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Vita da cani

Siccome sto avendo giorni di down lavorativo, ecco che cosa succede: ho più tempo per me, e il più tempo per me mi fa rendere conto quanto leggere tanto – per lavoro – mi inibisca dallo scrivere. Perché appena ho un po' di tempo in più per me, dopo qualche attimo di confusione, mi prende la voglia di scrivere e scrivere continuamente.
Ieri invece ho fatto zapping fra vari blog che mi piacciono, e penso di essere approdata a una decisione. Nel 2015 proverò anch'io a seguire un progetto per il blog della durata di un anno, non so ancora con precisione quale, ma ho due mesi per organizzarmi. Ma sapete perché vorrei farlo? Prima di tutto perché voglio dare una direzione ai pensieri che riverso qui (anche se ovviamente continuerò a scrivere quello che mi passa per la testa quando mi passa per la testa) e poi perché, per un bizzarro motivo che ancora non so, cani e padroni si somigliano sempre.
Che c'entra il cane, direte voi? Ora ve lo spiego.
Quando ho passato un pomeriggio con la veterinaria comportamentalista (esperienza che non ho ripetuto perché a) lei, nonostante tutto, non mi è piaciuta molto e b) non avevo certo tutti quei soldi da spendere per visite regolari e c) tutto sommato il mio cane mi piace matto com'è, e non sono convinta di doverlo "correggere", finché non fa male a nessuno, tra l'altro) mi ha detto che il mio cane è iperattivo. Provate a immaginare cosa vuol dire avere un cane al contempo paurosissimo e iperattivo.
Ora ve lo vado a raccontare nel dettaglio

Paure
Sto meno a dirvi di cosa non ha paura: non ha paura dei temporali e dei fuochi d'artificio, di me, mio marito e suo figlio, di mia cognata, mia suocera, mia madre, degli altri cani e forse di mio fratello non ne ha troppa.
Quindi una normale passeggiata con lui diventa una specie di tiro alla fune, a meno che non ci sia nessuno in giro, cosa che capita di rado. La cosa che lo spaventa di più credo siano i passeggini. A volte tira per TORNARE INDIETRO da dove siamo venuti pur di non incrociare qualcuno che, chissà per quale strano motivo, lo intimorisce più di altri.

Iperattività
E qui nascono i problemi. L'unico posto dove canetto riesce a stare calmo per diverse ore è qui a casa, naturalmente meglio se in nostra presenza. Però ovviamente ha anche voglia di fare cose e uscire, quindi l'entusiasmo che manifesta quando tocco il guinzaglio si traduce in salti alti fino alle mie spalle, ma da fermo. Il che va in contrasto con tutto quello che ho scritto prima, perché smania per uscire salvo poi essere terrorizzato dal mondo che lo circonda. Ovviamente credo che il problema stia nel guinzaglio, per lui allo stesso tempo simbolo di felicità e di prigionia. Se lo lascio libero lui sa di avere una via di fuga (e chi lo prende, veloce com'è!), però al primo spavento rischia di finirmi sotto una macchina. O di far cadere qualche vecchietto in bicicletta, perché in barba alle sue paure abbaia alle biciclette spaventando i malcapitati. E corre troppo veloce per andare a recuperarlo quando viene distratto da qualcosa. Quindi posso liberarlo solo in certi posti, o in montagna, ma anche lì il rischio è quello di farsi una salita ottanta volte per recuperarlo quando per caso trova un ostacolo che lo spaventa e lo fa andare nella direzione sbagliata... Sì, ho un cane che forse è anche schizofrenico.

Zuma trova i croccantini e mi chiede "Be', tutto qua?"
Dunque la comportamentalista ha detto che un cane iperattivo va fatto concentrare su qualcosa, in modo che si stanchi non tanto fisicamente, ma mentalmente. Ora, i giochi di attivazione mentale costano un sacco, e io ne ho comprato qualcuno ma, lasciatemelo dire, il mio cane è davvero molto intelligente e capisce troppo presto il trucco. Così, dopo qualche primo minuto di perplessità (tipo: per fare uscire i croccantini sbattere con forza il gioco contro il muro mi sembra il metodo più efficace) dopo qualche tentativo impara invece il metodo "giusto" (il muro, tra l'altro, ringrazia) e  finisce il gioco in due secondi, trova subito i croccantini e l'attivazione mentale va a farsi benedire.

In ogni caso ho capito che il problema non è tanto quello di stancarlo per fargli consumare le energie, ma quello di riuscire a farlo stare concentrato abbastanza a lungo su una cosa, e per questo vanno bene anche le passeggiate strutturate (con guinzaglio tenuto corto e camminata veloce), oppure correre insieme, in modo che non si possa fermare "a ogni pisciata di cane" come propriamente si dice.

Io non so se ero così prima o se sono diventata simile al mio cane dopo, ma anch'io ho un evidente problema di concentrazione: passo da una cosa all'altra troppo in fretta, ho mille idee tutte insieme e credo che poi facciano quell'effetto di "imbuto intasato": arrivano tutte d'un colpo e poi si bloccano perché il tubicino d'uscita è troppo stretto. Perciò, dedicarmi a qualche attività che mi costringa a una certa regolarità potrebbe essermi di aiuto per tante cose, soprattutto per vedere giorno per giorno dove sto andando, se c'è qualche progetto in testa che si potrebbe realizzare se non fossi continuamente distratta da altro. Quindi penso che farò qualcosa di simile al Noteworthy Project di PIM, anche se non so se sarà proprio quello. Penso che sia divertente, anche da rileggere una volta finito. L'idea mi piace molto (anche la macchinetta istantanea mi piacerebbe, ma per quella non so se avrò i fondi, anche se non costa poi molto) non importa, da qui a fine anno mi organizzo e decido tempi e modi. Non so se una cosa a cadenza settimanale faccia al caso mio, ma vedremo. Per il progetto, che iniziava nel gennaio 2014 ma credo di poterlo riproporre il prossimo anno lo stesso, le "regole" sono qui. Forse intanto per questi due mesi che rimangono del 2014 potrei allenarmi con qualcosa di "mensile", ma ne riparliamo a fine novembre, ora devo prendere carta e penna, perché certe cose escono in modo appropriato solo lì. :)

Commenti

Daniele Dorelli ha detto…
Mi sembra un'idea interessante! :)
A volte si hanno troppi stimoli ed anch'io ogni tanto provo l'effetto imbuto...

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