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Visualizzazione dei post da 2015

L'ultimo augurio prima di Natale

Ragazzi, credo che per me sarà l'ultimo giorno disponibile per scrivere un post prima di Natale, e forse anche prima della fine dell'anno, non lo so... ma insomma, ne approfitto per augurare a tutti buonissime feste, spero che passiate tutti delle belle giornate, qualunque sia la vostra idea di/sul Natale... almeno un po' di pausa dal lavoro spero sarà concessa a tutti.
Io come al solito avrò quelli che chiamo “compiti per le vacanze", ma sono contenta perché in ogni caso me li posso gestire come preferisco, mi piace farlo e significa sempre entrate in futuro.
E poi sono felice perché mi hanno confermato che quel progetto di cui vi parlavo e per cui avevo inviato una prova la settimana scorsa mi è stato affidato, sto solo aspettando la proposta di contratto e potrò procedere... ve ne parlerò meglio quando ci sarò meglio dentro. E poi forse a gennaio, se ce la faccio, provo a partecipare a un concorso di traduzione... sono molto arrugginita con il tedesco, ma mettermi…

E anche quest'anno...

Suppongo che a un certo punto qualcuno mi dirà: e basta, ogni anno con 'sta storia!!!
E invece no, è troppo bella, e quindi ve la cuccate anche quest'anno. :)

« Per Babbo Natale non era il giorno giusto. L’idea di farsi tre o quattro volte il giro del pianeta, gridando “ho ho” a Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donner, Blitzen e Rudolf e scarrozzare per il cielo lasciandosi dietro una scia di sbriluccicanti freschi fosforescenti gli era sempre piaciuta, in fondo. Era come la notte della prima, e il tutto era molto hollywoodiano, compresa quella schifosissima Cacca Cola che lo costringevano a bere negli spot in TV. Ma quest’anno era diverso: peso sullo stomaco, sicuro che il costume rosso con il pelo bianco gli avrebbe tirato sul sedere e sulla pancia anche più dell’anno prima. Comunque sia, pensò, c’è una pipinara che mi aspetta e non posso deluderli. Ed ecco che Santa scende nella stalla: nessuno ha preparato la slitta, strano. Attacca le renne, e gli paiono bizz…

Non fatemi venire l'ansia che non ho!

Non so dirvi se sono una persona paziente, tranquilla, ottimista eccetera. Penso che, fondamentalmente, sì. Ma in modo normale. Mi ricordo che mentre aspettavamo di fare gli esami orali all'università, mi dicevano che sembravo molto tranquilla e infondevo tranquillità. Dentro in realtà mi rodevo dall'agitazione ma non lo davo a vedere. Non è che lo nascondessi di proposito, è solo che non si vedeva.  Quindi penso di poter dire che sono una persona tranquilla, di una tranquillità normale, che a volte si spazientisce ma non così facilmente, e al limite, dopo un momento di panico, rifletto, razionalizzo, risolvo. 
Non sono sempre stata amante del Natale. Da bambina naturalmente sì, poi ho avuto il mio periodo adolescenziale in cui il Natale "meh!", mentre adesso è di nuovo sì. Non amo tutto del Natale: ci sono persone che vedo già troppo e di cui potrei anche fare a meno, ci sono giornate in cui preferirei che fossero tutti al lavoro o a scuola per starmene tranquilla …

Il segreto è mescolare!

Blog di ricette mode: ON


Siccome stiamo diventando sempre più bravi come cucinatori di cose, lunedì pomeriggio, mentre mio marito preparava il suo leggendario ragù, io mi cimentavo nella da lui cercata e suggerita preparazione dei Pasteis de nata, o Pasteis de Belém, specialità portoghese che a Lisbona ci aveva rapito le papille gustative. La ricetta vera è segretissima, ma ne abbiamo trovate 3 su internet simili e, messele a confronto, ci ho provato.

Ingredienti: 250 ml di latte 250 ml di panna liquida fresca 2 cucchiai di farina (30 g circa) 3 tuorli + 1 uovo intero 100 g di zucchero la scorza di un limone cannella in polvere (tutte le ricette dicono "quanto basta", direi che la prima volta ne mettete pochina, così evitate di scoprire che troppa non vi piace) 2 rotoli di pasta sfoglia rettangolare
Preparazione: In una terrina sbattete i tuorli e l'uovo intero (non devono essere montati, basta mescolarli bene). In un contenitore a parte mescolate il latte con la panna. Pr…

...e scegliere ancora

Ho appena parlato di abbandonare cose per lasciare spazio ad altre cose, ed ecco che arriva un nuovo progetto. Un progetto diverso, una cosa che non ho mai fatto prima, una cosa che al momento mi sembra quasi un'impresa enorme. Però ho accettato, e non entro nello specifico della cosa perché prima devo aspettare di aver fatto una piccola prova per vedere se vado bene per questo progetto. Ma rimane il fatto che è capitata un'altra occasione, grazie a un contatto che ho per un altro progetto che sto seguendo da settembre e insomma... come sempre, una cosa tira l'altra, e a quanto pare il segreto sta nel dire sì e non lasciarsi sfuggire le occasioni, nonostante le mille paranoie: sarò in grado? Come la gestirò il prossimo anno? Ma non vale la pena mettersi adesso a fare i conti con il fatto che avrò meno tempo il prossimo anno, perché mancano ancora diversi mesi e non posso rinunciare adesso... e non voglio!  Insomma, sono entusiasta, spero che vada tutto in porto e per ora c…

Scegliere

Non è certo l'operazione più semplice da fare. E non sto parlando di quando al mattino ti trovi davanti l'armadio a chiederti cosa indossare (problema che non mi riguarda, io lavoro da casa e non mi cruccio per nulla dell'abbigliamento!). Da freelance all'inizio cercavo di prendere tutto. Tutto quello che avevo dovevo mantenerlo "perché non si sa mai". No, ora ho imparato che non è detto. Che bisogna saper scegliere. Non solo quello che ti dà più guadagno, ma quello che ti porta da qualche parte. Questo per dire che pochi giorni fa ho scelto di rinunciare a un incarico che portava un'entrata, piccola, ma pur sempre un'entrata. I motivi sono stati tanti, ci ho riflettuto abbastanza ma la decisione sapevo di averla già presa a monte. Non mi stava più insegnando nulla, era pura routine alla quale iniziavo a dedicare poco tempo e pochissima qualità. E questa è una cosa che non mi piace per niente. Non aveva senso aumentare la qualità perché non mi avrebbe…

Più di questo

Ho talmente tante cose da dire che in pratica partorisco post mentre pulisco la cucina la sera, o quando sono in altre faccende affaccendata. E in bozze ne ho già almeno due, che però sto aspettando di terminare bene e di pubblicare in momenti in cui non ho altro di urgente da dire. Sono passati alcuni giorni dalla sera del 13 novembre, abbiamo letto, sentito, forse anche detto di tutto e di più, troppo probabilmente, in modo confuso quasi sicuramente.
Sorrido molto, e amaramente, quando leggo quelli che sanno come risolvere il problema, e rido perché mi dico, se bastasse poco sarebbe già tutto risolto da un pezzo. Ma il mio esame di Storia delle relazioni internazionali, dal quale sono ormai passati dieci anni, lo ricordo perché pensavo che studiando quella materia ci avrei capito qualcosa di più. Certo, ci ho capito di più, e ho capito anche che è tutto così complicato – esasperato – che ne sono uscita più confusa di prima. Quanto meno, però, un po' più consapevole.
Resta che v…

Farsi del bene

Ho iniziato a portare il mio cucciolo a educare un po'. La strada completa, se mai completa potrà essere, sarebbe di sicuro lunga, mi accontenterò di quello che il mio tempo e le mie tasche potranno permettersi. Perché un cagnolino tanto diffidente e pauroso di sicuro non sta bene. Non che stia male eh, passeggiata di 3 km ogni mattina, riposo sul divano mentre io sto di qua a lavorare, croccantini sempre di qualità, coccole la mattina e la sera, giochi e premietti vari durante la giornata... Resta il fatto che da solo non sa stare e delle persone continua ad aver paura. Quest'anno posso dedicargli un po' di tempo e di denaro, che non è una cosa così scontata – gli educatori si fanno pagare, e giustamente – perciò mi sono decisa.  All'inizio ero un po' titubante, ma devo dire che trovo la cosa piacevole, e anche lui. Ci siamo solo noi e l'educatrice e un sacco di wurstelini per quando si comporta bene e fa quello che gli chiediamo di fare. Cose semplici, ché b…

Novità, tutte in nuce

Qui è tutto un fermento, in vari campi e sotto vari aspetti.  Arrivano proposte inaspettate – possibili  ma ancora solo in nuce – e il mio cervello inizia già a lavorarci sopra. E mi chiedo, ma sarò capace di fare una cosa così? Poi penso che in fondo lo stesso pensiero lo facevo altrove, per altri lavori, per altri nuovi inizi, eppure alla fine ce l'ho sempre fatta, e sempre dignitosamente, se non bene. Quindi dico sì, mettiamoci in gioco, poi penso oddio, ma il prossimo anno come sarà? – perché voi non lo sapete, e dirvelo qui per inciso invece di farci un post ad hoc non è una scelta così causale, davvero, dicevo, voi non lo sapete, ma se tutto procede bene, il prossimo anno diventerò mamma – e insomma, come fare? Cosa fare? Tante domande, e poi so già che vorrei far tutto, e se penso che anni fa tutte queste cose, mio Dio, me le sognavo e le credevo lontane e impossibili e ora sono quasi tutte qui, a portata di mano, magari meno pretenziose, eppure eppure... Eppure, sono molt…

Più leggeri

A volte ho la sensazione di aver abbandonato il blog, eppure se guardo la data in cui ho scritto l'ultimo post mi accorgo che sì, è passata una settimana, ma una settimana non è mica tanto. Eppure nel mezzo continuano a esserci sempre così tante cose, tante cose di cui vorrei avere il tempo di scrivere e che vorrei riuscire a elaborare meglio, e alla fine invece devo sempre fare solo post riassuntivi. Presto arriverà un post-diario, sarà l'unico – almeno credo – nel suo genere, raccoglierà più cose di più giornate ma lo pubblicherò in un giorno solo tutto insieme. Il motivo è che c'è un po' di percorso da fare ancora e quindi non voglio affrettare le cose.
Oggi fuori è grigio: abbiamo passato giornate bellissime di un autunno sfolgorante, con le foglie rosse e gialle sugli alberi su cui cadevano i riflessi dei raggi del sole illuminando tutto. Oggi invece è più quell'autunno del sto-a-casa-con-la-mia-tazza-di-tè-e-guai-a-chi-mi-chiede-di-uscire. Pare che domani pio…

Besciamella

Be', abbiamo fatto la besciamella e riproposto la moussaka vegetariana che abbiamo mangiato in Grecia quest'estate.
Questo significa che ormai, besciamella venuta bene, ragù del marito sempre buonissimo = siamo pronti per prepararci le lasagne. Diventeremo un giorno anche noi dei nonni dai quali andare a mangiare il pasticcio. :) Parentesi culinarie a parte, non è che abbia poco da dire, anzi, ho moltissimo da dire, però ho anche moltissimo da fare e non riesco a prendermi un po' di tempo per scrivere con calma. Ma non mi dispiace: ci sono periodi di grande lavoro – e di parecchie entrate, per fortuna – e grandi letture, e poi ci sono i periodi in cui ho più voglia di scrivere. In questo momento la voglia non manca ma è meno pressante, e forse perché ho la testa pienissimissima di altre cose che devo riuscire a organizzare ben bene. Una volta fatto, forse sarò pronta a raccontarmi ancora.
Insomma, ci sono un sacco di input e di output, per dirla con il grande Lebowski.

Foglie

Oggi ho sentito il primo vero profumo d'autunno. Non che non fosse già arrivato, ma ancora non del tutto. Ieri la giornata era splendida e calda, l'altro ieri diluviava che pareva di stare ai tropici, oggi c'è solo grigio, un po' di pioggia senza forza (stamattina) e il buio che inizia a incombere. Mentre camminavo verso l'edicola, sono stata colta all'improvviso da un profumo che somigliava al profumo dei mandarini. Non so da dove provenisse, ma di colpo ho sentito l'autunno, prima di vederlo. Perché le foglie sono ancora verdi e abbastanza ben attaccate agli alberi. Ma quel profumo mi ha detto che la mia stagione preferita è davvero alle porte: l'autunno inoltrato sta per inoltrarsi. Perciò rientrare al caldo di casa e mettermi a scrivere mi è sembrato un buon modo per inaugurarlo.  Ciao autunno, io ti ho aspettato come sempre con gioia, quest'anno ancora di più.  Ho le mie parole da scrivere, il mio libro da leggere e i miei lavori da finire, e …

Respirare bene

Quando ho detto che il martedì è il mio lunedì, avrei dovuto aggiungere "ma non parliamo poi del mercoledì". Sto per entrare in un vortice di burocrazie/appuntamenti di vario genere e mi sale già l'ansia. Come al solito, lo so, la prima cosa da fare è prendere e cominciare dall'inizio, ma come sempre prima dell'inizio sono tutta angoscia pura. Anche perché a tutto questo si aggiunge che il lavoro continua a esserci e le scadenze continuano ad andare rispettate.
Perciò, per prima cosa, non dovrei venire qui a scrivere un post appena mi metto l'animo in pace perché quel che oggi dovevo fare sono uscita e l'ho fatto, e dovrei piuttosto portarmi avanti con il lavoro, così che un altro pezzetto di ansia se ne vada a quel Paese.
Perché alla fine è un pezzo alla volta che si finisce tutto, mica tutto insieme. Ma la visione d'insieme spaventa eccome. Allora niente, un passo al giorno, una cosa per volta. Tanto mica devo essere WonderWoman no? Mica nessuno si …

La gogna

No, non ci sto alla gogna mediatica, soprattutto se perpetrata da persone dalle idee alquanto discutibili. Sì, sto parlando di lei, di miss Italia. Sì, certo che ha detto una stronzata, ovvio che un po' di bonaria presa in giro se la merita tutta, ma da qui alla cattiveria offensiva, l'indignazione pura, be', no non ci sto. No, io a diciott'anni non avrei detto una cosa del genere, ma se avessero registrato le cazzate dette da non so quanti di noi quando avevamo quell'età, forse ci meriteremmo tutti la nostra serie di video ironici e meme esagerati.  Ah, aspetta non serve nemmeno una registrazione, basta andare a vedere qualche status di Facebook di qualcuno dei grandi intelligentoni, che diciott'anni non li ha più da un pezzo, diventati improvvisamente esperti di storia contemporanea per leggere cose come: Quando c'era Mussolini... Le scie chimiche...
Va be', devo continuare? No, ovvio che fa incazzare che una persona che non è in grado di parlare in …

Il martedì è il mio lunedì

O meglio, il martedì è il giorno in cui di solito devo fare sul serio: ho delle scadenze ed è raro che di lunedì riesca ad anticiparle. Peccato, perché il martedì sarebbe una buona giornata di nessun'altra distrazione e potrei ambire a riposarmi, solo che io che procrastino il riposo pomeridiano più o meno me lo posso solo sognare (a occhi aperti, s'intende). Ieri poi è stata una giornata di assoluta perdita di cognizione di tempo, luogo e spazio (dell'anima) e vi racconterò fra un po' il perché, ora ancora no. In ogni caso va tutto bene, e la mia caviglia sta meglio. Anzi, sta bene, e posso passeggiare con canetto, che è la cosa che più mi è mancata la scorsa settimana. Io non ce la faccio a stare senza muovermi quotidianamente! E poi ho pensato che non vi aggiornavo e magari pensavate che fossi ingessata o chissà che altro, invece no, sono qui in prima linea a scrivere tantissimo e leggere altrettanto.
Fra le cose che la caviglia mi ha impedito di fare – quasi –  c&…

Evitando le buche più dure

E non prendendole in pieno come ho fatto io ieri pomeriggio al parco. Abbiamo portato a sgambare i cani, mio e della suocera, e ho ben pensato di infilare il piede in un buco che non avevo visto, slogandomi la caviglia. Dolore! E ora più che dolore, gonfiore e paura di appoggiare il piede. Spero che passi tutto da solo, ma mi sa che una capatina dal medico domani dovrò farla (se qualcuno mi accompagna, visto che di guidare non se ne parla). Insomma, sono giorni che sono felice per altri motivi, e devo dire che questa semi-battuta d'arresto non mi ha scalfita più di tanto, nonostante avessimo programmato un bel weekendino. Dovevamo andare ieri sera alla festa medievale di un paese qui vicino e oggi a camminare in montagna con relativo picnic. Ieri sera mio marito si è fatto prendere dalla pietà e ha deciso che alla festa medievale ci sarebbero andati oggi pomeriggio, così non mi hanno lasciata sola (io a dire il vero spingevo perché andassero, lui e il bimbo, ché già ero inferma, …

Settembre di novità

Eh lo so, è ora di aggiornare questo blog, sono un po' latitante, seppur per ottime ragioni. Da questo settembre ho un lavoro nuovo: uno in più, non uno che sostituisce il resto. Scriverò dei pezzi per un settimanale per ragazzi che esce con dei quotidiani del Nordest, quindi il tempo per me sarà ancora più ridotto!!! Sono felicissima di questa opportunità, anche se questo mese sarà intenso dato che ho in ballo anche una traduzione e altro lavoro redazionale, e naturalmente tutte le scadenze tendono a sovrapporsi di continuo. Ciononostante, non sono mai stata contenta di essere così stanca. La settimana scorsa c'è stata la prima riunione di redazione, una giornata che mi ha dato moltissimo: il gruppo di lavoro è giovane e dinamico, creativo e assolutamente alla mano. Mi è piaciuto tanto. Purtroppo ho l'impressione che il tempo da dedicare al blog sarà ancora meno, ma non è detto che non sia così brava da organizzarmi e aggiornarvi lo stesso. Anche se scrivi di qua e scriv…

L'importanza di chiamarsi

Stavo leggendo un post su nome e identità, e mi sono resa conto di una cosa, alla quale per la verità di tanto in tanto avevo pensato, ma senza darle un gran peso... e cioè il fatto che mio marito non mi chiama mai per nome. Abbastanza normale, a dirla tutta, perché mi chiama Amore o con altri nomignoli da lui coniati apposta per me... Ma in effetti se mi chiamasse per nome – intero o abbreviato – mi suonerebbe davvero molto strano. A dirla tutta nemmeno io lo chiamo quasi mai per nome, è proprio raro, tranne quando parlo di lui in terza persona con altri. Ma lui credo che in terza persona con altri si riferisca più spesso a me come "la mia donna", che pure è molto carino, seppur possessivo. Insomma, io credo di sapere quale sia il limite del mio nome (che tra l'altro mi piace molto): il fatto che la madre di suo figlio si chiami proprio come me. Un dettaglio che di certo tutti voi non conoscevate. Una cosa che tra l'altro a volte ha creato qualche imbarazzo nei pri…

Volevo solo raccontarvi che

Siamo tornati, abbiamo fatto tanto facendo poco, ci siamo rilassati e ci siamo divertiti, abbiamo visto cose nuove e fatto cose nuove e vecchie, e insomma, le vacanze non dovevano essere niente di diverso da quel che sono state.  Vi posso fare un resoconto dettagliato oppure lasciare un po' di foto e dire solo in modo vago che Oia, dove abbiamo alloggiato, è bellissima, che Fira è bellissima, che il mare era stupendo, che si stava bene, che abbiamo girato l'isola in quad, che ho ancora paura dopo l'incidente in motorino fatto a 14 anni, ma che l'ho anche superata perché Ale è bravo ed è proprio l'unico di cui mi fido su 'ste cose, che ci piacciono gli scogli più delle spiagge, che abbiamo fatto una gitarella fino a Ios dove le spiagge sono quasi bianche e il mare è una piscina, che così ci sentiamo di aver fatto qualcosina in più che vedere la sola Santorini, che c'erano tantissimi turisti ma l'isola è bella lo stesso, che qualcuno ha detto che una volt…

Buone vacanze

Sarà l'ultimo post per un po' di tempo, non vedo o l'ora di staccare la spina, anche quella del computer e del wi-fi. Approfitto di 10 minuti di calma tra la preparazione psicologica per le vacanze e gli ultimi libri da correggere prima della partenza per salutare chiunque passi di qui e augurargli/le buone vacanze, che siano vacanze soprattutto piene di risate e di riposo, ovunque le trascorriate, a casa, fuori, in un paese lontano o vicino, non importa, l'importante è trovare una nuova dimensione, più rilassata, più felice, dove ricaricarsi è d'obbligo. Io che ho un approccio sempre molto contraddittorio nei confronti dell'estate, per prima apprezzo ancora il tempo sospeso fra il caldo e la noia, che non sapevo apprezzare per nulla quand'ero giovane e (più) squattrinata, ma che ora bramo per il resto dell'anno. Concentrare ad agosto un po' di ferie, finché si può, e un po' di sano e dolce far nulla è diventato quasi un secondo lavoro, ma sper…

Sproloqui

Ci sono, ci sono quasi, forse fra oggi e domani riesco a finire le cose più urgenti, la nuova collaborazione ormai sembra cosa fatta, se da qui a settembre nessuno cambia idea, e io sono FELICE. Sono gli ultimissimi sforzi, mi sembra come quando fai la gara di velocità e sei lì, alla fine, e non ti devi guardare indietro per vedere a che punto sono gli altri altrimenti rallenti, senza accorgertene, e perdi. 
Luglio rischiava di essere un mese impossibile, invece mi sono rimboccata le fantomatiche maniche (fantomatiche perché sono in canottiera da mesi) e di giorno in giorno ho pianificato: ho scritto nero su bianco in agenda cosa avevo da fare, poi per non deprimermi ho evidenziato il tutto con colori diversi e via, ho cercato non dico di seguire il programma pedissequamente, perché non ne sono capace e non è da me, ma per lo meno ho cercato di far slittare gli impegni il meno possibile, o di riorganizzarli quando un imprevisto mi si parava davanti. E pare aver funzionato, perché sono…

Fine settimana intenso dopo settimana intensa

Con questo caldo mi sembra di lavorare e faticare il doppio, o forse è proprio così e "non conosco sembra", fatto sta che c'è stato molto da fare nella settimana appena trascorsa. Ma mi ha resa felice, alla fine. E il fine settimana è stato super: complice il fatto di essere riuscita a finire alcune cose e di non aver avuto scadenze per questo lunedì, me lo sono goduto.  Venerdì sera mi sono addormentata sul divano come una pera cotta, ma ne avevo proprio bisogno, e così Harry Potter e la camera dei segreti l'ho visto solo a spizzichi e mozzichi mentre marito e figlio lo seguivano con gioia. Sabato sera, invece, siamo andati tutti e tre al concerto di Caparezza: primo, credo, concerto vero e proprio per il più piccolo di noi tre, che si è divertito moltissimo, ha resistito fino alla fine con grande entusiasmo, ballando e cantando quanto e più di noi. E devo dire che Caparezza fa dei concerti entusiasmanti, a metà fra uno spettacolo teatrale e una coreografia: davver…

#Sclero

Minimo 6 libri da correggere.  Una traduzione da iniziare (da finire ai primi di settembre, fortunatamente).  30 articoli per un sito.  3 articoli di prova per una nuova collaborazione che – incrociamo le dita – potrebbe partire a settembre. Tutto questo prima del 7 agosto, quando un aereo mi porterà a Santorini e non voglio sentire parlare di lavoro neanche se me lo ordina il medico. Cosa che non farebbe mai.
Scusate se ci sono dei momenti in cui vorrei mettermi a gridare forte forte forte! :D  Ma celapossofare celapossofare celapossofare...

Luglio col bene che (non) ti voglio

Un po' è il caldo, tanto che sembra di stare perennemente dentro un forno insieme a una torta (ma senza la torta), un po' le cose di lavoro una dietro l'altra (per non parlare di quelle nuove in arrivo, delle quali, vi dirò, non vedo proprio l'ora – e incrociamo anche le dita, meglio), un po' di preoccupazioni e poi un po' di sollievi... insomma, i giorni mi sono scivolati via, ma non leggeri come in vacanza, tutt'altro, pesanti, sudati, appiccicaticci e stropicciati. E non credo che i prossimi saranno diversi, anche se mi auguro che un temporale o due ci possa salvare almeno in parte. Stamattina canetto inappetente mi ha fatto sussultare: mio Dio, fa così caldo da non far mangiare il cane più vorace della storia della canità? Eppure lo capisco molto bene, io che d'estate mi riempirei solo di verdura e frutta! E speriamo che sia solo la temperatura elevata o magari un po' di cattiva digestione, ché se mi sta male pure canetto qui uno non sa più a c…

Il sapore agrodolce della vita

Accadono cose strane e io mi sento leggermente confusa.  Mia madre che non si sente benissimo e siccome accade in questo momento in cui entrambi i figli sono fuori casa ho come idea che sia qualcosa che ha a che fare con l'ansia: diciamo la verità, voglio autoconvincermi che sia così e che sia tutto risolvibile con un po' di pazienza, tempo, ambientamento alle novità, invece che con altro. In ogni caso, non è successo nulla di grave e spero che qualunque cosa sia si risolva tutto presto.
Ci sono persone che fanno o dicono cose ambigue, come se tentassero di minare una stabilità e una tranquillità che a quanto pare loro non hanno, o a loro non interessa avere, o solo per il gusto di complicare, oppure non lo so. È anche divertente disilludere con un solo sguardo, una parola, un comportamento, ma la velata (seppur per ora presunta e basta) "cattiveria" mette tristezza.
E tant'è che sono entrata molte volte nel blog e altrettante ne sono uscita senza scrivere una p…

Elogio della non-passione

Oggi ho letto un post illuminante e voglio fare la mia parte. Diffondere anch'io questo elogio della non-passione. Il post che ho letto e al quale mi ispiro è questo, e vi prego di leggerlo altrimenti mi sentirei di dovermi autoaccusare di plagio. Ma mi sono ritrovata così tanto in tante delle cose scritte che non ho potuto fare a meno di rifletterci per almeno un'ora prima di decidermi a scriverne anche io.
Frittelle con l'unico scopo di distrarvi.
Premetto che probabilmente parte della riflessione inizia da un punto dolente: momenti di scarsa autostima. Non in questo momento della mia vita, magari, ma non ne sono stata esente. Quei periodi in cui ti chiedi cosa sto facendo? Cosa dovrei fare? Perché non riesco a? Tutte cose che poi finiscono in un grande calderone, che va sotto il nome di identità.
Cosa mi definisce? Quando ti iscrivi a un social network compili, se vuoi, un form di informazioni base che potremmo riassumere in: quali sono le tue passioni? Già, bella domand…

Come dicono Le Funky Mamas: Buon farcela!

Lo so che scrivo poco negli ultimi tempi, ma a parte avere un romanzo da correggere con una certa attenzione, devo dire che il caldo mi sta togliendo un po' di forze. Quando non lavoro e non passeggio con cane, vorrei solo starmene sul divano immobile a bere acqua fresca e mangiare chili di frutta. Poi vado in palestra e sudo anche l'anima del Signore e mi chiedo: perché? 
Ne consegue che ho finito Il grande Gatsby e sto leggendo con entusiasmo Le anime morte di Gogol, che a discapito del titolo si sta rivelando un libro piuttosto divertente, e Le Cosmicomiche di Calvino. Come sempre in testa ho in mente di fare tanto e di tutto questo il caldo mi consente (o meglio, sono io che mi autolimito) di fare poco. Ho deciso di rileggere qualche libro in originale, in inglese e in tedesco, e di riprendere in mano lo spagnolo. Di leggere libri di linguistica e di storia della letteratura italiana, perché mi manca studiare. Certo tra il dire e il fare c'è di mezzo il lavoro e tutto…

Primavera-estate

Mi sembrava di essere stata un po' assente dal blog, a dire il vero non poi così tanto, ma forse mi sono SENTITA assente, negli ultimi tempi. Niente di grave, sto solo vivendo uno dei miei tipici momenti primaveril-estivi. Una cosa che mi capita da quando sono ragazzina. Sono momenti un po' sospesi, in cui il conforto dell'inverno, dove tutto resta immobile e in genere senza grosse sorprese, mi lascia alle possibilità della bella stagione. Ma anche alla spossatezza, al caldo-umido a cui ci si deve prima abituare un po', alla tanta luce in più che sveglia ma addormenta anche (il giorno dopo). A serate più lunghe da passare in compagnia, alla nuova adolescenza. Sì, perché sono in bilico fra una fase riflessiva, nella quale anche dopo il lavoro leggo molto e libri diversi, lasciandone più d'uno a metà da riprendere il giorno successivo, se ce n'è il tempo, e una fase di Pordenoia: noia di aperitivi superficiali e senza scopo alcuno in centro a Pordenone. Ma anche…

L'arte di arrangiarsi

L'arte di arrangiarsi ho imparato cos'è perché ho avuto in casa l'esempio di una madre che da sola ha cresciuto due figli, mentre il marito lavorava all'estero e non si vedeva per lunghi mesi. Non ci portava dai nonni, a meno che non fosse al lavoro, e poi, quando la mattina eravamo a scuola e lei lavorava solo mezza giornata non c'era bisogno che passassimo il tempo da altri parenti. E se doveva muoversi di casa, be', ci prendeva su e ci portava ovunque. Pensare che non aveva nemmeno la patente, fino a trent'anni mi pare, e quindi io sul seggiolino davanti della bici, mio fratello su quello dietro e via (e con entrambi sulla bici faceva anche il cavalcavia, una salita mica da poco in condizioni così). E poi ci siamo dovuti un po' arrangiare pure noi: in bicicletta abbiamo imparato a spostarci presto anche per questo. Ad andare a scuola da soli. A danza, atletica o qualunque cosa facessimo. Be', ovvio che le distanze erano minime. A stare a casa da …