A volte le giornate iniziano malinconiche così, basta un po' di grigio e qualche goccia di pioggia (va be', hai detto poco) e le foglie colorate dell'autunno che fanno meno rumore perché sono bagnate e si appiccicano al cemento, all'asfalto, e diventa tutto più "paciugoso". Sono giornate che mi rendono pensierosa e silenziosa, mi fanno ripensare agli autunni all'università, oppure agli autunni chiusa in casa incapace di stare con le persone, a trovare vie di fuga virtuali.
Mi fanno ripensare anche agli errori mai rimediati, a quelli a cui sono riuscita a biascicare un mezzo mi dispiace senza poterlo mai approfondire, agli anni che li hanno sepolti quegli sbagli e mi chiedo se ormai siano entrati in prescrizione. Spero un po' di sì. Mi fanno chiedere se me li porterò dietro sempre, e in che modo, come insegnamento o come una specie di condanna? Spero come insegnamento, come possibilità di fare almeno meglio.
Comunque sia ho preparato l'impasto per fare i biscotti perché ho voglia di farli con mia figlia, di metterci lì a condividere un momento insieme in questi giorni così così, in cui il ritorno a scuola si è fatto difficile perché a casa, anche se con la febbre, è sempre meglio. E allora lei fa i capricci e io la sgrido e siamo tutti un po' in tensione, lei così, e io così, il papà con una mezza influenza che fatica ad andarsene, suo figlio con le sue lotte, insomma, visto che il tempo non ci concede passeggiate e giochi al parco ho pensato di infornare insieme un po' di biscotti e farla giocare con l'impasto e le formine e le gocce di cioccolato. Spero che funzioni a renderci spensierate.
(Sì lo so, questa foto è un attentato, ha fatto venire fame pure a me ;)).
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