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Tegamini challenge 2-7: e mi complimento con me stessa per la costanza (finora)

Visualizza questo post su Instagram #libriniritrattini2 TVTB: L'autore più presente nella mia libreria. Se la gioca a pari merito con altri, ne avrei uno per ogni periodo della mia vita: Stephen King da adolescente e Paul Auster oggi, per citarne due. Ma Italo Calvino vince se considero quelli che ho, quelli sul Kindle, quelli presi in prestito... E poi a lui ritorno sempre, prima o poi. #libriniritrattini #tegamini #italocalvino Un post condiviso da Michela (@michelagregoris) in data: 9 Gen 2020 alle ore 12:21 PST Visualizza questo post su Instagram #libriniritrattini3 Nel mio disordine trovo tutto: come sistemo i miei libri. Io ci provo a mettere ordine ma poi l'entropia... 🤷Una volta mettevo tutto a caso, adesso cerco di dividerli per provenienza (letteratura americana, italiana ecc.). Ma vedo che a un certo punto torna a regnare il caos. 🤦 #libriniritra...

Tegamini challenge: 1) Ah, quanti ricordi! Il primo libro che ho letto per conto mio

Visualizza questo post su Instagram #libriniritrattini1 Ah, quanti ricordi! Il primo libro che ho letto per conto mio. Per il primo giorno della challenge lanciata da @tegamini scelgo Il buio oltre la siepe di Harper Lee. Non il primo libro in senso stretto, ma il primo romanzo vero e proprio scovato in giro per casa nella vecchia edizione della Loescher con copertina bianca e arancione. (L'edizione Feltrinelli della foto, invece, è di quando l'ho riletto diversi anni dopo). Avrò avuto sì e no dieci anni e sicuramente non capivo proprio tutto, ma ricordo un'estate passata a sognare di avere la precoce intelligenza di Scout e il senso di giustizia di Atticus. È senza dubbio colpa di Boo Radley se da allora ho un debole per le storie che comprendono un presunto mostro che alla fine si rivela fra i più umani. Anche se, a onor del vero, all'epoca più che la cattiveria umana, a impressionarmi furono il braccio rotto di Jem ...

Il meccanismo di gennaio

Mi è quasi difficile, quest'anno, dire come sono state le vacanze. Sono andate bene, non posso certo dire il contrario, sono state forse anche migliori di molte altre, nonostante a volte la mente andasse a indugiare su pensieri non del tutto positivi. Abbiamo fatto tante cene a casa, Capodanno compreso, con amici, abbiamo passato serate fuori con gli stessi o altri amici, quest'anno sono pure andata a Udine a fare il pranzo "di lavoro" con i clienti per cui lavoro da una vita, e a un certo punto le uscite sembravano non finire mai. Abbiamo passato giorni in famiglia, e siamo andati sulla neve, finalmente sullo spettacolare Lussari che non raggiungevamo da un po', ormai. Abbiamo acceso il tradizionale falò – casalingo – e abbiamo aperto regali. Abbiamo giocato tanto, tantissimo, con la piccola, e solo ieri sera, solo appena prima di andare a letto mi ha assalito davvero la nostalgia per la fine di queste giornate di pausa. Nel mezzo ho pure lavorato un po', ...

Panta rei

Di solito sotto Natale sono felice, sprizzo ottimismo, sono contenta della pausa e di stare insieme alle persone che amo, gioisco della meraviglia negli occhi dei bambini e anche degli adulti che ricevono regali più o meno inaspettati, veder scartare qualcosa e sentirsi un po' bambini a trovare un regalo sotto l'albero. Quest'anno tutte queste cose ci sono, ma un pochino sporcate. Come quando la neve ti sembra candida e soffice e meravigliosa, ma poi ti avvicini e non è così candida perché non lo è l'aria che attraversa, è più dura di quanto sembri e non è poi così meravigliosa. Non sono triste, un po' lo sono, ma al momento non c'è motivo di esserlo tanto. Ma mi intristisce la mancanza di spensieratezza. Non mi addentro tanto e non voglio parlarne di più finché (e se mai) ci capiremo qualcosa allora lo farò, perché al momento gli altri accertamenti fatti da mio marito non hanno escluso e nemmeno confermato nulla. Insomma, non ho idea. Cioè, sta bene, ma bi...

Gente a caso che ti vuole bene

A volte faccio dei sogni dove ci sono persone ormai lontane, o persone lontane da sempre che conosco appena, che mi dimostrano un affetto inaspettato e molto più grande di quanto creda. Io che di solito faccio sogni spezzettati di cui a volte ricordo appena un'emozione e una specie di fermo immagine, quando faccio questi sogni sono articolati, con un inizio e una fine precisi, una storia che si sviluppa nel mezzo e una persona che non credevo e invece mi vuole bene più di quanto pensassi. Sono persone diverse, nella vita vera in genere poco o per nulla importanti, eppure quella sensazione di grande affetto appena provata una volta sveglia mi manca, mi provoca un vero e proprio vuoto dentro le viscere. Un vuoto che poi, con il passare della giornata, se ne va. Ma forse non se ne va mai del tutto. Sono sempre stata bisognosa d'affetto, di tanto tantissimo affetto, di quello che forse non sono tanto capace di dare tranne alle persone più vicine a me, e che di conseguenza fati...

Il gelo no

Questo post poteva cominciare con due tempi verbali: il passato o il presente. Ho sperato tanto di poterlo scrivere al passato. E per fortuna è così che lo scrivo. Nell'ultima settimana sono stata spaventata e preoccupata, ho sperato che non ce ne fosse motivo, ho sperato tanto che andasse tutto bene, e ho sperato tanto di poter scrivere un post sulla paura e sul sollievo e non solo sulla paura. Il sollievo di ieri pomeriggio è stato enorme. Mio marito aveva fatto un esame di routine la settimana scorsa ed era emersa un'anomalia. Non mi addentro nei particolari, ci sono degli accertamenti da fare ancora, ma con tutta probabilità il cardiologo che l'ha allarmato ha avuto delle modalità un po' precipitose. Quindi, insomma, pare che vada tutto bene e ci sono molti motivi per pensare che sia così. In questi giorni ho vissuto in una specie di realtà sdoppiata: quella solita in cui vivevo, lavoravo, stavo con mia figlia, comunicavo con genitori e maestre, e quella in c...

Anticorpi

Insomma, una settimana normale non la riusciamo mica a fare. Martedì le scuole erano chiuse per l'allerta meteo, e ok, ma poi la piccola mi torna a casa dalla nonna con la febbre. E la sera arriva il mal di gola. Ora, non so se lo sapete, ma al giorno d'oggi (magari anche meglio così) i dottori non danno più nessuna medicina (ripeto, non sono una fan degli antibiotici dati subito, quindi va bene così) ma che so, uno sciroppetto, una robina... niente. È da un mese che alterniamo raffreddori, tossi, ora il mal di gola. Quindi anche il resto della settimana la scuola l'abbiamo vista col binocolo, e ho dovuto riorganizzare tutto quanto con i nonni per riuscire a lavorare (in realtà quando lei è dai nonni io lavoro pure con più calma, perché gli orari sono più flessibili).  Il fatto è che mi piace la nostra routine da quando è iniziata la scuola. Anche se quando la vado a prendere pianta una serie di capricci infiniti (non a scuola, ma nel tragitto scuola-casa e poi a casa: c...

Vuoti e pieni

Ogni tanto vado a rileggere post scritti tanti anni fa, e sono tanti davvero, tenere un blog è un ottimo modo per renderti conto di quanto cazzo di tempo è passato da quando lo hai aperto. E la reazione è più o meno sempre: ma che piiiiicccccoooola che ero (cosa che evinco dal modo in cui scrivevo) proprio come quando trovi una foto di dieci anni fa e dici "ma guarda che giooovvaaane". In questi casi allungare le vocali è d'obbligo. Però c'era una certa leggerezza, sempre, anche nei momenti meno gioiosi, sarà stata anche l'età, o sarà la distanza con cui li leggo. O sarà che comunque è vero che è solo una riscrittura della realtà. Ricordo che il blog aveva colori diversi, e anche io avevo colori diversi, le giornate trascorrevano in modo diverso, più leggero ma per questo anche un pochino più vuoto. Oggi non mi sembra proprio ci sia spazio per il vuoto, anzi, mi pare tutto colmo e stracolmo, non ci sono ripiani di cui dire: Lì sopra che cosa ci potrei mette...

Tener duro

Avevo iniziato un post qualche giorno fa che si intitolava Quando tutti perdono. Parlava di libri che bruciano e della voglia di non gettare la spugna, anche se. Non l'ho continuato perché mi stavo un po' intristendo, e in effetti non ne avevo voglia. Sarà che poi passa il tempo e si diventa un po' più vecchi e quindi ogni anno ti pare che quello precedente fosse un po' meglio. Ma poi non è vero, perché dipende da quel che succede, giusto? E da quel che fai con quello che succede. In ogni caso mi sono resa conto che quest'anno, quest'autunno, sono un po' più triste. Non è nemmeno proprio tristezza, sono poco carica. Probabilmente ha un peso, un peso piuttosto importante, la difficoltà a dormire. Non si riesce a passare una notte decente da quando l'asilo ha portato un raffreddore e una febbre dietro l'altra. Povera piccola, lei sta peggio di noi, certo, ma noi dopo le nottatacce dobbiamo metterci al lavoro e non si recupera mai. Speriamo che que...

Non è davvero bello se non costa fatica

Innanzi tutto, gioiamo per il fatto che questa notte siamo riusciti a dormire. Mia figlia non aveva mai avuto la tosse in vita sua, quindi adesso che è arrivata ci ha preso gusto a restare. Giusto quel che serve a tenerti sveglio almeno un paio d'ore la notte. Stamattina prima di scuola siamo perfino riuscite a non discutere, sarà che svegliarsi riposate ha giovato a entrambe. Ultimamente mi sembra di non fare altro che sgridarla e non mi piace per niente. Ma lei si imputa e si mette a volte a strillare per niente, perché non riesce a fare una cosa da sola ma, allo stesso tempo, rifiuta il mio aiuto. E rimane lì, come se piangere e strillare potesse aiutarla a risolvere il problema. Non accetta nemmeno che le spieghi come può fare da sola. Si arrabbia e basta. E sapete com'è, complice la stanchezza, finisco per arrabbiarmi anch'io. Insomma, mi sento un disastro di madre. Paturnie e paranoie a parte, nonostante il tempo avverso lo scorso weekend siamo stati a Caporett...

Pensieri e biscotti

A volte le giornate iniziano malinconiche così, basta un po' di grigio e qualche goccia di pioggia (va be', hai detto poco) e le foglie colorate dell'autunno che fanno meno rumore perché sono bagnate e si appiccicano al cemento, all'asfalto, e diventa tutto più "paciugoso". Sono giornate che mi rendono pensierosa e silenziosa, mi fanno ripensare agli autunni all'università, oppure agli autunni chiusa in casa incapace di stare con le persone, a trovare vie di fuga virtuali. Mi fanno ripensare anche agli errori mai rimediati, a quelli a cui sono riuscita a biascicare un mezzo mi dispiace senza poterlo mai approfondire, agli anni che li hanno sepolti quegli sbagli e mi chiedo se ormai siano entrati in prescrizione. Spero un po' di sì. Mi fanno chiedere se me li porterò dietro sempre, e in che modo, come insegnamento o come una specie di condanna? Spero come insegnamento, come possibilità di fare almeno meglio. Comunque sia ho preparato l'impast...

A casa tutto bene

Che settimana! Stancante, molto: avevo un libro lungo da correggere, la figlia malata che non ci ha fatto dormire svariate notti, i nonni da coordinare per poter lavorare anche se lei stava a casa da scuola, mia mamma in vacanza, l'assemblea dei genitori a scuola... insomma, meno male che è venerdì. Per la cronaca, sono rappresentate dei genitori. Sì, lo so. Sì, pure io non è che avessi tutta 'sta voglia, ma almeno, bambini piccoli problemi piccoli, giusto? E almeno se creiamo il gruppo WhatsApp forse ho qualche chance di mettere subito in chiaro che si usa solo per le comunicazioni importanti (degenererà lo stesso, lo so, ma cerco di essere fiduciosa). Ma tutte queste sono solo sciocchezze, c'è chi ha passato giorni molto peggiori e c'è chi ha passato giorni tristi davvero. M. ti mando un abbraccio forte, i cavalieri veri hanno anime audaci e solo il corpo si fa fragile, adesso la fragilità è rimasta in questo mondo e il suo coraggio può volare in alto e libero....