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In pigiama

Una delle fortune o delle sfortune di lavorare da casa è che non ti devi mettere in tiro (a meno che tu non debba incontrare qualcuno); a dirla tutta, non sei nemmeno costretto a vestirti (a meno che tu non abbia in programma una videochiamata su skype) e puoi startene anche in pigiama, lavorare tranquillamente senza per questo essere meno professionale, attento o concentrato.  Io non sono un'amante del pigiama tutto il giorno: sebbene a casa, anche quando a casa ci stavo solo il fine settimana o la sera, avessi un abbigliamento abbastanza trasandato (tuta, vecchi jeans o vecchi maglioni e felpe), comunque relegavo il pigiama sempre e solo alla notte. Anche perché con il pigiama fa freddo, di solito (va be' estate esclusa, ma d'estate dormivo in mutande). Qui invece, abitudini diverse: il mio moroso, per esempio, anche durante la settimana spesso fa colazione in pigiama e si veste dopo: cosa che io non avrei mai fatto prima, io che mi sono sempre alzata dal letto e vesti...

Magic Journalism

Alla luce di quello che avevo scritto qualche post fa su letteratura, fantasia, metafore e linguaggio, allora non posso fare a meno di condividere questo link, un'intervista a Chuck Rosenthal che ci racconta qualcosa sul giornalismo magico e la letteratura postmoderna e che fra le sue influenze, guarda un po', cita proprio il nostro Italo Calvino. http://www.minimaetmoralia.it/wp/intervista-a-chuck-rosenthal/

Passato, futuro e insostituibilità

Risentire dopo un bel po' una cara amica, che anni fa è stata davvero una delle più care, una di quelle con cui condividi tanto, dalla prima sbronza alle prime delusioni ai problemi in famiglia o a scuola, e le gioie della spensieratezza. Un'amica che ora sta per diventare mamma, che si commuove perché io, lei e la terza del gruppo ora siamo diventate donne, loro ormai madri, e soprattutto, siamo felici. Tutte e tre. Per quanto durante l'adolescenza si possa tendere al tragico e ai problemi esistenziali, delle tre sono stata quella con la famiglia meno problematica, ma come molti ho attraversato anche io i miei periodi bui (forse li ho attraversati dopo, a dire il vero). Loro invece hanno avuto dei momenti difficili da più piccole, cosa che mi faceva rendere conto della mia fortuna da un lato, e mi faceva alzare contro le ingiustizie dall'altro. Poi siamo cresciute, abbiamo preso strade diverse e ci siamo perse di vista, anche se mai del tutto. E ora ci ritroviamo, com...

Non è importante quel che ci fa la vita...

... ma quello che facciamo di quel che ci fa la vita. O qualcosa del genere. Non è Fabio Volo, lui ancora non scriveva libri quando ho letto questa frase, che era una delle citazioni che mi ero trascritta un bel po' di anni fa, quando trascrivevo citazioni dai libri. Ora non ricordo più da dove venga, perché quei fogliettini che conservavo in una vecchia scatola di biscotti devono essere a casa di mia mamma, se non sono andati addirittura buttati. Ma è una frase appropriata. Facevamo un discorso sulla sfortuna (che per inciso, non esiste :)) e mi è venuta in mente. Non posso vedere giovanissimi convinti di essere sfortunati, che a loro succedono di tutti i colori e il cui atteggiamento vittimista è già in nuce. No, al giorno d'oggi più che mai, mi fa venire i brividi. Al giorno d'oggi più che mai perché si trova sempre meno gente con sempre meno tempo disposta a sopportare chi cede il passo. Chi cede il passo resta indietro. E se cedi il passo perché davvero di più non pu...

Va tutto bene

Avete presente quelle giornate in cui va tutto storto, quelle in cui dici più e più volte "ma non è possibile", quelle in cui pensi: "no, ok, io non credo nel karma, non in quello positivo per lo meno", oppure ti senti empaticamente legata alla protagonista di un libro a cui va tutto storto senza soluzione di continuità. Ecco, ieri è stata una giornata di quelle. Mi taglio il polpastrello (di nuovo, ma almeno è la mano sinistra e il taglio è superficiale, però quanto sanguina), perdo tempo, la stampante non riconosce il toner e io ho una consegna urgentissima e poco tempo, il mal di testa da latente diventa pulsante e anche il cane ha deciso di essere nervoso e rompino. Un respiro profondo. Due respiri profondi. Facciamo anche tre. Poi amore arriva a casa. Con il tavolo nuovo. Con il suo sorriso, anche se stanco. Spostiamo tutto e ora, oltre a un nuovo e solido tavolo da cucina, ho finalmente una scrivania spaziosa nella quale lavorare come si deve. E poi mangiam...

Fantasie

Quando ero alle superiori, parlando genericamente di libri, la prof di tedesco disse: "Quando nella vita avete un problema, se leggete un fumetto o guardate un film dell'orrore non risolvete il problema, se leggete un libro (inteso come letteratura classica, 'alta') magari risolvete il vostro problema". Io, che all'epoca ero un'accanita lettrice di Stephen King ero tutto fuorché d'accordo con questa affermazione. A parte essere spocchiosa, l'ho trovata così priva di fantasia, quadrata, e totalmente contraria all'idea che ho io di "letteratura". Intanto non vedo cos'abbiano i fumetti in meno dei libri: come ogni cosa, ci saranno fumetti brutti e fumetti belli, con storie insignificanti o con storie che "lasciano qualcosa". Ci sono libri che sono libri per formato, ma contengono storie davvero insignificanti, insulse nel peggior senso del termine. Ma magari anche quelli, a qualcuno, potrebbero lasciare qualcosa. Chi lo sa...

Mordere i giorni

Oggi ho potuto fare una pausa. Mi sono organizzata (lavorando fino a tardi per tre sere) in modo da poter avere la giornata libera senza sensi di colpa o ripensamenti dell'ultimo minuto. Ne avevo davvero bisogno, e anche se siamo dovuti andare in ospedale per una visita alla fine abbiamo potuto pranzare insieme, io e il mio moroso, e passare qualche ora da soli. Questi momenti di pace a volte sembrano impossibili da trovare, perciò ne ho assaporato ogni istante. A giugno ci sarà un cambiamento. No, non che mi sposo, quello è solo un paio di firme e una festa, il resto per me è come se avessi già detto di sì. Ma dovrò rinnovarmi lavorativamente parlando, credo. Insomma, mi scade il contratto e difficilmente potrò vederlo rinnovato. Sto cercando di capire cosa fare per dare di più e trovare di più. So che aprendo la partita IVA potrò continuare a fare quello che faccio, e che mi piace tanto, ma di certo avrò bisogno di accostare dell'altro. Non è un momento facile per una cosa ...

Così è.

Be', che male c'è se mia mamma compra un paio di jeans uguali ai miei? Sono contenta che possa ancora permettersi di indossare qualcosa che indosso anch'io, anche se di taglia leggermente diversa. Soprattutto, spero sia di buon auspicio per il futuro :) Ieri pomeriggio ho passato una bella giornata con mamma, cosa che non succedeva da un bel po'. Abbiamo approfittato di avere tutte e due una domenica davvero libera, e ce la siamo goduta. Se ci fosse stato tempo decente avremmo potuto organizzare qualcosa di meglio, ma purtroppo ormai le belle giornate sono un'utopia. Per il resto, non c'entra nulla ma oggi mi sento così:

I cofanetti

Quando ero piccola, sarò stata in quinta elementare, mia mamma mi ha comprato dei quaderni per la scuola, e su uno di questi c'era disegnata, abbastanza stilizzata, tuttavia riconoscibile, la faccia di Buster Keaton. C'era anche una breve descrizione dell'attore, ricordo vagamente che si diceva che faceva ridere ma non rideva mai.  Quegli occhi, seppur disegnati, e quella cosa del non ridere mai mi hanno catturata in un modo indimenticabile, infatti mi ricordo ancora adesso di quel quaderno. La faccia, le espressioni, tutto di Buster Keaton continua ad affascinarmi in modo inspiegabile, come forse nient'altro al mondo. Ho visto dei documentari su di lui, e alcuni, pochi purtroppo, film e io non è che abbia 'sta passione per il cinema muto, eppure se vedo Buster non mi scollo più. Devono essere quegli occhi, quello sguardo lì. Di certo avrei potuto vederli al Festival del cinema muto, i suoi film ma finora non ce l'ho fatta ed è una manifestazione di cui ann...

Coffee time

Mi sembra di annegare! Un po' perché piove da più o meno sempre, un po' perché lavoro da più o meno sempre, da quando sono finite le vacanze di Natale... accuso un leggero affaticamento. In altre parole, sono sfinita. Sono sfinita, e non è finita. Nel senso che sto usando questo blog solo per fare una specie di mini-pausa prima di passare al prossimo libro da correggere, giusto perché ho bisogno di un momento per sgomberare la mente e passare a una storia nuova. Insomma, il relax è una luce molto molto flebile e molto molto lontana, in fondo a un tunnel ancora molto molto lungo. Ma nel frattempo, a quanto pare, ha smesso di piovere, quindi parafrasando Mel Brooks, potrebbe andare peggio. Se tutto va bene, riuscirò a riposarmi solo questo fine settimana, il fine settimana in cui il mio moroso non è nemmeno a casa perché l'azienda per cui lavora è una scassaminchia, quindi diciamo che il primo weekend che potevamo passare insieme, tranquilli, va a farsi fottere. A me pi...

Anomalie

C'è un certo genere di "cautele" che tradiscono una discriminazione mascherata da "tolleranza" (parola che odio, perché presuppone che io, che sono nel giusto, tollero te, che sei nell'errore o nel non-giusto, perché sono dotato di un'infinita magnanimità, non merito anche un applauso?), da attenzione alle esigenze dell'altro, "diverso" da noi, eccetera eccetera. Come quando uno dice che "tal dei tali  mi fa anche pena poverino, e allora..." ma pena di che? Voglio dire, a me non fa pena praticamente niente e nessuno, perché voglio dire, dall'alto di quale piedistallo mi dovrei ergere per provare pena per una persona che si trova in difficoltà, o che si trova addirittura soltanto in una condizione diversa dalla mia, che forse potrebbe provocargli delle difficoltà nella vita, ma forse anche no? Io sotto i miei piedi non vedo piedistalli. Non perdo tempo a provare pena, piuttosto se mi è possibile mi prodigo per aiutare quella p...

Assurdità

Io non sono una persona che si lascia troppo influenzare da questo genere di cose (tendo a essere molto di ghiaccio), ma da quando è morto mio papà ho una specie di senso di panico ad entrare in ospedale. So di dire una cosa poco popolare e poco simpatica, ma non sono mai stata una fan delle visite in ospedale. Non sono cresciuta in mezzo alle malattie, ho avuto nonni giovani e bisnonni malati solo quand'ero troppo piccola, quindi l'odore delle malattie mi getta in una specie di sospensione temporale che definirei di colore bianco-giallastro. Il bianco-giallastro è il colore che associo a una stanza d'ospedale, dove si mescolano la pulizia da disinfettante allo sporco da malattie, ed è il colore che associo a qualunque cibo ospedaliero. Quando mio papà stava male faticavo a stare in ospedale (aggiungendo il fatto che sei lì e non sai cosa fare, cosa dire, come renderti utile quando non c'è nulla da fare) e di conseguenza mi fa sentire a disagio. Disagio che non ho pr...

Al volo, che è domenica

Dico solo due cognomi: Scorsese e Di Caprio. 3 ore con il culo incollato al sedile del cinema e... non accorgersene. Perché sono 180 minuti in cui non smettono di parlare mai, come ci ha fatto notare l'amico con cui siamo andati a vederlo, come si conviene a un film in cui si parla di vendere, e saper vendere vuol dire anche saper parlare (intortare, pure). Ho riso, ma c'era dell'amaro in fondo a quel ridere, perché... be', perché è Wall Street. Ho sempre pensato che Di Caprio, al di là dell'essere stato l'idolo delle ragazzine di tempo fa (il periodo Titanic non perdonava) è un attore davvero bravo.  Scorsese magistrale. E poi ora sappiamo tutti come fare a vendere una penna :)

Il mistero dei segnaposto

Come tutte le cose che si sono impregnate del consumismo, quando organizzi il tuo matrimonio ti rendi conto di quante assurdità siano state inventate per far sì che la gente spenda un patrimonio, naturalmente. Mi auguro che la cosa per cui spenderemo di più sia soltanto il ricevimento, cioè il cibo che offriremo agli invitati, perché alla fine è questo quello che dovrebbe essere, una volta nella vita ci troviamo tutti insieme, parenti e amici, facciamo un festòn e ognuno per la sua strada. Sì, il matrimonio dei miei sogni sarebbe: io, lui, i testimoni e che so, i genitori ecco. Poi però se penso all'espressione felice di mia nonna, 91 anni, quando le ho detto che ci sposiamo, be', mi ha fatto tanta tenerezza che non potrei certo non invitarla. Anche perché non credo che mia nonna riceva molte soddisfazioni da parte mia, ecco. Poi anche quando ti accorgi dell'affetto che gli amici provano per te, per noi come coppia, quanto ti mostrano la loro felicità pure loro, dico ok, f...

Di meteo e di sale al buio

Non che abbia smesso di amare l'inverno, però ultimamente non fa che piovere, e se non piove, come oggi, è infrasettimanale e s'ha da lavorare. E se non piove ed è finesettimana, allora c'è qualche fiera in Italia o in Germania a rompere le palle. Insomma, da quando viviamo insieme, non riusciamo mica a stare tanto insieme in pace, io e Ale. Ho voglia di sabati e domeniche di sole per potermi godere un po' di natura e di silenzi e di voci, e di tutte quelle cose che possono starci dopo una "e" congiunzione, d'inverno e con il freddo. Le gite domenicali non sono mai state così belle come da quando ci sei tu. Però dobbiamo anche fare l'abbonamento al cinema, approfittare della pioggia e del brutto tempo e tornare davanti al grande schermo, perché come si fa a vivere senza film? Siamo andati di recente a vedere American Hustle per consolarci dal freddo e dall'umidità che regnava in casa quando eravamo senza gas, abbiamo visto qualche sinossi di a...

Camminare

Stamattina ho letto questo articolo molto bello, mi è venuta voglia di condividerlo qui. In calce troverete anche il link al sito Doppiozero, dov'è stato pubblicato. Buona lettura. Camminare insieme di Caterina Bonvicini Fino a poco tempo fa, collegavo l’atto di camminare al pensiero e alla scrittura. Del resto, non c’è movimento umano più intellettuale, e tutta la letteratura intorno a questo tema lo dimostra. Il tuo passo rivela il tipo di curiosità che hai per il mondo, ai tuoi piedi non puoi mentire. Io, per esempio, sono un flâneur, anzi una flâneuse, e mi riconosco in una precisa tradizione. Non sono ambiziosa, le mete non mi interessano, preferisco perdermi per arrivare al dunque, scoprire una strada nuova per caso, distrarmi per emozionare la mia attenzione. Ma ultimamente mi sono accorta che questa metafora si può allargare. Non è mica necessario viverla in termini così solitari. Camminare insieme, per esempio, è un dialogo. Come ogni dialogo muto, come ogni dialog...

E per fortuna non fa freddo...

Dunque ricapitoliamo: voltura dall'abitazione precedente non andata a buon fine la prima volta: colpa dell'ENEL voltura non andata a buon fine la seconda volta: colpa dell'ENEL quindi: bollette non nostre che abbiamo dovuto pagare (e poi farci dare i soldi da chi c'è adesso di là, perché in modo diverso non si può fare): colpa dell'ENEL arretrato di una o più bollette, non lo so, mai recapitate qui, quindi di cui non sapevamo nulla: colpa dell'ENEL nessun avviso che c'era qualcosa da pagare, perché nelle nostre bollette risultava tutto pagato: colpa dell'ENEL. E poi ci staccano il gas, senza preavviso? A noi? Gli errori sono stati tutti loro fin dall'inizio, e staccano il gas a noi? E dopo aver insultato ogni singolo operatore del call center che avesse la sfortuna di risponderci (o meglio: aver detto loro che lavorano per dei figli di puttana), dopo aver pagato immediatamente l'arretrato in questione, nonostante ancora non sappiamo nemme...

Vortici

Ci siamo di nuovo e a pieno ritmo, con il regolare lavoro di correzione e con cinque articoli alla settimana. Le fatiche, stranamente, oggi mi mettono energia. Fra poco vado anche a fare ripetizioni, quindi un martedì molto intenso per essere il primo giorno davvero lavorativo di gennaio. In più ho già iniziato a fare i miei primi buoni propositi dell'anno, quello di oggi è: tutto nero su bianco. (Io so cosa voglio dire, voi probabilmente no :) ma non importa). Prima ho visto una ragazzina che girava e girava su se stessa in mezzo al parco, sembrava non ci fosse nessuno con lei, un po' sembrava strano e un po' mi pareva molto bello. Abbracciava tutto il mondo, con quei vortici di felicità, e io ho sorriso tra me e me, pensando che oggi anche io mi sento così.

Si ricomincia

Finalmente siamo riusciti a farci una bella passeggiata in montagna, ora che ha smesso di diluviare e che abbiamo finito di andare a trovare i vari parenti per le feste. Un'ottima giornata per essere l'ultimo giorno di vacanze, ci manca solo una breve uscita e poi cena e divano. Le feste finiscono e io mi sento comunque molto molto felice, il che è davvero positivo.

Fuochi

Anno nuovo, vita nuova, o vita vecchia ma tanto sapete che vi risparmio i bilanci di fine anno (che avrei dovuto fare a dicembre e ormai è tardi) e i propositi di inizio anno, che tanto i propositi buoni vanno fatti giorno per giorno, secondo me, a prescindere dal calendario. Oggi ci concediamo dell'ozio pre-ritorno al lavoro, tanto più che diluvia, con buona pace del falò che si doveva accendere stasera e che dubito si accenderà. Mi piaceva molto girare per i falò una volta, quando abitavo ancora dai miei e facevo il tour di tutte le "foghère" del paese, a bere vin brulè e mangiare panettoni (perché la pinza, che è il dolce che si dovrebbe mangiare in questa occasione, mi fa letteralmente cagare). Poi di solito andavamo da un amico che faceva la sua foghera personale, con concertino e partitelle a calcetto nella taverna di casa sua. Ormai questa tradizione è andata, com'è andata la compagnia di quelle persone che non frequento più per svariati motivi, ed è stata s...