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La ciliegina sulla torta

Esco da un weekend bello. Bello davvero, pur nella sua semplicità. Intanto venerdì sera io e la mia amica storica (che vive a Parigi) siamo uscite per aperitivo e cena, solo noi due come ai vecchi tempi. Se è difficile farlo in generale perché gli impegni, il lavoro, la bimba eccetera, figuriamoci con una persona che torna in Italia solo di tanto in tanto! Ma questa volta ce l'abbiamo fatta, e non poteva essere diversamente perché lei ne aveva senz'altro più bisogno di me, dato che ha appena attraversato uno di quegli scossoni della vita che la vita per come l'avevi pensata fino a poco prima te la cambiano.  E dopo un sabato in famiglia per compleanni vari, domenica gita a Venezia! L'anno scorso ci abbiamo portato una piccola Dafne che già camminava ma dormiva nel marsupio. Ma quest'anno ci siamo andati in treno, abbiamo camminato tutti e molto (Dafne non usa il passeggino da quando ha un anno e mezzo, quindi ci si arrangia così: camminare o in braccio – la s...

La vita vista oceano

Domenica mattina mi è venuto una specie di attacco d'ansia, tanto che per un momento ho temuto di non riuscire ad affrontare la giornata. E sì che era domenica e mica lunedì. È successo dopo colazione, mentre cercavo di capire cosa voleva da me Dafne (difficile dato che ancora non parla molto e comunica a gesti e soprattutto pianti!) e niente, mi è sembrato per un attimo tutto un po' troppo. Volevo semplicemente non essere lì a dovermi occupare della cosa, volevo che ci fosse qualcun altro al posto mio. Suppongo possa essere una cosa normale, ma sono rimasta un po' spiazzata perché me l'aspetto di sera, alla fine di una giornata lunga e stressante, non al mattino, quando le energie ci sono. Certo, faceva caldo, stavamo decidendo cosa fare di quella giornata eccetera, ma mi è sembrata una reazione esagerata. Poi ho capito che era probabilmente frutto di molte situazioni accumulate, alle quali cerco sempre di rispondere con calma e tranquillità, perché non voglio ...

Sembrava il finimondo, e invece

Sono stanca di stanchezza buona. Quella che viene dalle giornate piene, complete (e la giornata non è ancora finita: non vedo l'ora arrivi Dafne a casa per giocare e stare con lei). Giornate in cui ho fuso due aspetti del momento lavorativo che sto vivendo: al mattino mi sono dedicata al lavoro più "nuovo", più difficile e che mi crea più aspettative (e ansie) e che è anche quello che mi dà l'idea che se fatto bene mi porterà a crescere. Anzi, mi sta già facendo crescere dal punto di vista professionale, E poi quello più solito, che comunque richiede impegno, dedizione e tempo. Oggi non ho dovuto portare e non dovrò andare a prendere mia figlia, per una volta ci pensano gli altri, e avevo bisogno di questa pausa dai trasferimenti vari per concentrarmi meglio. Ho preparato una fattura e l'importo mi ha stupita: ho lavorato davvero tanto in questa prima metà di anno! E probabilmente a volte ne sono stata un po' sopraffatta, dato che ho passato i miei pe...

Progettare è metà dell'opera (e della ricompensa emotiva)

Stavo iniziando a scrivere un resoconto di quel che è stato, ma poi mi son detta: "Perché?". E così ho corretto un po' il tiro, perché è l'orizzonte che vedo da lontano a interessarmi adesso. Le giornate di recente sono state tutte parecchio belle, abbiamo festeggiato il compleanno della piccola, domenica (già 2!) e ho preso in mano un nuovo lavoro che mi dà soddisfazione, anche se è faticoso, quindi mi sento piuttosto appagata. Sono state anche giornate intense, sia per organizzare compleanno-regali-torta sia perché ci siamo buttati a capofitto nell'organizzazione delle vacanze, visto che abbiamo la sfiga di dovercele fare sempre ad agosto e si sa che i costi sono esagerati, e noi siamo un po' esigenti (non siamo davvero esigenti, ma vogliamo fondamentalmente 2 cose: andare in un posto in cui non siamo mai stati e accontentare i gusti di tutti, per quanto possibile. Ah già, anche non dilapidare il conto in banca, e visto che siamo in quattro a muover...

È tutto diverso

Oggi devo ringraziare pubblicamente il mio blog. Sì, perché ho capito una cosa importante, o forse più d'una. Ma prima volevo premettere che sono giorni che arrivo qui, inizio a scrivere un post e poi non riesco a continuare. Non perché non siano vere o sentite le cose che inizio a scrivere, ma perché mi ritrovo un pochino smarrita e non so bene nemmeno io dove sto andando a parare. Ieri sera, dopo aver messo a nanna Dafne ho finito di cercare alcune cose di lavoro e, quando mi sono accorta che mi mancava poco e che stamattina avrei avuto tutto il tempo di finire, ho deciso di passare di qui. Non per scrivere, questa volta, ma per leggere. Per leggermi. Avevo bisogno di capire una cosa. Avevo bisogno di capire com'ero qualche anno fa, perché sentivo che dovevo ritrovarmi. È stato utile, e non è stato nemmeno imbarazzante come lo è invece rileggere la tesi scritta ormai tanti anni fa. Ho ritrovato me. Ho ripercorso quei giorni, saltando dal 2011 al 2012 agli anni ...

Pesantezza

Lo so, sono parecchio assente. È un periodo un po' negativo, niente di grave, ma ci sono una serie di piccole-grandi cose che mi fanno vivere le giornate con poca serenità. Non voglio entrare nel dettaglio perché ne ho parlato fino allo sfinimento con mio marito e ci sono semplicemente delle cose che in questo momento non possono cambiare e altre che non dipendono proprio da me, né da nessun altro. D'altro canto andrebbe già meglio se di alcune di queste cose me ne fregassi (anzi, me ne sbattessi il cazzo, come direbbe lui :)) ma non sono capace, ed è difficile modificare un'indole. Eppure siccome mi sto piacendo sempre meno in questo mood così negativo, voglio trovare il modo per spezzare la spirale discendente, fare un salto e cambiare direzione, seppur di poco, alle cose.  Vi è mai capitato di farlo? Quali cose avete fatto? Non credo mi basti provare a lavarmi i denti con la mano sinistra o modificare la mia colazione, come ho letto da qualche parte... ma da qu...

Il filo

Sabato pomeriggio sono venuti qui due amici del figlio di mio marito a giocare alla PlayStation. E, con i dovuti arrangiamenti, è stato subito Stranger Things (senza però tutta la parte strana). Mi spiego meglio. Innanzi tutto vi dico che siamo in astinenza da Stranger Things dopo aver finito di vedere la seconda serie. Perché siamo dei fottuti nostalgici, evidentemente. Perché come fai, alla nostra età, a non riconoscere il te stesso ragazzino in quei dodicenni che si ritrovano a casa di uno a giocare a giochi di ruolo, che girano per il paese in bicicletta, che sono un gruppo con delle regole, che si vogliono bene, scazzano, si riappacificano e tutto il resto. Poi ci sono le cose strane, alla Stephen King, che chi come me a dodici anni si immergeva nei suoi romanzi e racconti come un pesce in mare... va be', che ve lo dico a fare. E così sabato pomeriggio mi sono sentita nostalgica, anni Ottanta, e vecchia. Ma molto felice della felicità altrui. Perché ho visto felicità...

Le prime farfalle

Volevo scrivere un post e mi sono venute fuori delle cose di cui non sono sicura di aver voglia di parlare. Però il fatto che siano uscite dovrebbe essere un bene, ma ci devo pensare su. Intanto ve ne racconto un'altra. Quando ero alle medie, attraversavamo il cortile sul retro per raggiungere l'aula in cui facevamo arte. C'era un campetto da basket, dove speravo di incrociare un tipo che mi piaceva parecchio. Aspettavo quel giorno solo per vedere lui che stava lì a giocare con i suoi amici. Passavamo in fila accanto al campetto, e facevo finta di niente e intanto lo guardavo. Come se potessi telepaticamente inviargli il messaggio che lo stavo osservando e se magari si girava mi faceva contenta, qualcosa del genere. Sorrido al pensiero della me dodicenne, tredicenne forse, che non andava a cercare la persona in questione, ma attendeva il giorno in cui probabilmente l'avrebbe visto. Che devozione! E soprattutto, che differenza a dodici anni, quando pensi di aver...

Come la neve

Sto rimettendo assieme un po' di pezzi.  Per farlo ho dovuto cambiare alcune cose e ne è valsa la pena. Ho smesso di perdere tempo nei social alla ricerca di non so bene cosa. Di discutere con le persone che non hanno voglia di discutere. Di cercare di capire in quale modo voglio fare alcune cose. Mi sono messa a farle e basta. Riempio i tempi di cose utili, e quando il tempo rimane, lo uso in modo costruttivo: per riposare, per prendere fiato, per fare qualcosa di buono per me, oppure per giocare con mia figlia, per proporle cose nuove, o ancora per fare cose nuove io stessa. Sto cercando di aumentare la qualità, in tutto. È un impegno bello e che mi fa bene. E poi ieri siamo andati in montagna. Con un gruppo di amici, abbiamo camminato due ore (con tratti di neve e ghiaccio, attrezzati di abiti tecnici e ramponcini, insomma, robe serie eh) fino a un rifugio, dove ho mangiato la mia dose annuale di cervo (almeno una volta all'anno il cervo deve finire nel mio piatt...

Puzzle

So che mi riprenderò, ma mi sembra che quest'anno sia cominciato in salita. Non riesco a togliermi questa immagine dalla testa. E non c'è un motivo particolare, una causa negativa scatenante che abbia reso le cose difficili, o tristi, ma semplicemente una concatenazione di eventi normali, una quotidianità a cui non riesco ancora a dare una forma, che non riesco a plasmare a mia immagine e somiglianza. È un problema, perché nel frattempo i giorni si susseguono e in un modo o nell'altro li devi portare in fondo, ma mi sembra che se ogni giorno lo porto in fondo con fatica, quello successivo inizierà con ancora più fatica. È un circolo vizioso, lo so, e so anche che probabilmente basta girare una chiave nel punto giusto e comincerà pian piano a ritrovare tutto il suo giusto posto. È che quella chiave mi sembrava di averla trovata, ma forse, per come arrivo sfinita alla fine della giornata, non era la chiave giusta. Comunque la sensazione predominante è che ci sia qualco...

5 minuti, ma un po' in sordina

Non mi sento molto in forma in questo inizio di anno, alla fine le vacanze non sono state molto riposanti, ho lavorato quasi ogni giorno, anche se per poche ore, e quando non lavoravo giocavo con la piccola che è un lavoro anche quello, soprattutto se l'altro è impegnato con il più grande... e così mi pare di essere arrivata alla fine e a questo inizio più stanca di quanto avrei voluto. Abbiamo festeggiato molto – e forse questo ha contribuito alla stanchezza, va detto – fra cene e pranzi da parenti, cene a casa con vari amici... e fra l'altro il tour deve ancora finire, quindi mi sa che guarderò al 7 gennaio come a un traguardo salvifico! Aggiungendo qualche piccolo fastidio e un vago raffreddore che mi fanno dormire malino, sento proprio di aver bisogno di fare qualcosa per me e per stare meglio. Non so bene cosa, perché i buoni propositi non fanno per me ed è meglio, in genere, se navigo un po' a vista. O forse no, forse devo impormi un programma che mi faccia sen...

Una tradizione è una tradizione

No ragazzi, qui siamo quasi fuori tempo massimo e io ancora non ho postato il mitico post di Natale! Ci sono – forse – nuovi lettori che non conoscono l'unica tradizione di questo blog, ovvero, la pubblicazione della storia di Babbo Natale più bella di sempre. Questa storia non ho mai capito se il prof Carlo Bassi l'avesse riscritta con parole sue, copiata da qualche altra parte, o magari semplicemente tradotta dall'inglese. Il blog su splinder del prof è stato uno dei primi nei quali mi sono imbattuta quando ancora non sapevo cosa fosse un blog, quando da poco avevo iniziato il tirocinio da redattrice e cercavo qualche risposta a qualche dubbio di traduzione dall'inglese. Il suo blog non è più attivo da qualche anno, e da qualche anno – ho scoperto di recente – il prof in questione è deceduto. Ma so che è stato mentore per molti, e a lui devo qualche dritta su come rendere meglio in italiano una frase in inglese, la scoperta di Mordecai Richler, una battuta di Winst...

Hic et nunc

Credo che tutti abbiano un luogo del cuore, intendo un posto dove ritrovano se stessi, la pace, riordinano le idee, calmano i nervi e placano la rabbia, piangono in pace o asciugano le lacrime. La cosa migliore sarebbe averne tanti, e di tutti i tipi, posti che puoi portarti dietro quando ti allontani da casa, oltre a quelli fisici dove andare quando ne hai bisogno. Io penso di averne tanti, di questi luoghi, e forse questo rispecchia il bisogno di averne, che probabilmente mi ha accompagnato negli anni, e il bisogno di crearne ovunque mi trovassi. Va da sé che anche qui, questo blog, è ormai diventato un posto del cuore, fra l'altro uno di quelli «trasportabili», dove mi sento bene e dove a volte vengo a scrivere, anche solo in bozze e senza pubblicare, per il solo piacere di farlo, e di farlo proprio qui. Eh sì, non tutti i post alla fine li pubblico, alcuni li inizio senza nemmeno finirli. Devo dire però che i post pubblicati sono tutti frutto dell'immediatezza, li ri...

Sfiorarsi

Foto dal nostro viaggio di nozze giugno 2014, Skye Island, Scotland Voi siete innamorati? No, non dovete rispondere raccontandomi i fatti vostri, ovviamente, ma è una domanda che mi fa riflettere, soprattutto perché mi è capitato di recente di vedere diverse persone che sembravano unite dalle circostanze, dagli anni, dalle decisioni prese in passato più che dall'amore. Parlo proprio di essere innamorati davvero – be', ognuno a modo proprio, comunque. Non so cosa significhi universalmente, ciascuno di noi, suppongo, considera la questione in modo diverso, ma so che a parte non poter immaginare di condividere la mia vita con nessun altro se non con lui, ci sono tutta una serie di cose che faccio perché c'è lui, (anche) grazie a lui, oppure pensando a lui, pensando alla sua felicità. Non significa che sacrifico me, significa che far felice me stessa è un modo per far felice anche lui (e lo so anche perché è lui per primo a dirmelo). Ma anche viceversa. So, per e...

Il respiro

Il punto non è non aver nulla da dire o da scrivere, anzi, forse il punto è proprio il contrario: ci sono troppi pensieri che si affollano qui dentro (dito indice picchietta sulla tempia) e fatico a trovare il tempo (sguardo vola sulla scrivania che porta ancora i "cadaveri" di tutto il lavoro di un mese) per riassumerli. Perché buttarli lì così come sono sarebbe un profluvio inconsistente, mentre per impacchettarli bene ci vuole pazienza, tempo, e anche ispirazione. Poi, diciamoci la verità, ne ho talmente le palle piene di tutti questi opinionisti e di tutte queste opinioni che sembra avere chiunque e che vengono buttate lì, a volte secondo me abbastanza a casaccio e poco ponderate, per poi correggere il tiro o difendere anche l'indifendibile con ogni argomento possibile, che francamente preferisco tacere. E sono stata più volte tentata di dire qualcosa su qualche argomento di attualità che nelle ultime settimane ha provocato non poca cagnara (perché per la maggior pa...

Thirty-four on the floor

Il 26 settembre ho compiuto gli anni e ho cercato di scrivere un post ma non ce l'ho fatta, perché ho passato tutto il giorno e anche la sera a lavorare come una matta. Il giorno dopo ci ho riprovato, ma un'urgenza lavorativa mi ha fatto fare la mezzanotte per il secondo giorno di fila. Poi ho rallentato, mi sono riposata, ho sfogato l'ansia accumulata lontana dal computer, ho pensato che tipo di festa organizzare e l'abbiamo finalmente fatta, questa festa, ieri 1° ottobre.  Compiere gli anni in mezzo alla settimana di solito mi fa perdere la verve di festeggiare con gli amici e mi limito a gozzovigliare in famiglia, ma stavolta, avendo passato quella che io definisco "la settimana di compleanno" peggiore della mia vita da che ricordi, non mi sono data per vinta. Una grigliata di hamburger di scottona, salsicce, torta salata (per l'amico vegetariano) e verdure alla piastra, all'aperto grazie alla clemenza del clima, innaffiata di vino e birr...

Settembre, io ti conosco

Settembre, settembre, l'inizio per eccellenza, soprattutto se, come quest'anno, hai già rinfrescato l'aria e non ci inganni con un'estate prolungata (che io non potrei sopportare, tipo l'anno scorso). Settembre, amore e odio, perché prima ero in vacanza e adesso mi tocca fare, ma mi piace fare quindi in realtà non mi lamento. Settembre, di nuovi inizi anche se con numeri vecchi, e senza i bagordi del 31 dicembre, e i risvegli sonnolenti del 1° di gennaio. Settembre, che poi compio pure gli anni in questo mese, quindi diciamocelo, più di così. Settembre che oggi piovi come Dio la manda, e devo tirare fuori i vestiti lunghi e scoprire che devo comprare roba nuova (per me non tanto, magari, ma per la piccoletta). E naturalmente sono senza soldi. Settembre che come al solito mi farai arrivare un raffreddore fotonico (ma poi starò a posto fino a gennaio e oltre, forse eh). Settembre, sei appena iniziato e ti dicono già di tutto, ma io ti amo tantissimo, pi...

A.V.

Di tanto in tanto questa storia mi ritorna in mente. Sono passati più di 20 anni ormai, ma ogni tanto ripenso ancora ad A.V. Stamattina mentre cercavo di rubare ancora un po' di riposo alle prime luci del mattino, A.V. mi è tornato in mente come un lampo. A.V. era un ragazzino ma io ero più ragazzina di lui. Quando lo conobbi per la prima volta, erano le voci degli altri a raccontarmelo. Ragazzo in affido, con una storia alle spalle di cui non so nulla perché nessuno me l'ha mai raccontata bene, era noto per essere un po' casinaro. Ma a conti fatti, penso non facesse nulla di che. Però lo conoscevano tutti, passava con la sua Vespa rosa e lasciava il segno.  Quando seppi di lui, della sua esistenza, quando lo vidi davvero per la prima volta eravamo al centro estivo. Le ragazzine erano divise fra quelle mezze innamorate (il tipo bello e un po' dannato, ma mi fa ridere adesso definirlo così, era davvero solo un ragazzino pure lui) e quelle che mostravano disinteresse...

Naufragando dolcemente verso la fine dell'estate

La spiaggia di Arenal d'en Castell, Minorca. Non ho ancora ripreso davvero a lavorare, ma diciamo che questa è la settimana di transizione: mi rilasso ancora finché posso ma con uno sguardo alle email, visto che in genere fino all'ultimo non so mai bene di che morte morirò (o di che vita vivrò, meglio). Dopo anni e anni e anni e anni, credo sia il primo agosto in cui mi sono trovata senza nulla da fare. Di solito a parte i giorni in cui me ne vado proprio via, c'è sempre qualcosa sopra la scrivania ad aspettarmi. Quest'anno l'organizzazione è stata un po' diversa, e probabilmente complice il fatto che lavoro anche un pochino meno da quando c'è la piccola, ho fatto davvero vacanza. Anche quando ero a casa. È stato ed è ancora, per ora, bellissimo. Faccio finta di non avere l'ansia da poca fatturazione, soprattutto ora che sto pagando a rate tasse e INPS e con l'anticipo di novembre che mi guarda, ancora da lontano, ma con il suo piglio fastidio...

Basta così

C'è stato un momento, nella mia vita, in cui temevo di sedermi a tavola con i miei, perché non volevo sentirmi porre la domanda: "Allora, quando ti laurei?". Gli esami li avevo finiti, mancava solo la tesi. Non so perché sono finita a impelagarmi con un autore austriaco pesantissimo, che non mi dava nessuna soddisfazione. Mentre la tesi della triennale l'avevo scelta partendo da una cosa che mi era piaciuta, collegandola a un'altra che mi piaceva tanto, con una professoressa che adoravo, questa me l'ero fatta dare dal prof e basta. Avevo sperato potesse diventare interessante, e invece per niente.  Così mi sono bloccata. Nel frattempo lavoravo, che a volte è deleterio, soprattutto se trovi un lavoro che ti piace tanto e dici: va be', è qui che voglio stare, ormai la laurea a che mi serve? Eppure per un senso di compiutezza non potevo certo lasciarlo lì, questo biennio ormai finito. Con tutta la fatica, gli esami fatti bene, lo studio la sera dopo il lav...