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Post

Sproloqui

Ci sono, ci sono quasi, forse fra oggi e domani riesco a finire le cose più urgenti, la nuova collaborazione ormai sembra cosa fatta, se da qui a settembre nessuno cambia idea, e io sono FELICE. Sono gli ultimissimi sforzi, mi sembra come quando fai la gara di velocità e sei lì, alla fine, e non ti devi guardare indietro per vedere a che punto sono gli altri altrimenti rallenti, senza accorgertene, e perdi.  Luglio rischiava di essere un mese impossibile, invece mi sono rimboccata le fantomatiche maniche (fantomatiche perché sono in canottiera da mesi) e di giorno in giorno ho pianificato: ho scritto nero su bianco in agenda cosa avevo da fare, poi per non deprimermi ho evidenziato il tutto con colori diversi e via, ho cercato non dico di seguire il programma pedissequamente, perché non ne sono capace e non è da me, ma per lo meno ho cercato di far slittare gli impegni il meno possibile, o di riorganizzarli quando un imprevisto mi si parava davanti. E pare aver funzionato,...

Fine settimana intenso dopo settimana intensa

Con questo caldo mi sembra di lavorare e faticare il doppio, o forse è proprio così e "non conosco sembra", fatto sta che c'è stato molto da fare nella settimana appena trascorsa. Ma mi ha resa felice, alla fine. E il fine settimana è stato super: complice il fatto di essere riuscita a finire alcune cose e di non aver avuto scadenze per questo lunedì, me lo sono goduto.  Venerdì sera mi sono addormentata sul divano come una pera cotta, ma ne avevo proprio bisogno, e così Harry Potter e la camera dei segreti l'ho visto solo a spizzichi e mozzichi mentre marito e figlio lo seguivano con gioia. Sabato sera, invece, siamo andati tutti e tre al concerto di Caparezza: primo, credo, concerto vero e proprio per il più piccolo di noi tre, che si è divertito moltissimo, ha resistito fino alla fine con grande entusiasmo, ballando e cantando quanto e più di noi. E devo dire che Caparezza fa dei concerti entusiasmanti, a metà fra uno spettacolo teatrale e una coreografia: ...

#Sclero

Minimo 6 libri da correggere.  Una traduzione da iniziare (da finire ai primi di settembre, fortunatamente).  30 articoli per un sito.  3 articoli di prova per una nuova collaborazione che – incrociamo le dita – potrebbe partire a settembre. Tutto questo prima del 7 agosto, quando un aereo mi porterà a Santorini e non voglio sentire parlare di lavoro neanche se me lo ordina il medico. Cosa che non farebbe mai. Scusate se ci sono dei momenti in cui vorrei mettermi a gridare forte forte forte! :D  Ma celapossofare celapossofare celapossofare...

Luglio col bene che (non) ti voglio

Riomaggiore, agosto 2014.  Un po' è il caldo, tanto che sembra di stare perennemente dentro un forno insieme a una torta (ma senza la torta), un po' le cose di lavoro una dietro l'altra (per non parlare di quelle nuove in arrivo, delle quali, vi dirò, non vedo proprio l'ora – e incrociamo anche le dita, meglio), un po' di preoccupazioni e poi un po' di sollievi... insomma, i giorni mi sono scivolati via, ma non leggeri come in vacanza, tutt'altro, pesanti, sudati, appiccicaticci e stropicciati. E non credo che i prossimi saranno diversi, anche se mi auguro che un temporale o due ci possa salvare almeno in parte. Stamattina canetto inappetente mi ha fatto sussultare: mio Dio, fa così caldo da non far mangiare il cane più vorace della storia della canità? Eppure lo capisco molto bene, io che d'estate mi riempirei solo di verdura e frutta! E speriamo che sia solo la temperatura elevata o magari un po' di cattiva digestione, ché se mi sta male p...

Il sapore agrodolce della vita

Accadono cose strane e io mi sento leggermente confusa.  Mia madre che non si sente benissimo e siccome accade in questo momento in cui entrambi i figli sono fuori casa ho come idea che sia qualcosa che ha a che fare con l'ansia: diciamo la verità, voglio autoconvincermi che sia così e che sia tutto risolvibile con un po' di pazienza, tempo, ambientamento alle novità, invece che con altro. In ogni caso, non è successo nulla di grave e spero che qualunque cosa sia si risolva tutto presto. Ci sono persone che fanno o dicono cose ambigue, come se tentassero di minare una stabilità e una tranquillità che a quanto pare loro non hanno, o a loro non interessa avere, o solo per il gusto di complicare, oppure non lo so. È anche divertente disilludere con un solo sguardo, una parola, un comportamento, ma la velata (seppur per ora presunta e basta) "cattiveria" mette tristezza. E tant'è che sono entrata molte volte nel blog e altrettante ne sono uscita senza s...

Elogio della non-passione

Oggi ho letto un post illuminante e voglio fare la mia parte. Diffondere anch'io questo elogio della non-passione. Il post che ho letto e al quale mi ispiro è questo , e vi prego di leggerlo altrimenti mi sentirei di dovermi autoaccusare di plagio. Ma mi sono ritrovata così tanto in tante delle cose scritte che non ho potuto fare a meno di rifletterci per almeno un'ora prima di decidermi a scriverne anche io. Frittelle con l'unico scopo di distrarvi. Premetto che probabilmente parte della riflessione inizia da un punto dolente: momenti di scarsa autostima. Non in questo momento della mia vita, magari, ma non ne sono stata esente. Quei periodi in cui ti chiedi cosa sto facendo? Cosa dovrei fare? Perché non riesco a? Tutte cose che poi finiscono in un grande calderone, che va sotto il nome di  identità . Cosa mi definisce?   Quando ti iscrivi a un social network compili, se vuoi, un form di informazioni base che potremmo riassumere in: quali sono le tue passio...

Come dicono Le Funky Mamas: Buon farcela!

Lo so che scrivo poco negli ultimi tempi, ma a parte avere un romanzo da correggere con una certa attenzione, devo dire che il caldo mi sta togliendo un po' di forze. Quando non lavoro e non passeggio con cane, vorrei solo starmene sul divano immobile a bere acqua fresca e mangiare chili di frutta. Poi vado in palestra e sudo anche l'anima del Signore e mi chiedo: perché?  Ne consegue che ho finito Il grande Gatsby e sto leggendo con entusiasmo Le anime morte di Gogol, che a discapito del titolo si sta rivelando un libro piuttosto divertente, e  Le Cosmicomiche  di Calvino. Come sempre in testa ho in mente di fare tanto e di tutto questo il caldo mi consente (o meglio, sono io che mi autolimito) di fare poco. Ho deciso di rileggere qualche libro in originale, in inglese e in tedesco, e di riprendere in mano lo spagnolo. Di leggere libri di linguistica e di storia della letteratura italiana, perché mi manca studiare. Certo tra il dire e il fare c'è di mezzo ...

Primavera-estate

Mi sembrava di essere stata un po' assente dal blog, a dire il vero non poi così tanto, ma forse mi sono SENTITA assente, negli ultimi tempi. Niente di grave, sto solo vivendo uno dei miei tipici momenti primaveril-estivi. Una cosa che mi capita da quando sono ragazzina. Sono momenti un po' sospesi, in cui il conforto dell'inverno, dove tutto resta immobile e in genere senza grosse sorprese, mi lascia alle possibilità della bella stagione. Ma anche alla spossatezza, al caldo-umido a cui ci si deve prima abituare un po', alla tanta luce in più che sveglia ma addormenta anche (il giorno dopo). A serate più lunghe da passare in compagnia, alla nuova adolescenza. Sì, perché sono in bilico fra una fase riflessiva, nella quale anche dopo il lavoro leggo molto e libri diversi, lasciandone più d'uno a metà da riprendere il giorno successivo, se ce n'è il tempo, e una fase di Pordenoia: noia di aperitivi superficiali e senza scopo alcuno in centro a Pordenone. Ma an...

L'arte di arrangiarsi

L'arte di arrangiarsi ho imparato cos'è perché ho avuto in casa l'esempio di una madre che da sola ha cresciuto due figli, mentre il marito lavorava all'estero e non si vedeva per lunghi mesi. Non ci portava dai nonni, a meno che non fosse al lavoro, e poi, quando la mattina eravamo a scuola e lei lavorava solo mezza giornata non c'era bisogno che passassimo il tempo da altri parenti. E se doveva muoversi di casa, be', ci prendeva su e ci portava ovunque. Pensare che non aveva nemmeno la patente, fino a trent'anni mi pare, e quindi io sul seggiolino davanti della bici, mio fratello su quello dietro e via (e con entrambi sulla bici faceva anche il cavalcavia, una salita mica da poco in condizioni così). E poi ci siamo dovuti un po' arrangiare pure noi: in bicicletta abbiamo imparato a spostarci presto anche per questo. Ad andare a scuola da soli. A danza, atletica o qualunque cosa facessimo. Be', ovvio che le distanze erano minime. A stare a casa da ...

Cose da donne (post ad alto contenuto di NOIA per i maschi, temo)

Ogni tanto mi capita di pormi questa domanda: Ma io non mi trucco mai perché non sono capace o non sono capace perché non mi trucco mai? Un bel circolo vizioso al quale non so dare risposta. Altro quesito: Perché le donne hanno bisogno di truccarsi e i maschi no? Oscillo fra queste due opinioni: la prima, quella femminista, è che ci trucchiamo per una sorta di imposizione dovuta a un'idea culturale sbagliata, un'errata idea dell'immagine della donna che ci è stata propinata per anni eccetera eccetera. L'altra è che abbiamo ormoni differenti, e quelli femminili che sono così soggetti a tanti scompensi ci fanno venire una pelle schifa, di tanto in tanto (mestruazioni in arrivo? Tac, un bel brufolo sul mento, o sul naso, che è peggio), o un aspetto che parliamone. Altra idea ancora, è che noi ci guardiamo allo specchio alla ricerca di tutto quello che non vorremmo vedere mentre non lo facciamo con gli uomini, né lo fanno loro con se stessi. E poi si possono copr...

Una vita più onesta

Panorama dal monte Jouf È andata a finire che nel fine settimana non ho né lavorato né tagliato l'erba o sistemato il portico. E va bene così, e se i vicini sparlano che facciano pure. Sì, perché abbiamo fatto quello che ci andava, e cioè godercela. Sabato grigliata in famiglia e qui nulla di nuovo, con l'arrivo della bella stagione è più o meno la prassi. E domenica pomeriggio siamo finalmente andati a farci la nostra prima camminata in montagna dell'anno, e siamo saliti sul monte Jouf, cosa che ci ha regalato grandi soddisfazioni, dolori ai muscoli delle gambe, e panorami bellissimi e inaspettati. Due orette in salita, fra deviazioni alla ricerca di viste migliori, e noi un po' fuori allenamento, e un altro paio in discesa, con tanto di sbaglio-strada, convinti di farne una più semplice che invece ci stava semplicemente portando fuori rotta. Alla fine la capra si è spaventata più di Zuma. Insomma, in tutto quattro ore di camminata in montagna in mezzo...

Entropia portami via

A fronte di una madre non dico maniaca della pulizia, ma quanto meno molto attenta, io faccio fatica a tirare fuori il tempo per fare l'essenziale. Tipo pulire i pavimenti, che purtroppo sono chiari e lo sporco si vede subito. Con pioggia + cane non ne parliamo. Ah, sì, anche pulire il bagno.  Poi c'è il disastro. O meglio, non c'è il disastro ma la casa è piccola, lo spazio è quello che è, abbiamo sicuramente troppe cose e io ho sempre troppo poco tempo per dare una sistemata decente. Chiariamo il concetto (e questa espressione, una volta da me mai usata, è tutta di mio marito) io sono disordinata, e l'ho sempre saputo anche se fingevo di no, e devo dire che il disordine a suo modo mi piace. Però ci sono dei limiti anche per me (quelli di mio marito sono molto più in là dei miei, quindi in questo non trovo alcun aiuto). Ma per quale regola del destino o della fisica io metto in ordine una stanza, poi tempo dopo riordino la scrivania, poi mi dedico interamente al...

Freelance incompresi

So che questo tema è abbastanza trito e ritrito, eppure in questo momento me lo sento addosso più che mai. Ieri ero al telefono con mamma, e mi ha raccontato di essere stata da mia nonna che le ha raccontato di un colloquio di lavoro di un cugino, che sembra essere andato bene. Il che significa, il colloquio è per un contratto a tempo indeterminato (eh, be', ora incrociamo pure le dita per il cugino). Naturalmente la diretta conseguenza di questo discorso è il commento di mia nonna: «Eh, anche per la Michela mi piacerebbe una cosa così». Una cosa così sta per contratto a tempo indeterminato, se non si fosse capito. Mia mamma, che come sempre mi difende come se ne avessi bisogno, ha risposto che io ho la partita IVA e che lavoro, e anche tanto, e che in più il mio lavoro mi piace molto e non vorrei fare altro. Non so se finalmente mia madre abbia capito l'antifona, fatto sta che ha detto così, mentre fino all'anno scorso, saputo che mia quasi-cognata ha avuto un contr...

Bizzarrie primaverili

Domenica mattina mentre camminavo con canetto un ragazzo barbuto in bici da corsa si è fermato per chiedermi se volevo uscire con lui, più tardi. In 4 anni circa di giretti quotidiani con canetto non mi era mai capitato. Pensavo che ormai fosse passata la mia ora, invece a quanto pare sono ancora un discreto bocconcino (ahah, sto scherzando, ovviamente). Come ha detto un amico, foto che fa molto Wes Anderson. Quando ero single e sola, e non ero capace di andare in giro se non ero in compagnia di qualcuno, pensavo che se avessi avuto un cane che mi costringesse a passeggiare avrei incontrato l'uomo della mia vita. Le cose sono andate diversamente, il cane l'ho preso quando l'uomo l'avevo già trovato, quindi tutto questo mi ha fatto molto ridere. Mio marito rideva un po' meno, quando gliel'ho raccontato. Ho finito di leggere Marco Peano, ma oggi ancora non ho tempo per soffermarmi un po' di più perché ho parecchio lavoro e oggi ho "perso...

Finzioni

Ultimi acquisti cartacei. A volte mi vengono in mente delle cose che voglio dire qui, poi ne collego trecento insieme e alla fine arrivo qui, davanti a questa pagina bianca, e non mi ricordo più da dove era partito il pensiero, anche se mi ricordo tutti i fili che legavano le varie idee. Allora posso anche partire un po' a caso, suppongo, ma poi il risultato non so se sarà soddisfacente. Ho letto Pastorale americana di Philip Roth, e all'inizio pensavo "Boh, ma dove vuole andare a parare?" perché mica lo capivo (devo dire che all'inizio leggevo e non stavo benissimo, quindi secondo me avevo la mente un po' confusa). Poi invece ho capito tutto, e mi è piaciuto molto. Poco importa che la storia dello Svedese sia raccontata per come se la immagina dai pochi indizi a sua disposizione il narratore, poco importa perché è comunque una storia verosimile, e poi tanto siamo dentro un romanzo, comunque sarebbe una storia non vera. Insomma, poco importa se è finz...

Cuore leggero... almeno per un po' (spero)

Noi qui diamo il nome a tutto. La mia auto vecchia si chiamava Polla. Quella nuova si chiama Puffa. L'unica piantina che ancora sopravvive dentro casa è Puntina. (Cavoli, tutto con la P). Octopus era la piantina grassa che credo mio marito abbia – inconsapevolmente – ucciso. Il pupazzo che ho comprato all'Ikea anni fa solo per metterlo in macchina mia (un Bulldog inglese ingrugnato) si chiama Ragù. Il bonsai che avevo regalato a mio marito – e che ora è bello che morto – si chiamava Romeo. Il bonsai che aveva lui prima si chiamava Carmen. (Decidere se una pianta è maschio o femmina è la cosa più dura). Per il cane è tutta un'altra cosa. Zuma è il nome che aveva già quando siamo andati a prenderlo, ci piaceva molto e gliel'abbiamo lasciato. Ma, a parte quando lo sgridiamo, per il resto lui è: Plinio, Pliniutti, Canetto, Canuppio, Bubi, Bubino, Pulo, Cippolippo (ehm, va be', anche "Canedelcazzo" ma detto sempre con grande affetto mentre gli facciamo...

Pista da corsa

Ci sono delle cose che mi ricordano l'adolescenza come poche altre. Una di queste è un campo di terra rossa, una pista da corsa, un campo sportivo. Io e la mia amica passavamo i pomeriggi fuori dal palazzetto, lei in attesa dei suoi allenamenti di atletica, io a far finta che un po' di quello sport potesse essere fatto anche per me. A volte giocavamo sul retro, al campetto da basket, altre ci portavamo racchette e palline da tennis e improvvisavamo una partita di squash, ci sedevamo sulle gradinate in pietra a chiacchierare, e andavamo sulle gradinate in ferro, quelle del campo di calcio, a correre su e giù. Parlavamo dei ragazzi che ci piacevano, e proprio lì, su quelle gradinate, la sera di qualche anno più tardi avremmo dato i nostri primi baci. La domenica andavamo al palazzetto a guardare le partite di basket dove giocavano uno o più di quelli a cui volevamo giurare il nostro amore eterno, eterno fino almeno all'autunno successivo... Era anche il luogo in c...

Sei così, ed è bello

Sono tre giorni che cerco di scrivere qualcosa, e non è la mancanza di cose da dire, ma l'eccesso ad avermi sempre bloccata. Ricordate l'effetto imbuto? Proprio quello. Sarà che ci sono troppe cose tutte insieme in questo periodo, sarà la primavera, sarà che non stavo tanto bene... ma seppur sentissi il bisogno di esprimere tutto finivo per non riuscire a esprimere proprio nulla. È più semplice andare con ordine o fare a caso? Non lo so, oggi decido di fare a caso. Ieri è morta una ragazza giovanissima, io non la conoscevo ma mi era capitato di leggere la sua storia tempo fa per via di amici miei su Facebook che invece la conoscevano, seppur non bene, credo. Insomma, una ragazza con un sorriso bellissimo che per due volte ha dovuto affrontare il cancro e alla fine non ce l'ha fatta. Da quello che ho letto, una forza d'animo incredibile, una vera guerriera. Notizie come questa ti lasciano addolorata e perplessa anche se non conosci di persona chi ne è protagon...

Walking On Sunshine

Oggi ho scoperto che ogni mattina cammino con canetto per più di 3 km (apperò, che roba). Poi con una rapida quanto superficiale ricerca su Google ho scoperto che camminare 3 km al giorno fa benissimo alla salute. Aggiungiamoci l'altro paio di kappaemme che macino prima di cena sempre con canetto e quelle due volte alla settimana di palestra che dovrebbero giustificare l'esborso di 400 euro per 12 mesi ed ecco che in poche parole posso dire che diventerò immortale. Scherzi a parte, ho scaricato Runtastic più per sapere con precisione quant'è lungo il solito giro che faccio con Zuma che per autoincitarmi a iniziare a correre regolarmente. Cosa che in realtà mi riprometto all'incirca ogni santa primavera, da almeno 15 anni a questa parte. Ah, vedrete, anche quest'anno passerò un paio di giorni andando a correre davvero, esaltandomi tantissimo, approfittando di quei due giorni in cui coincideranno temperatura giusta-assenza di allergia-un po' meno lavoro del...

Conversazioni

Ho letto un'intervista a Peter Handke, meglio, una conversazione. Su di lui e la sua opera io avrei voluto scrivere la tesi alla specialistica, tranne che nessun prof pareva disposto a seguirmi e quindi ho dirottato su altro. Ma non è detto che un giorno non riprenda in mano il discorso. Anche se tanto mi manca il tempo per farlo. È un'intervista che ha un velo di tristezza in sé, ma mi piace molto. Non è davvero triste, ma c'è qualcosa che . Insomma, niente salti di gioia né slanci di vitalità. Da un autore di lingua tedesca non è che ci si aspettino proprio guizzi di ilarità sguaiata, credo. In ogni caso, mi è sembrato che continuasse un discorso che ho iniziato io qualche post fa: sì, quello del rifugio nella propria mente, dell'Hotel Esistenza di Auster, sempre quello lì. Uno dovrebbe scrivere una tesi a 50 anni, non a 25, perché solo allora avrà abbastanza carne al fuoco, avrà davvero trovato la strada giusta. Almeno, io lo farei, perché solo adesso mi sembra ...