti i fili che legavano le varie idee. Allora posso anche partire un po' a caso, suppongo, ma poi il risultato non so se sarà soddisfacente. Ho letto Pastorale americana di Philip Roth, e all'inizio pensavo "Boh, ma dove vuole andare a parare?" perché mica lo capivo (devo dire che all'inizio leggevo e non stavo benissimo, quindi secondo me avevo la mente un po' confusa). Poi invece ho capito tutto, e mi è piaciuto molto. Poco importa che la storia dello Svedese sia raccontata per come se la immagina dai pochi indizi a sua disposizione il narratore, poco importa perché è comunque una storia verosimile, e poi tanto siamo dentro un romanzo, comunque sarebbe una storia non vera. Insomma, poco importa se è finz...

Cuore leggero... almeno per un po' (spero)

Noi qui diamo il nome a tutto. La mia auto vecchia si chiamava Polla. Quella nuova si chiama Puffa. L'unica piantina che ancora sopravvive dentro casa è Puntina. (Cavoli, tutto con la P). Octopus era la piantina grassa che credo mio marito abbia – inconsapevolmente – ucciso. Il pupazzo che ho comprato all'Ikea anni fa solo per metterlo in macchina mia (un Bulldog inglese ingrugnato) si chiama Ragù. Il bonsai che avevo regalato a mio marito – e che ora è bello che morto – si chiamava Romeo. Il bonsai che aveva lui prima si chiamava Carmen. (Decidere se una pianta è maschio o femmina è la cosa più dura). Per il cane è tutta un'altra cosa. Zuma è il nome che aveva già quando siamo andati a prenderlo, ci piaceva molto e gliel'abbiamo lasciato. Ma, a parte quando lo sgridiamo, per il resto lui è: Plinio, Pliniutti, Canetto, Canuppio, Bubi, Bubino, Pulo, Cippolippo (ehm, va be', anche "Canedelcazzo" ma detto sempre con grande affetto mentre gli facciamo...

Pista da corsa

Ci sono delle cose che mi ricordano l'adolescenza come poche altre. Una di queste è un campo di terra rossa, una pista da corsa, un campo sportivo. Io e la mia amica passavamo i pomeriggi fuori dal palazzetto, lei in attesa dei suoi allenamenti di atletica, io a far finta che un po' di quello sport potesse essere fatto anche per me. A volte giocavamo sul retro, al campetto da basket, altre ci portavamo racchette e palline da tennis e improvvisavamo una partita di squash, ci sedevamo sulle gradinate in pietra a chiacchierare, e andavamo sulle gradinate in ferro, quelle del campo di calcio, a correre su e giù. Parlavamo dei ragazzi che ci piacevano, e proprio lì, su quelle gradinate, la sera di qualche anno più tardi avremmo dato i nostri primi baci. La domenica andavamo al palazzetto a guardare le partite di basket dove giocavano uno o più di quelli a cui volevamo giurare il nostro amore eterno, eterno fino almeno all'autunno successivo... Era anche il luogo in c...

Sei così, ed è bello

Sono tre giorni che cerco di scrivere qualcosa, e non è la mancanza di cose da dire, ma l'eccesso ad avermi sempre bloccata. Ricordate l'effetto imbuto? Proprio quello. Sarà che ci sono troppe cose tutte insieme in questo periodo, sarà la primavera, sarà che non stavo tanto bene... ma seppur sentissi il bisogno di esprimere tutto finivo per non riuscire a esprimere proprio nulla. È più semplice andare con ordine o fare a caso? Non lo so, oggi decido di fare a caso. Ieri è morta una ragazza giovanissima, io non la conoscevo ma mi era capitato di leggere la sua storia tempo fa per via di amici miei su Facebook che invece la conoscevano, seppur non bene, credo. Insomma, una ragazza con un sorriso bellissimo che per due volte ha dovuto affrontare il cancro e alla fine non ce l'ha fatta. Da quello che ho letto, una forza d'animo incredibile, una vera guerriera. Notizie come questa ti lasciano addolorata e perplessa anche se non conosci di persona chi ne è protagon...

Walking On Sunshine

Oggi ho scoperto che ogni mattina cammino con canetto per più di 3 km (apperò, che roba). Poi con una rapida quanto superficiale ricerca su Google ho scoperto che camminare 3 km al giorno fa benissimo alla salute. Aggiungiamoci l'altro paio di kappaemme che macino prima di cena sempre con canetto e quelle due volte alla settimana di palestra che dovrebbero giustificare l'esborso di 400 euro per 12 mesi ed ecco che in poche parole posso dire che diventerò immortale. Scherzi a parte, ho scaricato Runtastic più per sapere con precisione quant'è lungo il solito giro che faccio con Zuma che per autoincitarmi a iniziare a correre regolarmente. Cosa che in realtà mi riprometto all'incirca ogni santa primavera, da almeno 15 anni a questa parte. Ah, vedrete, anche quest'anno passerò un paio di giorni andando a correre davvero, esaltandomi tantissimo, approfittando di quei due giorni in cui coincideranno temperatura giusta-assenza di allergia-un po' meno lavoro del...

Conversazioni

Ho letto un'intervista a Peter Handke, meglio, una conversazione. Su di lui e la sua opera io avrei voluto scrivere la tesi alla specialistica, tranne che nessun prof pareva disposto a seguirmi e quindi ho dirottato su altro. Ma non è detto che un giorno non riprenda in mano il discorso. Anche se tanto mi manca il tempo per farlo. È un'intervista che ha un velo di tristezza in sé, ma mi piace molto. Non è davvero triste, ma c'è qualcosa che . Insomma, niente salti di gioia né slanci di vitalità. Da un autore di lingua tedesca non è che ci si aspettino proprio guizzi di ilarità sguaiata, credo. In ogni caso, mi è sembrato che continuasse un discorso che ho iniziato io qualche post fa: sì, quello del rifugio nella propria mente, dell'Hotel Esistenza di Auster, sempre quello lì. Uno dovrebbe scrivere una tesi a 50 anni, non a 25, perché solo allora avrà abbastanza carne al fuoco, avrà davvero trovato la strada giusta. Almeno, io lo farei, perché solo adesso mi sembra ...

Tutto così uff

Io odio la burocrazia, vorrei che morisse. Ma in questi giorni ne siamo sommersi, tra l'auto nuova, l'assicurazione per l'auto nuova, e poi figuriamoci, la Partita Iva e le fatture che devo emettere. E poi chiedere per sapere se è tutto a posto, attendere risposte, fare chiarezza su quando sarà il bonifico... eccetera eccetera. Ci sono dei momenti in cui accumulo burocrazia perché la odio, e poi me la ritrovo tutta insieme sul groppone: un po' quella rimandata per colpa mia, un po' quella che in altro modo non si poteva proprio fare, insomma, ci sono delle serate in cui mi sembra che queste carte, queste questioni, siano tutte riunite come in una sorta di uomo marshmallow dei Ghostbusters che avanza incombendo su di me. In realtà lo so che basta prendere le cose, una per volta, dall'inizio e risolverle. Oggi ho chiesto, mi è stato risposto, e un tassello che ieri sera mi sembrava oscuro e infingardo è andato dritto al suo posto. Però sono la regina dei ...

Tempo di gite

Come sempre avrei moltissime cose da scrivere, e vorrei poterle rigettare in un nanosecondo belle fatte e finite così come sono nella mia testa. Ma purtroppo sono costretta a rallentare alla velocità delle mie mani, che sebbene scrivano molto in fretta sulla tastiera del computer, non lo fanno abbastanza per stare dietro al flusso che mi scorre nella mente. Quindi bisogna iniziare con ordine, anche se l'ordine in questo genere di cose non mi piace nemmeno. Le vacanze di Pasqua non sono vere vacanze per chi come me e mio marito lavora tutto il venerdì prima di Pasqua (io anche sabato mattina, a dirla tutta), ma quantomeno lunedì non era un vero lunedì e la settimana successiva, cioè questa, è un po' più corta. Quindi guardiamola per com'è, anche perché già solo pensare che il 25 aprile è un sabato qualunque fa venire il mal di pancia. Comunque sia, sabato pomeriggio io e Ale ci siamo fatti la nostra bella spesa di pesce, che lui ha cucinato per il pranzo di Pasqua: ...

I limiti un po' più in là

1 aprile 2015: a passeggio con canetto, ieri ho capito che cosa si intende con "verde". Ieri sera sono andata in palestra, e siccome è la settimana di non-ho-capito-che-cosa, invece delle solite lezioni c'erano delle cose un po' diverse. Naturalmente non lo sapevo perché lunedì ero a casa a smaltire i resti dell'influenza, ma magari ci sarei andata comunque. Insomma, quando vedo che iniziano a trasportare nella nostra sala le bici da spinning ho pensato "Oddio, anche no". Non sono una grande fan della bici indoor in giovane età e con il bel tempo all'esterno, ma visto che avevo quell'ora a disposizione ho detto "Va be', anche sì". In fondo io sono fatta così, cerco di provare un po' tutto quanto. Vi dirò, alla fine mi sono divertita. Peccato che oggi non sono più capace di camminare. Ieri sono scesa dalla bici e i muscoli cedevano. Poi abbiamo fatto un quarto d'ora di pilates per allungare i muscoli ma non mi sono b...

Sogni veri

Domenica sera mentre stendevo l'ultima lavatrice della giornata in tv c'era un film con Ben Affleck Amore estremo , film che non ho visto (ho poi scoperto che è stato considerato uno fra i peggiori film mai realizzati!). Ma che mi ha dato un'imbeccata. Nel film c'era un attore che interpretava – male – un ragazzo disabile. Al che ho detto: ho visto solo due attori interpretare bene un ruolo così difficile: Dustin Hoffman su Rain Man e Leonardo Di Caprio su Buon compleanno Mr Grape. E così ho scoperto che mio marito non aveva mai visto Buon compleanno Mr Grape . E io gli ho detto ce l'ho, quando vuoi lo guardiamo. Ieri sera l'abbiamo fatto: posso dire che trovo sempre entusiasmante rivedere film vecchi più di 20 anni. Be', poi dipende dal tipo di film, ma questo è davvero quel genere un po' lento, ma non troppo e per niente noioso, ambientato in un'America in mezzo al nulla dove i cittadini sono sospesi fra il vecchio e il nuovo che avanza, chi ...

Parole, oppure no

A volte vorrei parlare con delle persone con le quali non parlo più da tanto. A qualcuno solo per sapere come va, con qualcun altro vorrei fare lunghi discorsi come ai vecchi tempi, ad altri ancora vorrei solo ribadire il mio vaffanculo. A qualcuno, sicuramente, dovrei ancora delle scuse, mentre da altri le pretenderei. Con alcuni vorrei spiegarmi, con altri invece vorrei che fossero loro a spiegare. Ammetto anche che a qualcuno vorrei sbattere in faccia un "Quanto ti sbagliavi" e a qualcun altro "Quanto avevi ragione". Ma il limite fra orgoglio, paura, sensi di colpa è ancora un po' sfumato, e quello che una volta sembrava sospeso adesso sembra soltanto vecchio. Puzza di stantio. Non siamo nemmeno più quelle persone che eravamo una volta, quindi non c'è nemmeno più bisogno di dire nulla.  Le nostre vite, per come sono ora, parlano già da sole per noi. La verità è che lo faremmo, se fosse abbastanza importante. Dopo l'acqua che ci è passata sott...

Tradimenti

Alla fine ce l'ha fatta, dopo tanto corteggiare io non ho potuto fare altro che cedere. Già sotto Natale ci aveva provato, insinuando le sue dita fredde sul mio viso, ma io ero stata più forte e avevo detto No. Dopo mesi di assenza, però, torna all'attacco e colpisce a fondo, probabilmente in un momento in cui sono distratta, e le mie spalle, sempre così forti, stavolta non possono evitare di piegarsi. Così quelle dita fredde sono riuscite a passare dal collo, alla gola, a tutto il viso e lungo tutto il corpo, lasciandomi spossata e quasi ubriaca a guardarmi cadere nel tranello. Non potevo fare altro, stavolta, alle porte di aprile, con la primavera che bussa, ancora timida, ma è lì. Insomma, signori, stavolta mi sono proprio presa l'influenza.

Hotel Esistenza

Fuori piove, e il mio Hotel Esistenza a volte è fatto di questo, di un posto dove fuori piove, è grigio, umido e freddo e dentro però c'è un caldo confortante, una tazza di tè fumante, una coperta morbida e del tempo per me. Un giorno ho detto che Follie di Brooklyn parla anche di me, e tanto. Ci sono cose di questo libro – e non è la storia in sé, quella non ve la voglio nemmeno raccontare, perché di scrivere trame non mi interessa tanto – dicevo che ci sono cose che mi rispecchiano molto. L'io narrante, Nathan (anziano, in pensione, divorziato) decide di voler scrivere Il libro della follia umana e «riportare in esso, con il linguaggio più semplice e chiaro possibile, il racconto di tutti gli svarioni e i capitomboli, i pasticci e i pastrocchi, le topiche e le goffaggini in cui ero caduto nella mia lunga e movimentata carriera di uomo». Lavora su blocchetti di appunti, foglietti volanti, retro di documenti vari, insomma, disordinato ma meticoloso, tanto da divide...

Rispetto e filosofia

Negli ultimi tempi più che un fiume in piena mi sembra di avere dentro un vero e proprio oceano, di quelli con le onde alte che si infrangono schiumose e bianche contro la costa, con il vento a sferzarle e sospingerle e un carico di acqua impressionante. E purtroppo fatico a starci dietro. Questo perché comunque mi devo pur guadagnare da vivere, ma penso anche che finché sono giovane dovrò cercare lo stesso di fare surf su queste onde, anche a costo di dormire poco e soffrire di mal di testa e qualche senso di colpa.  Oggi parlo di rispetto perché questo è il nome dato a un gioco proposto in delle scuole, ma che è stato trattato senza rispetto, dimostrando quanto di questi programmi ci sia davvero bisogno. Il progetto l'ho letto per sommi capi perché una disanima più dettagliata non sono riuscita a trovarla, eppure ci sono dei dettagli che mi fanno chiedere: Com'è possibile che si sia gridato allo scandalo per un gioco innocente? Com'è possibile che se insegnanti, ps...

Sogno-b

Stanotte, anzi, stamattina, dopo che Ale si è alzato alle 5.30 perché questa settimana deve andare a Bergamo ogni giorno, praticamente, insomma dopo sono riuscita a riappisolarmi un po' e ho sognato di essere a casa del Rompinotaio. Il Rompinotaio è quello per cui ho lavorato qualche mese nel 2011, che non a caso potrei annoverare come l'anno più brutto della mia vita. Comunque, ero a casa sua, c'erano anche la moglie e la figlia, e io stavo sistemando delle cose mentre la moglie preparava il pranzo, e il Rompi e sua figlia erano seduti a tavola, e io mi sono accorta che la tavola non era apparecchiata, ma come dicevo stavo facendo altro, e poi la moglie si è girata e ha detto: – Ma è pronto e non c'è neanche la tovaglia! – e il Rompi e la figlia ridevano e dicevano cose tipo: – Eh, ma dovevo farlo io? – e allora mi sono avvicinata e ho detto loro, in friulano (perché in friulano, non lo so, visto che non lo parlo quasi mai, tranne per sottolineare qualche concetto...

Cuore di cioccolato fondente

Oggi sono finalmente riuscita a pranzare con mia madre, cosa che pareva impossibile ultimamente tra gli impegni miei e i suoi. Ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Abbiamo bevuto i nostri due caffè, uno subito dopo pranzo e uno poco dopo il dopo pranzo. Abbiamo chiacchierato. Abbiamo riso degli atti folli di canetto. E come sempre mi sono sentita a casa. E ora che sono a casa, avevo bisogno di un altro momento di casa e sono venuta qui, sul blog. Perché è uno dei posti che mi consolano, a suo modo. Non che abbia bisogno di consolazione, non oggi certo, ma è uno di quei luoghi caldi, come il cuore di cioccolato fondente in un dolce. Stamattina appena alzata mi sono innervosita per vari motivi, tutti legati all'ignoranza della gente, ma in questo momento li ho scordati tutti. Anzi li ho relegati in un angolo al quale per ora non ho nessuna intenzione di dare nemmeno uno sguardo, perché non serve. E perché ora è passato tutto. Ieri mentre ero in macchina ho sentito mio papà. O...

Ce la possiamo fare

Sono qui, reduce da qualche giorno di lavoro molto intenso (seppur piacevole) da un'abbuffata che non vi dico e da giorni di primavera anticipata. Domenica era la festa della donna, che non ho mai festeggiato e che da sei anni è stata totalmente soppiantata dall'anniversario con il mio – ora – marito. Anniversario dalla prima uscita, s'intende. la felicità passa per i colli orientali del Friuli, si ferma a mangiare cose buone bevendo del buon vino e poi riparte. Quindi domenica di sole, con pausa dal lavoro, e gli altri giorni invece al chiuso a produrre. Per fortuna, come sempre, ci pensa canetto a farmi passeggiare e prendere un po' di questo caldo primaverile che scioglie i nodi, fa scrocchiare le ossa, aumenta la temperatura del sangue e libera le endorfine. sì, la scrivania  era anche ordinata  qui, ora è molto peggio. sì, io lavoro in cucina. no, non è su questo tavolo che mangiamo. sì, il disordine a suo modo mi aiuta a concentrarmi. Di solito la prim...

Cambiamenti

È solo marzo ma l'anno si è già fatto intenso. Dovrò abbandonare il progetto delle 52 settimane. Ma è una bella notizia. 1) perché non mi piaceva, era nato in modo frettoloso e non aveva nemmeno una direzione precisa. 2) vedrò un aumento delle mie mansioni in campo lavorativo, a breve, credo brevissimo, e la cosa è ovviamente positiva, visto che significa più entrate, più esperienza e magari anche NUOVE esperienze. Ma non abbandono il blog, sia mai! Continuerò con SoloCoseBelle e con la recensione di libri (se avrò tempo di leggerne, oltre a quelli lavorativi, s'intende) e con le cose quotidiane di vita vissuta. Insomma, niente appuntamenti fissi, ma ci sarò sempre! Poi si vedrà, ma almeno all'inizio, avrò bisogno di un periodo di assestamento, dovrò riorganizzare la mia giornata e insomma, ancora non ho bene idea di cosa avrò o non avrò il tempo di fare. Ma SONO FELICE perché (e ora incrocio le dita, perché non si sa mai) significa che di tanto in tanto succede anco...

8/52 Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala!

Credo di essermelo detta tante volte, in momenti di difficoltà. Una frase che però nessuno mi ha mai detto, parole che non pronuncerei, penso, a nessun altro. Solo a me stessa, perché è con me che sono ipercritica, e a me stessa che dico che non devo mollare, che devo trovare l'opportunità nella difficoltà, che non devo darla vinta all'indolenza o allo sconforto, perché le risorse che possiedo, e lo so bene, sono tante. Ed è così che mi sento la maggior parte del tempo, cercando di limitare le negatività e credendo più nella possibilità che nell'impossibilità. E con le persone importanti nella mia vita, quelle di adesso e quelle che ci saranno in futuro, faccio lo stesso: no, dire te la sei voluta non serve a spronare una persona a fare meglio, è un po' come dare una colpa ed è quasi come arrendersi, scaricare responsabilità quando qualcuno chiede aiuto. Perciò no, non dico adesso pedala, magari dico altro, qualcosa che suonerebbe come un Puoi pedalare, sei in grad...

SoloCoseBelle 2

Oggi tocca al sito e blog di un'illustratrice che mi piace moltissimo. Lei è Ilaria Urbinati il suo blog si chiama inapencil  e ci mostra cosa si nasconde dentro la sua matita e dentro i suoi colori.  Ultimamente – be', un po' più di ultimamente, da 7 anni a questa parte – mi imbatto di continuo nelle opere di vari illustratori grazie al mio lavoro di correzione di bozze di libri per ragazzi. Io non sono un'esperta in disegno, non ho mai avuto velleità di illustratrice, non parlatemi di tecniche o altro perché, davvero, credo di non pigliarci proprio. Però, di pancia, ci sono illustrazioni che mi prendono e mi trasmettono tantissimo! Quelle di Ilaria sono così fresche e simpatiche, ma per niente banali, e io me ne sono innamorata subito. C'è qualcosa di rassicurante e a tratti familiare nel modo in cui racconta attraverso la sua matita scene quotidiane di vita vissuta, ricordi di quand'era bambina (fra tutte, credo proprio che le mie preferite siano "i ...