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Da nessuna parte

Oggi è una di quelle giornate, una di quelle giornate che arrancano e sembrano non andare da nessuna parte. Sto lavorando a un libro che pensavo mi avrebbe dato più soddisfazione (be', ho scoperto presto che non sarebbe stato così, ma quando me ne avevano parlato mi ero un pochino illusa), ma che comunque ha il lato piacevole di non essere sempre la solita solfa. O meglio, sì, ma diversa da quella che capita in genere a me. Fra l'altro, parla di basket, neanche a farlo apposta.
Resta che, anche se riesco a procedere abbastanza bene con il lavoro e anche un po' con tutto il resto, oggi mi sembra che la giornata continui ad arrancare. Sarà che il freddo e il grigio mi congelano il cervello, sarà che domani e dopodomani potenzialmente saranno giornate in cui sapere di non poter dividere un po' di carico mentale mi mette un po' di ansia, come succede sempre quando mio marito è via per lavoro.
Sarà che non so se dormirò per l'ennesimo raffreddore di Dafne che è sfociato poi in tosse. Incrociamo le dita, almeno per questo.
Sarà che ho finito un libro bello e non so bene con cosa proseguire, sarà che mi sento bloccata anche nello scrivere, mi sembra di avere il cervello improvvisamente annebbiato.
Stasera vado a coro e sicuramente starò bene, ma ho come idea che rientrerò a casa e mi sentirò di nuovo un po' angosciata. Non per la casa in sé, ma per le cose che ho detto sopra.
Spero per una volta di rimanere sorpresa e che poi proceda tutto meglio di come me l'aspettavo, in un modo o nell'altro.
Oggi va così, ci stanno anche le giornate che vanno così. Cioè apparentemente da nessuna parte.
Speravo anche che venire qui a scrivere mi togliesse un po' di ragnatele ma non mi sembra sia successo, a dirla tutta.
Respiro e prendo quel che viene, e non vedo l'ora che questa settimana passi perché è solo lunedì e già mi ha rotto le scatole.



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