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Il respiro


Il punto non è non aver nulla da dire o da scrivere, anzi, forse il punto è proprio il contrario: ci sono troppi pensieri che si affollano qui dentro (dito indice picchietta sulla tempia) e fatico a trovare il tempo (sguardo vola sulla scrivania che porta ancora i "cadaveri" di tutto il lavoro di un mese) per riassumerli. Perché buttarli lì così come sono sarebbe un profluvio inconsistente, mentre per impacchettarli bene ci vuole pazienza, tempo, e anche ispirazione. Poi, diciamoci la verità, ne ho talmente le palle piene di tutti questi opinionisti e di tutte queste opinioni che sembra avere chiunque e che vengono buttate lì, a volte secondo me abbastanza a casaccio e poco ponderate, per poi correggere il tiro o difendere anche l'indifendibile con ogni argomento possibile, che francamente preferisco tacere. E sono stata più volte tentata di dire qualcosa su qualche argomento di attualità che nelle ultime settimane ha provocato non poca cagnara (perché per la maggior parte dei casi di questo si tratta, di cagnara) ma c'era forse troppo di personale e troppa emotività dentro e alla fine ho lasciato perdere. 

Magari un giorno ci torno su.

Finalmente, però, posso dire di avere un momento di pace. Mentre fuori la pioggia imperversa e il vento sferza i rami degli alberi e li rende un po' più spogli, io riesco finalmente a respirare. Sono stata talmente presa da un vortice di correzioni di bozze che ho finito perfino per scordare di prendere appuntamenti che avrei dovuto prendere, scambiare messaggi che avevo promesso e probabilmente ogni tanto mi sono scordata anche di mangiare decentemente.
L'unica fortuna è che quando c'è mia figlia sono costretta a concentrarmi su di lei, e almeno questo cerco di farlo bene.
D'altro canto, non è nemmeno vero che non ho avuto delle pause. Ma sapete com'è, ci si mette di mezzo la vita e la scrittura finisce per passare in secondo piano. Anche se questo forse è più un modo di renderle onore, a dirla tutta, che di farle un torto.
Ma ho fatto alcune cose che mi premevano moltissimo, di recente: per esempio, ho comprato due (dei tanti) libri che volevo acquistare da un bel po' e finalmente li ho qui – e insomma, non ho più scuse. Ho bighellonato in libreria un martedì mattina come non mi capitava da tanto e ho cercato di godermi il tempo invece di rincorrerlo come mi ritrovo a fare sempre più spesso. E poi ci sono state altre cose, passeggiate su tappeti di foglie secche e di castagne nascoste, cioccolate calde, whisky serali...
Fra l'altro sono i momenti di tregua come questi, quelli in cui riesco a riprendere un po' contatto con me stessa, in cui finalmente riesco – per dirlo con un'immagine che è sia una metafora che no – a sedermi sul divano con un libro in mano, una rivista di letteratura e magari una tazza di tè caldo, frazioni di tempo in cui ricarico le pile, archivio delle cose e faccio spazio a quello che verrà; be', in momenti come questi avrei voglia di scrivere di più, e non soltanto qui. 
Il problema fondamentale è che i momenti come questi durano pochissimo, sono solo un respiro e poi torna il vortice. Un vortice che amo, non posso negarlo, nel quale mi faccio avvolgere e mi lascio andare senza rimpianti, nel quale, nonostante la stanchezza, riesco a crogiolarmi perché amo troppo quello che mi porta. Che se non arrivasse, sarei comunque parzialmente distratta ad aspettarlo.
So che devo fare i conti con questo vortice e trovare un modo per contenerlo parzialmente, proprio come ho dovuto fare giocoforza quando è arrivata la bambina... ma le giornate sono solo di ventiquattr'ore e so che se voglio contenere, o aggiungere qualcosa regolarmente, da qualche altra parte devo togliere.

Sabato sono andata a correre. Non mi piace correre, o meglio, a me piacciono un po' tutte le attività fisiche, ma per correre credo di aver bisogno di un po' di tempo. Perciò mi sono ripromessa che ripeterò l'esperienza regolarmente anche se sul momento non la amo tantissimo, finché non inizierò a trovarla appagante. Non sono masochista, è che mi fanno bene le sensazioni che mi lascia dopo – i dolori ai muscoli, la schiena e le spalle "liberate" e una generale sensazione di benessere fisico – ma "il mentre" ancora lo vivo con difficoltà (leggi: mi annoio e mi stimola poco). Trovavo tutto ciò che cercavo nei corsi che seguivo in palestra, dove sudavo e faticavo molto, fra coreografie con lo step ed esercizi con i pesi eccetera, e in più mi divertivo. Ma ho passato più di un mese a cercare palestre con orari che avessero un senso per me, ma non sono riuscita a incastrare le cose. Quando la piccola non c'è, generalmente devo approfittarne per concentrarmi sul lavoro, che è sempre tanto, e per il resto fra andare a prenderla e portarla dai nonni, le sere in cui il figlio di mio marito cena qui e poi lo riporta a casa (e quindi se non ci sono si dovrebbe portare dietro anche la piccola – mi sembra tutto un po' macchinoso), le opzioni che mi restano non sono ottimali... insomma, alla fine ho deciso che questa volta se voglio devo darmi da fare senza aver pagato nulla (e quindi senza nessuna "costrizione"): cosa che, fra l'altro, ha i suoi vantaggi. Di solito è la mancanza di costanza a fregarmi. Ora sto aspettando che smetta di piovere per riprendere l'argomento... vedremo.

Mi sono dilungata più di quel che credevo, ma dato che aggiorno di rado, portate pazienza (o fate altro ;)) Ciao!


Commenti

MikiMoz ha detto…
Anche io devo decidermi a tornare in palestra! :)

Moz-
Riccardo Giannini ha detto…
Qual è l'argomento di attualità :D? Anche io sono contrario all'opinionare, in questa fase storica, salvo siano questioni 'lievi': musica, serie tv, fumetti, cartoni animati, abbigliamento, cose comunque in cui la mia opinione fortunatamente non deve salvare l'umanità.

Tanto autunno in questo tuo post, la pioggia ieri mi ha intristito assai: mi mancano le splendide giornate di sole tra fine settembre e inizio ottobre.

La palestra? Anche per me problema di orari (la sera non ci penso proprio), però a parte questo sono tentato di tornarci, ma ci sono anche cose che mi fanno dire "no grazie" :D
Miky ha detto…
@Miki mens sana in corpore sano!

@Riky l'argomento delle molestie sessuali, ma anche più in generale delle prevaricazioni degli esseri umani su altri esseri umani...

Io avevo trovato una soluzione perfetta anni fa, corsi in una palestra "non palestra", cioè senza i tipici soggetti da palestra e con persone con le quali avevo stretto amicizia. Poi le mie coetanee hanno preso altre strade, io ho provato un'altra palestra (e lì non ho legato con nessuno proprio – peccato perché i corsi erano più intensi e si lavorava di più), poi è arrivata Dafne...

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