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Menti differenti, ovvero di quando ho letto un saggio sui cefalopodi

Magari lo sapevate o magari no, ma l'ultimo antenato comune a uomo e cefalopodi risale a circa 270 milioni di anni fa. Questo significa che da quel momento in poi le rispettive linee evolutive si sono separate, non hanno avuto più nulla in comune. Un polpo si potrebbe definire quanto di più "alieno" dall'essere umano, eppure... Eppure gli studi dimostrano che i cefalopodi sono dotati di un sistema neuronale molto sviluppato, sono in grado di imparare da soli e risolvere problemi che potrebbero sembrarci complessi (aprire un barattolo, per esempio) e... be', riconoscono le persone, se gliene viene data la possibilità: infatti uno scienziato sa bene di stare sul cazzo a un polpo quando questo colpisce con il suo inchiostro solo lui e mai gli altri! Il saggio Altre menti di Peter Godfrey-Smith è semplice da comprendere e molto appassionante se gli animali e le loro capacità cognitive sono qualcosa che vi affascina. Vi assicuro che è un libro da non perdere. Sa...

Quasi 3

Oggi ero dal pediatra per la visita dei tre anni. Mia figlia è alta un metro. Mi sembra tantissimo. Cioè, da qui in avanti sarà sempre un metro e qualcosa. Dio se crescono in fretta. Usa ancora i congiuntivi. Non dice più "suttolo" ma il corretto "subito". Ha cominciato ad apprezzare la pizza. A volte ha un caratteraccio. A volte mi abbraccia e mi dice "Ti voglio tanto bene". (Poi aggiunge: "Anche a papà. Anche a Samu. Sei bella, anche il papà è bello, anche Samu è bello"). Le piaceva di più che le leggessimo i libri d'inverno, adesso vuole giocare fuori più che può. (Ma piove sempre, c'è pure la neve fresca sui monti in questo strano maggio.) Si legge la storia della buonanotte da sola, a volte, a modo suo. Non vuole saperne di togliere il pannolino. Non vuole saperne che me ne vada via finché non si è addormentata. Non ha mai voluto il ciuccio. Non usa il passeggino da un paio di anni.  Gira scalza in casa a...

Un saggio, un romanzo, un racconto

Ad aprile ho letto ben tre libri (ne ho anche iniziati altrettanti, ma parlo solo di quelli che ho finito). Quando qualche post fa ho detto che il libro Vita su un pianeta nervoso non mi sembrava dicesse queste grandi novità, ammetto di aver dato un giudizio affrettato. Perché anche se dice cose abbastanza note, ne racconta alcune personali e dà qualche consiglio su come destreggiarsi in questo mondo iperconnesso, iperinformato, sovraccarico. E devo dire che mi è stato di grande consolazione. Sarà perché ne avevo bisogno in questo momento, ma se alcune cose non mi riguardavano (non soffro di attacchi di panico e non ho problemi di alcolismo, per dire) altre invece sì, si applicano bene anche a me. [...] non possiamo giocare con tutti i giocattoli. Non possiamo usare tutte le applicazioni. Non possiamo andare a tutte le feste. Non possiamo fare il lavoro di venti persone. Non possiamo essere sempre al corrente di tutte le notizie. Non possiamo indossare i nostri undici cappotti...

Poteva piovere

Be', allo zoo andarci ci siamo andati. L'idea c'era già, era quella di andarci domenica di ritorno dal lago di Como, siccome il lago di Como è saltato (perché ci saremmo andati partendo di venerdì pomeriggio e, fondamentalmente, per andare a trovare un ex collega di mio marito. Ma abbiamo deciso di rimandare la partenza al sabato e l'ex collega non l'avremmo nemmeno visto). Insomma, abbiamo modificato i programmi, avvicinato la meta, chiamato un albergo a Sirmione e sabato mattina siamo partiti. Prima tappa: Parco natura viva a Bussolengo (zoo con parte a piedi e parte safari e anche dinosauri, per non farci mancare nulla).  Giornata stupenda, ma le due ore di viaggio per arrivarci più la coda per entrare si fanno sentire (non su di noi, ma sulla piccolina. Che ritrova di colpo le energie, però, appena vede uno scivolo...). Gli animali, si sa, sono sempre una grande attrazione per i piccoli, e suppongo che a Samu abbia fatto un certo che passare e...

Breve storia triste

di un weekend fuori che stiamo ridimensionando da un mese. Doveva essere Roma. [Soldi, scuola, tempi stretti per motivi vari... Mmm]. Poi doveva essere lago di Como. [Suocera si rompe il braccio.] Saremmo partiti lo stesso, ma Samu a scuola oggi non stava bene. Alla fine se ci va dritta andiamo allo zoo. Ma dritta dritta.

La testa leggera

Dallo scorso autunno, da settembre anzi, ho scritto spesso di una certa mancanza di equilibrio, e non sono scesa in dettagli, cosa che non farò nemmeno adesso, ma penso di poter dire con una certa tranquillità di averla superata. Forse non è una cosa così strana, abbiamo periodi di alti e bassi continuamente, tutti gli anni, ma per alcuni mesi è stata una cosa più intensa. Non negativa in sé, ma direi spossante, alla fine. Ora invece mi sento liberata. Mi sono liberata di alcune "ossessioni" (le chiamo così con un termine che forse è esagerato, o forse sbagliato, a dire il vero, ma sapete, quelle cose sulle quali si torna sempre in un circolo vizioso senza via di uscita). Mi sono concentrata su cose positive, al loro posto: innanzi tutto ho ripreso a leggere libri con voracità, nonostante il poco tempo a disposizione, abbandonando vizi che fanno perdere tempo. Ho anche raggiunto una certa consapevolezza di accettare alcune cose di me per quello che sono, caratteris...

Per sempre

Quando conosci il nascondiglio delle chiavi di casa di qualcuno probabilmente quella è anche un po' casa tua. O quella che ci abita è un po' la tua famiglia. Ormai mi sa che nessuno nasconde più chiavi di casa, perché vai a fidarti, meglio darle a qualcuno che in caso di emergenza ti viene in aiuto.  Chissà chi conosce il nascondiglio delle mie chiavi, chiavi metaforiche per entrare dentro di me. Forse giusto un paio di persone. Ho un ombrello da cinque anni, che suppongo sia un po' per chiunque una specie di record, per me di sicuro. Ci sono affezionata, è molto bello, con una fantasia di colori autunnali che sembra un po' orientale, è un ombrellino piccolo e ricordo benissimo quando l'ho comprato. Un paio di giorni dopo il mio matrimonio, un paio di giorni prima di partire per la Scozia. Ero ad Aviano, dovevo riportare il cesto che aveva contenuto le bomboniere al negozio, e sono andata a salutare e ringraziare il gioielliere che ci ha fatto le fedi. C...

Tuttalpiù... piove

Che dire, piove, piove governo ignorante e incompetente. Eppure non riesco a lamentarmene (della pioggia, non del governo, sia chiaro). Ho passeggiato volentieri ieri e oggi sotto l'ombrello con il cane (sotto il cane con l'ombrello però sarebbe stato uno spettacolo), e sono stata contenta di dover fare un paio di commissioni ieri mattina, prendendomi la pioggia fra l'uscita dall'auto e l'entrata in negozio e ritorno. Ce n'era bisogno, lo dicono tutti, lo dico anche io, ché di bisogno ce n'era davvero. Anche per innaffiare un po' me, non solo la terra. Attraversare in auto il ponte sul Cellina, be', vi dirò, sotto il diluvio universale dà quel suo tocco di Caspar David Friedrich, William Turner, John Constable, il senso del Sublime e tutta quella roba del romanticismo che abbiamo studiato alle superiori (io anche all'università, a dire il vero). Io attraverso – nel senso della larghezza – il primo braccio di quella specie di V bianca...

Tuttalpiù... libri

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene è un libro che andrebbe letto. Penso che lo farei leggere a scuola, alle medie direi, o in prima superiore. Mi sembra possa andar bene per i ragazzi di quell'età. Edward è l'emblema dell'uomo di grande intuito e talento, creativo e visionario, amante del progresso e della condivisione, il cui fine ultimo è il miglioramento dell'intera specie. Ma lo capiamo subito che è troppo avanti. Il fratello, invece, zio Vania, è il conservatore che vorrebbe mantenere le cose come stanno, timoroso degli effetti negativi di questi "balzi in avanti". I giovani dell'orda – fra i quali c'è la voce narrante – si adattano ai tempi nuovi con una certa facilità (non dover masticare più per ore il cibo perché finalmente scoprono le gioie della grigliata, be', è una cosa che piace a tutti) ma non condividono appieno lo spirito di Edward, lo "scienziato" per eccellenza, i suoi momenti di estatica follia – per poco ...

Lettere inesistenti

Ciao, sono la stanchezza. Ho deciso di prendere possesso del tuo corpo e della tua mente a tempo indefinito perché ne ho bisogno per i miei porci comodi. Tipo divertirmi a farti sentire uno straccio, a indolenzirti le spalle e farti venire un bel dolore alle cervicali. Oltre a una faccia condita da occhiaie, visto che ti ostini a non usare fondotinta né altro tipo di trucco, o contorno occhi, o siero alla veneranda età di 35 anni (e mezzo). Dove credi di poter andare con solo una cremina idratante non meglio specificata, usata "quando mi ricordo"? Chi ti credi di essere, Adaline Bowman? Sappi che non è così, io veglierò su di te, ci sarò quando ti alzerai la notte per riaddormentare tua figlia, quando ti alzerai al mattino e ti metterai al computer a correggere l'ennesimo romanzo, quando ti siederai sul divano pensando di goderti un po' di relax insieme a tuo marito. Io sarò lì, con la mia estenuante compagnia. Non mi vedrai, se non sul tuo volto allo specchio ...

Perle

Sarò telegrafica (più o meno) perché il tempo è un vero tiranno. Sono felice perché: - con questo caldo abbiamo inaugurato la stagione degli spostamenti in bici con bimba su seggiolino (quest'anno sono 14 kg di tata da trasportare, quindi la mia silhouette ringrazia); - e anche la stagione di "giriamo un po' alla volta tutti i parchi della città e decretiamo qual è il vincitore per lo scivolo migliore" (mia figlia è una grande appassionata di scivoli e di "giochi per bambini grandi nei quali ci si arrampica e la mamma perde dieci anni di vita ogni volta che rischio di cadere". Giuro che adesso la smetto con le virgolette); - ieri sera siamo andati al concerto degli Hooverphonic, che è stato molto bello, parecchio divertente e c'era pure Chef Rubio fra il pubblico (cosa ci facesse a Pordenone non ne ho idea, a vedere gli Hooverphonic senz'altro); - la conseguenza però è stata dormire una fava perché questo cordone ombelicale mamma mia (e ...

Pausa

Non ho mai letto nulla di Eshkol Nevo, anche se possediamo La simmetria dei desideri , uno dei pochi libri acquistati da mio marito e non da me. (Per la cronaca, neppure lui l'ha letto!). Oggi però ero dal parrucchiere in pausa pranzo e mi sono imbattuta nel suo nome mentre sfogliavo Vanity Fair. (Sì, dal parrucchiere non leggo libri e sfoglio le riviste che ci sono lì, altrimenti che momento relax sarebbe?). C'era questo racconto e ve lo ripropongo perché, non lo so, a me è piaciuto. E come Empatia Appena usciti dal mare, dopo aver fatto snorkeling, lei gli mostrò le dita della mano sinistra: «Guarda, sono gialle». In effetti erano giallognole, soprattutto sulle punte; lui le chiese se aveva toccato uno dei coralli a mani nude. «Forse», rispose lei con aria preoccupata. Lui era già innamorato perso, perciò, senza pensarci troppo, premette la mano su quella di lei e disse: «Vedi? Adesso anch’io sono affetto dall’Epidemia delle Dita Gialle». Voleva solo farla ridere (q...

Giornata strana

L'unica canzone che mi piace davvero ancora dei Coldplay è Sparks , che poi è la prima loro che ho sentito in vita mia – quanto? Quasi vent'anni fa? –, quando ero ancora al liceo con tutta la vita che non sapevo avrei vissuto davanti a me. Perché ci ripenso oggi, non ne ho idea. «Il 18 marzo – ho scritto anni fa su FB – è sempre una giornata strana». Oggi penso a questa canzone, ma mi ero dimenticata che fosse l'anniversario della morte di mio papà. Credo sia la prima volta che me ne dimentico in otto anni. Non che abbia importanza, è solo una data. Ma è pur sempre sempre una giornata strana. Ho riascoltato la canzone e mi ha ricordato tante cose, ho seguito le parole e ho pensato ad altre cose ancora, è stato tutto molto malinconico. Ma è una giornata strana e passerà anche questa, come è passata la pioggia di stamattina che ci ha quasi completamente lavate nel tragitto casa-auto. Pensavo a cose che avrei voluto scrivere qui, oggi, che alla fine erano insens...

Ghiacciolo

Ho finito Lamento di Portnoy e alla fine mi è piaciuto, anche se non sono riuscita ad apprezzarlo sempre. Ci sono parti ottime e parti che mi hanno lasciata un po' così. Ma devo dire che alla fine è un gran bel libro, mi ha divertita e il finale forse ha anche chiuso un cerchio sui dubbi che avevo per strada. Quindi sì, lo consiglio, fra l'altro compie 50 anni, adesso (fino a sabato mi pare) è in sconto al 25% perciò, vedete voi... :D In casa abbiamo avuto un po' di casino ultimamente, nell'attesa del salotto nuovo, che è finalmente arrivato, montato e già riempito. In più anche le camere dei ragazzi hanno subìto qualche modifica e per un po' ha regnato il caos. Ora, complice le belle giornate un po' più tiepide e la sistemazione di tutto, mi sembra di respirare di nuovo.  Ma non sempre, perché la stanchezza primaverile unita alle ore di sonno sempre poco lineari sono quasi soffocanti. L'ultimo weekend del mese abbiamo una festa di matrimonio e ne ho...

Libri in velocità

Insomma, Il più grande uomo scimmia del Pleistocene si sta rivelando davvero esilarante. La famiglia di antenati dell'uomo ha appena scoperto il fuoco e trova una nuova grotta in cui vivere (ora che hanno il fuoco possono scacciare gli orsi, così la madre non si lamenta più di dover traslocare a ogni piè sospinto) e quando arrivano nella nuova casa il padre dice una cosa tipo: be', soffitti a volta, spazi più ampi (finalmente le ragazze avranno una stanza per sé, commenta la madre) e un locale appartato sul retro... per il vino... magari, fra un po'. :D Lamento di Portnoy sto stentando a finirlo, ma ormai lo finisco entro breve. All'inizio ero partita davvero entusiasta, ma poi come vi dicevo, le lamentele mi sono venute un po' a noia. Futuri libri che devo ancora comprare (e sto facendo il possibile per trattenere dal Kindle il ditino tentatore) ma so già di volere: Francesco Muzzopappa, Affari di famiglia , perché ironia e risate mi sembrano impresc...

Di noi... e anche di Billy e di J.D.

L'8 marzo di dieci anni fa invece di uscire con le amiche per festeggiare la festa della donna (cosa che, a tutti gli effetti, non avevo e non ho mai fatto comunque) sono uscita per la prima volta ufficialmente con quello che oggi è mio marito. Una data che non è stata davvero soppiantata nemmeno dal 21 giugno, giorno del nostro matrimonio, e che abbiamo continuato a festeggiare ogni anno. Sapeva che non mi piacciono le mimose, così mi ha fatto un CD con una decina di canzoni che gli piacevano scrivendoci sopra la data e chiamandolo "Mimosa". Una cosa davvero molto dolce, com'è lui, che dà sempre tutto se stesso per le persone che ama. Quindi io oggi festeggio lui, che è un uomo rispettoso non solo di me, ma di tutte le donne e che è un regalo enorme che mi ha dato la vita, mettendo anche uno standard veramente alto al quale il futuro moroso di mia figlia dovrà essere in grado di attenersi :D :D :D Ah! Scusate, ho appena scoperto che Billy Corgan viene in pro...

Pleistocene

Oh, scusate, mi sono resa conto di aver scritto per due post di seguito che sono triste e credo di aver dato l'impressione sbagliata. Non è vero, mi è solo capitato di avere l'umore non esattamente alle stelle. In queste occasioni io e mio marito diciamo «sono un po' groot», quando abbiamo quella sensazione di poche energie, fatica ad andare avanti, pochi stimoli, cose così. Lo so, è un'espressione buffa mutuata dal Groot della Marvel e non ho idea di quando abbiamo cominciato a dire così, ma di sicuro dopo aver visto I guardiani della galassia. Ormai è entrata nel nostro lessico ufficiale. Va detta anche mettendo un po' di broncio, quasi sbuffando con il labbro inferiore che sporge. Bravi, così. D'altra parte, come dicevo, era di sicuro complice la stanchezza e le varie cose da fare, oltre al lavoro, in più mio marito ha i suoi pensieri (sempre riguardanti il lavoro) perciò è un momento direi... intenso, ecco. Ma non foriero di cose brutte, anzi. D'a...

Salti

Quando sono molto stanca mi sento sempre molto triste. Oggi poi in modo particolare, e non so perché. Perché sono stanca lo so, invece, stanotte ho dormito male perché mia figlia si lamentava nel sonno per non so quale motivo e poi il mattino è arrivato troppo in fretta. In più ho un libro rognoso su cui lavorare, scritto male ma su cui non posso intervenire liberamente perché non è una traduzione e quindi devo fare proposte per migliorare le frasi che poi l'autore approverà o no... insomma, se avessi almeno un libro che fila liscio, oppure una traduzione su cui posso lavorare senza problemi. Oggi mi sembra tutto un grande ostacolo. MA. Lucia (si pronuncia Luzìa) era una ragazza viennese che viveva a Klagenfurt, e quando ci sono arrivata da sola e ho scoperto che l'addetto agli alloggi universitari si era perso la mia mail di conferma e quindi ero senza un posto in cui dormire, in un paese che non conoscevo, di domenica che lì è tutto chiuso e non sapevo a chi chiedere...

Frammenti di grigio e di tanti colori

Sì, ci siamo dedicati del tempo. Abbiamo (no, mio marito ha) dipinto una parete del salotto. Io ho portato la bimba a passeggiare, al parco, sui giochi, sugli attrezzi ginnici.  Non ho preso la bici con lei sabato pomeriggio solo perché era stanchissima e ha (fortunatamente) dormito. Abbiamo improvvisato una cena fuori con gli amici di sempre, dopo un aperitivo fuori come ai vecchi tempi, nonostante Dafne sia piccola e cenare alle dieci non sia esattamente il suo. Ma una volta ogni tanto, si può pur fare. È stata bravissima (o siamo bravi noi a sforzarci di renderla partecipe come si può). Abbiamo festeggiato il carnevale come ogni anno o quasi, anche se il tempo per trovare dei vestiti o vestirci coordinati non l'abbiamo proprio trovato, quest'anno, ma la nostra piccola farfalla si è divertita molto. E adesso pedala con la bici con le rotelle e va via lontano da me, ogni giorno un pezzetto di più. Ma ne sono malinconicamente felice. Peccato che le vacanze di scuola ...

Come si dovrebbe fare sempre

Ho iniziato a leggere Lamento di Portnoy (sono a metà a dire il vero) e penso di aver capito che cosa non mi va di questo libro: il lamento! No, Roth scrive da Dio e non c'è nulla da obiettare, ma le lunghe lamentazioni dopo un po' diventano noiose. In fondo è il rischio di una terapia a senso unico (si sente solo la voce del paziente qui, il dottore non parla mai). Però mi divertono molto le descrizioni di quel che combinano la madre e il padre, due figure abbastanza assurde, e infatti quando ci sono i dialoghi con questi o con altri il libro all'improvviso torna a essere uno spasso (ma pure tutto il capitolo intitolato Seghe , è uno spasso. E la stitichezza del padre è davvero epica). Sono giorni di corsa, succede sempre, soprattutto quando arriva un libro lungo e devi lasciare per un attimo il resto e poi il resto arriva, insomma, il mio lavoro è un po' così. Volevo scrivere delle cose sulla scrittura e sulla lettura, sul loro potere terapeutico, sulla mia ...