Passa ai contenuti principali

Pensieri e biscotti

A volte le giornate iniziano malinconiche così, basta un po' di grigio e qualche goccia di pioggia (va be', hai detto poco) e le foglie colorate dell'autunno che fanno meno rumore perché sono bagnate e si appiccicano al cemento, all'asfalto, e diventa tutto più "paciugoso". Sono giornate che mi rendono pensierosa e silenziosa, mi fanno ripensare agli autunni all'università, oppure agli autunni chiusa in casa incapace di stare con le persone, a trovare vie di fuga virtuali.
Mi fanno ripensare anche agli errori mai rimediati, a quelli a cui sono riuscita a biascicare un mezzo mi dispiace senza poterlo mai approfondire, agli anni che li hanno sepolti quegli sbagli e mi chiedo se ormai siano entrati in prescrizione. Spero un po' di sì. Mi fanno chiedere se me li porterò dietro sempre, e in che modo, come insegnamento o come una specie di condanna? Spero come insegnamento, come possibilità di fare almeno meglio.
Comunque sia ho preparato l'impasto per fare i biscotti perché ho voglia di farli con mia figlia, di metterci lì a condividere un momento insieme in questi giorni così così, in cui il ritorno a scuola si è fatto difficile perché a casa, anche se con la febbre, è sempre meglio. E allora lei fa i capricci e io la sgrido e siamo tutti un po' in tensione, lei così, e io così, il papà con una mezza influenza che fatica ad andarsene, suo figlio con le sue lotte, insomma, visto che il tempo non ci concede passeggiate e giochi al parco ho pensato di infornare insieme un po' di biscotti e farla giocare con l'impasto e le formine e le gocce di cioccolato. Spero che funzioni a renderci spensierate.
(Sì lo so, questa foto è un attentato, ha fatto venire fame pure a me ;)).


Commenti

Post popolari in questo blog

Tenere il punto

Sparisco. Divento sempre più piccola e poi sparisco. «e io mi sento, io mi sento, io mi sento vagamente ridicolo» (va letta cantando) Mi sento piccola e ridicola e scompaio. Un buco nero, come nella canzone de i cani. Non posso contare più tutte le volte in cui è successo, perché ho permesso agli altri di farmi sentire così. Scontata. Inutile. Piccola. Non conto le volte in cui solo poi mi sono resa conto che ti mettono una mano sulla testa per schiacciarti giù in modo da sentirsi più grandi. Bravi, un applauso. Non conto certo nemmeno gli errori che ho fatto io, ma mai per rimpicciolire nessuno. Per insicurezza, senza dubbio. Per bisogno di attenzioni, sicuramente. Niente di edificante, certo, ma mai intenzionata a distruggere un altro per sentirmi migliore. E invece c'è chi lo fa, chi gioca, manipola, ti fa credere cose che non sono, ti tratta come se non importasse per sentirsi importanti, finché poi non importi davvero più. Bravi, un applauso anche a voi. Sono sparita e diventa...

Progettare è metà dell'opera (e della ricompensa emotiva)

Stavo iniziando a scrivere un resoconto di quel che è stato, ma poi mi son detta: "Perché?". E così ho corretto un po' il tiro, perché è l'orizzonte che vedo da lontano a interessarmi adesso. Le giornate di recente sono state tutte parecchio belle, abbiamo festeggiato il compleanno della piccola, domenica (già 2!) e ho preso in mano un nuovo lavoro che mi dà soddisfazione, anche se è faticoso, quindi mi sento piuttosto appagata. Sono state anche giornate intense, sia per organizzare compleanno-regali-torta sia perché ci siamo buttati a capofitto nell'organizzazione delle vacanze, visto che abbiamo la sfiga di dovercele fare sempre ad agosto e si sa che i costi sono esagerati, e noi siamo un po' esigenti (non siamo davvero esigenti, ma vogliamo fondamentalmente 2 cose: andare in un posto in cui non siamo mai stati e accontentare i gusti di tutti, per quanto possibile. Ah già, anche non dilapidare il conto in banca, e visto che siamo in quattro a muover...

It's beginning to look a lot like etc. etc.

Quasi fuori tempo massimo, ma sono state settimane matte, e anche se ho finito di lavorare prima del solito, anche mia figlia ha finito scuola prima del solito e sono stata impegnatissima ad andare a pattinare sul ghiaccio con lei (sentendomi molto Holden Caulfield) e a fare insieme a lei binge watching di Stranger Things. E quindi, con questa veloce intro che fra l'altro sto scrivendo dal telefono, mi appresto a ripubblicare, com'è ormai tradizione, la simpatica e nervosetta storia di un Babbo Natale molto grumpy e probabilmente stressato quanto lo siamo noi arrivati a questo punto. Con l'augurio di riuscire a essere comprensivi col prossimo, perché non sappiamo quanti pacchetti deve ancora fare e quanto scotch gli è rimasto. BUON NATALE 🎅🏼  «Per Babbo Natale non era il giorno giusto. L’idea di farsi tre o quattro volte il giro del pianeta, gridando “ho ho” a Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donner, Blitzen e Rudolf e scarrozzare per il cielo lasciandosi die...