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Visualizzazione dei post da 2020

Sgombrare nuvole

Ieri ho avuto una giornata un po' storta, per nessun motivo particolare o fattore scatenante che riuscissi a riconoscere bene. La passeggiata con il cane mi ha aiutata a schiarirmi le idee e forse avevo solo bisogno di staccare.
Ho pensato a diverse cose che non mi andavano bene: be', mi sono resa conto che parte del malessere è anche dovuto alla situazione che stiamo vivendo, alla mancanza di libertà di spostarsi come, quando, dove si vuole, come se ogni movimento, ogni passo che compiamo fosse diventato improvvisamente pesantissimo: ho preso la mascherina? Ho preso l'autodichiarazione? Sono davvero giustificata a uscire? Se incontro una persona che conosco, riesco a mantenere la distanza giusta? E se sono con mia figlia e incrocio altri bambini e lei vuole giocare, cosa faccio? E se mi scontro con una persona che ha un cane, quanto li faccio socializzare i bestioli, stando a distanza? Insomma, il contrario della famosa leggerezza di Calvino, di quella leggerezza che ci se…

L'incertezza

Fra i ricordi più belli che ho della mia infanzia ci sono le cene o i pranzi dai miei nonni. Soprattutto quando era estate, e l'odore dei cetrioli e dei pomodori raccolti dall'orto di mia nonna permeava l'aria, facendomi sentire a casa.  Soprattutto quando ci andavamo dopo una giornata calda, passata al mare oppure a casa, dopo le docce, profumati e più freschi, mentre il sole tramontava, la brezza che tipicamente soffia fuori dalle case di campagna a una certa ora ci rigenerava. A volte c'era anche mio papà con noi, a volte no, anche se i nonni in questione erano i suoi genitori, perché lui lavorava all'estero e non rincasava per mesi. Il silenzio delle scale che dovevi salire per andare in bagno, il rimbombo della camera enorme e vuota dove una volta dormivano i miei bisnonni (e dove, non so perché, mio nonno teneva la diavolina per accendere la stufa in cucina); l'odore della cameretta che era di mio papà e che era diventata la mia quando mi fermavo a dormir…

Allo sbaraglio

Gli ultimi due mesi sono stati piuttosto deliranti. Mentre il resto del mondo si fermava (be', non proprio, ma ci siamo capiti), io mi sono ritrovata con molto più lavoro del solito. In parte perché sono state anticipate delle uscite in ebook, dato che era il modo più semplice per acquistare libri stando a casa, in parte perché poco prima dell'emergenza avevo accettato un lavoro "straordinario" che si è rivelato piuttosto lungo. È stato faticoso, faticoso avere tanto lavoro, faticoso farlo con la bambina a casa che, anche se stava con papà, voleva più tempo con me, faticoso recuperare qualche altra ora la sera tardi o la mattina presto. Adesso che ho finito il lavoro straordinario i ritmi probabilmente si assesteranno, e ve lo dico, ne avevo bisogno. Ho avuto dei momenti di grande sconforto perché mi pareva di non farcela proprio più... e non potevo rimandare ancora certe scadenze.  In più avevo voglia di approfittare anch'io del tempo che tutti lamentavano avere…

Animali domestici

Non mi manca per niente la voglia di venire qui a scrivere qualcosa, sensazioni o anche solo raccontare questo tempo particolare che stiamo vivendo, perché sono sicura che un giorno vorrò rileggermi per ricordarne dettagli ed emozioni, nonostante al momento il desiderio più impellente sia quello che questo periodo finisca. Non ho problemi di noia, difficile che una persona come me si annoi davvero, e strano ma vero, non ho nemmeno grossi problemi col fatto di non cambiare orizzonti, proprio io che di solito non vedo l'ora di approfittare di un fine settimana e del bel tempo per spostarmi, anche solo di poco, e passeggiare in mezzo alla natura, in posti magari nuovi per quanto vicini. Non sono esente dalle frustrazioni proprio come tutti quanti, certo è che il fatto di dover lavorare con i ritmi precedenti (forse anche più serrati, fra l'altro) rende un po' più semplice far scorrere le settimane. Come dicevo di recente in una mail a un'amica, forse finché non vediamo l&…

Il ponte

Penso spesso di venire a scrivere qualcosa qui, ma poi sono presa da delle giornate frenetiche, frenetiche in modo diverso dal solito. Sì, perché se la maggior parte della gente è a casa a non sapere bene come passare il tempo e come far passare il tempo ai figli, io sono qui a cercare di incastrare lavoro e figlia, dando il cambio a mio marito che non sta lavorando ma, lo capisco bene, fatica a intrattenere tutto il tempo una quasi quattrenne. Mi piacerebbe non dover lavorare e stare in panciolle? Sì e no, qualche giornata così la potrei fare ma d'altro canto mi verrebbe l'ansia perché chissà per quanto potrò ancora lavorare, e se a un certo punto non potrò farlo perché il lavoro non ci sarà, di che viviamo?
Non che sia tutto sulle mie spalle, sia chiaro, ma pure mio marito ora è libero professionista e nonostante i nostri personali salvagenti gli impegni sono tanti: mutui, mantenimenti e finanziamenti vari sono tutti soldi che escono. E alla fine è inevitabile pensare chissà…

Primavera fuori, inverno dentro

Ciao a tutti, cari voi, non ho molto tempo per scrivere sul blog perché in questo momento non c'è niente di semplice. Se qualcuno pensa che lo smart working sia compatibile con l'avere i figli a casa si sbaglia di grosso. Ma avendo figlia, marito, e figlio del marito allora forse qualche chance in più c'è. Sto cercando di adoperarmi per non rinunciare a fatturare ché, paradossalmente, ora sono io a fare il grosso del lavoro. Ossia, il mio settore, almeno sul momento, può continuare imperterrito, perché a distanza ci lavora da anni. Ma, come dicevo, con una bimba di quasi quattro anni che reclama attenzioni naturalmente non è semplice. Oggi era dalla nonna, la più giovane fra i tre, con molti sensi di colpa da parte mia che quasi non ce la volevo mandare. Ma ormai eviterò di farlo, anche perché mia mamma sicuramente dovrà recarsi a dare una mano ai miei nonni, e loro sì che sono anziani e malconci sul serio. È difficile per tutti. I nonni sono spaventati e sentono la mancan…

Rallentando

Puf! Ricompaio. Non sono sparita, sono solo stata presa dal vortice delle novità regional-nazional-internazional-planetarie, e come tutti seguo questa vicenda del coronavirus, con una certa tranquillità a dire il vero, salvo naturalmente fare maggiore attenzione alle norme igieniche e tutta quella roba lì.
Sono contenta se la gente si lava di più, io che sono una da "doccia almeno una volta al giorno" (era una delle cose più difficili per me quando avevo la bimba piccolissima e capitava di essere sola: quando cazzo mi faccio la doccia? Non so stare senza. E lei nel passeggino stava buona solo qualche minuto...). Finalmente le persone si lavano bene le mani? Ah, be', era anche ora! In compenso, per quanto io dica alla mia piccola di starnutire o tossirsi sul gomito (l'ha imparato anche da Daniel Tiger, eh, non è che ci fosse bisogno del Ministero della Salute) lei continua a starnutirmi e tossirmi in faccia. Saliva a profusione. Ma almeno è mia figlia (e poi ci laviamo…

Switching

Sono stanca, ma finalmente mi sento di poter dire, di nuovo a colori.  Non del tutto, ci sono ancora cose che mi spaventano e che non mi rendono facile la felicità completa, ma sento che comunque saranno cose superabili, in un modo o nell'altro. Ma mi sento di nuovo a colori, anche se molto stanca, anche perché sono riuscita a fare uno switching. Io lo chiamo così. Non mi è capitato spesso nella vita, ma in due o tre momenti fondamentali ho fatto uno switching. C'è stato un momento anni fa in cui non mi piaceva per niente ciò che lo specchio mi rifletteva (e non parlo esteticamente ma metaforicamente) e sono partita da lì per vedere alcune cose in modo diverso. Davvero, mi è bastato rendermi conto che dipendeva solo da me, senza sedute di psicoterapia e senza riflessioni prolungate. Per questo lo chiamo switching, una cose veloce, un cambiamento come se avessi finalmente premuto l'interruttore giusto. Certo, c'erano cose che lo agevolavano: una persona accanto che non …

Immersioni

Da che gli inverni non sono più particolarmente freddi e nemmeno particolarmente piovosi (tranne poi le alluvioni che arrivano in autunno o in primavera) mi mancano le giornate grigie, quelle di tè caldi e libri e nessuna voglia di uscire di casa. Oggi la giornata è grigia e non so bene se ne avevo bisogno, forse sì perché a volte mi serve immergermi nella non luce, lontana dalle troppe cose, da quella luminosità impietosa e dalle azioni che non lasciano tregua. In più, caso più unico che raro, mi è venuta l'influenza, ieri avevo la febbre a 38 come non mi capitava da una vita e pure oggi, anche se non è tanto alta. Di solito una battuta d'arresto mi arriva come una bomba dopo aver trascorso settimane intense. Quindi, anche se devo comunque lavorare (e per fortuna sto abbastanza bene per farlo) mi impongo lo stesso un briciolo di calma. Sarebbe utile dormire un po' meglio, questo senz'altro. Non sono state le settimane migliori di sempre, quelle passate, soprattutto l&…

Vi chiedo scusa fin da subito

Sono contenta che questa settimana finisca. È stato un tour de force di raccolta soldi per la scuola (vi assicuro che non è facile quando le maestre non possono assolutamente maneggiare soldi, c'è un'ora e un quarto di tempo per portare i figli a scuola e ognuno li porta a un'ora diversa quindi è impossibile beccarli tutti se non stai lì tutto il tempo e non puoi stare lì tutto il tempo perché cazzo, flessibilità di orario finché vuoi ma io in un'ora di lavoro correggo 60 cazzo di pagine di libro e questa settimana il lavoro è stato assurdo e ho avuto pure due nonne fuori uso ieri e oggi; in più, io sono la persona più felice del mondo che in classe di mia figlia ci siano 3 italiani compresa mia figlia e tutti gli altri siano stranieri, ma il problema è che se c'è una cosa a cui serve il gruppo WhatsApp è comunicare queste cose di scuola, pure urgenti, ma i genitori stranieri – alcuni non tutti – non hanno molta voglia di comunicare, probabilmente anche causa diffi…

In velocità

Lo so che sono assentissima dal blog, ma ho un diavolo per capello fra lavoro assurdo, bambina con tosse (la settimana scorsa dormito tipo un cazzo di niente) e rotture di coglioni derivanti dall'essere rappresentante di classe. Scusate l'uso del turpiloquio, ma mi sono appena redenta usando la parola "turpiloquio". Stasera mi sfogo in palestra, o forse mi sfogo sul vino, vediamo. Ma buon lunedì eh, buon lunedì.
Al volo però dico che sto amando molto Le vite di Dubin di Malamud, che Malamud dovrebbe essere conosciuto e letto di più (magari lo è e sono io che lo ignoro) perché è bravissimo. E che fra un po' mollo tutto e mi trasferisco a Lisbona (se mai dovessi sparire dalla circolazione, primo posto in cui cercarmi è di sicuro il Portogallo, nell'Algarve probabilmente, io ve lo dico).
Sopravvivrò anche a questo febbraio folle. E ai miei pensieri folli, ultimamente, e alle malinconie strambe e le mancanze immaginarie. Altrimenti: Sole, vento, vino e trallalà (…

Tegamini challenge 2-7: e mi complimento con me stessa per la costanza (finora)

Tegamini challenge: 1) Ah, quanti ricordi! Il primo libro che ho letto per conto mio