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Già marzo

Febbraio dev'essere caduto in una specie di buco nero. Sì, è stato un mese difficile. Abbiamo traslocato (finalmente!) ma nel mezzo c'è stato un incastro di lavori di ristrutturazione da seguire, una settimana da sola perché il marito era in Germania e poi, appunto, il trasloco. Nel mezzo, ho anche lavorato. Nel mezzo, fra l'altro, la vita di tutti i giorni.
E in un lampo è arrivato un anticipo di primavera. Perfetto per goderci le passeggiate dalla casa nuova. Nuove piste ciclabili, nuovi panorami. Panorami inaspettatamente belli, viste da finestre che all'inizio non avevo nemmeno notato...
Mi sento a casa sul serio, ora. 

E poi ci sono le idee. Quelle che ti riempiono la testa, nel tentativo di risolvere un gioco di incastri, i pezzi di un puzzle fatto di impegni, alcuni da definire ancora, alcuni da ridefinire.
Un trasloco, seppur voluto, che ha lasciato i suoi segni, come immagino sia inevitabile. Ma se fra la stanchezza e le novità mi sembrava di far fatica a ritrovare l'equilibrio, ora mi sembra che ci siamo. Ci sta che questo nuovo inizio sia arrivato con i primi tepori e il risveglio di tutto ciò che ci (mi) circonda.
Non che sia tutto perfetto, né chiaro, né risolto, ma quando mai lo è? Eppure. Eppure sento che c'è del compiuto.

Parlando di ritorni alla routine, se ultimamente il tempo per i film e le serie TV si è drasticamente ridotto, devo menzionare però due cose che fanno un po' parte di una personalissima tradizione e che sono molto felice siamo riusciti a riprendere. Fra le tante cose che mi piacerebbe fare sono costretta a scegliere (poco), ma almeno una di queste è in condivisione con un marito che, purtroppo, ultimamente mi sembra di vedere sempre troppo poco. O meglio, mi sembra di godermelo proprio poco.
Perciò ci sta che, durante la settimana, stanchi e sfiniti e incapaci di alzare un dito, ci spalmiamo tre quarti d'ora sul divano a seguire la settima serie di Shameless. Si sta rivelando davvero all'altezza delle aspettative, quindi meglio sonnecchiare lì che sonnecchiare su altre inutilità. 

Seconda cosa, come da tradizione, mentre mio marito era in Germania ho guardato un film horror che passavano in TV. Purtroppo m'ero persa l'inizio e qualche pezzo qua e là, ma poi l'abbiamo recuperato insieme la settimana scorsa. (Io odio non poter seguire un film dal principio ai titoli di coda.) Sto parlando di The Visit di Shyamalan, che dico il vero, m'è piaciuto molto (tranne, forse, il rap del ragazzino!).
Era da un po' che non vedevo un film horror recente che mi piacesse. Quindi vorrei vedere Split (stesso regista) ma ho paura che mi deluderà. Anche se parla di identità multiple, argomento che mi è sempre piaciuto parecchio, fin da ragazzina. 
Be', se qualcuno l'ha visto, mi sappia dire :)

(Sì, vi saluto già, so di non dilungarmi mai molto, ma devo lavorare e ormai per farlo il tempo mi si è ristretto in modo drastico!)

Buon risveglio a tutti, anche se spesso la primavera fa davvero dormire (oltre che starnutire).

Commenti

Riccardo Giannini ha detto…
Io odio i film horror moderni :D, salvo rare eccezioni è tutto un deja-vu.

Cito sempre la metafora "Keoma" (celebre film spaghetti Western del '77, uno degli ultimi se non l'ultimo del genere): Keoma dopo aver sconfitto i cattivi abbandona il suo paese natio, lasciando il bambino neonato al suo destino. Il bambino è la nuova epoca cinematografica che prende vita e che dovrà riportare la vita nel paese ormai in rovina; Keoma è il genere spaghetti western che se ne va lontano, ma rimarrà sempre nei nostri cuori.

Ciò detto, attendo un post sul genere film horror per conoscere i tuoi gusti
Miky ha detto…
Io invece attendo con ansia (ansia è la parola appropriata) il nuovo IT 😄 che chissà quando vedrò, a dirla tutta.
Riccardo Giannini ha detto…
Il nuovo pennywise non sarà mai affascinante quanto il vecchio ;)

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