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Post

Cyanide & Happiness

Questi qui mi fanno morire dal ridere ^_^

Stanze

Scritto per un concorso letterario di qualche mese fa. Lontano dalla vetrina Un rettangolo lungo e color noce su sfondo bianco; è una porta che non si chiude mai del tutto e non si apre mai del tutto, va su e giù tipo le porte da saloon, quelle dei film western, e smuove l'aria, ma non sbatte mai. Non fa rumore, se non quello scivolare su e giù, su e giù, a volte cigola un po’, sempre più sommessa finché si ferma e non lascia traccia di chi, o che cosa, è entrato o uscito. Un cubo. Un cubo le cui pareti sono tutte bianche, solo il soffitto è giallino e un po’ vecchio perché non è stato ridipinto. Niente lampadari, ma faretti agli angoli che illuminano tutto quel bianco. Troppo bianco. Ne spengo due, a me piace la penombra. Un letto al centro della stanza. Non ci vado mai sopra, se non per dormire, piuttosto mi siedo spesso per terra e ci appoggio giusto la schiena: a gambe incrociate, o raccolte sul petto, mai con le gambe distese. Le ginocchia mi fanno male perché mi rannicchio s...

Sto leggendo

" Cerca di ricordare quando iniziò. Sicuramente prima che lui ne sapesse qualcosa. Prima ancora di sapere che era uno dei grandi problemi, se non il più grande di tutti. Aveva undici anni, forse dodici. Iniziò con la nebbia. Il vicario di Cranleigh lo aveva portato a fare una passeggiata, dietro richiesta di sua madre, perché sembrava non prestasse attenzione in chiesa. Fuori c'era la nebbia; adesso gli sembra di vedere gli ingranaggi del cervello del vicario girare mentre concepiva l'idea di usare la nebbia per spiegare la fede. La nebbia, e qualcosa che piacesse a un bambino. Un aquilone. «Se fai volare un aquilone nella nebbia, non puoi vederlo volare. Però senti la tensione della corda.» «Ma con la nebbia» disse Harold, «non c'è vento. Quindi come si può far volare un aquilone?» " (David Leavitt, Il matematico indiano , Mondadori, p. 31)

Salinger piangente

Lui aveva capito tutto, per quanto mi riguarda, e infatti nessuno l'ha capito, ma non importa. Vorrei anch'io avere un colpo di genio e poi mandare il mondo (non tutto il mondo, quel certo tipo di, che io so di cosa parlo) a fanculo. Tipo chinaski, il cui sogno è (o era) diventare famoso e rifiutare gli inviti al Maurizio Costanzo (Show, che però non esiste più, pare). Andrei in un luogo lontano, abbastanza freddo da permettermi di avere il cervello lucido e abbastanza isolato ma con un paesaggio che regala pace all'anima.
Autoconvincermi che questo posto non mi stia stretto non è facile. A volte sì, a volte proprio no. Ogni tanto mi sento soffocare e non è giusto, e poi non so che fare. E allora non scrivo nemmeno qui, così non vi tedio...

Un romanzo rock

Per comprendere l'entusiasmo sono a pagina 182, e l'ho iniziato l'altro giorno con parecchie pause in mezzo. Non l'ho finito ovviamente, ma già lo consiglierei. Non a tutti sia chiaro. A chi non si annoia con gli elenchi di gruppi che con molta probabilità non conosce. A chi nonostante il suddetto elenco apprezza decisamente la scrittura che scorre via liscia più che mai, e la storia che comunque, almeno per ora e almeno a me, fa venire voglia di sapere come cavolo va a finire. Ogni capitolo consiglia un pezzo da ascoltare, certo l'ha fatto anche Medina Reyes, ma qui ci sono più capitoli e probabilmente consigli molto migliori. O sicuramente molto più "settoriali". Non è troppo alla Hornby, anche se alla fine Hornby non l'ho letto ma ho solo visto il film, e credo di non sbagliare dicendo di scordarci di avere di fronte un simil-High Fidelity, nonostante a tutti (quelle poche recensioni che ho letto su questo romanzo non mancano di farvi riferimento) v...

Anche a Babbo serve una vacanza...

Lo volete il post di Natale? Eccolo qui. Ricordarsi i nomi delle 9 renne, come noterete, è un gioco più difficile e divertente che ricordarsi il nome dei 7 nani, che tanto ormai Gongolo, l'eterno dimenticato, adesso se lo ricordano tutti... « Per Babbo Natale non era il giorno giusto. L’idea di farsi tre o quattro volte il giro del pianeta, gridando “ho ho” a Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donner, Blitzen e Rudolf e scarrozzare per il cielo lasciandosi dietro una scia di sbriluccicanti freschi fosforescenti gli era sempre piaciuta in fondo. Era come la notte della prima, e il tutto era molto hollywoodiano, compresa quella schifosissima Cacca Cola che lo costringevano a bere negli spot in TV. Ma quest’anno era diverso: peso sullo stomaco, sicuro che il costume rosso con il pelo bianco gli avrebbe tirato nel sedere e sulla pancia anche più dell’anno prima. Comunque sia, pensò, c’è una pipinara che mi aspetta e non posso deluderli. Ed ecco che Santa scende nella stalla:...

sottrazioni

Mi dispiace sempre abbandonare questo posto per così tanto tempo, ma non è che viene sempre voglia di dire qualcosa. Non perché sia un periodo brutto o bello, ma è che scrivere ogni tanto non viene, anche se vorrei che venisse. Oppure ogni tanto viene solo se poi puoi cancellare, lasciare lì per un po' e poi riscrivere, cancellare di nuovo, modificare ancora. E qui non lo faccio mai, mi dispiace perdere l'immediatezza, e allora scrivo dove nessuno legge, o scrivo solo con la penna della mente, nel foglio dell'immaginazione. Poi a volte leggo qualcosa di stimolante e mi torna la voglia. Oppure viene e basta. A volte scrivo dei post mentali che poi mi dimentico o decido di non scrivere, e mi dispiace, perché così spariscono. Avevo un post mentale bello pronto, ma ormai è svanito. Cercare di raccogliere i pezzi di immagini e parole rimasti ormai non ha senso. Chissà da cosa scaturiva, non ricordo più. Vorrei avere più costanza, vorrei avere maggiori capacità forse, forse meno ...

Cento cento... centouno...

Soundtrack: Hot Hot Heat - No, not now Il centesimo post... no un momento. Ero convinta che questo fosse il centesimo post, e invece ora mi accorgo che il centesimo era il precedente... a saperlo avrei scritto qualcosa di più intelligente [risate in sottofondo]. Ricominciamo. Il centunesimo post si è fatto aspettare lo so (non essendo il centesimo la cosa perde di senso a dire il vero), insomma, prima volevo aspettare l'occasione della laurea, poi dopo essermi laureata devo avere avuto un rigetto di scrittura (è solo una scusa: in realtà era mancanza di ispirazione. Che è un modo gentile per dire che volevo poltrire del tutto). Dunque mi sono laureata, ho già scritto il centesimo post, sto cercando lavoro. Queste sono le novità. Ciao. Ok ok, scherzo, scrivo qualcos'altro. Non ho vinto al concorso di scrittura a cui ho partecipato, ma questa non vale come "ultime cose che ho fatto", in effetti. Oltretutto quando leggi un libro che inizia con la frase «Il primo raggio d...

giorni a colori

Discorso a tavola con mio fratello: io: ma quand'è che c'è il medico di pomeriggio? lui: venerdì forse. io: no il venerdì è solo la mattina, il lunedì anche di pomeriggio. lui: ah sarà che mi confondo perché il lunedì e il venerdì hanno lo stesso colore. io: ah no, per me il venerdì è verde, il lunedì è rosso. lui: no il martedì è verde, la domenica invece è gialla... mia mamma: voi non siete normali.

Ieri...

Udine, ieri Sono in università e sto scrivendo a mano su un foglio bianco uno schizzo della presentazione della mia tesi, che ho consegnato in segreteria stamattina. E speriamo che vada tutto meglio che può. Che stranezza scrivere a mano dopo un bel po' che non lo faccio (a parte le firme degli 8000 documenti e moduli da firmare ogni volta che si deve fare qualcosa in questa benedetta università...). Sono talmente poco abituata che dopo tre righe la mano è già indolenzita, sarà per come tengo la penna, sarà perché ne è passato di tempo da quando prendevo giusto quel miliardo di pagine di appunti durante le lezioni di storia contemporanea, con il prof che in un paio d'ore (un'ora e mezzo grazie al fatidico quarto d'ora accademico di inizio e fine lezione) parlava sempre con lo stesso monotono tono di voce, e tu che inventavi le abbreviazioni più assurde pur di starci dietro (tipo stt=soprattutto). Eh sì, sto facendo la nostalgica. Non mi mancherà del tutto l'universi...

Yez

È arrivato il freddooooo, e il freddo merita un post, ma non oggi, devo scrivere il riassunto in tedesco della mia tesi. Mandi, buon freddo, copritevi, finalmente mi scrollerò di dosso questa estate che non voleva saperne di andarsene, poi arriverà il raffreddore e cambierò idea, ma finalmente ho freddo!

Fusa di testa

Ogni tanto ci penso, ma perché dovrei stare qui a scrivere cose che sapete già? E se non le sapete o non le volete sapere tanto mica venite qui a leggere. Poi mi ricordo che siccome sono molto divertente, a volte, forse saperle da me vi regala un sorriso, una risata di gusto, quindi penso che rendere questo prezioso servizio alla seppure esigua lista di persone che butta un occhio in questo blog è a volte una buona azione. D'altra parte però, è anche vero che il vostro eventuale benessere, di cui posso trovare riscontro solo nei commenti, o nel fatto che c'è ancora qualcuno che passa di qua per mezzo della "visita diretta" e non della casuale ricerca su google, non mi interessa proprio per niente ma mi fa guadagnare punti-autostima e punti-presunzione di cui vado oggettivamente ghiotta. Perciò, stavo pensando che potrei proprio scriverla questa cosa che pensavo e cioè che per esempio non sopporto le persone che dicono faccialibro invece di facebook, ma non quelli che ...

Cumpleaño feliz...

Oggi compio gli anni! E pure il mio blog compie un anno, in questi giorni.. avere avuto sedici anni per questi ultimi dieci anni è stato proprio bello... ^_^ Be'? Che c'è? Se li ho avuti una volta sedici anni li avrò per sempre no?

Tanto per dire che vivo ancora (almeno credo, se alito sullo specchio esso si appanna)

Volevo scrivere qualcosa di serio ma non so se mi viene, perché passo tutto il giorno a leggere cose serie, a scrivere cose più o meno serie (sì eccetto quelle che scrivo su facebook, chiaro, facebook non serve per le cose serie, almeno non per me), e adesso non sono sicura di avere ancora voglia di cose serie. Ho scritto «cose serie» in questo post già, vediamo dunque, quattro volte, ecco, quindi accontentiamoci. Fra tre giorni compio gli anni. Starnutisco ininterrottamente da circa maggio. Fa un cazzo di caldo a settembre, che io odio. Non settembre, ma il caldo. Intanto le graminacee fioriscono bel belle, come se fosse primavera; le zanzare non muoiono e in più entrano molto di più in casa perché fa comunque meno caldo che d'estate; non parliamo poi delle cimici che figuriamoci, con sto caldo ci sguazzano. E poi le persone col freddo si chiudono in casa, e io posso uscire e godermi il non-sovraffollamento (treno escluso, ma ormai lo prendo poco). E la bronchite non passa più. Io...

Parola di lupetto spelacchiato

Ebbene sì, tra le tante riprovevoli cose che ho fatto nella mia vita, c'è stata anche una piccola parentesi negli scout. Piccola, tristissima parentesi. Non me ne vogliano, sicuramente l'intento è buono, i ragazzi impareranno anche a fare qualcosa e non se ne stanno in giro a bighellonare e tutto quello che vuoi, conoscono amici con cui giocare ecc. ecc. Io però non ho imparato proprio niente. È stato un anno di perdita di tempo, tipo l'anno di naja ma in miniatura, di preziosissime domeniche mattina che avrei potuto passare a dormire, la cosa che più mi piace fare la domenica mattina da che sono nata. Non giudicatemi male, a me piace così. Comunque sia, un'amica mi chiede di andare agli scout, perché nel suo gruppo non conosce nessuno, e io prima penso "bof che rottura, mi sembrano strambi vestiti in quel modo", poi penso va be', magari ci si diverte e si gioca un po'. Oltretutto io quando mi metto a fare una cosa devo essere la più brava, o spiccare...

L'estate sta finendo ed era pure ora.

Sono ricominciate le cimici che cavolo. Una ogni sera (che poi forse è ogni sera la stessa a pensarci bene), ma almeno grazie alla zanzariera restano in terrazza. Fra un po' aumenteranno, si infiltreranno dappertutto, e me le ritroverò sotto le lenzuola, un giorno mi girerò ne schiaccerò una, oppure mi si infilerà in bocca, e partirà la temibile e terribile nota puzza che le caratterizza, realizzando in questo modo uno tra i miei incubi peggiori. O forse anche no, visto che per tutto l'autunno controllo la camera da cima a fondo prima di andare a dormire, soprattutto dietro le tende, sul "caselòt" della saracinesca, dietro la scrivania, dietro il letto, fra le pieghe delle lenzuola ecc. ecc. Ho anche affinato l'udito, riesco a captare la presenza di una cimice a 1 km di distanza, centimetro più, centimetro meno. Peccato per questi bastardissimi animaletti, se non fosse per loro sarebbe la stagione migliore dell'anno. Lo è comunque, ma sarebbe ancora migliore. ...