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Volevo essere una tartaruga

Sono state le due settimane più lunghe della mia vita, credo. Sono reduce da un tour de force di correzioni di circa ottomilamilionidimiliardi di libri e non mi sembra vero aver appena consegnato le ultime correzioni.
Come disse Forrest Gump alla fine della sua corsa: "Sono un po' stanchina".
Aggiungiamoci gli articoli settimanali e (solo metà degli) esercizi per il corso di Indesign e il quadro è completo. Ora mi mancano "solo" quindici articoli per le settimane di vacanza natalizia (sperando che sia vacanza) da finire entro domenica ed è fatta. Vedo la luce in fondo al tunnel, sì la vedo.
Nel mezzo sono riuscita quantomeno a infilare una pausa per fare tutti insieme l'albero di Natale e un pranzo dal suocero per festeggiare il compleanno del bimbo. Senza queste pause credo sarei potuta impazzire!
Ora che v'ho tediato con il racconto delle mie fatiche che manco Asterix, sorseggio il mio caffè e cerco di organizzarmi la giornata. Ho bisogno di una pausa dal computer quindi penso che procederò con passeggiata canetto e pulizia profonda di casa, che è stata un pochino trascurata negli ultimi tempi. E poi nel pomeriggio immagino che ricomincerò a scrivere. Ecco, programmino fatto. Ma nella mia agenda personale, quella che è per immagini ed è tutta dentro la mia testa, preferirei che il programma prevedesse: Divano, divano, divano e ancora un po' di divano. Ma temo che fino a stasera il divano non vedrà il mio deretano. (Sembra quasi uno slogan.)
Orbene, in tutto questo, dovevo parlare di tante altre cose e invece non ce la faccio proprio perché la mia testa è in leggero stato confusionale, uno stordimento che mi impedisce di concentrarmi. Per questo sto sbrodolando informazioni un po' a caso. Abbiate pazienza, tornerò in me.
Lunedì arriva Babbo incazzato, il post è già lì pronto.
Se nel frattempo non mi sentite, non preoccupatevi, forse avrò realizzato il mio sogno: trasformarmi in tartaruga e andare in letargo per l'inverno.

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