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Pausa estiva

Visto che di qui ormai non passa più nessuno e io ultimamente ho un po' esaurito le energie, credo che mi prenderò un po' di pausa. Mi prendo un po' di pausa, spero, dal web in generale, che ammetto mi ha un po' stancata. Continuerò a seguire alcune cose interessanti su Instagram senza dubbio e altre su Facebook, fondamentalmente per tenermi aggiornata sul fronte letteratura, attualità e foto belle. Per il resto, credo che approfitterò di ogni momento libero (che tanto son sempre pochi) per fare di meglio: come riposarmi, passeggiare, stare con mia figlia, progettare... Non sto abbandonando il blog, ho solo voglia di ricaricarmi, perciò credo di poter dire senza troppi patemi che ci rivediamo a settembre. :) Il mio mese!
A presto e buona estate a chi ancora capita da queste parti. P.S. Bimba ripresa alla grande, nel frattempo siamo andati a vedere il concerto di Michael Kiwanuka, che è bravissimo e poi dai, speriamo di raccontarci solo belle novità. Ciao!
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Situazione attuale: sfinita

La mia piccolina è stata male. Sembrava un virus intestinale, con febbre, ma anche un blocco (niente cacca) e quindi lassativo e via. Ma il lassativo non faceva effetto, o lei aveva paura e dolore alla pancia, è andata a finire che per 24 ore non ha fatto neanche pipì. E così, pronto soccorso pediatrico, da cui siamo usciti alle 3.30 della scorsa notte. Speriamo sia – quasi – finita. Dico quasi perché ancora non è al top e non vedo l'ora il pediatra mi richiami per capire se la parabola è discendente o devo aspettarmi altro. Sommiamo la stanchezza da svariate notti di poche ore di sonno con l'agitazione per il malessere di mia figlia e naturalmente il lavoro che per il momento porto avanti (ma ci rinuncio e mi prendo dei giorni se le cose non migliorano un po', perché non ce la faccio più), ieri quand'ero in sala d'attesa al pronto soccorso per fortuna c'era anche mio marito con me, perché mi sono dovuta mettere a respirare dentro un sacchetto del vomito per no…

Sarà l'estate

Pensavo, si sta poco a dimenticarsi un'abitudine, a cancellare una routine. Gli abbracci al mattino sono la coperta del divano prima di convincere mia figlia a fare colazione. Mettersi il giubbotto, cosa che adesso sembra assurda. Cambiare i pannolini, cosa che non devo fare più. Controllare i messaggi su Facebook (che importanti non lo sono praticamente mai). Scrivere un post qui.
Adesso ci sono nuove routine. Aspettare che mia figlia abbia finito le piccole operazioni che riesce a fare per aiutarmi a preparare la colazione. Aspettare che abbia finito di fare pipì da sola per usare il bagno. Aspettare che su Facebook arrivi un messaggio di cui mi importi. Aspettare l'ispirazione per scrivere un post qui.
No, ma non passo solo il tempo ad aspettare. Ma forse vivo con più lentezza. Sarà l'estate e il caldo e il mio tentativo di sudare il meno possibile. Sarà che dopo aver sentito me stessa dire per l'ennesima volta "Dai, muoviti che è tardi" mi sono stufata ch…

Nuovi inizi oltre l'orizzonte

Riemergo da un paio di settimane intense per il lavoro (mi hanno assegnato una traduzione e nel frattempo dovevo correggere un romanzo abbastanza lungo, perciò ero un pochino presa), e in più qui stanno finendo un sacco di cose. Finisce l'anno scolastico, e quest'anno ci sono gli esami di terza media e grandi addii/arrivederci e la fine di un'era, insomma, anche se non la vivo proprio in prima o seconda persona, i cambiamenti in vista sono parecchio importanti. Così me li ricordo io, quando toccava a me. Mia figlia ha finalmente deciso che è capace di stare senza pannolino, anche se si sente ancora insicura e ogni tanto lo vuole, ma direi che ci siamo, il meccanismo si è attivato. Eh, lo so, tanti iniziano prima dei tre anni ma io le ho lasciato i suoi tempi, visto che fretta non ne avevamo (a parte quella di risparmiare sui pannolini e risparmiare all'ambiente questa fonte di grande inquinamento. Lo so, avrei dovuto optare per i lavabili, a un certo punto almeno, ma n…

Mi porto solo l'asciugamano

Oggi mi è arrivata la prima hoppípolla box che è a tema spazio e Don't Panic! e la risposta è 42. Casualmente, ancor prima di sapere i primi indizi sul suo contenuto, avevo iniziato a leggere Guida galattica per gli autostoppisti.  C'è un asciugamano, fra le altre cose. Quindi sono a posto.
Ieri ho comprato un libro su Kindle presa dal solito guizzo.  Era fra i consigli basati sui miei gusti, suppongo, e come sempre quando prendo un libro nuovo ho letto il primo capitolo per capire com'è. Credo sarà uno di quei libri belli, leggiadri, eppure densi. Si intitola La canzone di Achille di Madeline Miller (Sonzogno ed.). È di qualche anno fa, quindi come sempre arrivo tardi sulle cose, ma ho come idea che ne parlerò volentieri. Comunque vedremo.
Più piove, più i fossi si riempiono di calle e io non mi fermo mai a raccoglierle, invece vorrei. Ma sono su una strada dove è scomodo fermarsi, in più vicino a una rotonda, c'è sempre il traffico e la bimba a bordo. E comunque stan…

O scrittura o vita

Le giornate ultimamente sono lunghe e impegnative, e a parte il post sul libro dell'altra volta, ho pensato più volte di venire qui a scrivere delle cose. Volevo scrivere di calle nei fossi e papaveri, di ricordi di mia nonna e di un vaso di fiori freschi in mezzo al tavolo della sua cucina, di gambi tagliati e di fresche penombre, di un maggio piovoso che ha portato un po' di influenze e un compleanno ancora da finire di festeggiare. Forse quando ho poco tempo per scrivere tutto sommato significa che sto vivendo di più la vita vera senza stare a raccontarla troppo, forse dovrei cogliere l'occasione per trovare una sintesi, essere meno esplicita, sforzarmi in una scrittura meno didascalica. A volte sento il fiume di parole scorrermi dentro e vorrei dargli un recipiente che lo possa cogliere e circoscrivere senza alterarlo, ma forse alla fine questo proprio non si può fare. Ma di recente mi hanno anche assegnato un lavoro che di solito non faccio mai, e sono contenta perché…

Donne che si raccontano

Ho da pochi giorni finito di leggere I racconti delle donne, a cura di Annalena Benini (Einaudi). A caldo, dopo quasi ogni racconto, avrei avuto moltissime cose da dire, tanto che per scrivere un post scritto bene avrei bisogno di diverse ore, probabilmente, ore che a disposizione non ho. Quindi cercherò di soffermarmi brevemente solo su alcune cose. Sono stati scelti racconti diversi di autrici diverse, racconti che scandagliano in modi differenti l'interiorirà femminile, ma non soltanto questo. Alla fine, sono racconti che sondano il mondo intero, uomini compresi. Non ci sono eroine affrante né ribelli coraggiose: qui c'è la realtà, con tutte le sue contraddizioni e anche con tutte quelle cose che difficilmente si dicono. Se dovessi scegliere 3 racconti che mi hanno colpita (per non diventare troppo prolissa e perché tre di solito è il numero perfetto) allora di sicuro non potrei rinunciare a:
Il valzer di Dorothy Parker, uno perché è Dorothy Parker, un'autrice il cui pig…