Passa ai contenuti principali

Se niente importa

Nessuno è perfetto e per carità ci mancherebbe, ma poche cose mi danno fastidio come l'incorenza delle persone. E non l'incorenza della serie ieri la pensavo così, oggi ho cambiato idea, questo fa parte del normale evolversi della vita. Ma l'incorenza del finché va bene a me okay, quando non mi va bene, allora no, si fa come va bene a me. Queste sono le cose che mi fanno ribollire il sangue nelle vene.
Egoismo è la parola che più mi passa per la testa negli ultimi tempi quando mi guardo intorno, e diciamolo, ne ho anche un po' le palle piene. Ma d'altra parte non dovrei neanche più sorprendermi, ho capito da un bel po' di tempo che alcune persone sono e sono sempre state così.

Lo so, iniziare con amarezza il primo post di gennaio del 2022 forse non è di buon auspicio. Ma dei buoni auspici poco me ne faccio. Me ne faccio di più dell'energia che mi ribolle dentro quando qualcosa mi smuove sentimenti profondi, anche se non sempre positivi, e la incanalo tutta in impegno a fare meglio. Anzi no, a essere meglio.

Ecco, io non faccio mai liste di obiettivi né di progetti precisi, mi piace navigare a vista e gennaio è solo gennaio, il resto mi pare solo un'illusione che serve a farci stare meglio; ma se fa stare meglio gli altri, allora ben venga per loro. Se però dovesse servirmi qualcosa per dare un senso e una rotta alle cose, allora che sia pure di cercare di essere meglio. In tante cose. E di metterci sempre il cuore, soprattutto. E la testa.
Forse l'unico progetto di vita che per me abbia davvero significato.




Commenti

Post popolari in questo blog

Confessioni

Devo dirlo, ultimamente ho pensato abbastanza seriamente di abbandonare il blog. Non ho ancora deciso cosa farò, magari morirà da solo così, senza annunci eclatanti, ché tanto. Questo ultimo periodo è stato molto intenso, molto lavoro, organizzazione con la piccola, pensieri vari... Ieri ho fatto anch'io la prima dose di vaccino, chissà, si tornerà alla quasi normalità? Almeno sto bene e, a parte un po' di dolore al braccio, non ho avuto altro.  Mio marito lavora di nuovo per la multinazionale, anche se in modo diverso, mi sembra felice. Ma c'è di meno a casa, quindi sono un po' più affaticata anch'io. Mi manca un po'. Dafne cresce, cresce tantissimo e a vista d'occhio, mi manca moltissimo quando era piccolina, ma d'altro canto apprezzo molto le cose che potenzialmente posso fare ora. Ho letto pochissimo, quasi nulla, perché è un periodo che va così. Non me ne cruccio perché leggo per lavoro comunque, e perché non vale la pena crucciarsi. Tornerà il mome

8/52 Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala!

Credo di essermelo detta tante volte, in momenti di difficoltà. Una frase che però nessuno mi ha mai detto, parole che non pronuncerei, penso, a nessun altro. Solo a me stessa, perché è con me che sono ipercritica, e a me stessa che dico che non devo mollare, che devo trovare l'opportunità nella difficoltà, che non devo darla vinta all'indolenza o allo sconforto, perché le risorse che possiedo, e lo so bene, sono tante. Ed è così che mi sento la maggior parte del tempo, cercando di limitare le negatività e credendo più nella possibilità che nell'impossibilità. E con le persone importanti nella mia vita, quelle di adesso e quelle che ci saranno in futuro, faccio lo stesso: no, dire te la sei voluta non serve a spronare una persona a fare meglio, è un po' come dare una colpa ed è quasi come arrendersi, scaricare responsabilità quando qualcuno chiede aiuto. Perciò no, non dico adesso pedala, magari dico altro, qualcosa che suonerebbe come un Puoi pedalare, sei in grad

Distrazioni

In questo periodo di grandi incertezze, ci sono pochi momenti che mi rimettono in pace con il mondo come quando leggo, quando sto con la mia famiglia, quando passeggio in montagna o comunque in mezzo alla natura. Sto con la mia famiglia sempre, più o meno, ma ci sto veramente quando dimentico di avere uno smartphone. Quindi ciò che accomuna le tre attività, oltre al piacere in sé di farle, è stare lontana dalle distrazioni digitali. A questo proposito, ho letto un saggio molto interessante che si intitola 8 secondi , di Lisa Iotti (ilSaggiatore). Il titolo rimanda alla convinzione diffusa che l'attenzione di un pesce rosso su una cosa duri non più di 8 secondi: a quanto pare ci stiamo avvicinando pericolosamente a quel record negativo. L'autrice ha fatto delle ricerche, recandosi in diversi istituti dove scienziati stanno cercando di capire quali possano essere gli effetti a lungo termine dell'uso sempre più massiccio di smartphone e social network. Lo consiglio davvero a t