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Sproloqui

Ci sono, ci sono quasi, forse fra oggi e domani riesco a finire le cose più urgenti, la nuova collaborazione ormai sembra cosa fatta, se da qui a settembre nessuno cambia idea, e io sono FELICE.
Sono gli ultimissimi sforzi, mi sembra come quando fai la gara di velocità e sei lì, alla fine, e non ti devi guardare indietro per vedere a che punto sono gli altri altrimenti rallenti, senza accorgertene, e perdi. 

Luglio rischiava di essere un mese impossibile, invece mi sono rimboccata le fantomatiche maniche (fantomatiche perché sono in canottiera da mesi) e di giorno in giorno ho pianificato: ho scritto nero su bianco in agenda cosa avevo da fare, poi per non deprimermi ho evidenziato il tutto con colori diversi e via, ho cercato non dico di seguire il programma pedissequamente, perché non ne sono capace e non è da me, ma per lo meno ho cercato di far slittare gli impegni il meno possibile, o di riorganizzarli quando un imprevisto mi si parava davanti.
E pare aver funzionato, perché sono davvero agli sgoccioli e sto già cominciando a riposare meglio (questo significa che non ho più l'ansia da devo-ancora-fare-tutto-tutto-tutto, oltre al fatto che qui non fa più caldo e si dorme da dIO!)

Okay, ho ancora qualche telefonata da fare e mail da scrivere per l'organizzazione delle vacanze, una prenotazione da sistemare e magari un appuntamento dal parrucchiere non mi dispiacerebbe riuscire a infilarcelo, ma sono già riuscita a fare molto più di quel che credevo.
Volo verso agosto con più gioia di quanto non abbia volato l'anno scorso verso la Scozia (bugia bella e buona, ma il passato è passato!).
Ho tantissime cose per la testa ma adesso non posso dirvele, e poi ho una tale paura delle battute d'arresto che non ci voglio nemmeno pensare: le pause aiutano, ma a volte temo di finire nel buco nero della distrazione, che è davvero magnetico e attira e risucchia dentro tutto... tempo, idee, buona volontà. Non voglio fare quella fine, per una volta che riesco a non essere agli sgoccioli di me stessa.

Ho già detto che sono, in generale, FELICE? Mi fa sempre paura dirlo, perché non voglio che finisca tutto di colpo... ma voglio anche godermela un po', questa felicità, visto che poi non si sa mai. Giusto? Faccio bene? Devo smettere di sbandierarla? O è solo che le imminenti ferie di mio marito mi regalano un po' di pace, della serie, possiamo essere in due a pensare a un po' di cose qui a casa!

Sproloqui vari a parte, nella mia asocialità patologica sto iniziando a metterci dentro pure i social: che mi hanno rotto le scatole. E quindi, forse, parte della mia fervente iperattività è dovuta anche all'aver smesso di perdermi dietro agli status altrui, soprattutto quelli che mi fanno incazzare.
Chi ha detto che l'uomo non è un'isola? A volte, sì, sono quella cazzo di Ibiza. (Mi piace molto dirlo, non abbiatemene se cito un film con quell'antipatico di Hugh Grant.)

Bye bye!

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