Passa ai contenuti principali

Post popolari in questo blog

Progettare è metà dell'opera (e della ricompensa emotiva)

Stavo iniziando a scrivere un resoconto di quel che è stato, ma poi mi son detta: "Perché?". E così ho corretto un po' il tiro, perché è l'orizzonte che vedo da lontano a interessarmi adesso. Le giornate di recente sono state tutte parecchio belle, abbiamo festeggiato il compleanno della piccola, domenica (già 2!) e ho preso in mano un nuovo lavoro che mi dà soddisfazione, anche se è faticoso, quindi mi sento piuttosto appagata. Sono state anche giornate intense, sia per organizzare compleanno-regali-torta sia perché ci siamo buttati a capofitto nell'organizzazione delle vacanze, visto che abbiamo la sfiga di dovercele fare sempre ad agosto e si sa che i costi sono esagerati, e noi siamo un po' esigenti (non siamo davvero esigenti, ma vogliamo fondamentalmente 2 cose: andare in un posto in cui non siamo mai stati e accontentare i gusti di tutti, per quanto possibile. Ah già, anche non dilapidare il conto in banca, e visto che siamo in quattro a muover...

It's beginning to look a lot like etc. etc.

Quasi fuori tempo massimo, ma sono state settimane matte, e anche se ho finito di lavorare prima del solito, anche mia figlia ha finito scuola prima del solito e sono stata impegnatissima ad andare a pattinare sul ghiaccio con lei (sentendomi molto Holden Caulfield) e a fare insieme a lei binge watching di Stranger Things. E quindi, con questa veloce intro che fra l'altro sto scrivendo dal telefono, mi appresto a ripubblicare, com'è ormai tradizione, la simpatica e nervosetta storia di un Babbo Natale molto grumpy e probabilmente stressato quanto lo siamo noi arrivati a questo punto. Con l'augurio di riuscire a essere comprensivi col prossimo, perché non sappiamo quanti pacchetti deve ancora fare e quanto scotch gli è rimasto. BUON NATALE 🎅🏼  «Per Babbo Natale non era il giorno giusto. L’idea di farsi tre o quattro volte il giro del pianeta, gridando “ho ho” a Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donner, Blitzen e Rudolf e scarrozzare per il cielo lasciandosi die...

Il senno di poi ma anche di prima

Ho corso con gli Zen Circus nelle cuffie e ho ripensato a un vecchio lettore mp3 usato che mi era stato regalato un bel po' di anni fa, che aveva anche delle canzoni loro, e Occhi bassi che era la mia preferita dei Tre allegri e adesso la cantiamo con il coro. E ho pensato che alcune cose restano le stesse dentro di noi anche dopo aver fatto moltissimi giri intorno al sole, e certi ricordi acquistano quel colore tipico della nostalgia che li rende dolci e migliori di quanto non fossero. Ho pensato che saranno passati più di quindici anni e anche se so benissimo tutte le cose che ci sono dentro quell'arco di tempo – le cose, le persone, le esperienze – qualcosa è riuscito ad attraversarli quasi indenne, come un filo lunghissimo che per qualche motivo è riuscito a infilare tutte le perline. Un giorno hai tre anni e il giorno dopo venti, non sai bene che farai della tua vita e sei anche un po' uno stronzo arrogante. Un giorno hai vent'anni e quello dopo ne hai il doppio e ...