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Visualizzazione dei post da Settembre, 2019

Amare settembre

Voglio sempre bene a settembre, e oggi è una di quelle giornate in cui settembre o lo ami o lo odi. A quest'ora l'anno scorso faceva più caldo, era ricominciata la routine post-vacanze, una routine ben rodata e conosciuta che mi dava tranquillità, i fine settimana erano leggeri e andavamo in giro, o ci riposavamo, o quel che ci andava. Le giornate erano luminose e io ero contenta, un po' esaltata dal riallaccio di amicizie sepolte sotto strati e strati di tempo accumulato in silenzio non so bene nemmeno io perché, e voglia di fare, di scrivere, di leggere. Di vivere tanto. Quest'anno sono partita azzoppata. La routine ancora è lontana, e quella attuale è confusionaria: mattina a scuola senza pranzo, poi da domani con pranzo, poi porta la bimba dai nonni, o falla venire a prendere, o fai venire i nonni qui... E ci si alza prima, e non sono abituata, e leggo meno perché non trovo il libro giusto – o nessun libro mi va bene – e scrivo poco perché faccio fatica a sentirmi …

Help!

Ciao, lo so, aggiorno poco e ritardo a rispondere ai commenti, ma è un periodo un po' difficile. Non in senso negativo, diciamo, ecco, un momento molto impegnativo. È iniziato l'inserimento in asilo, e quindi devo organizzarmi fra l'ora che passo a scuola con mia figlia e portarla poi dai nonni per poter lavorare. Oggi era il secondo giorno e me ne sarei dovuta andare di là, in un'altra aula, ma Dafne ha chiarito subito che dovevo stare con lei. È felice, la scuola le piace tanto, ci sono tanti giochi (continua a ripetere :)) e parla con tutti, ma con la mia presenza. Ma era solo il secondo giorno, lo so bene, e poi lei ha la mammite acuta da sempre. Non vedo l'ora che si ripristini una routine, seppur nuova, perché così vado via di testa. Se non avessi il lavoro sarebbe più semplice, ma con il lavoro le cose si complicano un po'. Soprattutto, faccio fatica a trovare qualche minuto di relax. MA domani è weekend, e andiamo a fare una breve passeggiata in montagn…

Sponde e labirinti

Sono cresciuta con una libertà che per alcuni pareva esagerata, ma se ci ripenso io mi sembra una libertà giusta. C'erano poche regole, se le rispettavi potevi fare come volevi. Fondamentalmente le regole erano pure semplici: comportati bene ovunque, prima di andare via mi dici dove vai, entro le 7 a casa che poi si cena. Fra tutte forse la terza era quella che andava trasgredita meno, nel senso che averci a casa a un'ora precisa probabilmente a mia madre dava la sicurezza, alle uscite successive, che comunque a quell'ora ci saremmo stati.  Naturalmente parlo di quando ero ragazzina, quando il cellulare ancora non c'era e prima che mi fosse concesso di uscire anche dopo cena (cosa che in realtà è avvenuta prestissimo, entro certi limiti e raggi d'azione e con i vicini di casa, fondamentalmente).  I miei genitori mi hanno cresciuta con una libertà che ormai si riscontra di rado, perché tutti i genitori sono molto più preoccupati, molto più apprensivi, fin troppo pre…