Passa ai contenuti principali

O scrittura o vita

Le giornate ultimamente sono lunghe e impegnative, e a parte il post sul libro dell'altra volta, ho pensato più volte di venire qui a scrivere delle cose.
Volevo scrivere di calle nei fossi e papaveri, di ricordi di mia nonna e di un vaso di fiori freschi in mezzo al tavolo della sua cucina, di gambi tagliati e di fresche penombre, di un maggio piovoso che ha portato un po' di influenze e un compleanno ancora da finire di festeggiare.
Forse quando ho poco tempo per scrivere tutto sommato significa che sto vivendo di più la vita vera senza stare a raccontarla troppo, forse dovrei cogliere l'occasione per trovare una sintesi, essere meno esplicita, sforzarmi in una scrittura meno didascalica.
A volte sento il fiume di parole scorrermi dentro e vorrei dargli un recipiente che lo possa cogliere e circoscrivere senza alterarlo, ma forse alla fine questo proprio non si può fare.
Ma di recente mi hanno anche assegnato un lavoro che di solito non faccio mai, e sono contenta perché uscire un po' dalle solite mi dà sempre uno scossone e voglia di fare.
Quindi il tempo è poco anche per questo, e poi le belle giornate si stanno timidamente affacciando, e quindi passeggiate, giri in bici, scivoli all'aperto e coni gelato.
Con tutta questa vita, che a scriverla ormai non basta più...

A presto!

Commenti

Post popolari in questo blog

Oggi è proprio autunno

Stamattina io e la piccola abbiamo girato la pagina del calendario. È arrivato ottobre, la mia settimana di compleanno è ufficialmente finita e tornerò nel mio angolino buio, basta luci della ribalta (ahahah, scherzo, sto esagerando ovviamente, nessun angolino buio e nessuna luce della ribalta, fra l'altro).
Ricapitoliamo: 26 settembre auguri in ogni dove: Facebook, ovviamente, al telefono da parenti e amici vari, più qualche altro messaggio gradito e a suo modo importante. Ma soprattutto il "Tanti auguri a te" cantatomi da amore & amorina figlia, la quale una volta finita la canzone ha subito detto: MAMMA, TORTA! (Ehm, amore, la mamma deve ancora prepararla). Regalo: borsa-zainetto IfBags gialla grigia e con disegnati piccoli cactus (era uno di quei regali su richiesta, lo ammetto). Sera: salto la palestra per festeggiare con la torta (che nel frattempo ho preparato) e una bottiglia di Bollinger. 27 settembre: sono arrivati gli occhiali, e mi stanno benissimo. Io f…

Disordine

ERRATA
Non sai mai dove sei.
CORRIGE
Non sei mai dove sai.
(Giorgio Caproni)
Questa poesia – una delle mie preferite quando avevo quindici anni – mi è venuta in mente in questi giorni di piccole confusioni emotive, caos lavorativi, stanchezza da notti un po' insonni, pensieri sullo scorrere del tempo. Quando impari una cosa arriva una nuova lezione che ancora non conoscevi. Indugiare sempre e solo su quello che già sappiamo non può arricchirci, a volte dobbiamo andare a esplorare confini e a volte capiamo che è meglio lasciarli stare. Piccoli giochi di equilibri.
A volte dobbiamo esporci un po' di più per capirci un po' meglio, e anche accettare quello che siamo senza volerci troppo male. Che poi l'importante è sempre solo una cosa: rispettare se stessi e rispettare gli altri. Ovunque, sempre, comunque e in ogni ambito. Ci sono momenti in cui mi sembra che mi sto sforzando tantissimo, in tutto. Altre mi pare che non lo faccio abbastanza. Altre ancora che dovrei solo r…

8/52 Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala!

Credo di essermelo detta tante volte, in momenti di difficoltà. Una frase che però nessuno mi ha mai detto, parole che non pronuncerei, penso, a nessun altro. Solo a me stessa, perché è con me che sono ipercritica, e a me stessa che dico che non devo mollare, che devo trovare l'opportunità nella difficoltà, che non devo darla vinta all'indolenza o allo sconforto, perché le risorse che possiedo, e lo so bene, sono tante. Ed è così che mi sento la maggior parte del tempo, cercando di limitare le negatività e credendo più nella possibilità che nell'impossibilità. E con le persone importanti nella mia vita, quelle di adesso e quelle che ci saranno in futuro, faccio lo stesso: no, dire te la sei voluta non serve a spronare una persona a fare meglio, è un po' come dare una colpa ed è quasi come arrendersi, scaricare responsabilità quando qualcuno chiede aiuto. Perciò no, non dico adesso pedala, magari dico altro, qualcosa che suonerebbe come un Puoi pedalare, sei in grado di…