Passa ai contenuti principali

Indugiare assorto


È arrivato il primo freddo vero. Ieri sera, stamattina. Di colpo da maniche corte con sopra qualcosa è arrivato il momento di passare al maglione. O giù di lì.

Dalla finestra della cucina, stamattina, le montagne si vedevano come fossero proprio lì, a portata di mano. Il cielo terso e la luce che le dorava un po'. Una cosa bellissima che mi ha fatto dimenticare che è lunedì.


[Non è certo la vista della foto, che risale a quando abitavamo dove abitavamo prima, e che era l'unica cosa bella di dove abitavamo prima ;)].
Sabato sera libera uscita e ritorno tardissimo, e poi noi ci svegliamo alle sette e mezza e la piccola, che era rimasta a casa, l'ho svegliata io alle nove e mezza. Porca miseria, la vecchiaia! E oggi risento della stanchezza di ieri, visto che di riposare non se ne parlava proprio...
Quando però torno indietro da Casarsa, dopo aver portato la piccola dalla nonna, e mi trovo davanti le montagne così, dopo una curva eccole, imponenti e insieme rassicuranti, lo stomaco fa sempre un salto. Brunori nell'autoradio (nuova, finalmente, non ne potevo più di passare il viaggio a cantare Le ruote del bus che girano alla piccola), la mente che vaga in luoghi piacevoli, a volte un po' ai confini e oltre certi limiti, e per un momento, un momento solo, sono qui e non sono qui e non ho davanti la giornata a correggere e correre per far stare tutto quello che deve stare.
Poi parcheggio e il momento passa, ma le montagne no, sono sempre lì, a dare un po' di pace.  

Commenti

MikiMoz Capuano ha detto…
Hai descritto esattamente ciò che succede anche a me quando rivedo il mio Gran Sasso... stessa sensazione di "raccoglimento", come un abbraccio, come un sentirsi a casa^^

Moz-
Miky ha detto…
Vero @Miki? Sai che mi è capitato viaggiando di sentire la mancanza di quell'abbraccio montuoso? Sono sempre state lì, loro, e quando mi sposto e non le vedo più mi pare che manchi un po' l'equilibrio, per un attimo!

Post popolari in questo blog

Tenere il punto

Sparisco. Divento sempre più piccola e poi sparisco. «e io mi sento, io mi sento, io mi sento vagamente ridicolo» (va letta cantando) Mi sento piccola e ridicola e scompaio. Un buco nero, come nella canzone de i cani. Non posso contare più tutte le volte in cui è successo, perché ho permesso agli altri di farmi sentire così. Scontata. Inutile. Piccola. Non conto le volte in cui solo poi mi sono resa conto che ti mettono una mano sulla testa per schiacciarti giù in modo da sentirsi più grandi. Bravi, un applauso. Non conto certo nemmeno gli errori che ho fatto io, ma mai per rimpicciolire nessuno. Per insicurezza, senza dubbio. Per bisogno di attenzioni, sicuramente. Niente di edificante, certo, ma mai intenzionata a distruggere un altro per sentirmi migliore. E invece c'è chi lo fa, chi gioca, manipola, ti fa credere cose che non sono, ti tratta come se non importasse per sentirsi importanti, finché poi non importi davvero più. Bravi, un applauso anche a voi. Sono sparita e diventa...

Progettare è metà dell'opera (e della ricompensa emotiva)

Stavo iniziando a scrivere un resoconto di quel che è stato, ma poi mi son detta: "Perché?". E così ho corretto un po' il tiro, perché è l'orizzonte che vedo da lontano a interessarmi adesso. Le giornate di recente sono state tutte parecchio belle, abbiamo festeggiato il compleanno della piccola, domenica (già 2!) e ho preso in mano un nuovo lavoro che mi dà soddisfazione, anche se è faticoso, quindi mi sento piuttosto appagata. Sono state anche giornate intense, sia per organizzare compleanno-regali-torta sia perché ci siamo buttati a capofitto nell'organizzazione delle vacanze, visto che abbiamo la sfiga di dovercele fare sempre ad agosto e si sa che i costi sono esagerati, e noi siamo un po' esigenti (non siamo davvero esigenti, ma vogliamo fondamentalmente 2 cose: andare in un posto in cui non siamo mai stati e accontentare i gusti di tutti, per quanto possibile. Ah già, anche non dilapidare il conto in banca, e visto che siamo in quattro a muover...

It's beginning to look a lot like etc. etc.

Quasi fuori tempo massimo, ma sono state settimane matte, e anche se ho finito di lavorare prima del solito, anche mia figlia ha finito scuola prima del solito e sono stata impegnatissima ad andare a pattinare sul ghiaccio con lei (sentendomi molto Holden Caulfield) e a fare insieme a lei binge watching di Stranger Things. E quindi, con questa veloce intro che fra l'altro sto scrivendo dal telefono, mi appresto a ripubblicare, com'è ormai tradizione, la simpatica e nervosetta storia di un Babbo Natale molto grumpy e probabilmente stressato quanto lo siamo noi arrivati a questo punto. Con l'augurio di riuscire a essere comprensivi col prossimo, perché non sappiamo quanti pacchetti deve ancora fare e quanto scotch gli è rimasto. BUON NATALE 🎅🏼  «Per Babbo Natale non era il giorno giusto. L’idea di farsi tre o quattro volte il giro del pianeta, gridando “ho ho” a Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donner, Blitzen e Rudolf e scarrozzare per il cielo lasciandosi die...