Discorso a tavola con mio fratello:
io: ma quand'è che c'è il medico di pomeriggio?
lui: venerdì forse.
io: no il venerdì è solo la mattina, il lunedì anche di pomeriggio.
lui: ah sarà che mi confondo perché il lunedì e il venerdì hanno lo stesso colore.
io: ah no, per me il venerdì è verde, il lunedì è rosso.
lui: no il martedì è verde, la domenica invece è gialla...
mia mamma: voi non siete normali.
lunedì 26 ottobre 2009
venerdì 23 ottobre 2009
Ieri...
Udine, ieri
Sono in università e sto scrivendo a mano su un foglio bianco uno schizzo della presentazione della mia tesi, che ho consegnato in segreteria stamattina.
E speriamo che vada tutto meglio che può.
Che stranezza scrivere a mano dopo un bel po' che non lo faccio (a parte le firme degli 8000 documenti e moduli da firmare ogni volta che si deve fare qualcosa in questa benedetta università...). Sono talmente poco abituata che dopo tre righe la mano è già indolenzita, sarà per come tengo la penna, sarà perché ne è passato di tempo da quando prendevo giusto quel miliardo di pagine di appunti durante le lezioni di storia contemporanea, con il prof che in un paio d'ore (un'ora e mezzo grazie al fatidico quarto d'ora accademico di inizio e fine lezione) parlava sempre con lo stesso monotono tono di voce, e tu che inventavi le abbreviazioni più assurde pur di starci dietro (tipo stt=soprattutto).
Eh sì, sto facendo la nostalgica. Non mi mancherà del tutto l'università, anche perché ogni periodo ha il suo tempo ed è anche giusto che poi finisca, e poi le persone conosciute qui già da un po' sono altrove, siamo tutti quanti altrove, e alla fine la nostalgia passa.
Ci sono (spero ci siano) tante cose nuove a cui pensare.
Però perdere l'abitudine di scrivere a mano, per esempio, mi dispiace. Non significa che scriverò tutti i post del blog a penna e per poi trascriverli, come sto facendo con questo. Ma il blog prima o poi si cancella, o si perde e resta lì abbandonato, e poi se penso all'enorme cyberspazio e alla mole del suo contenuto virtuale, mi sembra soltanto un piccolo, minuscolo puntino, anzi il sottoprodotto di un miserrimo puntino, che prima o poi potrebbe non lasciare alcuna traccia. Certo non occupa spazio reale come un qualsiasi foglio di carta, o un diario o un'agenda. Ma fra qualche anno se lo rivedo non potrò dire "Ah, guarda che calligrafia avevo quella volta", oppure capire dalla scrittura se avevo fretta, o ero nervosa, o tranquilla. E allora. Allora voglio scrivere di più a mano e farmi stimolare dalle cose quando non ho un pc a disposizione tanto da aver voglia di prendere foglio e penna e scrivere.
Niente corpo giustificato, interlinea 1,5 e times new roman 12. Come viene viene.
E niente moleskina, non voglio spazi ristretti né imitare nessuno.
Sono in università e sto scrivendo a mano su un foglio bianco uno schizzo della presentazione della mia tesi, che ho consegnato in segreteria stamattina.
E speriamo che vada tutto meglio che può.
Che stranezza scrivere a mano dopo un bel po' che non lo faccio (a parte le firme degli 8000 documenti e moduli da firmare ogni volta che si deve fare qualcosa in questa benedetta università...). Sono talmente poco abituata che dopo tre righe la mano è già indolenzita, sarà per come tengo la penna, sarà perché ne è passato di tempo da quando prendevo giusto quel miliardo di pagine di appunti durante le lezioni di storia contemporanea, con il prof che in un paio d'ore (un'ora e mezzo grazie al fatidico quarto d'ora accademico di inizio e fine lezione) parlava sempre con lo stesso monotono tono di voce, e tu che inventavi le abbreviazioni più assurde pur di starci dietro (tipo stt=soprattutto).
Eh sì, sto facendo la nostalgica. Non mi mancherà del tutto l'università, anche perché ogni periodo ha il suo tempo ed è anche giusto che poi finisca, e poi le persone conosciute qui già da un po' sono altrove, siamo tutti quanti altrove, e alla fine la nostalgia passa.
Ci sono (spero ci siano) tante cose nuove a cui pensare.
Però perdere l'abitudine di scrivere a mano, per esempio, mi dispiace. Non significa che scriverò tutti i post del blog a penna e per poi trascriverli, come sto facendo con questo. Ma il blog prima o poi si cancella, o si perde e resta lì abbandonato, e poi se penso all'enorme cyberspazio e alla mole del suo contenuto virtuale, mi sembra soltanto un piccolo, minuscolo puntino, anzi il sottoprodotto di un miserrimo puntino, che prima o poi potrebbe non lasciare alcuna traccia. Certo non occupa spazio reale come un qualsiasi foglio di carta, o un diario o un'agenda. Ma fra qualche anno se lo rivedo non potrò dire "Ah, guarda che calligrafia avevo quella volta", oppure capire dalla scrittura se avevo fretta, o ero nervosa, o tranquilla. E allora. Allora voglio scrivere di più a mano e farmi stimolare dalle cose quando non ho un pc a disposizione tanto da aver voglia di prendere foglio e penna e scrivere.
Niente corpo giustificato, interlinea 1,5 e times new roman 12. Come viene viene.
E niente moleskina, non voglio spazi ristretti né imitare nessuno.
si parla di:
lettere
venerdì 16 ottobre 2009
My little brother...
... just discovered rock'n'roll! He's only 22 and he's out of control! Yeaaaaaaah!
è tutta la mattina che ce l'ho in testa, e ve ne rendo partecipi... ^_^
il video non c'entra un casso, ma almeno l'audio è buono.
è tutta la mattina che ce l'ho in testa, e ve ne rendo partecipi... ^_^
il video non c'entra un casso, ma almeno l'audio è buono.
si parla di:
music
martedì 13 ottobre 2009
Yez
È arrivato il freddooooo, e il freddo merita un post, ma non oggi, devo scrivere il riassunto in tedesco della mia tesi.
Mandi, buon freddo, copritevi, finalmente mi scrollerò di dosso questa estate che non voleva saperne di andarsene, poi arriverà il raffreddore e cambierò idea, ma finalmente ho freddo!
Mandi, buon freddo, copritevi, finalmente mi scrollerò di dosso questa estate che non voleva saperne di andarsene, poi arriverà il raffreddore e cambierò idea, ma finalmente ho freddo!
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nulla di che
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