Passa ai contenuti principali

Click!

In questi ultimi giorni c'è stato un tempo stupendo, con il cielo terso e il sole che scaldava quasi fosse estate, ma che rifletteva i colori dell'autunno... il periodo migliore dell'anno, per me, quando ti puoi godere il caldo senza rischio di soffocare, né per l'afa né per le allergie. L'unica cosa è che poi la sera la temperatura di solito precipita e rischi di trovarti poco equipaggiato.
Ma per il resto, sono giornate quasi più calde che in estate, non nel senso della temperatura, ma nel senso che il sole si appoggia con i suoi raggi sul tappeto di foglie gialle e rosse già cadute dagli alberi, e su quelle ancora appese, le piante si colorano e si accendono quasi fossero in fiamme, e il mondo sembra rivestito d'improvviso di una coperta calda e avvolgente, riflettendo una luce non accecante com'è a volte quella estiva, ma una luce che conforta. In un pomeriggio così, nei luoghi giusti, è quasi come godersi un tramonto per ore e ore.
Tra l'altro ieri sono passata per il mio paese d'origine, ed era da tanto che non lo facevo, non con un clima così piacevole, e infatti mi sono resa conto di quanto bello sia. Sarà la lontananza, sarà che dove abito adesso non mi sento per nulla a casa, ma esteticamente è proprio da restarci secchi (detta un po' alla giovane Holden...).
Ma se il paese dove abito non mi fa sentire a casa, per fortuna qui c'è tutta un'altra serie di cose che sono davvero "casa". Per esempio la mattina, quando possiamo starcene a letto senza niente che ci costringa ad alzarci, e ridiamo e chiacchieriamo sotto le lenzuola, nel tepore della notte trascorsa... stamattina questo mi ha fatto venire in mente quando i miei genitori, la domenica mattina, le rare volte in cui mio papà era a casa, chiacchieravano sottovoce a letto, mentre pensavano che noi (che io) dormissimo. Era una di quelle cose intime che mi piaceva poter condividere, anche se solo dall'esterno, non vista e non "pensata" per quella scena. Una di quelle cose dei miei genitori che poi, quando tutto è cambiato, quando non erano più quelli di prima, quando rabbia, rancori, dolori, abitudini, silenzi hanno preso il posto delle parole fra loro, ecco, una di quelle cose che poi mi è davvero mancata tanto.

Commenti

umberto ha detto…
quello che ricordo io e che mi fa davvero effetto è una mattina di presto di Natale, quando la casa era ancora avvolta nel silemnzio del sonno, ma c'era già luce, e io aspettavo il primo rumore dalla camera dei miei per andare ad aprire i regali. E' banalissimo lo so ma mi fa un effetto incredibile anche adesso mentre los crivo
un saluto

Post popolari in questo blog

Progettare è metà dell'opera (e della ricompensa emotiva)

Stavo iniziando a scrivere un resoconto di quel che è stato, ma poi mi son detta: "Perché?". E così ho corretto un po' il tiro, perché è l'orizzonte che vedo da lontano a interessarmi adesso. Le giornate di recente sono state tutte parecchio belle, abbiamo festeggiato il compleanno della piccola, domenica (già 2!) e ho preso in mano un nuovo lavoro che mi dà soddisfazione, anche se è faticoso, quindi mi sento piuttosto appagata. Sono state anche giornate intense, sia per organizzare compleanno-regali-torta sia perché ci siamo buttati a capofitto nell'organizzazione delle vacanze, visto che abbiamo la sfiga di dovercele fare sempre ad agosto e si sa che i costi sono esagerati, e noi siamo un po' esigenti (non siamo davvero esigenti, ma vogliamo fondamentalmente 2 cose: andare in un posto in cui non siamo mai stati e accontentare i gusti di tutti, per quanto possibile. Ah già, anche non dilapidare il conto in banca, e visto che siamo in quattro a muover...

It's beginning to look a lot like etc. etc.

Quasi fuori tempo massimo, ma sono state settimane matte, e anche se ho finito di lavorare prima del solito, anche mia figlia ha finito scuola prima del solito e sono stata impegnatissima ad andare a pattinare sul ghiaccio con lei (sentendomi molto Holden Caulfield) e a fare insieme a lei binge watching di Stranger Things. E quindi, con questa veloce intro che fra l'altro sto scrivendo dal telefono, mi appresto a ripubblicare, com'è ormai tradizione, la simpatica e nervosetta storia di un Babbo Natale molto grumpy e probabilmente stressato quanto lo siamo noi arrivati a questo punto. Con l'augurio di riuscire a essere comprensivi col prossimo, perché non sappiamo quanti pacchetti deve ancora fare e quanto scotch gli è rimasto. BUON NATALE 🎅🏼  «Per Babbo Natale non era il giorno giusto. L’idea di farsi tre o quattro volte il giro del pianeta, gridando “ho ho” a Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donner, Blitzen e Rudolf e scarrozzare per il cielo lasciandosi die...

Il senno di poi ma anche di prima

Ho corso con gli Zen Circus nelle cuffie e ho ripensato a un vecchio lettore mp3 usato che mi era stato regalato un bel po' di anni fa, che aveva anche delle canzoni loro, e Occhi bassi che era la mia preferita dei Tre allegri e adesso la cantiamo con il coro. E ho pensato che alcune cose restano le stesse dentro di noi anche dopo aver fatto moltissimi giri intorno al sole, e certi ricordi acquistano quel colore tipico della nostalgia che li rende dolci e migliori di quanto non fossero. Ho pensato che saranno passati più di quindici anni e anche se so benissimo tutte le cose che ci sono dentro quell'arco di tempo – le cose, le persone, le esperienze – qualcosa è riuscito ad attraversarli quasi indenne, come un filo lunghissimo che per qualche motivo è riuscito a infilare tutte le perline. Un giorno hai tre anni e il giorno dopo venti, non sai bene che farai della tua vita e sei anche un po' uno stronzo arrogante. Un giorno hai vent'anni e quello dopo ne hai il doppio e ...