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Un sogno

La notte scorsa ho fatto un sogno stranissimo, o forse no. Ero in una città nuova, sconosciuta, ma probabilmente ero lì da un po' di tempo perché seppure circondata solo da persone che non conoscevo, in luoghi a me non familiari, avevo un'amica. C'era questa ragazza (totalmente inventata dalla mia fantasia) seduta con me a un tavolino di un bar, all'aperto, anche se faceva freddo perché indossavamo tutte e due cappotto, sciarpa e berretto e bevevamo un caffè caldo da un lungo bicchiere di carta. A un certo punto ci raggiunge anche la madre della ragazza, e anche lei l'avevo già conosciuta. Una donna sorridente, con i capelli lunghi color rosso fuoco. Diciamo qualcosa, non ricordo cosa, e poi la ragazza, l'amica nuova di questa città sconosciuta, mi dice una cosa che suonava tipo: "Non dobbiamo fare tutte le cose insieme, non serve che ci diciamo niente se non abbiamo voglia di andare nello stesso posto, va bene lo stesso". Poi mi rivolge un sorriso, si...

Fragranza

  Qualche volta, piano piano, quando la notte si raccoglie sulle nostre fronti e si riempie di silenzio, e non c'è più posto per le parole e a poco a poco si raddensa una dolcezza intorno come una perla intorno al singolo grano di sabbia, una lettera alla volta pronunciamo un nome amato per comporre la sua figura; allora la notte diventa cielo nella nostra bocca, e il nome amato un pane caldo, spezzato. ( Mandate a dire all'imperatore , 2010) Quando leggo questa poesia, una delle mie preferite di Pierluigi Cappello, forse una delle mie preferite in assoluto, riesco a sentire l'odore del pane, uno dei profumi più buoni che esistano al mondo. So poche cose di questa fine di anno intensa, a volte difficile, ma insieme anche così piena di vita, una di quelle poche cose è che, anche in sua assenza, l'odore del pane riuscirò a richiamarlo, e a sentirlo, sempre.

Coperte morbide

È autunno ma è tornato un po' di caldo e apro le finestre intorno a mezzogiorno per farlo entrare, perché questa casa è fredda e io tremo un po'. Da qui sento i bambini nel cortile della scuola giocare e gridare felici. Anche da casa mia, la prima, quella in cui ho vissuto per vent'anni circa, si sentivano i bambini del cortile di scuola. Prima c'ero anche io, poi erano altri. Ora, in questo cortile nuovo, c'è la mia bimba. Tutti i cortili di scuola sembrano uno, i sassi, gli alberi, le grida. E non c'è niente di più malinconico di passare davanti a un cortile di scuola vuoto, quando sai che sono tutti dentro e l'eco di quelle urla è pur sempre ancora lì, nelle tue orecchie. Sento ancora il mio, di quando ero bambina io. Anche il mio cane cerca il tepore e dopo pranzo si posiziona dove per circa una decina di minuti il sole si riflette sullo specchio dell'armadio di camera mia. Che poi è dove lavoro, anche, così mi fa compagnia. Quando sentiamo un po...

Read me your favorite line

Non è forse la richiesta più bella da fare a una persona? Leggimi il tuo verso/la tua frase preferita... And we all seem to need the help of someone else To mend that shelf Of too many books Read me your favorite line Ho riascoltato questa canzone in macchina la settimana scorsa, in autunno lei ritorna sempre. Sembra triste, è vero, ma alla fine mi fa stare bene, che poi è quello che conta. Fuori tempo massimo rispetto al mio compleanno, la settimana scorsa mi sono fatta anche un altro regalo: il cofanetto dei corti di Buster Keaton! Chissà, forse le serate in solitudine che mi aspettano questa settimana le impiegherò così, riprendendo in mano qualche fissa che avevo anni fa e che poi ho abbandonato (fondamentalmente per mancanza di tempo…). Ammetto che ogni tanto ho proprio l'impressione che, un po' per come va la vita, e un po' perché ho questa tendenza ad anteporre gli altri a me, mi sto perdendo qualcosa di me. Ed è forse questo il malessere di cui parlavo nell'altr...

Forse. Chissà.

  Chissà se un giorno poi riuscirò a dare forma, o un nome, o un motivo al mio malessere, che ogni tanto mi sembra di gridare ma mi sembra che nessuno sia lì a sentirlo. O forse sono io che lo rendo grande e invece è davvero insignificante – e risolvibile – come tutto il mondo sembra pronto a dire che sia. Forse un giorno riuscirò a scriverlo, a disegnarlo, a dargli un colore, un motivo, una razionalizzazione che oggi non so. Mi sembra di non meritarmi di lamentarmi di nulla e forse per questo poi alla fine è sempre il silenzio a vincere.  Forse un giorno riuscirò a capirlo e forse, allora, finalmente, farlo capire. Forse. Chissà. E poi domirò bene, e non scenderanno lacrime e non mi sentirò più sbagliata, o annoiata, o ingrata.  Forse. Chissà.

Un po' di compleanno e di cose varie

Quando il compleanno capita di lunedì, finisce per essere sempre un po' sottotono. Nonostante questo, mio marito ha prenotato a sorpresa e mi ha portata fuori a pranzo, le mie "amiche di Telegram", come le chiamo io, mi hanno fatto regali a sorpresa e il tiramisù mi è venuto buonissimo. Sono riuscita a incontrarmi con la mia amica storica un po' per il rotto della cuffia prima della sua partenza, ma ce l'abbiamo fatta. Peccato per la febbre a 39,5 di mia figlia e la settimana di bronchite che ne è seguita. :/ Ieri sera Dafne era già a letto e d'improvviso mi chiama in lacrime: ieri è rientrata a scuola dopo la settimana di assenza e quindi ha dovuto recuperare parte del lavoro fatto... e si è ricordata o resa conto di aver (forse) sbagliato non so cosa. Poverinaaaaa, che tenerezza infinita, aveva questi lacrimoni che scendevano sulle guance… spero che le mie rassicurazioni sul fatto che a scuola nessuno si aspetta che sappia già fare tutto o tutto giusto siano...

Un mondo dentro

Nessuno ci conosce mai del tutto, no? Neanche noi fra l'altro. Abbiamo tutti, credo, un mondo interiore che è solo nostro, e a me sembra che il mio mondo interiore sia particolarmente vasto. Sarà che sono orsa e sto molto per conto mio, che leggo tanto e vago molto (troppo?) con la testa, che mi faccio un sacco di domande e mi do il doppio delle risposte... E non so nemmeno quali siano quelle giuste. E mi chiedo se confondo un mondo interiore vasto con la voragine che sento dentro. Se quel mondo interiore mi serve e mi è servito per riempire un grande, grandissimo vuoto. Qual è l'unica cosa che mi sembra di dare tanto, tantissimo e che nel mentre mi riempie? Amore e affetto. Di chi c'è sempre e anche di chi e per chi non vedo mai e sento solo virtualmente. Forse è dall'amore per mia figlia che ho imparato che cos'è il dare incondizionato, senza voler nulla indietro. Ho imparato anche che si può applicare anche agli altri, se ti fidi. Forse mi ha reso vulnerabile com...

Abbracci

Nulla può rovinare il giorno del mio compleanno! A parte la vittoria di Giorgia Meloni.  Ops. Mi aggrappo al messaggio di speranza che ho letto sul profilo di Matteo Bussola , seppur convinta ci aspettino tempi duri. Ma questo posto è un luogo dove voglio svagare la mente e parlare di politica non è certo il mio forte, quindi scusate ma voglio provare ad andare altrove... A volte capitano cose inaspettate, che spiazzano, che ti fanno barcollare e che ti tolgono un po' l'equilibrio. Restare destabilizzati però fa anche sentire vivi, no?  A volte poche parole dicono molto quando altrove tante non dicono nulla. A volte succede che in mezzo a tutto il casino che è la vita ti capisci più di quando sembra tutto chiaro e calmo e pacifico. E ti fai anche un po' paura. A volte invece sembra tutto lì, a un soffio da te ma sei ormai senza fiato. E ti accorgi che non tocchi. A volte riempio i buchi del non detto e mi chiedo se è solo invenzione o se c'è verità, disegno i contorni d...

Di estate e di storie

Agosto funziona così per me, come un buco nero, ma lo è in senso positivo. Finisco l'ultima cosa di lavoro e poi, quando so che davvero posso smettere di preoccuparmene, smetto. Di solito sono tre settimane scarse, ma in quelle settimane non faccio fatica a staccare dal lavoro. Non ci penso più.  È stato talmente buco nero, questo agosto, che ha risucchiato anche altre cose. Per esempio stamattina mi sono resa conto di essermi completamente dimenticata che un libro che avevo ordinato non solo mi era arrivato, ma l'avevo anche sfogliato un po' e poi riposto in libreria in attesa del suo momento. C'è stato un attimo in cui ho pensato: ma io ho solo sognato di averlo ordinato? Oppure è arrivato mentre ero via e il corriere non mi ha lasciato nulla? O sono rincoglionita proprio (spoiler: l'ultima opzione è quella giusta).   È anche vero che il ritorno al lavoro in genere non mi pesa. Mi pesa solo che durante l'anno fatichiamo a concederci pause un pochino più lunghe...

E ricomincio da capo

Cosa posso dire? Sto in ansia, come tutti. Leggo notizie, seguo inviati, cerco di distrarmi, di non pensarci – privilegio – poi sento gli aerei che partono da Aviano, i movimenti della base e la testa torna lì. Leggo approfondimenti, provo a capire, a capire cosa sarebbe meglio, come se, trovando una delle soluzioni migliori possibili significasse che, se la trovo io, figurati se non ci pensano loro. Io non la trovo, ma io sono solo io. Cerco di razionalizzare, continuo a lavorare, a pensare alla mia famiglia, ai suoi bisogni, al qui e ora, divento fatalista – preoccuparmi a che serve? Cosa cambia? – faccio una donazione, raduno abiti e coperte, ritorno alla mia vita, al mio lavoro. Poi mi dico "eh, ma anche tutte le altre, tutte quelle di cui si sa poco". Così mi sento anche un po' peggio. E ricomincio da capo. La notte dormo ma se mi sveglio non dormo più per un pezzo. E ricomincio di nuovo da capo. Leggo libri, non li leggo, guardo cose leggere per staccare la testa – ...

Il centro

  Ah, mi dico a volte, se non ci fossero quei libri, quei film, o quelle canzoni che ti mettono i brividi non piangerei quasi mai. Spoiler: non è vero per niente. Sono in isolamento, ho avuto anch'io questa maledetta variante Omicron che è stata solo un raffreddore ma adesso giro di tamponi, quarantena, tamponi di uscita – per me e per mia figlia, maneggiare fazzoletti di bambina cinquenne non è stato indolore – problemi organizzativi, weekend con amiche saltato, ma io sempre brava, sempre di buonumore, a tifare da lontano perché si sa che nella vita i problemi sono altri. Non che non abbia pianto per aver saltato il weekend a cui tenevo molto. O perché organizzare il lavoro diventa difficile e stancante in questo modo. O perché sono circondata da persone a cui non frega un cazzo di niente se non di sé stesse. No perché noi qui a fare il possibile e gli altri che se ne fregano e neanche si fanno i tamponi con i sintomi. OKAY. Poi però mi accorgo che non è vero, non tutti sono così,...

Se niente importa

Nessuno è perfetto e per carità ci mancherebbe, ma poche cose mi danno fastidio come l'incorenza delle persone. E non l'incorenza della serie ieri la pensavo così, oggi ho cambiato idea, questo fa parte del normale evolversi della vita. Ma l'incorenza del finché va bene a me okay, quando non mi va bene, allora no, si fa come va bene a me. Queste sono le cose che mi fanno ribollire il sangue nelle vene. Egoismo è la parola che più mi passa per la testa negli ultimi tempi quando mi guardo intorno, e diciamolo, ne ho anche un po' le palle piene. Ma d'altra parte non dovrei neanche più sorprendermi, ho capito da un bel po' di tempo che alcune persone sono e sono sempre state così. Lo so, iniziare con amarezza il primo post di gennaio del 2022 forse non è di buon auspicio. Ma dei buoni auspici poco me ne faccio. Me ne faccio di più dell'energia che mi ribolle dentro quando qualcosa mi smuove sentimenti profondi, anche se non sempre positivi, e la incanalo tutta i...

Santa Claus in Trouble

Forse qualcuno l'aspetta come sto aspettando io l'arrivo del corriere che deve prendermi dei pacchi, forse qualcuno l'aspetta come si aspetta che ti servano quel krapfen alla crema pasticcera sul quale stavi sbavando da dietro al bancone prima di sederti a ordinare, forse qualcuno l'aspetta come si aspetta la tredicesima (beati voi che ce l'avete), forse invece qualcuno l'aspetta come si aspetta la fatidica domanda "E tu che fai a Capodanno?", forse qualcuno non l'aspetta proprio perché non ne conosce l'esistenza. Sia come sia, è arrivato il momento di raccontare anche quest'anno la storiella di Natale. Che forse devo modificare un po', perché ho idea che non stia invecchiando benissimo. «Per Babbo Natale non era il giorno giusto. L’idea di farsi tre o quattro volte il giro del pianeta, gridando “ho ho” a Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donner, Blitzen e Rudolf e scarrozzare per il cielo lasciandosi dietro una scia di ...

Un po' di cose e di quasi niente

  Comunque non lo so come hanno fatto quelli che hanno abbandonato i loro blog, per me ormai è un pezzetto di me. E anche ci fosse una sola persona che ogni tanto viene a vedere se sono ancora viva, mi piace l'idea di rassicurarla che sì, sono ancora viva. Ho visto anch'io la serie di Zerocalcare, e ho pianto e riso tanto e ripensato a cose del mio passato perché lui ha sempre raccontato un pezzo di noi, di me di sicuro. Be', ve lo dico, questa volta ha raccontato un altro pezzo che quasi quasi avevo dimenticato. Non è un periodo facile, questo. Non mi sento felice per gran parte dei giorni e forse nessuno lo sa. Forse lo sto mettendo qui perché voglio capire se è vero o se sto dicendo una cosa non vera. Ma mi sembra abbastanza vera. Eppure, per fortuna, non mi sembra una cosa irreparabile. Se fossi infelice e con la sensazione che questa cosa non potrà cambiare mai, allora sì, avrei bisogno di aiuto concreto per invertire la rotta dei miei pensieri. Sono solo consapevole c...

Tempo che passa

Transiti di Rachel Cusk è un breve romanzo che sembra più la raccolta di tanti racconti. La voce del narratore quasi sparisce di fronte alle storie dei personaggi che incontra, che diventano man mano i protagonisti. Ci sono pagine di narrazione molto belle e piacevoli, riflessioni che possono scaturire da qualsiasi fatto apparentemente insignificante, come l'acquisto di un cane. Sembra dire che ogni azione, come ogni uomo o donna dell'orbe terracqueo, possono avere alle spalle una storia che, se sei capace di raccontarla, ha la potenzialità di diventare un racconto interessante. Rachel Cusk ha senza dubbio questa capacità.   Quando abbiamo smesso di capire il mondo è una serie di racconti-aneddoti che prendono spunto da personaggi e fatti veri per poi discostarsene completamente e diventare piccoli nuclei di racconti inventati, collegati fra loro in modo che, se fossero veri, darebbero quasi un filo conduttore capace di collegare alcuni fra i principali eventi storici e scien...

Confessioni

Devo dirlo, ultimamente ho pensato abbastanza seriamente di abbandonare il blog. Non ho ancora deciso cosa farò, magari morirà da solo così, senza annunci eclatanti, ché tanto. Questo ultimo periodo è stato molto intenso, molto lavoro, organizzazione con la piccola, pensieri vari... Ieri ho fatto anch'io la prima dose di vaccino, chissà, si tornerà alla quasi normalità? Almeno sto bene e, a parte un po' di dolore al braccio, non ho avuto altro.  Mio marito lavora di nuovo per la multinazionale, anche se in modo diverso, mi sembra felice. Ma c'è di meno a casa, quindi sono un po' più affaticata anch'io. Mi manca un po'. Dafne cresce, cresce tantissimo e a vista d'occhio, mi manca moltissimo quando era piccolina, ma d'altro canto apprezzo molto le cose che potenzialmente posso fare ora. Ho letto pochissimo, quasi nulla, perché è un periodo che va così. Non me ne cruccio perché leggo per lavoro comunque, e perché non vale la pena crucciarsi. Tornerà il mome...

Brindisi

  Proprio all'inizio della zona gialla (quindi dieci giorni fa), hanno messo la classe di Dafne in quarantena. Avete presente la sensazione di essere arrivati finalmente in cima a una montagna per poi scoprire che manca ancora un pezzo, il più ripido, per arrivare davvero alla meta? È esattamente così che mi sono sentita quel lunedì mattina, quando ci hanno chiamato per una positività nella classe di mia figlia. Se fino a prima eravamo in zona arancione con tutte le restrizioni del caso, ma almeno scuola-parco-giri in bici erano possibili, adesso ci ritrovavamo con la piccola a casa da scuola e senza nemmeno poterla far svagare fuori dal cancello di casa. E per fortuna che abbiamo un giardino. E una bambina particolarmente brava, devo dire. E così ho finito le ultime cose di lavoro fra lunedì e mercoledì, poi mi sono presa qualche giorno per dedicarmi a lei e togliere un po' di peso al papà. Che per fortuna in questi giorni è a casa causa cambiamenti lavorativi in atto. Insomma...

Esplosione solare

Ultimamente aggiorno poco, scrivo poco, leggo anche poco. Voglio pensare che sia il periodo, oltre al lavoro che impegna, e la famiglia che impegna dopo il lavoro, ma non sono sicura che il motivo sia questo. Forse ho perso slancio, o forse ho perso motivazione. Non saprei. Ma qualche cosa la dico, così, tanto per farvi sapere come va. 1- Sono stata costante e ormai corro circa un giorno sì e uno no. Oggi ho sfiorato i 5km a 5'33'' al km e sono orgogliosa di me. Ma soprattutto, mi sento bene, mi sfogo fisicamente e libero il cervello dai pensieri, nonostante non sia la mia attività preferita. 2- Mi ostino a leggere, anche se ho avuto qualche settimana di sconforto che mi ha fatto passare la voglia. 3- Per l'ennesima volta, sento che vorrei dirigere le cose un po' più in su, alzare un po' l'asticella, ma non so bene come. Ci rifletto, cercando di capire come fare, per una volta, a scansare o cavalcare l'ondata di impegni con cui ogni volta la vita riesce ...

Sbocceremo ancora

Passo veloce, perché naturalmente ora si gioca agli incastri fra bambina a casa da scuola e lavoro. Forse passo veloce anche perché ho perso un po' la voglia di scrivere, mi dispiace, ma mi sa che è proprio così. E credo di sapere perché l'ho persa: perché sono stanca. E annoiata. Non annoiata davvero, il lavoro non manca e il resto da fare c'è sempre, ma annoiata della continua ripetizione degli stessi schemi. A un certo punto passerà, questa situazione finirà, si tornerà a viaggiare e a muoversi liberamente, a passeggiare sotto il sole, come ho fatto stamattina con canetto e la musica dei R.E.M. nelle orecchie, ma senza restrizioni, con i pensieri altrove. Per ora ancora no, per ora teniamo ancora duro, sperando che sia davvero ancora solo per un po'. Siamo stanchi e un po' avviliti, ma cerchiamo di tenere il sorriso sulle labbra e di rilassare gli animi, non per nascondere la realtà, ma per dare alla realtà la possibilità di essere migliore. Soprattutto per i nos...

Distrazioni

In questo periodo di grandi incertezze, ci sono pochi momenti che mi rimettono in pace con il mondo come quando leggo, quando sto con la mia famiglia, quando passeggio in montagna o comunque in mezzo alla natura. Sto con la mia famiglia sempre, più o meno, ma ci sto veramente quando dimentico di avere uno smartphone. Quindi ciò che accomuna le tre attività, oltre al piacere in sé di farle, è stare lontana dalle distrazioni digitali. A questo proposito, ho letto un saggio molto interessante che si intitola 8 secondi , di Lisa Iotti (ilSaggiatore). Il titolo rimanda alla convinzione diffusa che l'attenzione di un pesce rosso su una cosa duri non più di 8 secondi: a quanto pare ci stiamo avvicinando pericolosamente a quel record negativo. L'autrice ha fatto delle ricerche, recandosi in diversi istituti dove scienziati stanno cercando di capire quali possano essere gli effetti a lungo termine dell'uso sempre più massiccio di smartphone e social network. Lo consiglio davvero a t...