Passa ai contenuti principali

Post

Bagagli

Mentre sabato camminavo con Dafne appena fuori casa di mia nonna e le raccontavo che su quel marciapiede da piccola giocavo a campana, mi sono resa conto di quanto tutto sia diventato di dimensioni ridotte. Quando guardo in basso e guardo quel marciapiede, mi ricordo di quando mi sembrava più grande di così. E la porta di casa e la casa stessa, tutto era più grande. Certo, lo so, io ero più piccola, ma è come se  tutto quanto avesse un'altra dimensione. Il futuro, i desideri, e anche il presente, che era infinito in quel momento. Sono stati un sabato pomeriggio e una serata tristi, con il pensiero di come sta messa mia nonna ultimamente, del tracollo che ha avuto da un anno a questa parte, di come si aggrappi all'unica cosa che la fa respirare davvero, e cioè entrare nella sua camera da letto, quella che per una vita intera ha condiviso con mio nonno. Mi ha messo tristezza, sensi di colpa, e tutta una serie di cose che non me la sento davvero di condividere. Ogni cosa del passa...

Proiezioni

 «Nella vita avrai sempre davanti due scelte, ha detto Kierkegaard, entrambe ti causeranno dei rimorsi, se non ne scegli nemmeno una ti ritroverai un'esistenza al quindici per cento». Eccolo qui, limpido, chiaro e cristallino, eppure così difficile a volte. Se ci penso a certe scelte che ho fatto, non riesco a dire che siano state sbagliate. Probabilmente erano giuste in quel momento anche se poi le cose si sono concluse. Ma erano sempre scelte. Quando invece ho trascorso periodi senza scegliere, ho trascinato cose che si potevano concludere o risolvere ben prima. Lo sto facendo tutt'ora, e alcune quest'anno finalmente ho smesso di lasciarle aspettare e le ho prese in mano. Per altre ancora ci devo lavorare, chiedo solo al mondo di non mettermi troppa fretta perché a volte ho bisogno di un po' di tempo. Lo so che in questo mondo sempre di corsa non c'è spazio per le persone che necessitano di tempo, ma io a volte ne ho bisogno e forse ho anche tutto il diritto di pr...

Più viva

Sono in treno, sto andando a Milano, sono sola. Non sono abituata a viaggiare da sola, non lo faccio da tantissimo. Con tutto che al giorno d'oggi fra Instagram, Telegram, WhatsApp e Facebook non ci sembra di essere mai davvero soli. E invece forse lo siamo ancora di più di un tempo. Quando arriverò le mie amiche mi hanno affidato il compito di ritirare una cosa in un negozio e dovrò capire da che parte andare per arrivarci. Certo con Google Maps non sarà questo gran problema. O al limite chiedo. Tempo fa tutte queste cose mi avrebbero forse messo ansia, oggi sono tranquilla. Vedrò alcune delle mie "amiche immaginarie", quelle che dal vivo ho incontrato una volta sola in un weekend in Toscana l'estate scorsa. Speriamo di riuscire a organizzarne presto un'altra di queste che ormai chiamiamo reunion. Ho ascoltato un po' di musica, poi ho cambiato treno e mi sono rilassata e ho continuato a leggere Stefansson. So che posterò lunedì, dopo aver integrato su come è ...

Ma non oso

  Paura Nel mio cuor dubitoso sento bene una voce che mi dice: "Veramente potresti esser felice". Lo potrei, ma non oso. Salvatore Quasimodo, così, de botto, sbam , in faccia. Queste giornate sono un po' strane quando sono sola con me stessa, ma cerco di riempirle di cose da fare, leggere, be' ovviamente ho anche un sacco di lavoro e per fortuna, ma mi distraggo lo stesso perché è un periodo che va così. O forse perché sono sempre stata così. Il libro che sto leggendo è talmente vero da fare male, molto male, ma amo che sia scritto così bene e che dentro sembri esserci quasi tutto. Mi rifugio nelle parole belle e ben scritte, perché anche quando sono tristi sono comunque bellezza, e di bellezza ho sempre sempre bisogno. Mi rifugio nelle cose da fare perché non oso guardare nell'abisso. Provo a fare cose che non ho mai fatto o che non faccio da tanto, anche quelle che mi spaventano un po', perché non si può sempre vivere dietro le quinte, ed è quello che forse ...

Disegni che restano solo disegni

17, 18 e 19 marzo sono sempre giornate molto strane per me. In generale giornate come tutte le altre, quando non sono particolarmente consapevole di che numero del mese sia, mentre basta che mi caschi l'occhio sul calendario, su una di quelle insegne luminose che oltre alla temperatura recano la data, e mi ricordo. Dodici anni fa il 17 marzo non pensavo a uscire a bere una birra con la scusa di St. Patrick a cui anche le birrerie nostrane ormai iniziavano a aderire, ma andavo a trovare mio padre in ospedale per quella che non sapevo sarebbe stata l'ultima volta. Anche se un po' l'avevo intuito, e diciamolo, per come stava da un po' forse perfino sperato. Che smettesse di stare male. Non sono stata una gran figlia per mio padre, suppongo, come non è stato lui il migliore dei padri con noi. Non lo dico né con cattiveria né altro, lo dico con una certa consapevolezza. Consapevolezza che la distanza può fare questo. Consapevolezza che siamo stati entrambi un buon padre ...

Lasciamoci sorprendere

Non sapevo da dove Micol prendesse le bellissime risposte di Nick Cave a domande fatte dai suoi fan, o non fan, ma le trovo sempre molto arricchenti e mi riempiono l'animo. Poi è bastato fare una piccola ricerca, invece di bermi solo le cose degli altri, e ho trovato il sito The Red Hand Files e mi sono iscritta alla sua newsletter. C'è bisogno di un po' di Nick Cave, ogni tanto, per rimetterti in contatto con la bellezza. Questa mi ha fatto pensare che potremmo essere tutti un po' come questo tredicenne, che non è troppo tardi, che dovremmo nutrire il giovane curioso e brillante che è ancora in noi, da qualche parte. «Ho 13 anni. In un mondo pieno di odio e disconnesso, come posso vivere la mia vita nel modo più pieno possibile senza sprecare il mio potenziale, soprattutto creativo? E qual è il modo migliore per arricchirmi spiritualmente? Sia in generale sia nel mio lavoro creativo.» «Caro Ruben, quando ho letto questa domanda, il mio primo pensiero è stato che il ra...

Ogni yin ha il suo yang

Indovinate un po' il proposito di scrivere tre cose positive successe durante la giornata che fine ha fatto? Esattamente, l'ho seguito la prima sera e poi puf , me ne sono completamente dimenticata. Immagino sia comunque un bene, significa che non ero poi così giù da avere bisogno di concentrarmi su qualcosa che mi svoltasse l'umore. E, devo dire, per come sta il mio umore ultimamente non è niente male. Dicono che basti modificare una abitudine, anche piccola, ormai consolidata per darti l'idea di avere un po' più il controllo sulle cose, e anche se ancora il controllo sfugge, nel profondo almeno, diciamo che in superficie ce la stiamo mettendo tutta. La settimana scorsa poteva essere una settimana più cupa, dato che mia figlia ha avuto la febbre alta, e invece tutto sommato questo mi (ci) ha permesso di avere ritmi più rallentati e forse riposare di più. Alcune scadenze di lavoro urgenti e pressanti sono passate e adesso in vista c'è abbastanza lavoro (il che è...

In cerca di luce

Ieri era la festa della donna e avevo pensato di scrivere una cosa sulla mia piccola fantastica (sì, sono di parte) donnina, che è mia figlia, ma poi ho pensato che dare in pasto ai social i miei pensieri non è proprio cosa. Ultimamente mi sono resa conto di quanto le persone, anche quelle abbastanza vicine a me, siano pettegole e fastidiose, ogni volta che sono in compagnia c'è sempre il pretesto per parlare male degli assenti. Non significa che non ci siano motivi di attrito, ci saranno anche, ma 1) a me non interessano e 2) che palle. Per fortuna gli amici più vicini, quelli sono fatti di un'altra pasta, meno invidie, meno senso di inferiorità (che poi è quasi sempre quello il motivo per cui si parla male degli altri). Cazzo, a volte mi sembra di essere tornata alle medie, con certa gente. Di qui il mio senso di fastidio al pensiero di quel che anche alle mie/nostre spalle possa venire detto. Alla fin fine dopo i periodi in cui mi lamento perché mi sento un po' sola, mi ...

Muy poco

Marzo è arrivato e fino a ieri faceva ancora freddo, oggi però già meno. Non sono andata a correre ieri mattina perché il vento non mi faceva nessuna voglia e poi non sapevo se l'entrata del parco dei laghetti dal lato dove ci vado io fosse ancora chiusa. Spero che non lo sia sabato, o domenica, perché spezzare il giro mi scoccia sempre. Una decina di giorni fa, era un sabato, ho corso più di quanto abbia mai corso e mi ha fatto stare bene, anche se poi la sera avevo un gran sonno. Nonostante questo sono andata a un concerto, ho bevuto vino e gin tonic e con un Moment preventivo prima di andare a dormire mi sono evitata il mal di testa. Certo, la domenica ero cotta ma alla fin fine abbastanza anestetizzata. E poi mi sa che devo comprarmi le scarpe nuove, perché queste iniziano a farmi male, anche se forse solo sulla lunga distanza. Domenica scorsa invece ho corso di schifo, ma i pensieri in testa erano davvero troppi e mi appesantivano stomaco e cuore e non riuscivo proprio a scrol...

You just keep me hanging on

Certe canzoni ti arrivano in momenti inaspettati, in modi inaspettati. Come un paio di settimane fa, mentre passeggiavo con Zuma accanto alla pista ciclabile, e non avevo voglia di ascoltare Morning o forse ancora la puntata non era uscita, perché era presto, e il cielo era grigio, o forse non lo era ma io me lo ricordo così, perché mi sentivo un po' grigia anch'io. Dalle cuffie mi è arrivata la voce di Lou Reed. Certe canzoni ti arrivano in momenti inaspettati, e non è tanto per quello che dicono, o forse meglio dire che non è solo per quello che dicono, ma è per le note, insieme alle parole, insieme al timbro di voce, e Perfect Day ha fatto questo, è entrata con le sue note, le parole e il timbro e in qualche modo si sono trasformati in una mano che strizza le viscere, fa salire il diaframma che spinge sui polmoni che però hanno incamerato troppa aria e improvvisamente sembrano scoppiare e intanto inizi a sentire qualcosa spingere da dietro gli occhi. You just keep me hangi...

Felici i felici

Ho letto Felici i felici di Yasmina Reza e se dovessi definirlo con una parola sola, quella sarebbe feroce . È un libro breve, una raccolta di racconti, anche se le vite di tutti i vari protagonisti di ogni racconto si intrecciano più o meno saldamente. Di tutte le coppie che compaiono, credo ce ne sia una sola a essere piuttosto salda, seppure segnata dalla tragicomica presenza di un figlio che si crede Celine Dion. Forse l'unico personaggio di cui, alla fine, posso dire essere felice, nel suo totale distaccamento dalla realtà. La felicità è un talento, ci dice Reza, e forse è proprio per questo che solo chi è considerato autenticamente "pazzo" mi è sembrato l'unico felice. In fondo forse è l'unico ad aver scelto chi essere. Tutti gli altri ruotano intorno alle loro vite un po' patetiche, mariti tradiscono mogli che tradiscono a loro volta i mariti, e anche gli e le amanti diventano vittime o carnefici in base al punto di vista. E pure le euforie, felicità f...

Non al meglio, ma avanti

Kurt Vonnegut da qualche parte ha detto che siamo al mondo per cazzeggiare e che non dobbiamo credere a chiunque ci dica il contrario. Caro Kurt, mi piacerebbe dirti che hai proprio ragione, e anzi, forse hai davvero proprio ragione, ma i comuni mortali hanno un sacco di gatte da pelare, di solito, per cui cazzeggiare è una cosa abbastanza da privilegiati. Non posso dire di non esserlo, perché la mia bella dose di cazzeggio me la posso senza dubbio concedere, e anzi, forse me la dovrei concedere anche di più. D'altra parte, dato che ultimamente arranco tra momenti di sconforto nei confronti della vita, l'universo e tutto quanto (fermo restando che sappiamo che la risposta è 42) e periodi in cui mi dico be', questa è la strada che hai preso, ma puoi sempre decidere come percorrerla... Cerco di riempire gli spazi che ho a disposizione con tutto quello che posso, che penso possa piacermi. Andarmi a genio. Ho visto L'isola degli spiriti e ci ho ritrovato una parte dell...

Scivola via

Ogni mattina, o quasi, passeggio con canetto e più o meno incontro sempre le stesse persone. Genitori che si sono attardati fuori da scuola dopo aver portato i figli, quelli che escono più tardi a portare all'asilo i più piccoli, altri padroni di cani, il tipo che mi saluta sempre con un sorriso gentile da anni ma con cui non ho mai parlato, la ragazza altrettanto gentile con cui ho chiacchierato per la prima volta solo pochi mesi fa... E poi c'è lui, l'anziano che anche nelle mattine più spompate mi svolta l'umore. Ogni mattina, con qualsiasi temperatura, lui arriva al parco con la sua bicicletta, la parcheggia e inizia a correre, poi si ferma a fare un po' di esercizi con gli attrezzi del parco, e poi non lo so, perché a quel punto io proseguo e finisco il mio giro. Ma so che se uscissi più tardi, come succede nei weekend, lo rivedrei mentre cammina fianco a fianco con un amico, un amico che probabilmente come attività fisica oltre la camminata non va, e si fanno ...

Da nessuna parte

Oggi è una di quelle giornate, una di quelle giornate che arrancano e sembrano non andare da nessuna parte. Sto lavorando a un libro che pensavo mi avrebbe dato più soddisfazione (be', ho scoperto presto che non sarebbe stato così, ma quando me ne avevano parlato mi ero un pochino illusa), ma che comunque ha il lato piacevole di non essere sempre la solita solfa. O meglio, sì, ma diversa da quella che capita in genere a me. Fra l'altro, parla di basket, neanche a farlo apposta. Resta che, anche se riesco a procedere abbastanza bene con il lavoro e anche un po' con tutto il resto, oggi mi sembra che la giornata continui ad arrancare. Sarà che il freddo e il grigio mi congelano il cervello, sarà che domani e dopodomani potenzialmente saranno giornate in cui sapere di non poter dividere un po' di carico mentale mi mette un po' di ansia, come succede sempre quando mio marito è via per lavoro. Sarà che non so se dormirò per l'ennesimo raffreddore di Dafne che è sfoci...

Come davanti alle luci di Natale

A volte mi domando se non regalo in giro troppi pezzi di me stessa scrivendo in questo blog, e forse non solo. Soprattutto quando sono molto molto triste o molto molto felice, i due momenti in cui, così si dice, bisognerebbe evitare di prendere decisioni. E io magari non prendo chissà quali decisioni, ma mi faccio trasportare, in egual modo, da felicità o tristezza. Non so tenerle dentro, e non sono sicura che sia esattamente un difetto. Ma a volte può allontanare le persone, questo sì. In ogni caso, con tutto che io amo l'inverno, gennaio finisce e io inizio a sentirmi meglio. Forse è un mese faticoso perché ritorni dalle vacanze di Natale e sei catapultato nella quotidianità, quando il periodo delle feste ormai ti stava comodo come quel pigiama ormai scolorito. Forse perché se guardi a tutto l'anno che hai davanti, ti vengono un po' le vertigini. Forse perché porta con sé sempre il ricordo di mesi di gennaio di anni fa passati al buio. Ma adesso va meglio. È stato un iniz...

Campetto

Anche se ho fatto minibasket solo per un annetto, in terza elementare credo, il campetto da basket è sempre stato un luogo attorno al quale ruotare, soprattutto nel periodo delle medie. So che la maggior parte delle persone ricorda gli anni delle medie come i peggiori di tutta la vita, ma io devo essere l'eccezione che conferma la regola. Quando sono arrivata alle medie ho conosciuto nuovi amici più aperti rispetto a quelli che avevo prima, o magari mi sembravano diversi perché erano nuovi, perché eravamo più grandi e iniziavamo, con le nostre biciclette, a muoverci in modo indipendente. Ma quel periodo, e sono sicura, anzi so, di averne già parlato, è stato per me il periodo di fine infanzia in cui sembrava che tutto potesse succedere e in cui tutto sembrava poter durare all'infinito. So che sembra una contraddizione, ma era la sensazione di avere il futuro a un passo e che potessimo farci tutto quello che volevamo, di lì a poco, ma che potessimo anche goderci all'infinito...

Arriverà comunque

Ognuno va dove vuole stare. Ognuno perde ciò che vuole perdere. E non ci si può fare niente. Devo sempre ricordarmelo e ripetermelo per ricordarmi che non ho alcun controllo sulle cose. Che su certe cose è inutile sforzarsi tanto, che comunque non dipende da me. Che devo avere fiducia nei pochi punti fermi che sono sempre stati fermi. Quando ci riesco finalmente sto meglio e mi concentro sulle uniche cose che contano. Stare bene, cercare di essere non dico la persona migliore che riesco a essere, ma almeno una persona che mi piace essere. Allora riesco a sorridere, il cuore si placa, l'ansia tace e il sonno migliora e divento anche capace di fare cose nuove, o almeno di pensare di farle. A volte mi perdo nelle stupidaggini poco importanti e perdo la rotta. Quando succede mi sento una stupida ma in effetti la vita a volte è tempesta e non sempre tutto va come vorremmo che andasse. Ma sentirmi una stupida è una cosa che non mi piace. Quindi meglio resettare e ricominciare un punto al...

Lasciar andare

Oggi fa più freddo. Non un freddo tremendo, ma il vento ti sferza il viso e ti scompiglia i capelli e ti entra un po' ovunque. Ho passeggiato con Zuma lo stesso, un po' perché va fatto e un po' perché adoro l'inverno e camminare a queste temperature. Mi sembra di temprarmi, di fortificarmi e solo io so quanto abbia bisogno di fortificarmi in questo periodo. Non ho neanche indossato il berretto né i guanti. Ma il freddo non era tremendo, era il vento. E oggi mi sento più leggera. E meno ingombrante. In qualche modo che non so ho placato la mente. Ho provato a pensare a una cosa alla volta, e non tutte insieme. A pensare solo alle cose reali, quelle che ho intorno, quelle concrete, quelle che so essere vere e non quelle che immagino io, né quelle che mi aspetto o che temo dal futuro e nemmeno quelle che rimpiango o di cui ho nostalgia e che appartengono al passato. Solo qui e ora. Hic et nunc . Funziona. Togli peso e la mente si alleggerisce. Cercare di avere "parole...

Incomprensibilità

«L'inquietudine che ci prende davanti alla scheletrica perfezione di queste pagine è quella dell'incomprensibilità della vita, forse il movente principale che ci spinge a leggere e a scrivere. […] Nei suoi racconti le cose sono quasi sempre già accadute, all'insaputa o alle spalle dei protagonisti, che devono prenderne atto e reagire come possono; il più delle volte, subendo. "Io scrivo di persone a cui non tornano i conti", ha dichiarato una volta, riassumendo in una battuta il conflitto fra la vita che accade al di fuori della nostra comprensione, mettendoci addosso i suoi debiti prima ancora che ce ne rendiamo conto e determinando il corso delle nostre scelte; e l'inadeguatezza delle nostre risorse nel pagarli, che non ci uccide (e nemmeno ci rende più forti), ma fiacca l'entusiasmo, anche nella felicità». [Diego de Silva nella prefazione a Di cosa parliamo quando parliamo d'amore , di Raymond Carver.] La dedico a tutti quelli a cui, come a me, ulti...

Paure

La radice fe- di felice significa, abbondanza, ricchezza, prosperità. Pienezza direi. Mi ricordo quando mi sentivo così. Non mi ricordo quando ho smesso di sentirmi così. Vorrei sentirmi di nuovo così. Mi ricordo quando mi sentivo così ma non riesco a collocarlo nel tempo. Forse perché è durato parecchio, quindi ha a che fare con anni, più che momenti. Non mi ricordo quando ho smesso di sentirmi così ma so che a un certo punto dal nulla si è rotto qualcosa dentro di me. Non so individuarne la causa. So che doveva essere almeno quattro o cinque anni fa. Non significa che da allora sono stata sempre giù di morale. Ma ricordo che ho dovuto fare delle cose per tornare a sentirmi bene, e che ha funzionato. Ma ha funzionato per un po' e basta. Sono andata a cercare la vecchia me in vecchi post, e forse ne ho trovato uno che rispecchia bene quella felicità. Felicità fatta anche delle fatiche quotidiane, ma comunque felicità. Basterà qualche post a farmi ricordare come mi sentivo? Perché u...