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Andrà.

Ce la sto mettendo tutta per sentirmi di nuovo felice e leggera, ma non ci riesco. Lo sono, sono felice so di avere motivo di esserlo e va tutto bene per la maggior parte del tempo, eppure continuo a sentirlo quel qualcosa che mi si scuote in fondo al cuore, o in fondo allo stomaco, ancora non so localizzarlo, e che tenta di allungare i suoi tentacoli scuri e prendersi tutto.

Sto cercando di semplificare le cose per avere meno distrazioni dalla concretezza.
Sto provando a stare lontana dalle distrazioni effimere.
Sto cercando di leggere perché è un rifugio sicuro in cui ogni sentimento o emozione, pur provandoli, puoi relegarli a una realtà che è altra.
Sto provando a evitare ciò che è doloroso o che può diventarlo.
Oggi è il 20 luglio e sono ancora qui, dopo mesi, che cerco di grattare via la ruggine.
Di districarmi dalla mia mente per tenerla più sgombra, per dormire meglio.
Ora non ho più il problema di non riuscire a dormire, ora dormo profondamente, faccio sogni agitati e poi mi riaddormento e quando mi sveglio sono così stordita che dormirei ancora.
Se potessi passerei la giornata a dormire e basta. Per fortuna non posso e in fondo so che non voglio. Sono consapevole di essere fortunata a riuscire ancora a scacciarli via i tentacoli scuri che provano ad avvilupparsi attorno al mio cervello. So che c'è chi non ci riesce e soccombe. A volte sembra un lavoro durissimo e forse per questo la sera crollo sul divano.
Penso di aver avuto un altro attacco di panico, qualche giorno fa. L'ho accettato e ho aspettato che se ne andasse.

Penso di avere bisogno di agosto e di staccare un po' da tutto.
Per fortuna manca poco.

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