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Per caso

A volte passi davanti a un posto e ti torna in mente tutto. Tutta una serie di sensazioni che avevi dimenticato, o che avevi ricercato senza saper più trovare, d'improvviso ti travolge inaspettata. Di recente mi è successo con due cose, una positiva e una negativa. Succede con le canzoni, a volte con i profumi, altre è sufficiente la luce giusta, nella stagione giusta. È autunno e di luci e colori e profumi l'aria è davvero piena. È per questo che adoro l'autunno, perché è veramente un quadro in cui il pittore ha dato sfogo a tutto, ma con un velo malinconico di dolce sospensione. Dopo una settimana molto intensa e con poco riposo, ieri mattina ho detto: prima di andare a pranzo dal nonno, si va su in castello. Maniago è la piccola cittadina dov'è nato mio marito, e ormai è diventata una seconda casa. La salita verso il castello è poco impegnativa e adatta anche alla piccola camminatrice che rifiuta il passeggino da un anno ormai. E per caso, fra foglie gialle ...

Molti forse, forse troppi

Ultimamente mi è capitato un po' per caso e un po' forse no di leggere molte cose sull'amicizia. Credo di non sapere bene cosa sia un amico/a, forse perché i miei amici sono tutti un po' lontani, e quindi non c'è mai una quotidianità d'amicizia per noi. Forse perché la lontananza è stata una scusa sempre per allontanarsi un po', o perché troppa distanza porta a tenersi più distanti, a incastrarsi meno bene quando, dopo tanto, ci si incontra di nuovo. Eppure con alcune persone mi incastro più che bene, anche se non le sento per un bel po'. Forse è perché la immagino naturale e invece io ci devo sempre lottare un po'. O magari sono io che non sono tanto capace. O magari sono io che sono diffidente. Ho stretto amicizie da adulta – da sola, non in coppia, mi rendo conto che in coppia è più difficile – che però fatico a mantenere. Io ci lavoro e mi ci impegno, ma loro forse sono già appagate da amicizie storiche nelle quali io non riesco a entrar...

Corrispondenza

Oggi post con colonna sonora perché mi andava così :) Mio marito stamattina è partito alle sei per Milano e io sono sveglia da allora (da prima) quindi mi devo ripigliare un po'. Stavo pensando alla comunicazione e a com'è cambiata nel corso del tempo, a quanto si sia per certi versi "impigrita" seppure ne abbia guadagnato in simultaneità. Quando avevo dieci anni o giù di lì avevo due amiche di penna che vivevano a Milano (un posto che mi pareva lontanissimo, nonostante mio padre ci avesse pure lavorato per un periodo rientrando ogni fine settimana). Io e mia cugina per un periodo ci siamo scritte lettere che ci consegnavamo a mano ogni volta che capitava di vederci, e con le amiche di scuola fino ai primi anni delle superiori era tutto un gran cazzeggiare su carte da lettere e buste più o meno originali. E piene di stupidate, ma le ricordo con grande affetto. Fino a poco tempo fa io e la mia amica di Parigi ci siamo scritte lunghe email di aggiornamento d...

Salvarsi da soli

Forse non sarà molto edificante, ma tant'è. Sono anni che voglio scrivere queste cose, forse è il momento, forse ho trovato il modo per metterla giù. Sono passati dieci anni. Da quando ho aperto il blog, per esempio. Il 2008 è stato per me l'anno più strano di tutti, penso. È iniziato con mia madre che mi dice che l'ho delusa, è finito con una sbronza colossale di vodka, con me che sproloquio e rischio di farmi pure del male e non me ne ricordo nemmeno. Oh, sì, ora ne sorrido anche – la vodka è pericolosissima e mi provoca profondi vuoti di memoria – ma sul momento... che vergogna, ragazzi. Nel mezzo ci sono state tante, forse troppe cose. C'è stata sofferenza e paura di restare sola, la ricerca di persone vicine, vicine fisicamente ma lontanissime per tutto il resto. E qui mi sono fregata. Prima sono stata insieme a una persona totalmente anaffettiva, che mi faceva del male – emotivo ma anche fisico, seppure non da denuncia – per fortuna mi sono riavuta ...

Oggi è proprio autunno

Stamattina io e la piccola abbiamo girato la pagina del calendario. È arrivato ottobre, la mia settimana di compleanno è ufficialmente finita e tornerò nel mio angolino buio, basta luci della ribalta (ahahah, scherzo, sto esagerando ovviamente, nessun angolino buio e nessuna luce della ribalta, fra l'altro). Ricapitoliamo: 26 settembre auguri in ogni dove: Facebook, ovviamente, al telefono da parenti e amici vari, più qualche altro messaggio gradito e a suo modo importante. Ma soprattutto il "Tanti auguri a te" cantatomi da amore & amorina figlia, la quale una volta finita la canzone ha subito detto: MAMMA, TORTA! (Ehm, amore, la mamma deve ancora prepararla). Regalo: borsa-zainetto IfBags gialla grigia e con disegnati piccoli cactus (era uno di quei regali su richiesta, lo ammetto). Sera: salto la palestra per festeggiare con la torta (che nel frattempo ho preparato) e una bottiglia di Bollinger. 27 settembre: sono arrivati gli occhiali, e mi stanno beni...

Azzurro su azzurro

È quasi arrivato. Domani compio gli anni. La settimana del mio compleanno di solito è sempre molto elettrizzante per me, sono come una bambina, sul serio. E non perché succeda chissà cosa, ma sono felice di essere festeggiata. Forse perché non mi caga mai molto nessuno, e quindi qualche attenzione in più mi è gradita. Quest'anno mi sono davvero coccolata: oggi nuovo taglio di capelli, e ho tagliato davvero un gran bel pezzo; occhiali nuovi in arrivo entro la fine della settimana e mi sento quasi rinnovata. C'è stato Pordenonelegge e ho comprato due libri (sì, mi sono tenuta visto che ne avevo comprati da poco), un libro di poesie come annunciato, e cioè la raccolta di tutte le opere di Pierluigi Cappello, un poeta friulano giovane morto un anno fa che ho scoperto con piacere.  E poi ho comprato uno di quei libri che ho come idea possano essere imprescindibili per una che è antimilitarista nel profondo, uno di quei libri che sono più di dieci anni che voglio leggere ma an...

Proiezioni

È stata una settimana strana. Ho concentrato una serie di cose alle quali rinuncio da tanto perché di solito mi manca il tempo, nonostante avessi (abbia) svariate scadenze lavorative da rispettare. Credo di aver fatto molte cose anche per non pensare troppo. Ogni tanto pensare troppo porta in posti strani. In più ci si sono messi gli imprevisti, tipo mia madre che si chiude fuori di casa (con mia figlia) e mi telefona da casa della vicina, e quindi io che perdo un'ora per portarle le chiavi e poi tornare a casa, in una giornata già mezza persa per altre questioni... e insomma, è stato un po' un tour de force.  Domani però è venerdì. Il fine settimana sarà ancora intenso, forse. Ma forse è molto meglio così. Ho dolori ovunque, soprattutto alle braccia, da tre anni ormai disabituate a pesetti, elastici e flessioni varie (a quanto pare sollevare e posare e spostare la bimba da un braccio all'altro non valeva come esercizio ginnico. Vabbe'). Meglio, anche i dol...

Dalla poesia alla palestra in 3 rapidi paragrafi

Da lontano Qualche volta, piano piano, quando la notte si raccoglie sulle nostre fronti e si riempie di silenzio e non c'è più posto per le parole e a poco a poco si raddensa una dolcezza intorno come una perla intorno al singolo grano di sabbia, una lettera alla volta pronunciamo un nome amato per comporre la sua figura; allora la notte diventa cielo nella nostra bocca, e il nome amato un pane caldo, spezzato. Pierluigi Cappello Ultimamente sono molto poetica. O meglio, mi è venuta voglia di rimettermi a leggere un po' di poesia. In effetti, è da tanto che trascuro questo mezzo espressivo, che non mi diletto più a leggere raccolte di poesie. Chissà perché. Un giorno ne ho anche inviata una mia a un concorso, me l'avrebbero pure pubblicata in una raccolta se avessi pagato dei danè, cosa che non ho fatto, non per spocchia, ma perché non mi pareva proprio necessario. Però è stato piacevole sentire i complimenti che mi hanno rivolto. (Dove sia finita quella...

Disordine

ERRATA Non sai mai dove sei. CORRIGE Non sei mai dove sai. (Giorgio Caproni) Questa poesia – una delle mie preferite quando avevo quindici anni – mi è venuta in mente in questi giorni di piccole confusioni emotive, caos lavorativi, stanchezza da notti un po' insonni, pensieri sullo scorrere del tempo. Quando impari una cosa arriva una nuova lezione che ancora non conoscevi. Indugiare sempre e solo su quello che già sappiamo non può arricchirci, a volte dobbiamo andare a esplorare confini e a volte capiamo che è meglio lasciarli stare. Piccoli giochi di equilibri. A volte dobbiamo esporci un po' di più per capirci un po' meglio, e anche accettare quello che siamo senza volerci troppo male. Che poi l'importante è sempre solo una cosa: rispettare se stessi e rispettare gli altri. Ovunque, sempre, comunque e in ogni ambito. Ci sono momenti in cui mi sembra che mi sto sforzando tantissimo, in tutto. Altre mi pare che non lo faccio abbastanza. Altre ancor...

The fear has gripped me but here I go

Non posso farci niente, io sono fatta così: a primavera faccio fatica ad accettare l'aumento di luce, di caldo e la diminuzione dei vestiti (perché mi piace avvolgermi in maglioni, felpe e trapunte), anche se poi non vedo l'ora sia ora di ferie, montagna, nuotate e serate che non finiscono mai perché le giornate tramontano tardissimo. E pure a me alla fine dell'ultima settimana di ferie, alla fine di agosto, alle giornate che si accorciano, ai gelati che si diradano viene un po' di tristezza. Ma è vero che saluto pur sempre con gioia e sollievo la prima pioggia, il primo freddo, la prima maglia con le maniche lunghe, il primo di settembre... perché alla fine, vuoi o no, anche l'estate deve finire e io adoro l'autunno!  Adoro l'idea di riprendere a farmi il tè nel pomeriggio, i colori che cambiano, il sole che è forte ma basso e pure fastidioso, meno forte e diverso da prima. La luce che cambia in giardino costringendomi a spostare il posto solito dello ...

Una formica in bicicletta

Chi ce l'ha una bambina che è tutta felice di andare dal dottore e poi non vuole più tornare a casa, preferendo restare a giocare con i giochi della sala d'attesa? Eccomi qui, alzo la mano. Chi ce l'ha un computer che decide di MORIRE di venerdì mattina, con dentro l'ultimo file di lavoro quasi pronto per essere spedito? (No, ancora non avevo una copia di backup, sì d'ora in avanti avrò sempre almeno 10 copie di backup al minuto, giuro). Alzo la mano di nuovo. È stato un fine settimana interessante.  Venerdì ho passato la giornata in ansia, non sapendo se avrei recuperato quel file e, in generale, il computer. Alle sette meno venti di sera lo-tecnico-sia-subito-santificato è riuscito a recuperare i dati. Il computer andrà sistemato, ma per fortuna ho chiuso tutti i lavori urgenti, quindi c'è agosto per farlo. Venerdì sera dopo che lo-tecnico-santo-subito è andato via e io ho ricominciato a respirare (credo di aver trattenuto il respiro per una...

Fine luglio

«Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare nemmeno un giorno in vita tua», disse Confucio, almeno così pare. «Stocazzo» rispondo io. No perché, ragazzi, io amo, che dico amo, adoro il mio lavoro, ma è pur sempre un lavoro, che costa fatica e impegno e smazzamenti vari, i quali certo alla fine sono cosa gradita in qualche modo, ma da ciò a dire che mi diverto e basta e non è un lavoro, parliamone. Arrivo a fine luglio e sono come sempre molto stanca. Le scadenze si accumulano perché si cerca di chiudere tutto prima di agosto, e poi devi fare i conti con le bizze delle persone con cui hai a che fare, che diciamolo, quando son scrittori sono pur sempre artisti e la testa a volte vaga nei meandri dei cieli infiniti invece che sulla pagina da loro stessi vergata. E poi tutta una serie di "colleghi", lavoranti della medesima mia categoria che però boh, rispondono, non rispondono, capiscono, non capiscono, insomma, a volte ti chiedi se ci sono o ci fanno.  Però è...

La ciliegina sulla torta

Esco da un weekend bello. Bello davvero, pur nella sua semplicità. Intanto venerdì sera io e la mia amica storica (che vive a Parigi) siamo uscite per aperitivo e cena, solo noi due come ai vecchi tempi. Se è difficile farlo in generale perché gli impegni, il lavoro, la bimba eccetera, figuriamoci con una persona che torna in Italia solo di tanto in tanto! Ma questa volta ce l'abbiamo fatta, e non poteva essere diversamente perché lei ne aveva senz'altro più bisogno di me, dato che ha appena attraversato uno di quegli scossoni della vita che la vita per come l'avevi pensata fino a poco prima te la cambiano.  E dopo un sabato in famiglia per compleanni vari, domenica gita a Venezia! L'anno scorso ci abbiamo portato una piccola Dafne che già camminava ma dormiva nel marsupio. Ma quest'anno ci siamo andati in treno, abbiamo camminato tutti e molto (Dafne non usa il passeggino da quando ha un anno e mezzo, quindi ci si arrangia così: camminare o in braccio – la s...

La vita vista oceano

Domenica mattina mi è venuto una specie di attacco d'ansia, tanto che per un momento ho temuto di non riuscire ad affrontare la giornata. E sì che era domenica e mica lunedì. È successo dopo colazione, mentre cercavo di capire cosa voleva da me Dafne (difficile dato che ancora non parla molto e comunica a gesti e soprattutto pianti!) e niente, mi è sembrato per un attimo tutto un po' troppo. Volevo semplicemente non essere lì a dovermi occupare della cosa, volevo che ci fosse qualcun altro al posto mio. Suppongo possa essere una cosa normale, ma sono rimasta un po' spiazzata perché me l'aspetto di sera, alla fine di una giornata lunga e stressante, non al mattino, quando le energie ci sono. Certo, faceva caldo, stavamo decidendo cosa fare di quella giornata eccetera, ma mi è sembrata una reazione esagerata. Poi ho capito che era probabilmente frutto di molte situazioni accumulate, alle quali cerco sempre di rispondere con calma e tranquillità, perché non voglio ...

Sembrava il finimondo, e invece

Sono stanca di stanchezza buona. Quella che viene dalle giornate piene, complete (e la giornata non è ancora finita: non vedo l'ora arrivi Dafne a casa per giocare e stare con lei). Giornate in cui ho fuso due aspetti del momento lavorativo che sto vivendo: al mattino mi sono dedicata al lavoro più "nuovo", più difficile e che mi crea più aspettative (e ansie) e che è anche quello che mi dà l'idea che se fatto bene mi porterà a crescere. Anzi, mi sta già facendo crescere dal punto di vista professionale, E poi quello più solito, che comunque richiede impegno, dedizione e tempo. Oggi non ho dovuto portare e non dovrò andare a prendere mia figlia, per una volta ci pensano gli altri, e avevo bisogno di questa pausa dai trasferimenti vari per concentrarmi meglio. Ho preparato una fattura e l'importo mi ha stupita: ho lavorato davvero tanto in questa prima metà di anno! E probabilmente a volte ne sono stata un po' sopraffatta, dato che ho passato i miei pe...

Progettare è metà dell'opera (e della ricompensa emotiva)

Stavo iniziando a scrivere un resoconto di quel che è stato, ma poi mi son detta: "Perché?". E così ho corretto un po' il tiro, perché è l'orizzonte che vedo da lontano a interessarmi adesso. Le giornate di recente sono state tutte parecchio belle, abbiamo festeggiato il compleanno della piccola, domenica (già 2!) e ho preso in mano un nuovo lavoro che mi dà soddisfazione, anche se è faticoso, quindi mi sento piuttosto appagata. Sono state anche giornate intense, sia per organizzare compleanno-regali-torta sia perché ci siamo buttati a capofitto nell'organizzazione delle vacanze, visto che abbiamo la sfiga di dovercele fare sempre ad agosto e si sa che i costi sono esagerati, e noi siamo un po' esigenti (non siamo davvero esigenti, ma vogliamo fondamentalmente 2 cose: andare in un posto in cui non siamo mai stati e accontentare i gusti di tutti, per quanto possibile. Ah già, anche non dilapidare il conto in banca, e visto che siamo in quattro a muover...

È tutto diverso

Oggi devo ringraziare pubblicamente il mio blog. Sì, perché ho capito una cosa importante, o forse più d'una. Ma prima volevo premettere che sono giorni che arrivo qui, inizio a scrivere un post e poi non riesco a continuare. Non perché non siano vere o sentite le cose che inizio a scrivere, ma perché mi ritrovo un pochino smarrita e non so bene nemmeno io dove sto andando a parare. Ieri sera, dopo aver messo a nanna Dafne ho finito di cercare alcune cose di lavoro e, quando mi sono accorta che mi mancava poco e che stamattina avrei avuto tutto il tempo di finire, ho deciso di passare di qui. Non per scrivere, questa volta, ma per leggere. Per leggermi. Avevo bisogno di capire una cosa. Avevo bisogno di capire com'ero qualche anno fa, perché sentivo che dovevo ritrovarmi. È stato utile, e non è stato nemmeno imbarazzante come lo è invece rileggere la tesi scritta ormai tanti anni fa. Ho ritrovato me. Ho ripercorso quei giorni, saltando dal 2011 al 2012 agli anni ...

Pesantezza

Lo so, sono parecchio assente. È un periodo un po' negativo, niente di grave, ma ci sono una serie di piccole-grandi cose che mi fanno vivere le giornate con poca serenità. Non voglio entrare nel dettaglio perché ne ho parlato fino allo sfinimento con mio marito e ci sono semplicemente delle cose che in questo momento non possono cambiare e altre che non dipendono proprio da me, né da nessun altro. D'altro canto andrebbe già meglio se di alcune di queste cose me ne fregassi (anzi, me ne sbattessi il cazzo, come direbbe lui :)) ma non sono capace, ed è difficile modificare un'indole. Eppure siccome mi sto piacendo sempre meno in questo mood così negativo, voglio trovare il modo per spezzare la spirale discendente, fare un salto e cambiare direzione, seppur di poco, alle cose.  Vi è mai capitato di farlo? Quali cose avete fatto? Non credo mi basti provare a lavarmi i denti con la mano sinistra o modificare la mia colazione, come ho letto da qualche parte... ma da qu...

Il filo

Sabato pomeriggio sono venuti qui due amici del figlio di mio marito a giocare alla PlayStation. E, con i dovuti arrangiamenti, è stato subito Stranger Things (senza però tutta la parte strana). Mi spiego meglio. Innanzi tutto vi dico che siamo in astinenza da Stranger Things dopo aver finito di vedere la seconda serie. Perché siamo dei fottuti nostalgici, evidentemente. Perché come fai, alla nostra età, a non riconoscere il te stesso ragazzino in quei dodicenni che si ritrovano a casa di uno a giocare a giochi di ruolo, che girano per il paese in bicicletta, che sono un gruppo con delle regole, che si vogliono bene, scazzano, si riappacificano e tutto il resto. Poi ci sono le cose strane, alla Stephen King, che chi come me a dodici anni si immergeva nei suoi romanzi e racconti come un pesce in mare... va be', che ve lo dico a fare. E così sabato pomeriggio mi sono sentita nostalgica, anni Ottanta, e vecchia. Ma molto felice della felicità altrui. Perché ho visto felicità...

Le prime farfalle

Volevo scrivere un post e mi sono venute fuori delle cose di cui non sono sicura di aver voglia di parlare. Però il fatto che siano uscite dovrebbe essere un bene, ma ci devo pensare su. Intanto ve ne racconto un'altra. Quando ero alle medie, attraversavamo il cortile sul retro per raggiungere l'aula in cui facevamo arte. C'era un campetto da basket, dove speravo di incrociare un tipo che mi piaceva parecchio. Aspettavo quel giorno solo per vedere lui che stava lì a giocare con i suoi amici. Passavamo in fila accanto al campetto, e facevo finta di niente e intanto lo guardavo. Come se potessi telepaticamente inviargli il messaggio che lo stavo osservando e se magari si girava mi faceva contenta, qualcosa del genere. Sorrido al pensiero della me dodicenne, tredicenne forse, che non andava a cercare la persona in questione, ma attendeva il giorno in cui probabilmente l'avrebbe visto. Che devozione! E soprattutto, che differenza a dodici anni, quando pensi di aver...