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Scherzi del cervello

Se avessi una seconda possibilità, cioè una seconda vita, studierei biologia o un'altra materia scientifica insomma, magari addirittura medicina. Ma dico senza perdere l'esperienza delle materie umanistiche, insomma, proprio una seconda vita con il ricordo della prima. Mi sarebbe piaciuto poter fare entrambe le cose (e c'è chi è così bravo da riuscire a farlo, io probabilmente avrei bisogno davvero di una vita in più).
Penso che chi studia il cervello e come funziona sia davvero fortunato. Ci sono cose del cervello che probabilmente sconfinano quasi dallo scientifico al metafisico (o forse no, non ne ho idea), comunque devo dire che è un attrezzo davvero molto interessante.
Stavo pensando giusto ieri a quando il cervello ci gioca strani scherzi: un tipico esempio è quello del déjà-vu, cioè quando d'improvviso si ha la sensazione di aver già vissuto esattamente la stessa scena, la stessa esperienza che si sta vivendo. Chissà cosa la scatena (o forse si sa già con precisione? forse non si saprà mai?): suppongo sia semplicemente una serie di dettagli ripetuti che danno al quadro d'insieme l'impressione di aver già vissuto quell'istante. Es. sei già stato seduto in cucina su quella sedia, con un'altra persona in piedi lì di fronte a parlarti di una cosa di cui magari avete anche già parlato, eccetera eccetera.

A me un paio di volte nella vita, invece, è capitato uno stranissimo tipo di black-out: una persona mi racconta o mi chiede una cosa, una cosa che conosco bene, ma sul momento mi sembra di non averne mai avuto esperienza, di non sapere proprio di cosa sta parlando. E solo dopo mi rendo conto che invece so BENISSIMO di cosa sta parlando. Ma ora mi spiego meglio.

La prima volta mi è capitato quando ero ragazzina: esco di casa (abitavo su una strada principale) e si ferma un'auto con dentro un paio di ragazzi che mi chiedono dov'è un paese. Il nome del paese può essere storpiato cambiando una sola lettera e diventare buffo, ma loro lo chiedono seriamente e io sul momento non capisco. Cioè, non è che non sento, proprio non riesco a collegare il nome con qualcosa di conosciuto. Il bello è che il paese è a due chilometri da lì, e ci passo continuamente, anche in bici, per andare a trovare mia nonna. Voglio dire, so benissimo dov'è, cos'è e come arrivarci, ma sul momento la parola che mi viene detta non la comprendo proprio. E così rispondo che non so. Mi avranno presa per scema, e appena ripartono capisco di cosa stavano parlando, anche perché lì si sta svolgendo la sagra, dove, fra l'altro, dovrei andare pure io quella stessa sera. Posso avanzare come attenuante il fatto che avevo 12 anni o giù di lì?

La seconda volta (almeno, io non ne ricordo altre) ero all'università. Episodio banale come non mai: chiedo a una compagna cosa c'era di buono per pranzo in mensa (io di solito mi portavo il panino da casa) e lei mi risponde pasta al pomodoro e olive. E io chiedo: pomodoro e OLIVE? come fosse una cosa sì buona, ma strana e mai sentita. Sì, fa lei, non l'hai mai mangiata? E dico no, mai sentita. Eppure io la pasta con la salsa di pomodoro (di mia nonna, fra l'altro) e le olive la mangiavo anche una volta a settimana, se non di più. Una di quelle cose veloci e comode quando hai poco tempo (certo, all'epoca era mia mamma a prepararla, ma comunque). Anche lì, solo più tardi mi sono resa conto che la mia amica non aveva detto nulla di strano e mi sono sentita davvero un'idiota.

Ora, c'è un nome per questo genere di bizzarria? È capitato solo a me? Secondo me è diverso da quel genere di cose del tipo non ricordarsi il nome di un attore famoso che si conosce benissimo, o il titolo di una canzone famosissima che proprio non ti viene in mente.  Non è che in futuro sarò candidata all'Alzheimer vero? Spero proprio di no!
Battute (amare) a parte, capite bene perché dico che il cervello è un attrezzo davvero affascinante. In positivo e in negativo. Può farti fare cose straordinarie, oppure farti sprofondare in un vero e proprio baratro (o anche solo farti fare delle grandissime figure di merda). Però che razza di potere ha...



Commenti

Riccardo Giannini ha detto…
Il deja vu era fenomeno che mi accadeva spesso da piccolo, ora non più.

Non mi è mai invece capitato di dimenticare cose all'apparenza banali o conosciute...

ps meglio non usare una seconda vita per studiare medicina XD
franco battaglia ha detto…
Mi hai fatto venire in mente Woody Allen: " Il cervello?! Ah si.. il mio secondo organo preferito.."
Pietro Sabatelli ha detto…
Vorrei solo trovare il modo di rivedere i miei sogni, quello sì che sarebbe bello da scoprire del cervello umano, così complesso da sfiorare l'infinito ;)
Miky ha detto…
@Riccardo minchia che secchiona che devo suonare se dico che studierei medicina in una seconda vita. Diciamo che con il senno di poi, in effetti, probabilmente passerei la vita a viaggiare!

@franco Ahahahah!

@Pietro "così complesso da sfiorare l'infinito" mi sembra proprio azzeccato, bravo :)

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