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Giro di boa


Quando ero alle elementari, almeno per i primi 3 anni non ci facevano usare il diario per scrivere i compiti. Be', all'inizio per forza, non sapevamo nemmeno scrivere (alcuni di noi sì, mia mamma me l'aveva insegnato, ma insomma, ci siamo capiti). E io ogni anno mi compro un'agenda, perché mi piacciono gli articoli di cartoleria, perché ci sono agende molto belle, perché mi piace l'idea di annotarmi le cose che devo fare e a volte mi ci metto d'impegno e le annoto sul serio: scadenze, appuntamenti eccetera. Un modo per mettere ordine.

La verità è che lo faccio solo per usarla, l'agenda che a dicembre ho tanto desiderato, ma poi non vado mai a vedere quello che ho scritto perché mi ricordo tutto a memoria. Non c'entra se le cose siano tante o poche, se gli orari siano flessibili o fissi, io guardo l'agenda di rado e giusto per una conferma di quel che già so. Insomma, mi ritrovo alla fine che a casa ho tutta una serie di agende mezze vuote. Non sono enormi, ma vi assicuro che di spazio bianco ce n'è proprio tanto... e non perché poi siano stati anni vuoti di cose, anzi, forse erano talmente tanto pieni da non lasciarmi il tempo di annotare nulla.
D'altra parte, un'agenda non è mica un diario personale dove vai a scrivere un resoconto della giornata, serve più che altro per annotare cose da fare. Ma anche no, ogni tanto mi ci scappa lo stesso un sentimento (per es. uno smilzissimo smile per dire che quella cosa che devo fare o che deve succedere la attendo con gioia).

Sono partita dall'agenda per dire che ora mi sembra di avere fatto un giro di boa. Anche se non è gennaio e non inizia un nuovo anno, anche se non è settembre e non si ricomincia dopo la pausa estiva... anzi, l'estate è alle porte e la voglia di vacanze pure. Ma magari luce e caldo quest'anno contribuiscono al buonumore.
Non so come, né perché, non è successo nulla di speciale e forse le ultime settimane ero angosciata perché il lavoro e la primavera mi facevano svegliare stanca e affaticata prima di iniziare la giornata. Resta il fatto che mi sento di nuovo in carreggiata, e anche incoraggiata, se vogliamo fare un gioco di parole. E sono molto molto contenta di questa sensazione, nonostante solo pochi giorni fa mi lamentassi del fatto che non riuscivo a lavorare bene come volevo per una serie di contingenze avverse sulle quali per altro non avevo alcun potere. Forse è il fatto che chiusa una pratica (cioè un lavoro che mi aveva messo un po' d'ansia) adesso posso ripartire con la calma, fare bene, fare meglio (forse è anche che pretendo sempre tanto da me e quando non riesco a fare come desidero mi incazzo. D'altra parte non è certo accontentandosi che ci si sente soddisfatti. Dico soddisfatti sul serio, in genere per me «chi si accontenta gode» vale poco e pure Ligabue – che per inciso non mi piace, ma se vogliamo prenderlo come misura di diffusione di una verità assodata, allora può anche andare bene – pure lui, insomma, diceva «così così»).

E niente, volevo dire che eccomi qui, all'improvviso sono riuscita a riaccendere un interruttore e riesco a rivedermi come volevo vedermi e mi sento talmente piena di gioia per questo che ho quasi paura a dirlo. Alla fine, bastava premere il pulsante, come sempre.


Commenti

Riccardo Giannini ha detto…
Ciao Miky,
mi fa piacere che tu abbia trovato il pulsante e sia ripartita. Anche io a mio modo sono ripartito; uno sfogo che qualcuno di voi ha letto mi ha fatto bene, è stato come quando si ha la febbre :D.

Poi c'è da dire che l'estate è double face per me, nel senso che non sopporto i caldoni eccessivi che ormai sono una consuetudine degli anni 2000, ma ovviamente non posso lamentarmi..delle FERIE :D.

Ma il tuo post mi piaceva anche perché hai parlato di..agende.

Io sono sempre stato agenda-addicted.

Da piccolino le usavo per scrivere le formazioni delle squadra di calcio e per fare i disegni. Se ripenso a quante agende consumavo :D, per fortuna una volta non c'era la miseria\spilorceria delle ditte, le agende piovevano praticamente.

La passione per l'agenda è rimasta. Ne uso una all'anno, sempre per il calcio (eh sì, il mio archivio di formazioni, appunti, che mi serve per il lavoro).

Poi la mia amata agendina, quelle in cui la settimana è spalmata in due giorni.

E' fondamentale per annotare i compleanni e le ricorrenze. Ci segno anche appuntamenti, corsi. E metto anche io faccine o piccoli segni grafici.

W le agende!

franco battaglia ha detto…
Io tengo tutti gli anni un'agenda.. ma più che le cose da fare, ci annoto le cose fatte: biglietti di cinema e teatri, cene, ristoranti, gite, visite, risultati della mia squadra, vacanze, compleanni, feste, escursioni... poi ogni tanto ne apro una tipo di 7/8 anni fa, e si spalancano scrigni incredibili... ;)
Riccardo Giannini ha detto…
Franco = accumulatore compulsivo :D
franco battaglia ha detto…
ahah... ormai non posso nascondere più nulla... ahah
Mareva ha detto…
Succedono anche a me questi momenti. Esplosioni di energia dove tutto ti sembra possibile. Ti fanno capire che non tutto è perduto.

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