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Piccole cose

Quando ero piccola c'era una cosa che mi piaceva fare tantissimo: sfogliare i nostri album di fotografie insieme a mia mamma e mio fratello, la sera, seduti sul divano. L'altro giorno stavamo parlando proprio di questo e ho avuto, è il caso di dirlo, un flash. Le foto di quando eravamo piccoli, di quando i miei erano giovani, dei nonni e tutti i parenti in grava a fare la grigliata, tutti i parenti, gli stessi tra l'altro, fra le vigne a vendemmiare, i nostri compleanni... una sfilza di foto, la maggioranza delle quali, se non tutte, scattate con questo aggeggino qui:

aggeggino al quale non ho più pensato da tantissimi anni, ma che ora sono contenta di avere fra le mani, perché questa macchina ha una sua storia, ed è quella dei miei, ma un po' anche mia. Soprattutto, è la storia di mio papà che, ventenne e da pochi mesi papà di mio fratello, ha venduto la sua bici da corsa (a quel tempo era magro e correva in bici, ha specificato mia mamma) per comprare la macchina fotografica, con la quale fotografava mio fratello più o meno in continuazione. Una macchina che ha girato con lui, che è stata in Tanzania e probabilmente anche in Iraq e forse in Russia, in vacanza con noi in Spagna e a Santo Domingo. Dopo di che, non ricordo più di averla vista, ma chissà in quali altre parti del mondo è stata, insieme a lui... insomma, ne ha viste e ritratte parecchie, di cose. E poi mi ricorda tanti momenti di un periodo felice che forse è finito proprio dopo una di quelle vacanze, tanti anni fa.
Così vorrei imparare, umilmente da zero perché non so nulla di fotografia analogica, ma sono una persona determinata quando mi ci metto. Anche se ci vorrà tempo, non importa. In fondo funziona, e il fascino della pellicola è innegabile, anche per un'inesperta come me.
Poi sono ritornata con un bottino di altre macchinette: una era in regalo con il Dash probabilmente vent'anni fa, se non di più, mentre di un'altra non ricordo assolutamente i retroscena, ma credo di ricordare alcune delle foto che sono state scattate con essa: in particolare una di me e mio fratello in costume in giardino sopra il suo Ciao, per qualche motivo a me sconosciuto senza ruote... se non ricordo male...
Infine una Olympus abbastanza nuova, credo inizi 2000, che è stata di mio papà e che poi ha lasciato a me, l'ultima che ho usato prima della prima digitale, e che ha scattato qualche bella foto in Irlanda. Insomma, hanno tutte la loro storia, anche se ad ogni buon conto alcune non valgono proprio nulla.

Commenti

Skitch ha detto…
Io ho iniziato proprio cosi', 7 anni fa, con la macchinetta analogica di mio papa', comprata 15 giorni dopo la mia venuta e del tutto simile a questa qui... ormai la macchina fotografica e' andata, ha sbattuto il suo ciglio metallico per l'ultima volta un anno fa a Praga (ancora non sappiamo se sia stato il freddo o semplicemente la vecchiaia), ed e' stata inesorabilmente sostituita... da un'altra analogica, regalo del mio moroso. Perche' il fascino del rullino non ha eguali, poiche' non vuoi sprecare neppure un fotogramma riguardi il soggetto cento volte prima di scattare, perche' mica e' come la digitale, che se viene male la rifai dieci volte, con l'analogica scatti e speri, e se hai mancato lo scatto non lo puoi certo rifare quando vedi il risultato la settimana dopo... Vuoi mettere quanto sentimento c'e' in una foto analogica?

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