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Fenomeni

Mi manchi in quel modo tutto tuo che hai di mancarmi. Che in realtà è un modo tutto mio. Mi manchi è quell'espressione strana dove tu sei il soggetto ma la sensazione è la mia.  Mi manchi ma in un modo meno brutto di quanto si possa pensare, che fa meno male man mano che ci penso (hai visto quante "m" una dopo l'altra?). Ho scoperto di soffrire di sinestesia. Uhm, no, soffrire non è il termine giusto perché non è una sofferenza ma una possibilità. La nostalgia è sempre stata grigia. Il lunedì è sempre stato rosso. La primavera è sempre stata rosa. Dicembre è bianco, ovviamente. Per me è così e sarà così sempre, non lo faccio apposta, è un processo automatico. Il passato è un blu scuro e intenso, molto molto intenso. La solitudine è gialla, color seppia, come le foto e forse non è un caso.
Ma la forma di sinestesia di cui ho sempre saputo di – soffrire? – è quella legata agli odori. Solo non sapevo si chiamasse sinestesia (e credevo fosse comune a tutti). E non è che …
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Anche se non sai come si fa

Stamattina mentre il cane correva al parco dei cani, io passeggiavo sopra le foglie cadute gialle, rosse e marroni e ho pensato che sono morte o stanno morendo ma sono bellissime lo stesso. E anche se presto o tardi spariranno del tutto non hanno mai fatto tanto rumore come adesso che stanno cadendo e morendo e tutti le calpestano, le raccolgono, le fotografano e le chiamano foliage, come se servisse una parola nuova per una cosa che è già bellissima così, senza dirla, come se non fossero già disarmanti così, quando alzi gli occhi e ti ritrovi un panorama di alberi che quasi acceca più della luce del sole che ci cade sopra. Allora ne ho prese tre e le ho portate a casa, per regalarle a Dafne, che non se le è filate di striscio, mentre Ale me ne ha chiesta una e voleva farci una rosa ma non si ricorda più come si fa.  Però era bello che volesse farci una rosa, con una foglia, che è caduta e morta, ma è bellissima lo stesso e lui non si ricorda come si fa.

Le cose a colori

Come sapete correggo molti libri, e spesso mi lamento che purtroppo non sono di gran qualità. A volte però ci sono delle storie bellissime, alcune vere altre chissà, ma bellissime. Di recente ho detto a una persona che mi sta molto a cuore che vivo per quelle cose lì, nel lavoro e nella vita, quei momenti di incredibile bellezza sempre troppo inaspettata in questo momento in cui sembra sempre tutto molto cupo, caotico e confuso. Come quando mio marito dal nulla mi guarda e mi dice "Dio che bella che sei". Ma non perché ho messo un vestito elegante per uscire, ma quando scendo dalla bici, un po' affannata, con i capelli scompigliati dal vento e indaffarata a togliere il casco a Dafne e farla scendere dal seggiolino. In quei momenti lì, quando non te l'aspetti. Oggi ho letto un post di un'amica su Facebook, una rosa in mezzo al cemento, e mi sono commossa sul serio. Ma da lacrime. A volte capita, magari con una foto o, come in questo caso, con parole che non sono s…

Autunno vero

Non mi ricordo se una volta a questo punto di novembre faceva più freddo, probabilmente sì. Anche se l'estate di san Martino è sempre esistita, a dire il vero. Pare che questo fine settimana la temperatura scenderà, e direi meno male.

Stamattina ho dovuto fare un po' di corse e per fortuna il romanzo che sto correggendo non è molto lungo, perché il tempo vola sempre via. Ho portato anche il cane a passeggio e oggi c'è il sole che emana nell'aria un tepore piacevole e rigenerante. Avrei voluto fare una foto al parco, agli alberi rossi e gialli e le foglie a terra e sulle panchine, ma poi so che non ci piglio molto con le foto e il risultato non è mai quello che avevo negli occhi. Direi che questo fa la differenza, fra chi sa fare foto e chi le fa e basta. Ma la vista era calda e luminosa, bella davvero. Potete immaginarla, o trovarla uscendo, suppongo.
Dopo un'estate di bollicine (serie però) mi è finalmente tornata la voglia, insieme alla stagione giusta, del vino…

Desideri

Più leggo, ascolto e fruisco nei modi più svariati di riviste o canali letterari di vario genere e tipo, più si allunga la lista di libri da leggere. Niente, sono troppi e io non ce la farò mai, quasi quasi mi do agli audiobook a questo punto (per chi è interessato, c'è Storytel). Fra l'altro, una cosa bellissima sarebbe leggere e registrare audiolibri, voglio dire, leggi e vieni pagato per farlo (ah, già, è il mio lavoro più o meno. Però lì si leggono libri già finiti, non è la stessa cosa. Certo, bisogna essere capaci e quanto meno avere una voce bellina...) Anyway o comunque sia, nella mia recente wishlist sono entrati anche dei saggi o qualcosa di simile:
NUMERO 1 Mark Fisher, The Weird and the Eerie. Lo strano e l'inquietante nel mondo contemporaneo, minimum fax (ovviamente, per ogni autore poi mi viene voglia di leggerne almeno anche un altro, e suppongo che in questo caso specifico Realismo capitalista sia imprescindibile). Dal sito della casa editrice: s’indagano …

Sono stata divorata e mi sento scarmigliata

È uscito il sole, ho spalancato casa e ho bisogno di far entrare quest'aria meno umida e anche di mettermi a fare ordine. Dicono che fare ordine fuori aiuti a fare ordine dentro, e ultimamente mi sento sempre un po'... non so, con l'anima scarmigliata. Sto avendo qualche giorno di pausa dal lavoro e me lo sto godendo un po'. A dire il vero no, nel senso che mi sono messa a conteggiare le pagine che ho corretto per preparare le prossime fatture, ma è un lavoro che s'ha da fare ed è comunque meno impegnativo.
Così ho finito Il libro delle illusioni di Auster (l'ho divorato, quel libro, ma vi assicuro che è più LUI ad aver divorato ME) ma giuro che vi tedierò con l'argomento più avanti, quando ci avrò pensato su un po' e voi ve ne sarete dimenticati e potrete dire "Oh, no, ancora!". Ho iniziato a leggere Comma 22 (solo un paio di pagine, per capire se era di nuovo il libro giusto al momento giusto e penso di sì, anche se è lungo e non so quanto …

È iniziato novembre, sì?

Un lunedì dopo un ponte è sempre una gran rottura di cazzi, diciamolo. Il sonno è estremo. La bambina più mammona che mai. La pioggia. La macchina che non parte.
AAAAAH! Novembre è il più crudele dei mesi, non me ne voglia T.S. Eliot, ma quando avrò pagato carro attrezzi, meccanico (al momento ignoro totalmente quale sia il problema), acconto INPS per l'anno 2019 e commercialista (stay partita IVA, stay poraccio. Sempre), sarà giunto il momento di fare i regali di Natale e io guarderò il mio conto in banca, poi guarderò i miei oggetti di valore (inesistenti) quindi passerò a valutare quali organi del corpo umano possano essere asportabili e vendibili senza morirne. 
Facciamo un passo indietro e raccontiamo cose più liete. È stato un bel fine settimana lungo, prima di tutto perché è stato lungo, poi perché siamo andati un paio di giorni a Bologna, abbiamo mangiato molto bene e ci siamo goduti una città che ci piace molto. Purtroppo il tempo era quel che era, l'agriturismo che …