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Parola di lupetto spelacchiato

Ebbene sì, tra le tante riprovevoli cose che ho fatto nella mia vita, c'è stata anche una piccola parentesi negli scout. Piccola, tristissima parentesi.
Non me ne vogliano, sicuramente l'intento è buono, i ragazzi impareranno anche a fare qualcosa e non se ne stanno in giro a bighellonare e tutto quello che vuoi, conoscono amici con cui giocare ecc. ecc. Io però non ho imparato proprio niente.
È stato un anno di perdita di tempo, tipo l'anno di naja ma in miniatura, di preziosissime domeniche mattina che avrei potuto passare a dormire, la cosa che più mi piace fare la domenica mattina da che sono nata. Non giudicatemi male, a me piace così.
Comunque sia, un'amica mi chiede di andare agli scout, perché nel suo gruppo non conosce nessuno, e io prima penso "bof che rottura, mi sembrano strambi vestiti in quel modo", poi penso va be', magari ci si diverte e si gioca un po'. Oltretutto io quando mi metto a fare una cosa devo essere la più brava, o spiccare per qualcosa, perciò poteva essere una sfida interessante.
E invece no.
Fazzolettone giallo, a non so, immagino 8 o 9 anni, cioè la più grande dei cuccioli solo perché come al solito comincio una cosa quando gli altri l'hanno già iniziata da un po', perché nemmeno so che esiste, e perché, soprattutto, la domenica mattina come ho detto era sacra. Va be'.
Ma io già a 9 anni ero più intelligente della maggior parte dei miei coetanei, figuriamoci di quelli più piccoli di me, che mi sembravano proprio appena usciti dall'asilo nido... ma va be', passo il tempo con la mia amica e va bene comunque.
No, non va bene, invece! Perché lei se ne va, avendo da un certo punto in poi tutte le domeniche impegnate e io resto lì, pindula, e non conosco più o meno nessuno e non mi interessa conoscere nessuno, perché mi sembrano tutti antipatici e fissati con sta specie di scoutismo-escursionismo-o-che-bella-la-montagna-e-la-natura-e-tutti-in-chiesa-la-domenica-mattina-mi-raccomando.
Uhm. Sì, no, io a 9 anni me ne frego della montagna, della natura, degli uccellini, e soprattutto della chiesa, di cantare le canzoni idiote e morire di freddo nelle passeggiate in mezzo ai campi. Io a 9 anni voglio andare al mare d'estate, la montagna mi significa tornanti che mi significano regolare nausea, e mi bastano le gite domenicali con il papà per farlo contento quelle poche volte che è a casa per soffrire di conati dalla partenza fino al ritorno a casa. A me d'inverno piace stare al calduccio, leggere, guardare film, giocare con il tralix, scrivere, non correre fuori col fango, che ha appena piovuto, e prendermi il raffreddore.
Ma va be', arrivava l'estate e c'era il campo. Certo avevo disertato (ah, quanto somigliava entrare all'esercito entrare negli scout) per metà inverno, ma il campo era un'altra cosa. Si stava a dormire fuori, e finalmente mi cambiavano quel cazzo di fazzolettone, e magari mi avrebbero insegnato qualcosa di più di quattro canzoni idiote e fare due nodi (dopo quasi vent'anni i nodi ancora non mi sono serviti, per la cronaca).
Cambio di fazzolettone. Pensavo ci sarebbe stato il fuoco, lo si bruciava e ti davano l'altro. No, ci doveva essere anche una specie di rito. Tu seduto in mezzo a un cerchio formato dai tuoi fottutissimi capi, capisquadriglia e via dicendo. E tutti lì a giudicare il tuo "operato". E tu, cosa assurda, non puoi ribattere. Cioè, magari uno dice una enorme bugia, e tu devi stare lì a sentirle? Ma io dopo ti prendo e ti butto giù per il primo dirupo e ti tiro dietro il cazzo di fazzolettone da lupetto! Perché ragazzini sono ragazzini e dicono balle finché vogliono, per fare bella figura coi capi. Maledetti.
E così mi sento dire dal mio caposquadriglia, che ha un anno più di me e ancora oggi ha tutta la mia disistima, che sono brava ma a volte chiacchiero quando c'è da fare silenzio... certo non aggiunge che è lui che dice cazzate, e allora se parla lui che è il capo io rispondo (altrimenti mi addormento per la noia, aggiungerei). E io penso: esercito. E penso: io sono brava, a casa obbedisco, faccio tutti i compiti, leggo, preparo la tavola, lavo i piatti, preparo la moka per il caffè (si già lo bevevo) e nel tempo libero devo farmi dire cosa fare e cosa non fare? Quando parlare, quando non parlare? Io so già quando bisogna stare buoni, perché sono educata, e gli scout invece sono solo gli scout, e parlo quando mi pare. Disciplina: ma per favore!
Ma la goccia che fa traboccare il vaso: all'inizio ci andavo perché era una delle prove da superare, quella di andare a messa ogni domenica, loro ti vedevano e dicevano brava ci è andata. Finita la prova, basta messa per me, il che mi permetteva di andare agli scout un'oretta più tardi, e quindi dormire un po' di più. Certo non aveva alcun senso andare a messa, niente di quello che facevo agli scout aveva senso. Dovevo far vedere che sapevo saltare la corda, a parte che erano anni che lo sapevo fare, comunque non mi è più servito negli ultimi vent'anni saper saltare la corda, proprio come saper fare i nodi. Figuriamoci la messa. Ma se ci ero andata giusto l'anno in cui dovevo fare la comunione!
Be', non lo sapevo che gli scout erano cattolici, poi la mamma mi ha detto cosa voleva dire Agesci... ah, va be', bon mamma mi sono stufata non ci vado più.
Quando poi ho scoperto che esisteva anche l'Acr ho pensato che tutto sommato ero stata fortunata.

Commenti

magma ha detto…
Ho avuto a che fare con degli scout piuttosto cresciutelli (trent'anni suonati) e non posso che confermare tutte le contraddizioni e le falsità che in questo articolo (anche molto divertente, peraltro) hai messo in evidenza!

Se mai volessi parlarne nel mio, di blog, ti chiedo l'autorizzazione di citare qualche passo, con, ovviamente, il link alla fonte. :-)

A presto! Daniele
Miky ha detto…
fai pure, ma le denunce e gli avvocati te li accolli tu... io sarò già scappata grazie al mio conto in banca svizzero.

del nostro meglio! ^^

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