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I limiti un po' più in là

1 aprile 2015: a passeggio con canetto, ieri ho capito che cosa si intende con "verde". Ieri sera sono andata in palestra, e siccome è la settimana di non-ho-capito-che-cosa, invece delle solite lezioni c'erano delle cose un po' diverse. Naturalmente non lo sapevo perché lunedì ero a casa a smaltire i resti dell'influenza, ma magari ci sarei andata comunque. Insomma, quando vedo che iniziano a trasportare nella nostra sala le bici da spinning ho pensato "Oddio, anche no". Non sono una grande fan della bici indoor in giovane età e con il bel tempo all'esterno, ma visto che avevo quell'ora a disposizione ho detto "Va be', anche sì". In fondo io sono fatta così, cerco di provare un po' tutto quanto. Vi dirò, alla fine mi sono divertita. Peccato che oggi non sono più capace di camminare. Ieri sono scesa dalla bici e i muscoli cedevano. Poi abbiamo fatto un quarto d'ora di pilates per allungare i muscoli ma non mi sono b...

Sogni veri

Domenica sera mentre stendevo l'ultima lavatrice della giornata in tv c'era un film con Ben Affleck Amore estremo , film che non ho visto (ho poi scoperto che è stato considerato uno fra i peggiori film mai realizzati!). Ma che mi ha dato un'imbeccata. Nel film c'era un attore che interpretava – male – un ragazzo disabile. Al che ho detto: ho visto solo due attori interpretare bene un ruolo così difficile: Dustin Hoffman su Rain Man e Leonardo Di Caprio su Buon compleanno Mr Grape. E così ho scoperto che mio marito non aveva mai visto Buon compleanno Mr Grape . E io gli ho detto ce l'ho, quando vuoi lo guardiamo. Ieri sera l'abbiamo fatto: posso dire che trovo sempre entusiasmante rivedere film vecchi più di 20 anni. Be', poi dipende dal tipo di film, ma questo è davvero quel genere un po' lento, ma non troppo e per niente noioso, ambientato in un'America in mezzo al nulla dove i cittadini sono sospesi fra il vecchio e il nuovo che avanza, chi ...

Parole, oppure no

A volte vorrei parlare con delle persone con le quali non parlo più da tanto. A qualcuno solo per sapere come va, con qualcun altro vorrei fare lunghi discorsi come ai vecchi tempi, ad altri ancora vorrei solo ribadire il mio vaffanculo. A qualcuno, sicuramente, dovrei ancora delle scuse, mentre da altri le pretenderei. Con alcuni vorrei spiegarmi, con altri invece vorrei che fossero loro a spiegare. Ammetto anche che a qualcuno vorrei sbattere in faccia un "Quanto ti sbagliavi" e a qualcun altro "Quanto avevi ragione". Ma il limite fra orgoglio, paura, sensi di colpa è ancora un po' sfumato, e quello che una volta sembrava sospeso adesso sembra soltanto vecchio. Puzza di stantio. Non siamo nemmeno più quelle persone che eravamo una volta, quindi non c'è nemmeno più bisogno di dire nulla.  Le nostre vite, per come sono ora, parlano già da sole per noi. La verità è che lo faremmo, se fosse abbastanza importante. Dopo l'acqua che ci è passata sott...

Tradimenti

Alla fine ce l'ha fatta, dopo tanto corteggiare io non ho potuto fare altro che cedere. Già sotto Natale ci aveva provato, insinuando le sue dita fredde sul mio viso, ma io ero stata più forte e avevo detto No. Dopo mesi di assenza, però, torna all'attacco e colpisce a fondo, probabilmente in un momento in cui sono distratta, e le mie spalle, sempre così forti, stavolta non possono evitare di piegarsi. Così quelle dita fredde sono riuscite a passare dal collo, alla gola, a tutto il viso e lungo tutto il corpo, lasciandomi spossata e quasi ubriaca a guardarmi cadere nel tranello. Non potevo fare altro, stavolta, alle porte di aprile, con la primavera che bussa, ancora timida, ma è lì. Insomma, signori, stavolta mi sono proprio presa l'influenza.

Hotel Esistenza

Fuori piove, e il mio Hotel Esistenza a volte è fatto di questo, di un posto dove fuori piove, è grigio, umido e freddo e dentro però c'è un caldo confortante, una tazza di tè fumante, una coperta morbida e del tempo per me. Un giorno ho detto che Follie di Brooklyn parla anche di me, e tanto. Ci sono cose di questo libro – e non è la storia in sé, quella non ve la voglio nemmeno raccontare, perché di scrivere trame non mi interessa tanto – dicevo che ci sono cose che mi rispecchiano molto. L'io narrante, Nathan (anziano, in pensione, divorziato) decide di voler scrivere Il libro della follia umana e «riportare in esso, con il linguaggio più semplice e chiaro possibile, il racconto di tutti gli svarioni e i capitomboli, i pasticci e i pastrocchi, le topiche e le goffaggini in cui ero caduto nella mia lunga e movimentata carriera di uomo». Lavora su blocchetti di appunti, foglietti volanti, retro di documenti vari, insomma, disordinato ma meticoloso, tanto da divide...

Rispetto e filosofia

Negli ultimi tempi più che un fiume in piena mi sembra di avere dentro un vero e proprio oceano, di quelli con le onde alte che si infrangono schiumose e bianche contro la costa, con il vento a sferzarle e sospingerle e un carico di acqua impressionante. E purtroppo fatico a starci dietro. Questo perché comunque mi devo pur guadagnare da vivere, ma penso anche che finché sono giovane dovrò cercare lo stesso di fare surf su queste onde, anche a costo di dormire poco e soffrire di mal di testa e qualche senso di colpa.  Oggi parlo di rispetto perché questo è il nome dato a un gioco proposto in delle scuole, ma che è stato trattato senza rispetto, dimostrando quanto di questi programmi ci sia davvero bisogno. Il progetto l'ho letto per sommi capi perché una disanima più dettagliata non sono riuscita a trovarla, eppure ci sono dei dettagli che mi fanno chiedere: Com'è possibile che si sia gridato allo scandalo per un gioco innocente? Com'è possibile che se insegnanti, ps...

Sogno-b

Stanotte, anzi, stamattina, dopo che Ale si è alzato alle 5.30 perché questa settimana deve andare a Bergamo ogni giorno, praticamente, insomma dopo sono riuscita a riappisolarmi un po' e ho sognato di essere a casa del Rompinotaio. Il Rompinotaio è quello per cui ho lavorato qualche mese nel 2011, che non a caso potrei annoverare come l'anno più brutto della mia vita. Comunque, ero a casa sua, c'erano anche la moglie e la figlia, e io stavo sistemando delle cose mentre la moglie preparava il pranzo, e il Rompi e sua figlia erano seduti a tavola, e io mi sono accorta che la tavola non era apparecchiata, ma come dicevo stavo facendo altro, e poi la moglie si è girata e ha detto: – Ma è pronto e non c'è neanche la tovaglia! – e il Rompi e la figlia ridevano e dicevano cose tipo: – Eh, ma dovevo farlo io? – e allora mi sono avvicinata e ho detto loro, in friulano (perché in friulano, non lo so, visto che non lo parlo quasi mai, tranne per sottolineare qualche concetto...

Cuore di cioccolato fondente

Oggi sono finalmente riuscita a pranzare con mia madre, cosa che pareva impossibile ultimamente tra gli impegni miei e i suoi. Ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Abbiamo bevuto i nostri due caffè, uno subito dopo pranzo e uno poco dopo il dopo pranzo. Abbiamo chiacchierato. Abbiamo riso degli atti folli di canetto. E come sempre mi sono sentita a casa. E ora che sono a casa, avevo bisogno di un altro momento di casa e sono venuta qui, sul blog. Perché è uno dei posti che mi consolano, a suo modo. Non che abbia bisogno di consolazione, non oggi certo, ma è uno di quei luoghi caldi, come il cuore di cioccolato fondente in un dolce. Stamattina appena alzata mi sono innervosita per vari motivi, tutti legati all'ignoranza della gente, ma in questo momento li ho scordati tutti. Anzi li ho relegati in un angolo al quale per ora non ho nessuna intenzione di dare nemmeno uno sguardo, perché non serve. E perché ora è passato tutto. Ieri mentre ero in macchina ho sentito mio papà. O...

Ce la possiamo fare

Sono qui, reduce da qualche giorno di lavoro molto intenso (seppur piacevole) da un'abbuffata che non vi dico e da giorni di primavera anticipata. Domenica era la festa della donna, che non ho mai festeggiato e che da sei anni è stata totalmente soppiantata dall'anniversario con il mio – ora – marito. Anniversario dalla prima uscita, s'intende. la felicità passa per i colli orientali del Friuli, si ferma a mangiare cose buone bevendo del buon vino e poi riparte. Quindi domenica di sole, con pausa dal lavoro, e gli altri giorni invece al chiuso a produrre. Per fortuna, come sempre, ci pensa canetto a farmi passeggiare e prendere un po' di questo caldo primaverile che scioglie i nodi, fa scrocchiare le ossa, aumenta la temperatura del sangue e libera le endorfine. sì, la scrivania  era anche ordinata  qui, ora è molto peggio. sì, io lavoro in cucina. no, non è su questo tavolo che mangiamo. sì, il disordine a suo modo mi aiuta a concentrarmi. Di solito la prim...

Cambiamenti

È solo marzo ma l'anno si è già fatto intenso. Dovrò abbandonare il progetto delle 52 settimane. Ma è una bella notizia. 1) perché non mi piaceva, era nato in modo frettoloso e non aveva nemmeno una direzione precisa. 2) vedrò un aumento delle mie mansioni in campo lavorativo, a breve, credo brevissimo, e la cosa è ovviamente positiva, visto che significa più entrate, più esperienza e magari anche NUOVE esperienze. Ma non abbandono il blog, sia mai! Continuerò con SoloCoseBelle e con la recensione di libri (se avrò tempo di leggerne, oltre a quelli lavorativi, s'intende) e con le cose quotidiane di vita vissuta. Insomma, niente appuntamenti fissi, ma ci sarò sempre! Poi si vedrà, ma almeno all'inizio, avrò bisogno di un periodo di assestamento, dovrò riorganizzare la mia giornata e insomma, ancora non ho bene idea di cosa avrò o non avrò il tempo di fare. Ma SONO FELICE perché (e ora incrocio le dita, perché non si sa mai) significa che di tanto in tanto succede anco...

8/52 Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala!

Credo di essermelo detta tante volte, in momenti di difficoltà. Una frase che però nessuno mi ha mai detto, parole che non pronuncerei, penso, a nessun altro. Solo a me stessa, perché è con me che sono ipercritica, e a me stessa che dico che non devo mollare, che devo trovare l'opportunità nella difficoltà, che non devo darla vinta all'indolenza o allo sconforto, perché le risorse che possiedo, e lo so bene, sono tante. Ed è così che mi sento la maggior parte del tempo, cercando di limitare le negatività e credendo più nella possibilità che nell'impossibilità. E con le persone importanti nella mia vita, quelle di adesso e quelle che ci saranno in futuro, faccio lo stesso: no, dire te la sei voluta non serve a spronare una persona a fare meglio, è un po' come dare una colpa ed è quasi come arrendersi, scaricare responsabilità quando qualcuno chiede aiuto. Perciò no, non dico adesso pedala, magari dico altro, qualcosa che suonerebbe come un Puoi pedalare, sei in grad...

SoloCoseBelle 2

Oggi tocca al sito e blog di un'illustratrice che mi piace moltissimo. Lei è Ilaria Urbinati il suo blog si chiama inapencil  e ci mostra cosa si nasconde dentro la sua matita e dentro i suoi colori.  Ultimamente – be', un po' più di ultimamente, da 7 anni a questa parte – mi imbatto di continuo nelle opere di vari illustratori grazie al mio lavoro di correzione di bozze di libri per ragazzi. Io non sono un'esperta in disegno, non ho mai avuto velleità di illustratrice, non parlatemi di tecniche o altro perché, davvero, credo di non pigliarci proprio. Però, di pancia, ci sono illustrazioni che mi prendono e mi trasmettono tantissimo! Quelle di Ilaria sono così fresche e simpatiche, ma per niente banali, e io me ne sono innamorata subito. C'è qualcosa di rassicurante e a tratti familiare nel modo in cui racconta attraverso la sua matita scene quotidiane di vita vissuta, ricordi di quand'era bambina (fra tutte, credo proprio che le mie preferite siano "i ...

«Quando siete felici, fateci caso» ovvero di Kurt Vonnegut e delle piccole meraviglie

La nebbia arriva con le sue zampette di gatto. Si siede a guardare il porto e la città accucciata in silenzio e poi se ne rivà. È buffo che io inizi citando una poesia (di Carl Sandburg) che si trova in una nota del libro di Kurt Vonnegut Quando siete felici, fateci caso. Perché è una nota, perché potrebbe passare inosservata, e invece forse racchiude il succo di tutto. È la sua immediatezza. Il libro è una raccolta di alcuni dei tanti discorsi che Vonnegut ha tenuto alle cerimonie di diploma di varie università degli Stati Uniti. Naturalmente trattandosi di discorsi pensati per cerimonie simili, il succo che se ne trae è abbastanza semplice e di tanto in tanto risulta lievemente ridondante. Ma è la natura del libro a essere così. Però è l'anima di Vonnegut a emergere, nella sua semplicità immensa. Eppure, di questa semplicità abbiamo bisogno di "sentirci dire", dobbiamo sentircela ribadire perché nel nostro mondo, così complesso e complicato e corrotto è impr...

7/52 Paure

Oh, ecco qui un argomento divertente. Eh sì, perché le paure "vanno rise". Nel senso che niente funziona meglio come una risata, altrimenti, cercare di superarle – o quanto meno di conviverci – diventa un vero incubo. checcarina! no, mi spiace, le odio. E allora sdrammatizziamo un po': la paura delle cimici. Sì questa è la prima che mi viene in mente. Ovvio che non è una paura vera, insomma, è più una specie di fissazione, o di schifo ecco, però resta il fatto che cerco ancora di evitare di prenderle per cacciarle di casa, operazione che lascio più volentieri a mio marito. Una delle cose positive è che dove abito ce n'è molte meno rispetto a dove abitavo prima con mia mamma, e le schifose per fortuna non si annidano fra le tende della camera come capitava di là. Diciamo che per ora questa paura è un po' messa da parte, perché ormai è limitata alle rare occasioni in cui queste schife si manifestano. Sarà un orrore ancestrale, sarà quello che volete, ma l...

Ridiamoci su - I dolori del giovane gallo

Che forse tanto giovane non è, nonostante tutta questa voglia di rompere l'intera notte. Inizia attorno a mezzanotte, forse anche prima, ma prima in genere stiamo ancora guardando un film, o qualche vecchia puntata di una serie tv che rifanno su la7d fino allo sfinimento, insomma, fino a mezzanotte non ci faccio caso perché è raro che andiamo a dormire prima.  E poi andiamo finalmente a letto, e lui è lì (non sul letto, fuori, da qualche parte). Che canta. Oddio, io non lo so chi ha inventato l'espressione "il canto del gallo", perché quello tutto è tranne che qualcosa di melodioso. È davvero una roba straziante. A parte che sono abbastanza convinta che quel gallo non sia normale – va avanti DAVVERO per tutta la notte, per fortuna dormo ma di tanto in tanto mi sveglio e lui sta in silenzio un po' e poi riparte – ma il suo è proprio un urlo straziante. Sembra, che so, che gli siano state portate via tutte le galline del suo harem! Che gli abbiano tagliato la n...

SoloCoseBelle 1

In attesa di darvi anche quel che promisi (non l'ho dimenticato, è solo che ho bisogno di tempo) ecco un po' di parole ben spese su quello che la rete ci può regalare. In internet si scoprono ogni giorno nuovi mondi, anzi direi proprio nuovi pianeti, tanto che gli astronomi impallidiscono per la concorrenza. Gravitare attorno ad alcuni blog o siti interessanti mi riempie di ispirazioni e di gioia per le cose che si possono fare nella vita, e la passione che le persone ci mettono nel loro operato mi fa pensare che sì, vale la pena sforzarsi, faticare, soffrire per le proprie passioni, per quello che ci rende noi stessi, quello che più ci piace fare, quello per cui siamo davvero portati. Ecco, quindi che di tanto in tanto vi proporrò qualcosa di questo mondo inafferrabile e concreto al tempo stesso. Oggi inizio da Pretty in Mad , che vi ho già nominato più volte, lo so, ma ora lo voglio fare bene. Prima di tutto perché ho finalmente avuto l'ebbrezza di toccare con mano...

6/52 Un regalo

È da un pezzo che ho un regalo in testa, e ancora non sono riuscita a farlo. Be', è perché è un regalo molto bello, ovviamente. Perché è un regalo che devi fare con le tue mani ma io non ne sono capace, quindi avrei prima bisogno di tempo per imparare e poi alla fine realizzarlo davvero. È più facile andare a comprare una cosa già pronta, ma questo me lo tengo buono per quando un giorno avrò finalmente capacità e ore a disposizione. Quanti regali di quelli ricevuti vi sono rimasti davvero impressi? Io se ci penso mi perdo un po'. Ricordo un flipper regalato da mio padre di ritorno da uno dei suoi tanti viaggi di lavoro. Un flipper di quelli portatili, che ci si gioca con le mani, niente di elettronico, naturalmente. Devo aver avuto qualcosa come 8 o 9 anni, forse anche meno. Ci abbiamo giocato tantissimo io e mio fratello, così tanto che ancora lo ricordo. Ricordo una maglia regalatami da mia zia. Non che non mi facesse ogni anno un regalo, ma io mi ricordo solo di quell...

follia

Pitlochry, Scotland I mondi che mi attraversano sono tantissimi. Io passo una vita a vivere mille vite, e non sto scherzando. Ne vivo una diversa a ogni libro che leggo, e siccome leggo anche per lavoro, a volte è una vera fatica. A meno che non si tratti di saggistica o di libri davvero orrendi, mi immedesimo, entro nei fogli A4 stampati qui da me e mi stupisco di non uscirne ogni volta con una sorta di emicrania.  Ma non basta: quando passeggio con il cane, è raro che io sia davvero dove sono. La testa è altrove, in continuo movimento, a immaginare dialoghi mai avvenuti e che mai avverranno, a immaginare di incontrare persone che forse nemmeno esistono. Mi chiedo quanto poco ci manchi a me che me ne vado in giro parlando da sola, e mi chiedo quanto io possa essere folle, in realtà. Non che la cosa mi importi. Immagino dialoghi con le persone che devo incontrare entro poche ore, dialoghi che vorrei avere con loro o che non vorrei avere, che poi si avverano ma anche no. ...

Libero chi legge!

Scrivere qualcosa su un libro di recensioni, qualcosa di globale, forse può non avere molto senso e non è nemmeno semplice, perciò quello che voglio dire è ciò che mi ha lasciato Libero chi legge! di Fernanda Pivano, che ho letto d'un fiato nonostante avessi sempre poco tempo a disposizione.  Innanzi tutto è uno di quei libri che non sei costretto a leggere da cima a fondo. Vuoi concentrarti solo sugli autori che già conosci, e vuoi sentire qual è l'opinione di una persona che li ha conosciuti, personalmente o dal punto di vista letterario, meglio di te? Vai all'indice e segni quali sono. Vuoi avere nuovi spunti e leggere prima qualcosa di tutti quegli autori che non conosci, che conosci solo di nome o che proprio non hai mai sentito nominare? Puoi fare anche questo. Nuovi modi per leggere in comodità. #kindle #books #leggere Una foto pubblicata da Michela (@michelagregoris) in data: 5 Feb 2015 alle ore 12:11 PST Io l'ho letto da cima a fondo, cur...

5/52 Una fotografia scattata con le parole - L'ultima scia

Sul vetro c'è una goccia, minuscola, portata dal vento. Dentro è buio, quasi più che fuori, e i colori caldi dell'arredamento cercano di lottare con l'oscurità. I rami degli alberi piegati e le foglie sparpagliate che si scorgono dalla finestra ti fanno quasi sentire il sibilo del vento. Dentro, un ricciolo di fumo sale dal posacenere sul tavolino, una sigaretta abbandonata che chiede di essere ripresa fra le dita. Un foglio piegato in 4 parti uguali è posato lì accanto, una penna appoggiata sopra e una lampada, spenta, leggermente storta, come se qualcuno avesse chiuso la luce in fretta. Il divano sarebbe immacolato, se non fosse per quella leggera increspatura della stoffa appena accanto al bracciolo. Averti perso per un soffio.