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Pausa

Che giornate strane.
Domenica era l'anniversario della morte di mio papà, e alle 7 di mattina mi sono svegliata, la stessa ora in cui l'anno scorso mia mamma mi ha telefonato per dirmelo.
Ieri era la festa del papà, festa che non ho mai festeggiato, a dire il vero, non siamo mai stati una famiglia da festa-del-papà-festa-della-mamma-eccetera-eccetera, tranne quando eravamo piccoli e a scuola ci facevano fare i lavoretti (che in effetti da bambini sono una cosa carina e commovente, e soprattutto molto più spontanea). Ma stranamente mi sentivo comunque triste. Forse non è poi così strano. In più sia ieri che domenica le giornate sono state grigie e piovose come non sono mai state praticamente per tutto l'inverno. Canetto si addormentava in piedi, nemmeno lui aveva voglia di correre.
Oggi c'è di nuovo il sole e la sensazione spiacevole comincia a passare. Diciamo che era giusto così, probabilmente, che un po' di pensieri andassero in quella direzione. A parte che, di tanto in tanto, ci vanno a prescindere.

Cambiando discorso, domenica abbiamo comprato un lampadario a forma di lampadina gigante (gigante è un'esagerazione), ed è davvero bello. Il fatto che l'abbiamo comprato perché il mio moroso giocando con suo figlio ha rotto quello che avevamo prima passa in secondo piano... Così adesso in mezzo al salotto abbiamo un'idea bella grande. In fondo in questa casa è l'unico sfizio che ci siamo concessi.
E chissà se dopo quasi 8 mesi dal trasloco riusciremo a invitare gli amici per la simil-inaugurazione della nostra convivenza! Un po' tardi eh, ma almeno adesso abbiamo la griglia e il tepore invoglia...

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