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Abbracci

Nulla può rovinare il giorno del mio compleanno! A parte la vittoria di Giorgia Meloni.  Ops. Mi aggrappo al messaggio di speranza che ho letto sul profilo di Matteo Bussola , seppur convinta ci aspettino tempi duri. Ma questo posto è un luogo dove voglio svagare la mente e parlare di politica non è certo il mio forte, quindi scusate ma voglio provare ad andare altrove... A volte capitano cose inaspettate, che spiazzano, che ti fanno barcollare e che ti tolgono un po' l'equilibrio. Restare destabilizzati però fa anche sentire vivi, no?  A volte poche parole dicono molto quando altrove tante non dicono nulla. A volte succede che in mezzo a tutto il casino che è la vita ti capisci più di quando sembra tutto chiaro e calmo e pacifico. E ti fai anche un po' paura. A volte invece sembra tutto lì, a un soffio da te ma sei ormai senza fiato. E ti accorgi che non tocchi. A volte riempio i buchi del non detto e mi chiedo se è solo invenzione o se c'è verità, disegno i contorni d...

Di estate e di storie

Agosto funziona così per me, come un buco nero, ma lo è in senso positivo. Finisco l'ultima cosa di lavoro e poi, quando so che davvero posso smettere di preoccuparmene, smetto. Di solito sono tre settimane scarse, ma in quelle settimane non faccio fatica a staccare dal lavoro. Non ci penso più.  È stato talmente buco nero, questo agosto, che ha risucchiato anche altre cose. Per esempio stamattina mi sono resa conto di essermi completamente dimenticata che un libro che avevo ordinato non solo mi era arrivato, ma l'avevo anche sfogliato un po' e poi riposto in libreria in attesa del suo momento. C'è stato un attimo in cui ho pensato: ma io ho solo sognato di averlo ordinato? Oppure è arrivato mentre ero via e il corriere non mi ha lasciato nulla? O sono rincoglionita proprio (spoiler: l'ultima opzione è quella giusta).   È anche vero che il ritorno al lavoro in genere non mi pesa. Mi pesa solo che durante l'anno fatichiamo a concederci pause un pochino più lunghe...

E ricomincio da capo

Cosa posso dire? Sto in ansia, come tutti. Leggo notizie, seguo inviati, cerco di distrarmi, di non pensarci – privilegio – poi sento gli aerei che partono da Aviano, i movimenti della base e la testa torna lì. Leggo approfondimenti, provo a capire, a capire cosa sarebbe meglio, come se, trovando una delle soluzioni migliori possibili significasse che, se la trovo io, figurati se non ci pensano loro. Io non la trovo, ma io sono solo io. Cerco di razionalizzare, continuo a lavorare, a pensare alla mia famiglia, ai suoi bisogni, al qui e ora, divento fatalista – preoccuparmi a che serve? Cosa cambia? – faccio una donazione, raduno abiti e coperte, ritorno alla mia vita, al mio lavoro. Poi mi dico "eh, ma anche tutte le altre, tutte quelle di cui si sa poco". Così mi sento anche un po' peggio. E ricomincio da capo. La notte dormo ma se mi sveglio non dormo più per un pezzo. E ricomincio di nuovo da capo. Leggo libri, non li leggo, guardo cose leggere per staccare la testa – ...

Il centro

  Ah, mi dico a volte, se non ci fossero quei libri, quei film, o quelle canzoni che ti mettono i brividi non piangerei quasi mai. Spoiler: non è vero per niente. Sono in isolamento, ho avuto anch'io questa maledetta variante Omicron che è stata solo un raffreddore ma adesso giro di tamponi, quarantena, tamponi di uscita – per me e per mia figlia, maneggiare fazzoletti di bambina cinquenne non è stato indolore – problemi organizzativi, weekend con amiche saltato, ma io sempre brava, sempre di buonumore, a tifare da lontano perché si sa che nella vita i problemi sono altri. Non che non abbia pianto per aver saltato il weekend a cui tenevo molto. O perché organizzare il lavoro diventa difficile e stancante in questo modo. O perché sono circondata da persone a cui non frega un cazzo di niente se non di sé stesse. No perché noi qui a fare il possibile e gli altri che se ne fregano e neanche si fanno i tamponi con i sintomi. OKAY. Poi però mi accorgo che non è vero, non tutti sono così,...

Se niente importa

Nessuno è perfetto e per carità ci mancherebbe, ma poche cose mi danno fastidio come l'incorenza delle persone. E non l'incorenza della serie ieri la pensavo così, oggi ho cambiato idea, questo fa parte del normale evolversi della vita. Ma l'incorenza del finché va bene a me okay, quando non mi va bene, allora no, si fa come va bene a me. Queste sono le cose che mi fanno ribollire il sangue nelle vene. Egoismo è la parola che più mi passa per la testa negli ultimi tempi quando mi guardo intorno, e diciamolo, ne ho anche un po' le palle piene. Ma d'altra parte non dovrei neanche più sorprendermi, ho capito da un bel po' di tempo che alcune persone sono e sono sempre state così. Lo so, iniziare con amarezza il primo post di gennaio del 2022 forse non è di buon auspicio. Ma dei buoni auspici poco me ne faccio. Me ne faccio di più dell'energia che mi ribolle dentro quando qualcosa mi smuove sentimenti profondi, anche se non sempre positivi, e la incanalo tutta i...

Santa Claus in Trouble

Forse qualcuno l'aspetta come sto aspettando io l'arrivo del corriere che deve prendermi dei pacchi, forse qualcuno l'aspetta come si aspetta che ti servano quel krapfen alla crema pasticcera sul quale stavi sbavando da dietro al bancone prima di sederti a ordinare, forse qualcuno l'aspetta come si aspetta la tredicesima (beati voi che ce l'avete), forse invece qualcuno l'aspetta come si aspetta la fatidica domanda "E tu che fai a Capodanno?", forse qualcuno non l'aspetta proprio perché non ne conosce l'esistenza. Sia come sia, è arrivato il momento di raccontare anche quest'anno la storiella di Natale. Che forse devo modificare un po', perché ho idea che non stia invecchiando benissimo. «Per Babbo Natale non era il giorno giusto. L’idea di farsi tre o quattro volte il giro del pianeta, gridando “ho ho” a Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donner, Blitzen e Rudolf e scarrozzare per il cielo lasciandosi dietro una scia di ...

Un po' di cose e di quasi niente

  Comunque non lo so come hanno fatto quelli che hanno abbandonato i loro blog, per me ormai è un pezzetto di me. E anche ci fosse una sola persona che ogni tanto viene a vedere se sono ancora viva, mi piace l'idea di rassicurarla che sì, sono ancora viva. Ho visto anch'io la serie di Zerocalcare, e ho pianto e riso tanto e ripensato a cose del mio passato perché lui ha sempre raccontato un pezzo di noi, di me di sicuro. Be', ve lo dico, questa volta ha raccontato un altro pezzo che quasi quasi avevo dimenticato. Non è un periodo facile, questo. Non mi sento felice per gran parte dei giorni e forse nessuno lo sa. Forse lo sto mettendo qui perché voglio capire se è vero o se sto dicendo una cosa non vera. Ma mi sembra abbastanza vera. Eppure, per fortuna, non mi sembra una cosa irreparabile. Se fossi infelice e con la sensazione che questa cosa non potrà cambiare mai, allora sì, avrei bisogno di aiuto concreto per invertire la rotta dei miei pensieri. Sono solo consapevole c...

Tempo che passa

Transiti di Rachel Cusk è un breve romanzo che sembra più la raccolta di tanti racconti. La voce del narratore quasi sparisce di fronte alle storie dei personaggi che incontra, che diventano man mano i protagonisti. Ci sono pagine di narrazione molto belle e piacevoli, riflessioni che possono scaturire da qualsiasi fatto apparentemente insignificante, come l'acquisto di un cane. Sembra dire che ogni azione, come ogni uomo o donna dell'orbe terracqueo, possono avere alle spalle una storia che, se sei capace di raccontarla, ha la potenzialità di diventare un racconto interessante. Rachel Cusk ha senza dubbio questa capacità.   Quando abbiamo smesso di capire il mondo è una serie di racconti-aneddoti che prendono spunto da personaggi e fatti veri per poi discostarsene completamente e diventare piccoli nuclei di racconti inventati, collegati fra loro in modo che, se fossero veri, darebbero quasi un filo conduttore capace di collegare alcuni fra i principali eventi storici e scien...

Confessioni

Devo dirlo, ultimamente ho pensato abbastanza seriamente di abbandonare il blog. Non ho ancora deciso cosa farò, magari morirà da solo così, senza annunci eclatanti, ché tanto. Questo ultimo periodo è stato molto intenso, molto lavoro, organizzazione con la piccola, pensieri vari... Ieri ho fatto anch'io la prima dose di vaccino, chissà, si tornerà alla quasi normalità? Almeno sto bene e, a parte un po' di dolore al braccio, non ho avuto altro.  Mio marito lavora di nuovo per la multinazionale, anche se in modo diverso, mi sembra felice. Ma c'è di meno a casa, quindi sono un po' più affaticata anch'io. Mi manca un po'. Dafne cresce, cresce tantissimo e a vista d'occhio, mi manca moltissimo quando era piccolina, ma d'altro canto apprezzo molto le cose che potenzialmente posso fare ora. Ho letto pochissimo, quasi nulla, perché è un periodo che va così. Non me ne cruccio perché leggo per lavoro comunque, e perché non vale la pena crucciarsi. Tornerà il mome...

Brindisi

  Proprio all'inizio della zona gialla (quindi dieci giorni fa), hanno messo la classe di Dafne in quarantena. Avete presente la sensazione di essere arrivati finalmente in cima a una montagna per poi scoprire che manca ancora un pezzo, il più ripido, per arrivare davvero alla meta? È esattamente così che mi sono sentita quel lunedì mattina, quando ci hanno chiamato per una positività nella classe di mia figlia. Se fino a prima eravamo in zona arancione con tutte le restrizioni del caso, ma almeno scuola-parco-giri in bici erano possibili, adesso ci ritrovavamo con la piccola a casa da scuola e senza nemmeno poterla far svagare fuori dal cancello di casa. E per fortuna che abbiamo un giardino. E una bambina particolarmente brava, devo dire. E così ho finito le ultime cose di lavoro fra lunedì e mercoledì, poi mi sono presa qualche giorno per dedicarmi a lei e togliere un po' di peso al papà. Che per fortuna in questi giorni è a casa causa cambiamenti lavorativi in atto. Insomma...

Esplosione solare

Ultimamente aggiorno poco, scrivo poco, leggo anche poco. Voglio pensare che sia il periodo, oltre al lavoro che impegna, e la famiglia che impegna dopo il lavoro, ma non sono sicura che il motivo sia questo. Forse ho perso slancio, o forse ho perso motivazione. Non saprei. Ma qualche cosa la dico, così, tanto per farvi sapere come va. 1- Sono stata costante e ormai corro circa un giorno sì e uno no. Oggi ho sfiorato i 5km a 5'33'' al km e sono orgogliosa di me. Ma soprattutto, mi sento bene, mi sfogo fisicamente e libero il cervello dai pensieri, nonostante non sia la mia attività preferita. 2- Mi ostino a leggere, anche se ho avuto qualche settimana di sconforto che mi ha fatto passare la voglia. 3- Per l'ennesima volta, sento che vorrei dirigere le cose un po' più in su, alzare un po' l'asticella, ma non so bene come. Ci rifletto, cercando di capire come fare, per una volta, a scansare o cavalcare l'ondata di impegni con cui ogni volta la vita riesce ...

Sbocceremo ancora

Passo veloce, perché naturalmente ora si gioca agli incastri fra bambina a casa da scuola e lavoro. Forse passo veloce anche perché ho perso un po' la voglia di scrivere, mi dispiace, ma mi sa che è proprio così. E credo di sapere perché l'ho persa: perché sono stanca. E annoiata. Non annoiata davvero, il lavoro non manca e il resto da fare c'è sempre, ma annoiata della continua ripetizione degli stessi schemi. A un certo punto passerà, questa situazione finirà, si tornerà a viaggiare e a muoversi liberamente, a passeggiare sotto il sole, come ho fatto stamattina con canetto e la musica dei R.E.M. nelle orecchie, ma senza restrizioni, con i pensieri altrove. Per ora ancora no, per ora teniamo ancora duro, sperando che sia davvero ancora solo per un po'. Siamo stanchi e un po' avviliti, ma cerchiamo di tenere il sorriso sulle labbra e di rilassare gli animi, non per nascondere la realtà, ma per dare alla realtà la possibilità di essere migliore. Soprattutto per i nos...

Distrazioni

In questo periodo di grandi incertezze, ci sono pochi momenti che mi rimettono in pace con il mondo come quando leggo, quando sto con la mia famiglia, quando passeggio in montagna o comunque in mezzo alla natura. Sto con la mia famiglia sempre, più o meno, ma ci sto veramente quando dimentico di avere uno smartphone. Quindi ciò che accomuna le tre attività, oltre al piacere in sé di farle, è stare lontana dalle distrazioni digitali. A questo proposito, ho letto un saggio molto interessante che si intitola 8 secondi , di Lisa Iotti (ilSaggiatore). Il titolo rimanda alla convinzione diffusa che l'attenzione di un pesce rosso su una cosa duri non più di 8 secondi: a quanto pare ci stiamo avvicinando pericolosamente a quel record negativo. L'autrice ha fatto delle ricerche, recandosi in diversi istituti dove scienziati stanno cercando di capire quali possano essere gli effetti a lungo termine dell'uso sempre più massiccio di smartphone e social network. Lo consiglio davvero a t...

È solo il 21

Non lo so se esiste davvero questa cosa di "essere sé stessi", mi pare quasi improbabile riuscire a esserlo davvero quando non si è più bambini, quando le sovrastrutture si sono accumulate negli anni, così come i modelli che si decide di voler seguire, quelli che ci sono stati sconsigliati, quelli che chi ci circonda non vedrebbe di buon occhio, quelli che ci autoimponiamo di o di non prendere in considerazione. Ma è forse vero che la cercare di capire qual è la versione migliore di noi, la migliore PER noi, è inevitabile nell'arco della vita, perché è il modo in cui cerchiamo di essere felici, o almeno di stare bene. E infatti alla fin fine si cerca sempre di capire cosa ci fa stare bene e cercare di fare per quanto possibile solo quello. Si diventa grandi – si invecchia, dai, diciamolo – e si è in genere imparato a fare a meno delle cose e delle persone che non ci aggradano. Credo, ma non è detto che io sia una brava osservatrice di me stessa, di avere una vita interior...

Che 2021 sia

Ieri sera, quando sono andata a letto ancora piena delle parole di Shirley Jackson e delle atmosfere di Herman Koch (sì, leggo più libri contemporaneamente, di solito), avevo già in testa di scrivere questo post, oggi. E nonostante il tempo scarseggi, sono felice di aver trovato un po' di tempo per scrivere, e forse quest'anno mi piacerebbe riuscire a farlo più spesso (forse però me lo dico ogni anno); in fondo mi rendo conto che un certo tipo di comunicazione immediata (stories su Instagram, per esempio) mi piacerebbe ma ci sono ostacoli che non me la fanno sentire mia. Forse preferisco questa comunicazione più pensata e meno immediata anche se ormai fuori moda, anche se ormai leggono in tre, anche se non so che fine farà a un certo punto questo blog e quello che ci ho lasciato scritto. Ma mi è di stimolo a lasciar scritto, e non mi pare cosa da poco. La mia vita mentale è stata parecchio attiva durante queste vacanze, soprattutto perché la vita fisica aveva importanti limi...

Liste, libri, cose varie

 Cose che ho imparato a fare (forse): prendere con filosofia il fatto di dover raccogliere i soldi per i regali di Natale a maestre e bambini; (inspira, espira, inspira, espira: ce la farai anche quest'anno); lasciare che le cose vadano come devono andare, dato che non è che dipenda la vita di qualcuno se una cosa la faccio bene invece che benissimo; chiudere completamente il cervello ai pensieri, almeno durante il fine settimana, soprattutto se sono pensieri di lavoro; Cose che non ho imparato a fare: dimenticarmi dell'esistenza dei social network nel fine settimana; mettermi a guardare un film (badate bene, film, non serie tv) nella breve finestra temporale che va dall'addormentamento di mia figlia al crollo per sonno sul divano; telefonare alla gente. Okay, prendiamo l'ultimo punto perché potrebbe essere interessante. Ho scoperto da qualche tempo che non sono l'unica ad avere grossi problemi con le telefonate. Una volta mi capitava di non rispondere proprio, anch...

Di Babbo e di slitte

È venerdì. Venerdì di una settimana corta ma pur sempre venerdì, atteso come tutti gli altri. Sono stata incredibilmente graziata da qualche ora di pausa dal lavoro, e così posso dedicarmi – spero – a comprare qualche regalo. Stamattina mia figlia ancora mezza addormentata mi ha detto: Lo sai che ho sognato di guidare la slitta di Babbo Natale? Me la sono immaginata con il suo giubbotto rosso e il berretto rosso che tanto le donano mentre ride felice e vola insieme a Babbo. L'ho portata a scuola, sono rientrata, ho fatto due cose al volo qui in casa e ho guardato fuori dalla finestra della cucina e ho pensato che oggi avrei avuto il tempo di venire qui a scrivere qualcosa. Ma che cosa? Pensa che ti ripensa, mentre ho ancora negli occhi la bellissima immagine del Monte Cavallo pieno di neve, che dalla finestra della mia cucina sembra tanta e soffice, e la vaga idea di mia figlia su una slitta, mi ricordo all'improvviso che... è ora di raccontare la storiella di Natale più irriv...

Libri-game

Sulle nostre montagne è arrivata tantissimissima neve ieri (qui da me ovviamente solo tantissimissima pioggia) e continua a piovere e nevicare, e sembra uno di quegli inverni di tanti anni fa, quando veniva freddo davvero, quando l'estate era metà piovosa e metà calda ma senza strafare, insomma, se non fosse per il Covid sembrerebbe un anno d'altri tempi, come quelli di quando ero piccola. Non sono tanto tipa da presagi, ma vorrei fosse un presagio di bene.  Come stai?, ci si chiede di solito quando ci si incontra, e quest'anno mi sembra una domanda difficile da rispondere più che mai. Da un lato mi sembra tutto normale, finché non esco di casa, finché non mi rendo conto di quanto più tempo passi a casa mio marito, del poco che vediamo i nostri genitori, della mascherina prima di uscire di casa (e di dovermi ricordare di passare il panno antiappannamento sugli occhiali), di non pensare a programmare weekend fuori questo Natale, o forse sì ma forse meglio star tranquilli coi...

Di linguistica e matematica

Oggi è venerdì, che è sempre un bene anche se non posso uscire dal mio comune. Ed è una giornata di inserimento correzioni, il che non è male, soprattutto perché non si tratta di una di quelle giornate in cui diventa tutto urgente e devi finire e consegnare al più presto. Quindi penso possa essere una buona giornata. Sto leggendo Fiore di roccia , di Ilaria Tuti, un libro interessante. Racconta una storia che non conoscevo, è ambientato nel mio Friuli, anche se nella distante Carnia, durante la prima guerra mondiale. Anche se lo trovo molto asciutto e leggermente freddo, non posso negare che sia proprio com'è questa regione, come sono i suoi abitanti, quindi secondo me rende bene un certo tipo di atmosfera. E qui dentro ci ho trovato la storia, ma anche la geografia del mio territorio, e la lingua, nelle sue varianti anche a me meno conosciute, cosa che da linguista mancata non può che affascinarmi. Da linguista mancata ho con me anche un altro libro che si preannuncia interessante...

Pennarelli

Mi accorgo che faccio fatica a capire come mi sento quando accadono cose che mi spiazzano. So di volerlo esprimere in qualche modo ma poi mi rendo conto di non riuscire a farlo. In genere vengo qui e provo a metterlo nero su bianco per dargli forma, a volte in post che nemmeno pubblico, per vedere se mettendo una parola dopo l'altra riesco a trovare un modo per disegnare quelle cose. A volte funziona, a volte non funziona. Una volta una persona poco importante mi ha detto che quando scrivo si vedono i colori. Mi piaceva tantissimo questa cosa, ma forse ci stava solo provando con me. Pazienza, ma è vero che a volte dei colori non li vedo finché non metto in ordine i pensieri. Ho letto di recente da qualche parte che uno degli esercizi che ti fanno fare quando sei depresso, o a rischio depressione, è quello di elencare ogni sera tre cose positive della giornata. Elencarle e metterle nero su bianco, in modo da poterle vedere bene e riconoscerle davvero. Mi sembra un buon esercizio, un...