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Il ponte

Penso spesso di venire a scrivere qualcosa qui, ma poi sono presa da delle giornate frenetiche, frenetiche in modo diverso dal solito. Sì, perché se la maggior parte della gente è a casa a non sapere bene come passare il tempo e come far passare il tempo ai figli, io sono qui a cercare di incastrare lavoro e figlia, dando il cambio a mio marito che non sta lavorando ma, lo capisco bene, fatica a intrattenere tutto il tempo una quasi quattrenne. Mi piacerebbe non dover lavorare e stare in panciolle? Sì e no, qualche giornata così la potrei fare ma d'altro canto mi verrebbe l'ansia perché chissà per quanto potrò ancora lavorare, e se a un certo punto non potrò farlo perché il lavoro non ci sarà, di che viviamo? Non che sia tutto sulle mie spalle, sia chiaro, ma pure mio marito ora è libero professionista e nonostante i nostri personali salvagenti gli impegni sono tanti: mutui, mantenimenti e finanziamenti vari sono tutti soldi che escono. E alla fine è inevitabile pensare chi...

Primavera fuori, inverno dentro

Ciao a tutti, cari voi, non ho molto tempo per scrivere sul blog perché in questo momento non c'è niente di semplice. Se qualcuno pensa che lo smart working sia compatibile con l'avere i figli a casa si sbaglia di grosso. Ma avendo figlia, marito, e figlio del marito allora forse qualche chance in più c'è. Sto cercando di adoperarmi per non rinunciare a fatturare ché, paradossalmente, ora sono io a fare il grosso del lavoro. Ossia, il mio settore, almeno sul momento, può continuare imperterrito, perché a distanza ci lavora da anni. Ma, come dicevo, con una bimba di quasi quattro anni che reclama attenzioni naturalmente non è semplice. Oggi era dalla nonna, la più giovane fra i tre, con molti sensi di colpa da parte mia che quasi non ce la volevo mandare. Ma ormai eviterò di farlo, anche perché mia mamma sicuramente dovrà recarsi a dare una mano ai miei nonni, e loro sì che sono anziani e malconci sul serio. È difficile per tutti. I nonni sono spaventati e sentono l...

Rallentando

Puf! Ricompaio. Non sono sparita, sono solo stata presa dal vortice delle novità regional-nazional-internazional-planetarie, e come tutti seguo questa vicenda del coronavirus, con una certa tranquillità a dire il vero, salvo naturalmente fare maggiore attenzione alle norme igieniche e tutta quella roba lì. Sono contenta se la gente si lava di più, io che sono una da "doccia almeno una volta al giorno" (era una delle cose più difficili per me quando avevo la bimba piccolissima e capitava di essere sola: quando cazzo mi faccio la doccia? Non so stare senza. E lei nel passeggino stava buona solo qualche minuto...). Finalmente le persone si lavano bene le mani? Ah, be', era anche ora! In compenso, per quanto io dica alla mia piccola di starnutire o tossirsi sul gomito (l'ha imparato anche da Daniel Tiger, eh, non è che ci fosse bisogno del Ministero della Salute) lei continua a starnutirmi e tossirmi in faccia. Saliva a profusione. Ma almeno è mia figlia (e poi ci lavi...

Switching

Sono stanca, ma finalmente mi sento di poter dire, di nuovo a colori.  Non del tutto, ci sono ancora cose che mi spaventano e che non mi rendono facile la felicità completa, ma sento che comunque saranno cose superabili, in un modo o nell'altro. Ma mi sento di nuovo a colori, anche se molto stanca, anche perché sono riuscita a fare uno switching. Io lo chiamo così. Non mi è capitato spesso nella vita, ma in due o tre momenti fondamentali ho fatto uno switching. C'è stato un momento anni fa in cui non mi piaceva per niente ciò che lo specchio mi rifletteva (e non parlo esteticamente ma metaforicamente) e sono partita da lì per vedere alcune cose in modo diverso. Davvero, mi è bastato rendermi conto che dipendeva solo da me, senza sedute di psicoterapia e senza riflessioni prolungate. Per questo lo chiamo switching, una cose veloce, un cambiamento come se avessi finalmente premuto l'interruttore giusto. Certo, c'erano cose che lo agevolavano: una persona accanto ch...

Immersioni

Da che gli inverni non sono più particolarmente freddi e nemmeno particolarmente piovosi (tranne poi le alluvioni che arrivano in autunno o in primavera) mi mancano le giornate grigie, quelle di tè caldi e libri e nessuna voglia di uscire di casa. Oggi la giornata è grigia e non so bene se ne avevo bisogno, forse sì perché a volte mi serve immergermi nella non luce, lontana dalle troppe cose, da quella luminosità impietosa e dalle azioni che non lasciano tregua. In più, caso più unico che raro, mi è venuta l'influenza, ieri avevo la febbre a 38 come non mi capitava da una vita e pure oggi, anche se non è tanto alta. Di solito una battuta d'arresto mi arriva come una bomba dopo aver trascorso settimane intense. Quindi, anche se devo comunque lavorare (e per fortuna sto abbastanza bene per farlo) mi impongo lo stesso un briciolo di calma. Sarebbe utile dormire un po' meglio, questo senz'altro. Non sono state le settimane migliori di sempre, quelle passate, soprattutt...

Vi chiedo scusa fin da subito

Sono contenta che questa settimana finisca. È stato un tour de force di raccolta soldi per la scuola (vi assicuro che non è facile quando le maestre non possono assolutamente maneggiare soldi, c'è un'ora e un quarto di tempo per portare i figli a scuola e ognuno li porta a un'ora diversa quindi è impossibile beccarli tutti se non stai lì tutto il tempo e non puoi stare lì tutto il tempo perché cazzo, flessibilità di orario finché vuoi ma io in un'ora di lavoro correggo 60 cazzo di pagine di libro e questa settimana il lavoro è stato assurdo e ho avuto pure due nonne fuori uso ieri e oggi; in più, io sono la persona più felice del mondo che in classe di mia figlia ci siano 3 italiani compresa mia figlia e tutti gli altri siano stranieri, ma il problema è che se c'è una cosa a cui serve il gruppo WhatsApp è comunicare queste cose di scuola, pure urgenti, ma i genitori stranieri – alcuni non tutti – non hanno molta voglia di comunicare, probabilmente anche causa diffi...

In velocità

Lo so che sono assentissima dal blog, ma ho un diavolo per capello fra lavoro assurdo, bambina con tosse (la settimana scorsa dormito tipo un cazzo di niente) e rotture di coglioni derivanti dall'essere rappresentante di classe. Scusate l'uso del turpiloquio, ma mi sono appena redenta usando la parola "turpiloquio". Stasera mi sfogo in palestra, o forse mi sfogo sul vino, vediamo. Ma buon lunedì eh, buon lunedì. Al volo però dico che sto amando molto Le vite di Dubin di Malamud, che Malamud dovrebbe essere conosciuto e letto di più (magari lo è e sono io che lo ignoro) perché è bravissimo. E che fra un po' mollo tutto e mi trasferisco a Lisbona (se mai dovessi sparire dalla circolazione, primo posto in cui cercarmi è di sicuro il Portogallo, nell'Algarve probabilmente, io ve lo dico). Sopravvivrò anche a questo febbraio folle. E ai miei pensieri folli, ultimamente, e alle malinconie strambe e le mancanze immaginarie. Altrimenti: Sole, vent...

Tegamini challenge 2-7: e mi complimento con me stessa per la costanza (finora)

Visualizza questo post su Instagram #libriniritrattini2 TVTB: L'autore più presente nella mia libreria. Se la gioca a pari merito con altri, ne avrei uno per ogni periodo della mia vita: Stephen King da adolescente e Paul Auster oggi, per citarne due. Ma Italo Calvino vince se considero quelli che ho, quelli sul Kindle, quelli presi in prestito... E poi a lui ritorno sempre, prima o poi. #libriniritrattini #tegamini #italocalvino Un post condiviso da Michela (@michelagregoris) in data: 9 Gen 2020 alle ore 12:21 PST Visualizza questo post su Instagram #libriniritrattini3 Nel mio disordine trovo tutto: come sistemo i miei libri. Io ci provo a mettere ordine ma poi l'entropia... 🤷Una volta mettevo tutto a caso, adesso cerco di dividerli per provenienza (letteratura americana, italiana ecc.). Ma vedo che a un certo punto torna a regnare il caos. 🤦 #libriniritra...

Tegamini challenge: 1) Ah, quanti ricordi! Il primo libro che ho letto per conto mio

Visualizza questo post su Instagram #libriniritrattini1 Ah, quanti ricordi! Il primo libro che ho letto per conto mio. Per il primo giorno della challenge lanciata da @tegamini scelgo Il buio oltre la siepe di Harper Lee. Non il primo libro in senso stretto, ma il primo romanzo vero e proprio scovato in giro per casa nella vecchia edizione della Loescher con copertina bianca e arancione. (L'edizione Feltrinelli della foto, invece, è di quando l'ho riletto diversi anni dopo). Avrò avuto sì e no dieci anni e sicuramente non capivo proprio tutto, ma ricordo un'estate passata a sognare di avere la precoce intelligenza di Scout e il senso di giustizia di Atticus. È senza dubbio colpa di Boo Radley se da allora ho un debole per le storie che comprendono un presunto mostro che alla fine si rivela fra i più umani. Anche se, a onor del vero, all'epoca più che la cattiveria umana, a impressionarmi furono il braccio rotto di Jem ...

Il meccanismo di gennaio

Mi è quasi difficile, quest'anno, dire come sono state le vacanze. Sono andate bene, non posso certo dire il contrario, sono state forse anche migliori di molte altre, nonostante a volte la mente andasse a indugiare su pensieri non del tutto positivi. Abbiamo fatto tante cene a casa, Capodanno compreso, con amici, abbiamo passato serate fuori con gli stessi o altri amici, quest'anno sono pure andata a Udine a fare il pranzo "di lavoro" con i clienti per cui lavoro da una vita, e a un certo punto le uscite sembravano non finire mai. Abbiamo passato giorni in famiglia, e siamo andati sulla neve, finalmente sullo spettacolare Lussari che non raggiungevamo da un po', ormai. Abbiamo acceso il tradizionale falò – casalingo – e abbiamo aperto regali. Abbiamo giocato tanto, tantissimo, con la piccola, e solo ieri sera, solo appena prima di andare a letto mi ha assalito davvero la nostalgia per la fine di queste giornate di pausa. Nel mezzo ho pure lavorato un po', ...

Panta rei

Di solito sotto Natale sono felice, sprizzo ottimismo, sono contenta della pausa e di stare insieme alle persone che amo, gioisco della meraviglia negli occhi dei bambini e anche degli adulti che ricevono regali più o meno inaspettati, veder scartare qualcosa e sentirsi un po' bambini a trovare un regalo sotto l'albero. Quest'anno tutte queste cose ci sono, ma un pochino sporcate. Come quando la neve ti sembra candida e soffice e meravigliosa, ma poi ti avvicini e non è così candida perché non lo è l'aria che attraversa, è più dura di quanto sembri e non è poi così meravigliosa. Non sono triste, un po' lo sono, ma al momento non c'è motivo di esserlo tanto. Ma mi intristisce la mancanza di spensieratezza. Non mi addentro tanto e non voglio parlarne di più finché (e se mai) ci capiremo qualcosa allora lo farò, perché al momento gli altri accertamenti fatti da mio marito non hanno escluso e nemmeno confermato nulla. Insomma, non ho idea. Cioè, sta bene, ma bi...

Gente a caso che ti vuole bene

A volte faccio dei sogni dove ci sono persone ormai lontane, o persone lontane da sempre che conosco appena, che mi dimostrano un affetto inaspettato e molto più grande di quanto creda. Io che di solito faccio sogni spezzettati di cui a volte ricordo appena un'emozione e una specie di fermo immagine, quando faccio questi sogni sono articolati, con un inizio e una fine precisi, una storia che si sviluppa nel mezzo e una persona che non credevo e invece mi vuole bene più di quanto pensassi. Sono persone diverse, nella vita vera in genere poco o per nulla importanti, eppure quella sensazione di grande affetto appena provata una volta sveglia mi manca, mi provoca un vero e proprio vuoto dentro le viscere. Un vuoto che poi, con il passare della giornata, se ne va. Ma forse non se ne va mai del tutto. Sono sempre stata bisognosa d'affetto, di tanto tantissimo affetto, di quello che forse non sono tanto capace di dare tranne alle persone più vicine a me, e che di conseguenza fati...

Il gelo no

Questo post poteva cominciare con due tempi verbali: il passato o il presente. Ho sperato tanto di poterlo scrivere al passato. E per fortuna è così che lo scrivo. Nell'ultima settimana sono stata spaventata e preoccupata, ho sperato che non ce ne fosse motivo, ho sperato tanto che andasse tutto bene, e ho sperato tanto di poter scrivere un post sulla paura e sul sollievo e non solo sulla paura. Il sollievo di ieri pomeriggio è stato enorme. Mio marito aveva fatto un esame di routine la settimana scorsa ed era emersa un'anomalia. Non mi addentro nei particolari, ci sono degli accertamenti da fare ancora, ma con tutta probabilità il cardiologo che l'ha allarmato ha avuto delle modalità un po' precipitose. Quindi, insomma, pare che vada tutto bene e ci sono molti motivi per pensare che sia così. In questi giorni ho vissuto in una specie di realtà sdoppiata: quella solita in cui vivevo, lavoravo, stavo con mia figlia, comunicavo con genitori e maestre, e quella in c...