Passa ai contenuti principali

Finalmente una domenica

Eccomi qui, dopo due settimane di molto lavoro e quasi zero relax, finalmente abbiamo avuto un finesettimana che si possa davvero definire tale.
A parte il solito pranzo da parenti che vogliono vedere i nipoti, a parte la cena con gli amici che fra una cosa e l'altra non vedevamo da un po', finalmente ieri io e Ale siamo riusciti a ritagliarci una giornata soltanto per noi.
Siamo andati a Soave, nonostante la nebbia, abbiamo visitato il castello e mangiato bene, passeggiato e al ritorno mi sono pure comprata un paio di scarpe, visto che ne avevo bisogno.
Insomma, una giornata tranquilla ma bella, e anche se un po' la sera ho rimpianto di non aver dormito di più, almeno non mi sono limitata a poltrire tutto il giorno sul divano (cosa che, fra l'altro, amo moltissimo fare).
È stato bello finalmente stare un po' per conto nostro, parlare del futuro, gioire per il presente, sbarazzarci dei pensieri e godercela come due innamoratini al primo appuntamento. 
La sera ci ha pure regalato un film, Boyhood, che ancora non ero riuscita a vedere e che mi è piaciuto molto.

Ho letto moltissimo, di recente, sono sempre con il naso nei libri e nei siti alla ricerca di quello che mi serve, per lavoro soprattutto, e quindi mi sento un po' assente dal punto di vista comunicativo. Sono in riflessione, devo raccogliere le forze (oltre che le informazioni) per impegnarmi al massimo nei prossimi mesi, perché "l'ignoto è alle porte". E non voglio farmi cogliere impreparata né troppo in ansia. Quindi se scrivo poco da queste parti è perché mi sto spremendo molto da altre e la fase riflessiva su me stessa al momento è diventata molto privata. Ma tornerò a essere più comunicativa anche su questo canale, è solo che – davvero – tutto non si può fare... E a volte vanno prese un po' di distanze. 

Non mi sembra vero che sia già febbraio, non mi sono nemmeno resa conto del passaggio di gennaio... buona settimana e buon mese a tutti!

Commenti

Mareva ha detto…
Distaccarsi dal resto per accorgersi di sé è qualcosa di prezioso e bellissimo. Continua così <3
Miky ha detto…
:) è proprio vero, e probabilmente ne ho bisogno. un abbraccio

Post popolari in questo blog

Tenere il punto

Sparisco. Divento sempre più piccola e poi sparisco. «e io mi sento, io mi sento, io mi sento vagamente ridicolo» (va letta cantando) Mi sento piccola e ridicola e scompaio. Un buco nero, come nella canzone de i cani. Non posso contare più tutte le volte in cui è successo, perché ho permesso agli altri di farmi sentire così. Scontata. Inutile. Piccola. Non conto le volte in cui solo poi mi sono resa conto che ti mettono una mano sulla testa per schiacciarti giù in modo da sentirsi più grandi. Bravi, un applauso. Non conto certo nemmeno gli errori che ho fatto io, ma mai per rimpicciolire nessuno. Per insicurezza, senza dubbio. Per bisogno di attenzioni, sicuramente. Niente di edificante, certo, ma mai intenzionata a distruggere un altro per sentirmi migliore. E invece c'è chi lo fa, chi gioca, manipola, ti fa credere cose che non sono, ti tratta come se non importasse per sentirsi importanti, finché poi non importi davvero più. Bravi, un applauso anche a voi. Sono sparita e diventa...

Progettare è metà dell'opera (e della ricompensa emotiva)

Stavo iniziando a scrivere un resoconto di quel che è stato, ma poi mi son detta: "Perché?". E così ho corretto un po' il tiro, perché è l'orizzonte che vedo da lontano a interessarmi adesso. Le giornate di recente sono state tutte parecchio belle, abbiamo festeggiato il compleanno della piccola, domenica (già 2!) e ho preso in mano un nuovo lavoro che mi dà soddisfazione, anche se è faticoso, quindi mi sento piuttosto appagata. Sono state anche giornate intense, sia per organizzare compleanno-regali-torta sia perché ci siamo buttati a capofitto nell'organizzazione delle vacanze, visto che abbiamo la sfiga di dovercele fare sempre ad agosto e si sa che i costi sono esagerati, e noi siamo un po' esigenti (non siamo davvero esigenti, ma vogliamo fondamentalmente 2 cose: andare in un posto in cui non siamo mai stati e accontentare i gusti di tutti, per quanto possibile. Ah già, anche non dilapidare il conto in banca, e visto che siamo in quattro a muover...

It's beginning to look a lot like etc. etc.

Quasi fuori tempo massimo, ma sono state settimane matte, e anche se ho finito di lavorare prima del solito, anche mia figlia ha finito scuola prima del solito e sono stata impegnatissima ad andare a pattinare sul ghiaccio con lei (sentendomi molto Holden Caulfield) e a fare insieme a lei binge watching di Stranger Things. E quindi, con questa veloce intro che fra l'altro sto scrivendo dal telefono, mi appresto a ripubblicare, com'è ormai tradizione, la simpatica e nervosetta storia di un Babbo Natale molto grumpy e probabilmente stressato quanto lo siamo noi arrivati a questo punto. Con l'augurio di riuscire a essere comprensivi col prossimo, perché non sappiamo quanti pacchetti deve ancora fare e quanto scotch gli è rimasto. BUON NATALE 🎅🏼  «Per Babbo Natale non era il giorno giusto. L’idea di farsi tre o quattro volte il giro del pianeta, gridando “ho ho” a Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donner, Blitzen e Rudolf e scarrozzare per il cielo lasciandosi die...