Passa ai contenuti principali

La nausée, o meglio, la chinetosi

Volevamo andare in montagna ma pioveva sempre.
Stamattina mia figlia mi ha vomitato tutto il succo di frutta sul giubbotto.
Sto correggendo una traduzione dallo spagnolo fatta abbastanza di schifo.
Abbiamo finito di vedere Il metodo Kominsky divertendoci molto.
Abbiamo iniziato Dark e Nightflyers, ma mi sa che dovremo anche infilarci in mezzo qualcos'altro di divertente, altrimenti che ansia.
Ho finito Il racconto dell'ancella (pare ci sarà un seguito, la Atwood ha avuto una illuminescion. Speriamo sia bello, di scoprire qualcosa che non ci è stato detto).
Ho iniziato Eleanor Oliphant sta benissimo e vi dirò, mica male.
Ho continuato un po' di Breve storia dell'ubriachezza e rido sempre moltissimissimo, anche perché mi immagino le frasi con la voce di @tegamini che l'ha tradotto, quindi effetto esilarante.

Sono telegrafica. Oggi la giornata è partita col vomito quindi non abbiatemene, su.
(La cosa positiva è che è lunedì. Sono le 14:50 e quindi ormai la giornata sta andando e venerdì si avvicina. Yuhu.)

Commenti

MikiMoz Capuano ha detto…
Davvero ci sarà un sequel scritto de Il racconto dell'Ancella?
Si vede che il brand ha avuto successo per davvero, con la serie tv!

Moz-
Miky ha detto…
@Moz pare esca a settembre con il titolo "The Testaments", poi in Italia toccherà aspettare. Pare anche che sia ambientato 15 anni dopo la fine dell'altro libro e che non sia collegato con la serie tv. Pensavo che la Atwood avesse voluto cavalcare l'onda del successo della serie, e può essere (in fondo Il racconto dell'ancella è dell'85), ma può anche essere che voglia dire la sua sul proprio lavoro, dargli il seguito che – magari – in tutti questi anni aveva pensato senza mai metterlo per iscritto, o non in modo definitivo, visto il discostarsi dichiarato dalla serie stessa. Chi lo sa? Vedremo il risultato!

Post popolari in questo blog

Progettare è metà dell'opera (e della ricompensa emotiva)

Stavo iniziando a scrivere un resoconto di quel che è stato, ma poi mi son detta: "Perché?". E così ho corretto un po' il tiro, perché è l'orizzonte che vedo da lontano a interessarmi adesso. Le giornate di recente sono state tutte parecchio belle, abbiamo festeggiato il compleanno della piccola, domenica (già 2!) e ho preso in mano un nuovo lavoro che mi dà soddisfazione, anche se è faticoso, quindi mi sento piuttosto appagata. Sono state anche giornate intense, sia per organizzare compleanno-regali-torta sia perché ci siamo buttati a capofitto nell'organizzazione delle vacanze, visto che abbiamo la sfiga di dovercele fare sempre ad agosto e si sa che i costi sono esagerati, e noi siamo un po' esigenti (non siamo davvero esigenti, ma vogliamo fondamentalmente 2 cose: andare in un posto in cui non siamo mai stati e accontentare i gusti di tutti, per quanto possibile. Ah già, anche non dilapidare il conto in banca, e visto che siamo in quattro a muover...

It's beginning to look a lot like etc. etc.

Quasi fuori tempo massimo, ma sono state settimane matte, e anche se ho finito di lavorare prima del solito, anche mia figlia ha finito scuola prima del solito e sono stata impegnatissima ad andare a pattinare sul ghiaccio con lei (sentendomi molto Holden Caulfield) e a fare insieme a lei binge watching di Stranger Things. E quindi, con questa veloce intro che fra l'altro sto scrivendo dal telefono, mi appresto a ripubblicare, com'è ormai tradizione, la simpatica e nervosetta storia di un Babbo Natale molto grumpy e probabilmente stressato quanto lo siamo noi arrivati a questo punto. Con l'augurio di riuscire a essere comprensivi col prossimo, perché non sappiamo quanti pacchetti deve ancora fare e quanto scotch gli è rimasto. BUON NATALE 🎅🏼  «Per Babbo Natale non era il giorno giusto. L’idea di farsi tre o quattro volte il giro del pianeta, gridando “ho ho” a Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donner, Blitzen e Rudolf e scarrozzare per il cielo lasciandosi die...

Il senno di poi ma anche di prima

Ho corso con gli Zen Circus nelle cuffie e ho ripensato a un vecchio lettore mp3 usato che mi era stato regalato un bel po' di anni fa, che aveva anche delle canzoni loro, e Occhi bassi che era la mia preferita dei Tre allegri e adesso la cantiamo con il coro. E ho pensato che alcune cose restano le stesse dentro di noi anche dopo aver fatto moltissimi giri intorno al sole, e certi ricordi acquistano quel colore tipico della nostalgia che li rende dolci e migliori di quanto non fossero. Ho pensato che saranno passati più di quindici anni e anche se so benissimo tutte le cose che ci sono dentro quell'arco di tempo – le cose, le persone, le esperienze – qualcosa è riuscito ad attraversarli quasi indenne, come un filo lunghissimo che per qualche motivo è riuscito a infilare tutte le perline. Un giorno hai tre anni e il giorno dopo venti, non sai bene che farai della tua vita e sei anche un po' uno stronzo arrogante. Un giorno hai vent'anni e quello dopo ne hai il doppio e ...