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Visualizzazione dei post da Novembre, 2018

Piccolo universo

Bisogna sempre star lì a ribadire che i giochi non sono da maschi o da femmine ma sono solo giochi. Che per indossare una felpa mia figlia non ha bisogno del pene, quindi posso anche guardare nel reparto dedicato ai maschi. Aaaah, che noia. Insomma, capisco che alcune differenze ci possono essere per carità, ma insomma. "E, ma le cose da maschio sono un po' più grandi". Ottimo, mia figlia ha 2 anni e mezzo e veste 3/4 perché è gigante (non è gigante, ma insomma, è grande). Ma di cosa stiamo parlando? Fra le cose che l'hanno colpita in queste settimane di esposizione selvaggia di giocattoli nei supermercati, c'è un dinosauro. Che io le comprerò, per amore della scienza e della paleontologia, anche se li mettono nel reparto di giochi per bambini maschi. E probabilmente anche una porta da calcio per giocare dentro casa, visto che è una delle cose che fa più volentieri. Io forse esagero all'opposto, sbaglio anch'io come sbagliamo tutti, ma cerco di seguire il…

Amarsi

Amarsi nel senso di amare se stessi. Di essere coerenti e giusti, prima di tutto con se stessi, per esserlo meglio con chi ci circonda. Oggi scrivo di questo perché ho passato dei mesi di umore ed emozioni particolarmente altalenanti. Mi era successo qualcosa di molto simile – e al contempo molto diverso – la scorsa primavera, un periodo in cui non riuscivo a uscire da un loop negativo non meglio identificato. Questa volta è stato diverso, ma ho capito che il punto di partenza ero pur sempre io (bella scoperta!) e che quindi c'era qualcosa che non andava.

Ho capito che dovevo fare qualche conto con errori del passato per andare avanti meglio. Ho capito che dovevo fare i conti anche con gli errori del presente per andare avanti meglio. Ricordo che quest'estate c'è stato un momento in cui mi sono detta: adesso mi impegno per essere migliore. Nelle piccole cose: non perdere la pazienza prima del tempo solo perché sono stanca, non urlare a mia figlia in momenti di esasperazio…

Pezzi di me

Basta citazioni dal vecchio Paul, altrimenti mi denunciano per plagio. Leggetelo, è davvero ottimo.
Mi è venuto in mente che una volta ricopiavo citazioni dai libri o pezzi di poesie in bigliettini che poi ripiegavo e mettevo in un vecchio barattolo di latta, che una volta aveva contenuto sicuramente biscotti. Spesso i libri li prendevo in prestito in biblioteca oppure da qualcuno e quindi era un modo per tenere qualcosa. Adesso faccio fatica a prendere in prestito i libri perché ho paura che dopo non mi rimanga nulla, per questo ne compro troppi. Mi chiedo che fine abbiano fatto quei bigliettini: conoscendomi, un giorno in un raptus li avrò buttati, forse perché mi ricordavano momenti bizzarri della mia vita, forse perché non mi dicevano più nulla, forse perché mi sembravano sciocchi. Io sono così: prima conservo una cosa per una vita, poi la butto via, poi la rimpiango... Va be', in questo caso poco male, suppongo. Almeno il blog da dieci anni a questa parte mi sta permettendo …

Non può fare male, comunque.

«[...] quando feci un calcolo del tempo che avevamo trascorso insieme [...] risultò un totale di cinquantaquattro ore circa, diciotto delle quali erano state sprecate dormendo; altre sette svanite in separazioni varie [...]. Alla fine restavano ventinove ore appena durante le quali avevo potuto effettivamente vederla e toccarla, rinchiudermi nel cerchio della sua presenza. Avevamo fatto cinque volte l'amore. Avevamo consumato sei pasti insieme. Una volta le avevo fatto il bagno. [...] era entrata e uscita dalla mia vita così in fretta che a volte mi sembrava di averla solo immaginata». Serve dirlo? Paul Auster, Il libro delle illusioni (giuro che a un certo punto smetto.)

Comunque quando arriva il freddo arriva anche ufficialmente quel momento dell'anno in cui chi lavora da casa come me (e vive in una casa molto vecchia e tendenzialmente fredda) ha due possibilità: spendere una follia di riscaldamento o assomigliare a Davide Toffolo dei Tre allegri ragazzi morti (allego foto …

I would prefer not to

«Non vuoi proprio parlare di te, vero?
Come diceva il nostro amico Bartleby… preferirei di no.
Nessuno può vivere senza gli altri, David. Non è possibile.
Forse no. Ma nessuno è mai stato me. Può darsi che sia il primo.» Paul Auster, Il libro delle illusioni (vi avevo avvisati.)
Non so quanti di voi abbiano letto Bartleby, lo scrivano, forse pochi, quando lo lessi io e chiedevo in giro la risposta era nessuno. Comunque poi è diventato un po' più famoso, forse, anche se non è Moby Dick (ma l'autore è lui, Herman Melville). Fra l'altro il libro lo presi in prestito in biblioteca, perciò non ce l'ho e dovrò rimediare. Almeno per una volta comprerò un libro che ho già letto e mi sentirò meno in colpa. Insomma, non so se conoscete la storia di Bartleby, sono quelle storie che ti lasciano così, ma scritte bene e non ci puoi fare niente, secondo te va letto e basta. L'annullamento di un uomo, ma un annullamento che riesce a fare un gran rumore, quando ne sei testimone.

Va b…

Avevo dimenticato il titolo. Eccolo.

«Meglio o peggio che fosse, sembrava proprio che i filosofi avessero ragione. Non perdiamo mai niente di quello che ci succede». Paul Auster, Il libro delle illusioni.  (Per la serie un Paul Auster al giorno toglie il medico di torno.  Andrò avanti così per secoli, probabilmente, quindi abituatevi :D)
Sono stanchissima perché ormai siamo credo a quota 2 settimane di sonno di merda. Prima per motivi indefiniti, poi per un po' di febbre della piccola (passato tutto, sta bene adesso) e in più il lavoro durante il giorno ci ha messo del suo. Ho appena capito che la scadenza che avevo oggi non era così tassativa, quindi adesso mi rilasso un po' prima di finire il romanzo che stavo correggendo (fra l'altro, una volta tanto bello).
Sto leggendo Comma 22 e mi fa ridere fino alle lacrime e non pensavo. Non pensavo che fosse così esilarante nella sua assurdità, nonostante in fondo ci sia ben poco da ridere. Ma fatico ad andare avanti perché la stanchezza non è di alcun aiuto. Ho in …

Fenomeni

Mi manchi in quel modo tutto tuo che hai di mancarmi. Che in realtà è un modo tutto mio. Mi manchi è quell'espressione strana dove tu sei il soggetto ma la sensazione è la mia.  Mi manchi ma in un modo meno brutto di quanto si possa pensare, che fa meno male man mano che ci penso (hai visto quante "m" una dopo l'altra?). Ho scoperto di soffrire di sinestesia. Uhm, no, soffrire non è il termine giusto perché non è una sofferenza ma una possibilità. La nostalgia è sempre stata grigia. Il lunedì è sempre stato rosso. La primavera è sempre stata rosa. Dicembre è bianco, ovviamente. Per me è così e sarà così sempre, non lo faccio apposta, è un processo automatico. Il passato è un blu scuro e intenso, molto molto intenso. La solitudine è gialla, color seppia, come le foto e forse non è un caso.
Ma la forma di sinestesia di cui ho sempre saputo di – soffrire? – è quella legata agli odori. Solo non sapevo si chiamasse sinestesia (e credevo fosse comune a tutti). E non è che …

Anche se non sai come si fa

Stamattina mentre il cane correva al parco dei cani, io passeggiavo sopra le foglie cadute gialle, rosse e marroni e ho pensato che sono morte o stanno morendo ma sono bellissime lo stesso. E anche se presto o tardi spariranno del tutto non hanno mai fatto tanto rumore come adesso che stanno cadendo e morendo e tutti le calpestano, le raccolgono, le fotografano e le chiamano foliage, come se servisse una parola nuova per una cosa che è già bellissima così, senza dirla, come se non fossero già disarmanti così, quando alzi gli occhi e ti ritrovi un panorama di alberi che quasi acceca più della luce del sole che ci cade sopra. Allora ne ho prese tre e le ho portate a casa, per regalarle a Dafne, che non se le è filate di striscio, mentre Ale me ne ha chiesta una e voleva farci una rosa ma non si ricorda più come si fa.  Però era bello che volesse farci una rosa, con una foglia, che è caduta e morta, ma è bellissima lo stesso e lui non si ricorda come si fa.

Le cose a colori

Come sapete correggo molti libri, e spesso mi lamento che purtroppo non sono di gran qualità. A volte però ci sono delle storie bellissime, alcune vere altre chissà, ma bellissime. Di recente ho detto a una persona che mi sta molto a cuore che vivo per quelle cose lì, nel lavoro e nella vita, quei momenti di incredibile bellezza sempre troppo inaspettata in questo momento in cui sembra sempre tutto molto cupo, caotico e confuso. Come quando mio marito dal nulla mi guarda e mi dice "Dio che bella che sei". Ma non perché ho messo un vestito elegante per uscire, ma quando scendo dalla bici, un po' affannata, con i capelli scompigliati dal vento e indaffarata a togliere il casco a Dafne e farla scendere dal seggiolino. In quei momenti lì, quando non te l'aspetti. Oggi ho letto un post di un'amica su Facebook, una rosa in mezzo al cemento, e mi sono commossa sul serio. Ma da lacrime. A volte capita, magari con una foto o, come in questo caso, con parole che non sono s…

Autunno vero

Non mi ricordo se una volta a questo punto di novembre faceva più freddo, probabilmente sì. Anche se l'estate di san Martino è sempre esistita, a dire il vero. Pare che questo fine settimana la temperatura scenderà, e direi meno male.

Stamattina ho dovuto fare un po' di corse e per fortuna il romanzo che sto correggendo non è molto lungo, perché il tempo vola sempre via. Ho portato anche il cane a passeggio e oggi c'è il sole che emana nell'aria un tepore piacevole e rigenerante. Avrei voluto fare una foto al parco, agli alberi rossi e gialli e le foglie a terra e sulle panchine, ma poi so che non ci piglio molto con le foto e il risultato non è mai quello che avevo negli occhi. Direi che questo fa la differenza, fra chi sa fare foto e chi le fa e basta. Ma la vista era calda e luminosa, bella davvero. Potete immaginarla, o trovarla uscendo, suppongo.
Dopo un'estate di bollicine (serie però) mi è finalmente tornata la voglia, insieme alla stagione giusta, del vino…

Desideri

Più leggo, ascolto e fruisco nei modi più svariati di riviste o canali letterari di vario genere e tipo, più si allunga la lista di libri da leggere. Niente, sono troppi e io non ce la farò mai, quasi quasi mi do agli audiobook a questo punto (per chi è interessato, c'è Storytel). Fra l'altro, una cosa bellissima sarebbe leggere e registrare audiolibri, voglio dire, leggi e vieni pagato per farlo (ah, già, è il mio lavoro più o meno. Però lì si leggono libri già finiti, non è la stessa cosa. Certo, bisogna essere capaci e quanto meno avere una voce bellina...) Anyway o comunque sia, nella mia recente wishlist sono entrati anche dei saggi o qualcosa di simile:
NUMERO 1 Mark Fisher, The Weird and the Eerie. Lo strano e l'inquietante nel mondo contemporaneo, minimum fax (ovviamente, per ogni autore poi mi viene voglia di leggerne almeno anche un altro, e suppongo che in questo caso specifico Realismo capitalista sia imprescindibile). Dal sito della casa editrice: s’indagano …

Sono stata divorata e mi sento scarmigliata

È uscito il sole, ho spalancato casa e ho bisogno di far entrare quest'aria meno umida e anche di mettermi a fare ordine. Dicono che fare ordine fuori aiuti a fare ordine dentro, e ultimamente mi sento sempre un po'... non so, con l'anima scarmigliata. Sto avendo qualche giorno di pausa dal lavoro e me lo sto godendo un po'. A dire il vero no, nel senso che mi sono messa a conteggiare le pagine che ho corretto per preparare le prossime fatture, ma è un lavoro che s'ha da fare ed è comunque meno impegnativo.
Così ho finito Il libro delle illusioni di Auster (l'ho divorato, quel libro, ma vi assicuro che è più LUI ad aver divorato ME) ma giuro che vi tedierò con l'argomento più avanti, quando ci avrò pensato su un po' e voi ve ne sarete dimenticati e potrete dire "Oh, no, ancora!". Ho iniziato a leggere Comma 22 (solo un paio di pagine, per capire se era di nuovo il libro giusto al momento giusto e penso di sì, anche se è lungo e non so quanto …

È iniziato novembre, sì?

Un lunedì dopo un ponte è sempre una gran rottura di cazzi, diciamolo. Il sonno è estremo. La bambina più mammona che mai. La pioggia. La macchina che non parte.
AAAAAH! Novembre è il più crudele dei mesi, non me ne voglia T.S. Eliot, ma quando avrò pagato carro attrezzi, meccanico (al momento ignoro totalmente quale sia il problema), acconto INPS per l'anno 2019 e commercialista (stay partita IVA, stay poraccio. Sempre), sarà giunto il momento di fare i regali di Natale e io guarderò il mio conto in banca, poi guarderò i miei oggetti di valore (inesistenti) quindi passerò a valutare quali organi del corpo umano possano essere asportabili e vendibili senza morirne. 
Facciamo un passo indietro e raccontiamo cose più liete. È stato un bel fine settimana lungo, prima di tutto perché è stato lungo, poi perché siamo andati un paio di giorni a Bologna, abbiamo mangiato molto bene e ci siamo goduti una città che ci piace molto. Purtroppo il tempo era quel che era, l'agriturismo che …