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Coperte morbide

È autunno ma è tornato un po' di caldo e apro le finestre intorno a mezzogiorno per farlo entrare, perché questa casa è fredda e io tremo un po'. Da qui sento i bambini nel cortile della scuola giocare e gridare felici. Anche da casa mia, la prima, quella in cui ho vissuto per vent'anni circa, si sentivano i bambini del cortile di scuola. Prima c'ero anche io, poi erano altri.
Ora, in questo cortile nuovo, c'è la mia bimba.
Tutti i cortili di scuola sembrano uno, i sassi, gli alberi, le grida. E non c'è niente di più malinconico di passare davanti a un cortile di scuola vuoto, quando sai che sono tutti dentro e l'eco di quelle urla è pur sempre ancora lì, nelle tue orecchie. Sento ancora il mio, di quando ero bambina io.

Anche il mio cane cerca il tepore e dopo pranzo si posiziona dove per circa una decina di minuti il sole si riflette sullo specchio dell'armadio di camera mia. Che poi è dove lavoro, anche, così mi fa compagnia.

Quando sentiamo un po' di freddo dentro cerchiamo tutti quella cosa che ci scalda. Una canzone, un libro, una parola, una vecchia conversazione, un disegno o magari, per chi le scrive ancora, una lettera… Quest'anno mi pare si prospetti un inverno lunghissimo, forse per questo ho già comprato tanti libri e ho in mente di creare una playlist su Spotify tutta dedicata a questa fine 2022, coperte morbide nelle quali avvolgermi quando mi si stringe un po' lo stomaco e i brividi non sembrano andar via.



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