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Cosa succede

È aprile e se arrivo in fondo a questo post, il primo che scrivo quest'anno, e lo pubblico probabilmente è una specie di miracolo.
Stamattina leggevo un commento sul fatto di passare il tempo a scrollare social e sulla vita che è sempre meno nostra. E ho pensato, ecco qua come mi sento ultimamente, come una che vive una vita che è sempre meno sua. La sto rincorrendo più che vivendo, e succede perché ci sono sempre mille, mille, mille cose da fare e mi sembra di non venirne fuori mai. Ci sono stati un po' di cambiamenti ultimamente, più un'operazione a un familiare, insomma, un periodo in cui si sono concentrate una serie di cose che mi hanno fondamentalmente rubato il tempo. E in questa continua rincorsa a cercare di fare tutto – che poi tutto non è niente di che, è solo la vita quotidiana – e nel contempo di non perdere quei pezzetti di me che sono solo miei, mi sono ritrovata un po' fuori fase. Non ci sto a rinunciare a ciò che è mio, ma sono anche un po' arrabbiata. Forse più di un po'.
Ed è così che probabilmente ho anche smesso di venire qui a scrivere, seppur non sia certo l'unico motivo. A volte va così, e anche se mettevo qualche pensiero nero su bianco non mi sembrava sensato pubblicarlo, o magari semplicemente non arrivavo a una conclusione. Oggi forse un po' me l'impongo, perché magari è come quando inizi una cosa con poca convinzione ma se già riesci a portarla fino in fondo, anche se non è perfetta, interessante o accattivante, dà comunque il giusto input a farcela un po' meglio.
Perché oggi, che è un giorno di aprile X senza pretese (tanto che così al volo non ricordo il numero), decido che voglio ricominciare a farcela un po' meglio. Non so quali cose dovrò lasciare andare per ottenere questo risultato, ma pian piano spero di capirlo. 
Voglio esserci qui e ora e non perdermi nell'inutile.
Voglio godermi ogni istante che posso passare a fare qualcosa che mi piace o a stare con le persone che mi piacciono.
Voglio godermi le corse quando vado a correre, i giri in montagna quando ho tempo di farli e il coro del lunedì sera. Ma so che devo soprattutto imparare a essere un pochino più egoista e interessata a me stessa e ciò che voglio io e che gli altri si arrangino (e so che questo è il punto più difficile).
Penso di essere stata stanca, distratta e in qualche momento onestamente a pezzi e non so se qualcuno se ne sia mai reso conto. 
E comincio con il dirmi che no, ancora non è arrivato al capolinea nemmeno questo blog, e prima o poi tornerò di nuovo e mi sentirò di nuovo la persona che quando arrivava in fondo a un post era soddisfatta di ciò che aveva scritto.

Prima o poi.

Commenti

stavo controllando il mio vecchio blog, che ormai aggiorno rarissimamente, e ci sei pure tu tra i blog "collegati", probabilmente ti leggevo 10 (e più) anni fa, è stato un po' come fare un tuffo nel passato, lieto di aver letto i tuoi ultimi aggiornamenti, ciao.
Miky ha detto…
Ciao, non credo di ricordarmi di te, ma comunque grazie per il passaggio e il saluto!

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