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Proiezioni

È stata una settimana strana. Ho concentrato una serie di cose alle quali rinuncio da tanto perché di solito mi manca il tempo, nonostante avessi (abbia) svariate scadenze lavorative da rispettare. Credo di aver fatto molte cose anche per non pensare troppo. Ogni tanto pensare troppo porta in posti strani. In più ci si sono messi gli imprevisti, tipo mia madre che si chiude fuori di casa (con mia figlia) e mi telefona da casa della vicina, e quindi io che perdo un'ora per portarle le chiavi e poi tornare a casa, in una giornata già mezza persa per altre questioni... e insomma, è stato un po' un tour de force.  Domani però è venerdì. Il fine settimana sarà ancora intenso, forse. Ma forse è molto meglio così. Ho dolori ovunque, soprattutto alle braccia, da tre anni ormai disabituate a pesetti, elastici e flessioni varie (a quanto pare sollevare e posare e spostare la bimba da un braccio all'altro non valeva come esercizio ginnico. Vabbe'). Meglio, anche i dolori mi dist…
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Dalla poesia alla palestra in 3 rapidi paragrafi

Da lontano
Qualche volta, piano piano, quando la notte
si raccoglie sulle nostre fronti e si riempie di silenzio
e non c'è più posto per le parole
e a poco a poco si raddensa una dolcezza intorno
come una perla intorno al singolo grano di sabbia,
una lettera alla volta pronunciamo un nome amato
per comporre la sua figura; allora la notte diventa cielo
nella nostra bocca, e il nome amato un pane caldo, spezzato.

Pierluigi Cappello




Ultimamente sono molto poetica. O meglio, mi è venuta voglia di rimettermi a leggere un po' di poesia. In effetti, è da tanto che trascuro questo mezzo espressivo, che non mi diletto più a leggere raccolte di poesie. Chissà perché. Un giorno ne ho anche inviata una mia a un concorso, me l'avrebbero pure pubblicata in una raccolta se avessi pagato dei danè, cosa che non ho fatto, non per spocchia, ma perché non mi pareva proprio necessario. Però è stato piacevole sentire i complimenti che mi hanno rivolto. (Dove sia finita quella poesia, ora come or…

Disordine

ERRATA
Non sai mai dove sei.
CORRIGE
Non sei mai dove sai.
(Giorgio Caproni)
Questa poesia – una delle mie preferite quando avevo quindici anni – mi è venuta in mente in questi giorni di piccole confusioni emotive, caos lavorativi, stanchezza da notti un po' insonni, pensieri sullo scorrere del tempo. Quando impari una cosa arriva una nuova lezione che ancora non conoscevi. Indugiare sempre e solo su quello che già sappiamo non può arricchirci, a volte dobbiamo andare a esplorare confini e a volte capiamo che è meglio lasciarli stare. Piccoli giochi di equilibri.
A volte dobbiamo esporci un po' di più per capirci un po' meglio, e anche accettare quello che siamo senza volerci troppo male. Che poi l'importante è sempre solo una cosa: rispettare se stessi e rispettare gli altri. Ovunque, sempre, comunque e in ogni ambito. Ci sono momenti in cui mi sembra che mi sto sforzando tantissimo, in tutto. Altre mi pare che non lo faccio abbastanza. Altre ancora che dovrei solo r…

The fear has gripped me but here I go

Non posso farci niente, io sono fatta così: a primavera faccio fatica ad accettare l'aumento di luce, di caldo e la diminuzione dei vestiti (perché mi piace avvolgermi in maglioni, felpe e trapunte), anche se poi non vedo l'ora sia ora di ferie, montagna, nuotate e serate che non finiscono mai perché le giornate tramontano tardissimo. E pure a me alla fine dell'ultima settimana di ferie, alla fine di agosto, alle giornate che si accorciano, ai gelati che si diradano viene un po' di tristezza. Ma è vero che saluto pur sempre con gioia e sollievo la prima pioggia, il primo freddo, la prima maglia con le maniche lunghe, il primo di settembre... perché alla fine, vuoi o no, anche l'estate deve finire e io adoro l'autunno!  Adoro l'idea di riprendere a farmi il tè nel pomeriggio, i colori che cambiano, il sole che è forte ma basso e pure fastidioso, meno forte e diverso da prima. La luce che cambia in giardino costringendomi a spostare il posto solito dello ste…

Una formica in bicicletta

Chi ce l'ha una bambina che è tutta felice di andare dal dottore e poi non vuole più tornare a casa, preferendo restare a giocare con i giochi della sala d'attesa? Eccomi qui, alzo la mano.
Chi ce l'ha un computer che decide di MORIRE di venerdì mattina, con dentro l'ultimo file di lavoro quasi pronto per essere spedito? (No, ancora non avevo una copia di backup, sì d'ora in avanti avrò sempre almeno 10 copie di backup al minuto, giuro). Alzo la mano di nuovo.
È stato un fine settimana interessante. 
Venerdì ho passato la giornata in ansia, non sapendo se avrei recuperato quel file e, in generale, il computer. Alle sette meno venti di sera lo-tecnico-sia-subito-santificato è riuscito a recuperare i dati. Il computer andrà sistemato, ma per fortuna ho chiuso tutti i lavori urgenti, quindi c'è agosto per farlo.
Venerdì sera dopo che lo-tecnico-santo-subito è andato via e io ho ricominciato a respirare (credo di aver trattenuto il respiro per una decina di ore qu…

Fine luglio

«Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare nemmeno un giorno in vita tua», disse Confucio, almeno così pare. «Stocazzo» rispondo io.
No perché, ragazzi, io amo, che dico amo, adoro il mio lavoro, ma è pur sempre un lavoro, che costa fatica e impegno e smazzamenti vari, i quali certo alla fine sono cosa gradita in qualche modo, ma da ciò a dire che mi diverto e basta e non è un lavoro, parliamone.
Arrivo a fine luglio e sono come sempre molto stanca. Le scadenze si accumulano perché si cerca di chiudere tutto prima di agosto, e poi devi fare i conti con le bizze delle persone con cui hai a che fare, che diciamolo, quando son scrittori sono pur sempre artisti e la testa a volte vaga nei meandri dei cieli infiniti invece che sulla pagina da loro stessi vergata. E poi tutta una serie di "colleghi", lavoranti della medesima mia categoria che però boh, rispondono, non rispondono, capiscono, non capiscono, insomma, a volte ti chiedi se ci sono o ci fanno.  Però è pur vero che…

La ciliegina sulla torta

Esco da un weekend bello. Bello davvero, pur nella sua semplicità. Intanto venerdì sera io e la mia amica storica (che vive a Parigi) siamo uscite per aperitivo e cena, solo noi due come ai vecchi tempi. Se è difficile farlo in generale perché gli impegni, il lavoro, la bimba eccetera, figuriamoci con una persona che torna in Italia solo di tanto in tanto! Ma questa volta ce l'abbiamo fatta, e non poteva essere diversamente perché lei ne aveva senz'altro più bisogno di me, dato che ha appena attraversato uno di quegli scossoni della vita che la vita per come l'avevi pensata fino a poco prima te la cambiano.  E dopo un sabato in famiglia per compleanni vari, domenica gita a Venezia! L'anno scorso ci abbiamo portato una piccola Dafne che già camminava ma dormiva nel marsupio. Ma quest'anno ci siamo andati in treno, abbiamo camminato tutti e molto (Dafne non usa il passeggino da quando ha un anno e mezzo, quindi ci si arrangia così: camminare o in braccio – la schiena…