Passa ai contenuti principali

Libri e copertine


Sto leggendo un libro che ho comprato quasi 10 anni fa e che alla fine, non so perché o per come, non ho mai letto. Non era un titolo famoso, era semplicemente appena uscito e io ero in pieno periodo rosso: ero attirata dai libri con la copertina rossa. La copertina del libro in questione, però, a parte il rosso al centro ha una foto che per qualche motivo mi è risultata un po' antipatica, una volta a casa. Non c'è una ragione precisa, solo una cosa a impatto: forse il profilo dell'uomo che c'è lì non mi piace nemmeno un po' e mi dava l'idea che dovesse essere uno di quei libri noiosi, troppo densi, scritti da una qualche specie di bohémien dell'ultima ora. 

Ho avuto qualche pomeriggio senza lavoro, e così ho pensato di darmi alla lettura, dato che ultimamente, a parte i libri che correggo, fatico a leggere altro (non è proprio vero, ho appena finito di leggere su Kindle Il commesso di Malamud, che mi è piaciuto TANTISSIMO!).


Insomma, La fornace (non quello di Thomas Bernhard, ma quello di questo scozzese sconosciuto ai più, tale William McIlvanney) non mi aveva mai ispirata.
Ho iniziato a leggerlo. Io non lo so se alla fine sarà un gran libro, ma mi sta facendo letteralmente spezzare in due dal ridere. Totalmente diverso da quel che credevo.
NON SI GIUDICA IL LIBRO DALLA COPERTINA, mai proverbio fu da prendere più alla lettera.

«Si stavano gentilmente annoiando a morte vicendevolmente nel solito modo – il giro del mondo in ottanta cliché.
("Bla" diceva qualcuno.
"Bla?"
"Bla."
"Di certo bla, bla."
"No. Bla."
"Bla? E cosa dite di non bla?"
"Sì, non bla."
"No. Bla."
"Credo che quello che intendiamo tutti sia metà bla e metà non bla. Eh?"
"Certo."
"È così. Metà bla e metà non bla."
"Ah, ah, ah, ah, ah.")»

Quanti di voi si riconoscono in questo dialogo? Basta sostituire bla con qualche tipo di convenevole.
Ma quello che accade dopo è davvero esilarante. Parte una discussione su una tizia, Sandra Hayes, che a quanto pare tutti ritengono bella e intelligente in modo speciale, e che il narratore – Tam, o Tom per facilità di pronuncia – invece, al contrario di tutti e soprattutto della moglie Gill, ritiene una persona qualunque, anzi, forse anche un po' meno di chiunque altro. E a quanto pare questa tizia è stata più volte oggetto di questa discussione fra Tom e Gill (lei infastidita dal giudizio del marito, il marito infastidito dal giudizio esageratamente positivo di tutti gli altri!).

«Il motivo per cui Sandra era diventata il centro delle loro liti non era del tutto sfuggito alla loro comprensione. Era un valido terreno di battaglia. Quello che i loro amici facevano con Sandra Hayes era, pensava Tom, quello che tentavano di fare con la vita in generale, ed era una cosa contro la quale lui combatteva da tempo. Falsificando Sandra, falsificavano il senso delle loro stesse vite. Innalzando lei, innalzavano se stessi. Era un semplice gesto di appropriazione culturale. [...]
Ah, la beneducata depravazione della vita borghese che tramite la falsa generosità verso qualcuno ricopre di mediocrità ogni cosa.»

Poi viene tirato in ballo anche Ted, il marito di Sandra, che a detta di Tom è altrettanto insignificante, se non di più.

«Comunque» Gill stava dicendo a Elspeth e Brian, «sembrano felici. Le loro vite sono serene.»
«Come è giusto che sia» intervenne lui. «Sono praticamente morti. Lì non succede mai niente fuori dal comune. Ogni volta che la vita si avvicina al piccolo Ted, si addormenta.»

Ho ritrovato piaceri che avevo un po' messo da parte con due libri di seguito (anche con altri, ma ammetto che questi ultimi due in particolare mi stanno risollevando più di altri da un periodo di "stanca") e questa cosa, da brava nerd umanista quale sono, mi fa sentire al settimo cielo, quanto il fatto di essere riuscita a fare con il Mac cose che fino a poco tempo fa solo con PC riuscivo, e non aggiungo altro perché non è esattamente cosa di cui parlare qui. ;)

Commenti

franco battaglia ha detto…
Ci sono libri che ti ricapitano sotto casualmente - spesso mentre cerchio altre cose - ed hanno la capacità di attirarti in quel preciso momento (non un attimo prima, ne' un attimo dopo). Allora li prendi ed inizi a leggerli, molli altre cose, altri libri, altro tutto. Altri ancora non ti erano piaciuti allora, e ti intrigano adesso. Altri che ti stavano intrigando ti appaiono, invece, all'improvviso privi di mordente, di presa, di interesse. Li piazzi là, e ti smuoveranno di nuovo interesse un giorno o l'altro, quando casualmente ti ricapiteranno in mano nel "loro" preciso momento..
bob ha detto…
"Ah, la beneducata depravazione della vita borghese che tramite la falsa generosità verso qualcuno ricopre di mediocrità ogni cosa."
Una frase che contiene tanta verita'. Lo devo trovare 'sto libro.
Miky ha detto…
@franco d'altronde dopo aver scritto il libro l'autore lo lascia in pasto al lettore... E ne facciamo quel che ci serve!
Miky ha detto…
@bob per ora non sono riuscita a proseguire ma ho come idea che ne valga la pena!

Post popolari in questo blog

15 motivi per vietare i matrimoni gay in Italia

Essere gay non è naturale. I veri italiani rifiutano ciò che è innaturale, come gli occhiali, le scarpe, il poliestere e l’aria condizionata.Il matrimonio gay spingerà le persone ad essere gay, allo stesso modo in cui vedere in giro persone alte fa diventare tutti alti.Legalizzare il matrimonio gay aprirà la strada a ogni tipo di stile di vita folle. Le persone vorranno sposare i propri animali domestici, perché ovviamente un cane ha una personalità giuridica e i diritti civili per sposarsi, nonché la capacità di dichiararsi consenziente o meno al contratto giuridico.Il matrimonio eterosessuale esiste da moltissimo tempo e non è mai cambiato minimamente; le donne infatti sono ancora una proprietà del marito, le nozze sono decise dai genitori, il padre ha il diritto di vita e di morte sui figli, i neri non posso sposare i bianchi e il divorzio non esiste.Il matrimonio eterosessuale perderà valore se sarà permesso anche ai gay di sposarsi. La santità dei sette matrimoni di Liz Taylor ve…

Una tradizione è una tradizione

No ragazzi, qui siamo quasi fuori tempo massimo e io ancora non ho postato il mitico post di Natale! Ci sono – forse – nuovi lettori che non conoscono l'unica tradizione di questo blog, ovvero, la pubblicazione della storia di Babbo Natale più bella di sempre. Questa storia non ho mai capito se il prof Carlo Bassi l'avesse riscritta con parole sue, copiata da qualche altra parte, o magari semplicemente tradotta dall'inglese. Il blog su splinder del prof è stato uno dei primi nei quali mi sono imbattuta quando ancora non sapevo cosa fosse un blog, quando da poco avevo iniziato il tirocinio da redattrice e cercavo qualche risposta a qualche dubbio di traduzione dall'inglese. Il suo blog non è più attivo da qualche anno, e da qualche anno – ho scoperto di recente – il prof in questione è deceduto. Ma so che è stato mentore per molti, e a lui devo qualche dritta su come rendere meglio in italiano una frase in inglese, la scoperta di Mordecai Richler, una battuta di Winsto…

Sfiorarsi

Voi siete innamorati? No, non dovete rispondere raccontandomi i fatti vostri, ovviamente, ma è una domanda che mi fa riflettere, soprattutto perché mi è capitato di recente di vedere diverse persone che sembravano unite dalle circostanze, dagli anni, dalle decisioni prese in passato più che dall'amore. Parlo proprio di essere innamorati davvero – be', ognuno a modo proprio, comunque. Non so cosa significhi universalmente, ciascuno di noi, suppongo, considera la questione in modo diverso, ma so che a parte non poter immaginare di condividere la mia vita con nessun altro se non con lui, ci sono tutta una serie di cose che faccio perché c'è lui, (anche) grazie a lui, oppure pensando a lui, pensando alla sua felicità. Non significa che sacrifico me, significa che far felice me stessa è un modo per far felice anche lui (e lo so anche perché è lui per primo a dirmelo). Ma anche viceversa. So, per esempio, che quando compro un vestito che mi sta bene, sono contenta per come mi v…