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Vacanza in Portogallo

Insomma, arriviamo a Lisbona attorno alle 3 del pomeriggio. Ritiriamo i bagagli e ci orientiamo con la metro (abbonamento per 24 ore con la viva viagem compreso) e arriviamo in albergo. Chiave, telecomando dell'aria condizionata, arriviamo davanti alla porta e appena apriamo... cade la maniglia! Non scherzo. La stanza è a dir poco vecchia, brutta e senza manutenzione, ma decidiamo che è abbastanza pulita (e molto economica) quindi non facciamo che ridere a ogni pezzo che si stacca (tutto sommato dobbiamo solo dormirci e farci la doccia). Riposo veloce, rinfrescata e scendiamo a prendere lo storico tram 28, che passa proprio sotto "casa". C'è la fila per salire, e ne dobbiamo aspettare parecchi prima di salirci, ma alla fine ce la facciamo. L'intento è quello, in un'oretta circa di tram, di farci una panoramica della città (a quel che avevamo capito, doveva essere un giro per i vari colli di Lisbona, ma non è stato proprio così...). Comunque sia, un giretto senza stancarci ci stava tutto e riusciamo presto ad avere un'idea di come orientarci in città, quindi abbiamo fatto bene a prenderlo. Lisbona ci affascina subito, il clima è fantastico, giornata limpida (le nuvole sembrano non esistere), i turisti sono tanti ma non è affollata. Quando il tram 28 arriva a un capolinea a noi sconosciuto decidiamo di prendere un tram che ci porti a Praca do comercio, perché abbiamo voglia di vedere il Tago che sfocia nell'oceano Atlantico. E così facciamo. Poi decidiamo i piani per la serata: doccia e fuori a cena. Per raggiungere l'albergo percorriamo la Rua Augusta, piena di locali e negozi (e di gente), il clima e l'odore del pesce ci fanno sentire felici e finalmente in vacanza. Siamo euforici, qui ci piace un sacco. Spulciamo qualche menu e qualche prezzo, e vediamo che è tutto economico. Ma per la sera sappiamo già quali sono i due posti dove potremmo recarci: o al quartiere Baixa-Chiado o al Bairro Alto. Fatta la doccia, ci dirigiamo verso il primo dei due. Ristoranti con i tavoli lungo la strada, quelli che preferiamo. Ci sediamo e c'è da dire che la cortesia non è proprio di casa: non ci portano nemmeno i tovaglioli! Però mangiamo benissimo (polpo alla brace e calamari), anche se paghiamo più di quel che dovremmo (e il vino da mezzo era un litro, tanto che mi alzo con la testa che mi gira)... ma eravamo stanchi e non abbiamo nemmeno pensato di controllare lo scontrino, perciò ci ripromettiamo di stare più attenti il giorno dopo... Passeggiata serale mentre torniamo a piedi verso l'albergo.
Al mattino (ve lo risparmio il racconto della notte durante la quale ci siamo svegliati più volte sentendo qualcuno che scatarrava lungo i corridoi?) colazione che doveva essere continentale ma che è davvero penosa: solo un tipo di marmellata e succo di frutta che sembra acqua arancione. Ma pazienza, il pane è decente e quello almeno riempie.
Il programma della giornata è andare prima a Belem, visitare il monastero di San Gerolamo e la torre, e poi nel pomeriggio andare al castello di Sao Jorge, il castello di Lisbona. Ed è quello che facciamo, tra tram, caldo, riposo con lo sguardo perso verso il fiume Tago che si riversa sull'oceano e via dicendo.
Per la sera invece decidiamo di andare al Bairro Alto, berci l'aperitivo (vinho verde d'obbligo) e mangiare in uno dei ristorantini lungo le strade del quartiere. Finalmente prendiamo il tanto pubblicizzato baccalà, che è buono, anche se il polipo della sera prima è quello che ci ha entusiasmati di più.
Facciamo un giro per il quartiere, ma poi decidiamo di rientrare: siamo stanchi e il giorno dopo ci aspetta il noleggio dell'auto e l'avventura!
E invece no: niente noleggio perché non abbiamo la carta di credito. Cavoli, avendo già pagato il noleggio per i tre giorni in anticipo, non ci eravamo nemmeno posti il problema. Ma la nostra carta di debito non andava bene, e quindi niente auto.
Ci arrabbiamo, non tanto per il programma della giornata, che era andare a Sintra e ci si può arrivare anche con il treno in mezz'oretta circa, ma per i due giorni successivi, per i quali avevamo programmato di andare a Lagos, quindi al sud, alle bellissime spiagge che avevamo visto e sognato per mesi... in più avevamo anche già prenotato una notte laggiù, e ci scocciava parecchio perdere anche quei soldi. Nooo, non ci potevo credere!
Perdiamo la mattina a cercare comunque di raggiungere Sintra: non essendoci più informati sui treni dopo aver deciso per il noleggio auto, abbiamo usato la guida per capire da quali stazioni partissero, e in metropolitana abbiamo raggiunto la più vicina... ma quella compagnia di treni quel giorno aveva problemi sulla linea per arrivare a Sintra (era pure Ferragosto, un casino di gente!) così dobbiamo spostarci di nuovo e tornare in centro a Lisbona, alla stazione dei treni del Rossio (non sapevamo che i treni per Sintra partivano anche da lì ed erano di un'altra compagnia). E così ci mettiamo in fila per fare il biglietto alle macchinette, ancora parecchio depressi per la storia dell'auto e di Lagos... incontriamo anche due ragazzi italiani che faranno il viaggio con noi, anche se arrivati a Sintra poi li abbiamo persi di vista.
Durante il viaggio in treno cerchiamo di organizzarci: dobbiamo ancora risolvere il problema di come (e se) andare al sud. Ci salva internet: vediamo rapidamente gli orari dei treni per Lagos e a quanto pare c'è una possibilità. Il viaggio è lunghetto (3 ore e mezza circa) ma abbiamo la prenotazione e gli orari ci sembrano buoni. Riusciremo a stare a Lagos tutto il pomeriggio del giorno dopo e fino alle 5 del giorno successivo ancora. Evviva, si può fare!!!
Rincuorati, ci apprestiamo a goderci la giornata a Sintra, saliamo a piedi fino al Palacio da Pena e poi raggiungiamo anche il castello, bellissimo! La vista è spettacolare e ci siamo ormai ripresi dallo shock della mattina. Finita la visita scendiamo a Sintra, e visto che è presto ci informiamo su come si può arrivare a Cabo da Roca: pensavamo di doverci rinunciare, e invece ce la facciamo benissimo, perché c'è l'autobus che ti ci porta. Poi puoi decidere se proseguire per Cascais e poi da lì prendere il treno per tornare a Lisbona, oppure se tornare indietro.
Visto che per l'autobus manca quasi un'oretta, ci fermiamo a berci una meritatissima birra giù in paese a Sintra, dopo di che autobus.
Cabo da Roca è il punto più a occidente di tutta l'Europa, e finalmente vedremo l'oceano come si deve!!! Per raggiungerlo l'autobus affronta parecchi tornanti, tanto che quasi mi viene la nausea, ma è un'altra cosa a preoccuparci: nuvoloni neri in arrivo! Ma se a Sintra il cielo era limpidissimo! Nel giro di mezz'ora il tempo è cambiato bruscamente. E infatti quando scendiamo sembra di essere arrivati in Scozia: vento, freddo, grigio, e non si vede nulla!! Ma devo dire che è stato affascinante lo stesso, anche se l'oceano l'ho visto solo a riva, visto che la nebbia copriva tutto... sembrava di essere in un villaggio fantasma.
Prendiamo l'autobus che ci porta a Cascais (ormai che abbiamo capito come funziona, non ci facciamo mancare niente) e in breve decidiamo di fermarci a mangiare lì prima di tornare a Lisbona. A Cascais arriviamo quasi al tramonto, ma il posto non è nulla di che, probabilmente è interessante solo per le spiagge, che saranno senz'altro bellissime, ma poco importa, la giornata ci ha soddisfatti in pieno.
Il giorno dopo ci alziamo presto, saltiamo la colazione e andiamo dritti alla stazione di Cais do Sodré. In biglietteria non c'è fila e ci informiamo subito per andare a Lagos: all'andata dobbiamo viaggiare in prima classe, perché non ci sono altri posti, il bigliettaio ci spiega dove si cambia per prendere poi il treno per Lagos, ci fa i biglietti e andiamo al bar a fare colazione.
Il viaggio è lungo, perciò cerchiamo di rilassarci (nonostante la nausea causa alta velocità, ma almeno siamo in prima classe) e quando siamo sul piccolo treno che ci porta a Lagos ci sentiamo finalmente al sud. Sembra tutto deserto, e parecchio arabeggiante, ma quando scendiamo a Lagos ci accorgiamo che il posto è davvero molto turistico. Ma a noi va bene così, l'obiettivo degli ultimi due giorni era il relax, e forse non avere la macchina è stato un pregio e non un difetto del viaggio (eccetto per i soldi persi, non molti comunque). Cerchiamo subito di orientarci per capire dov'è il nostro albergo (casualmente, avevamo prenotato un posto nemmeno troppo lontano dalla stazione, comunque Lagos è piccola e tutto è raggiungibile facillmente a piedi). Subito per la strada vicino al porto ci sono le offerte dei giri in barca per andare a vedere le grotte (uno dei nostri obiettivi), ma fa caldissimo (è circa mezzogiorno) perciò prima di tutto andiamo in albergo e a mangiare qualcosa.
In albergo ci informiamo su quanto sono distanti le spiagge (pensavamo di non poterle raggiungere tutte a piedi) ma è tutto a portata e quindi, ci incamminiamo. Lungo la strada un tizio ci convince che quello è il momento migliore per il giro in barca, solo noi due, che la marea è bassa e il mare calmo e possiamo entrare nelle grotte, mentre in altri momenti potremmo rischiare di non riuscirci, e così, nonostante il caldo, decidiamo di accettare. Siamo felicissimi! Panorami mozzafiato, l'acqua è di un verde assurdo ed è proprio dove volevamo essere: non potremmo sentirci più soddisfatti. Finito il giro (3 quarti d'ora circa) torniamo alla nostra meta: le spiagge. Ne passiamo in rassegna alcune dall'alto (c'è una camminata apposta) e decidiamo di scendere su quella che ci ispira di più e rilassarci lì fino a sera.
Rientriamo soddisfatti e dopo la doccia ce ne andiamo a mangiare: ovviamente pesce!
Il giorno dopo ci facciamo una lunga mattinata in spiaggia, compresi 2 o 3 bagni nell'oceano (acqua fredda ma più che fattibile qui!) fino verso le 2, poi andiamo a mangiare qualcosa, recuperiamo i bagagli lasciati in albergo e facciamo un po' di spesa in previsione del viaggio in treno che sarà un po' più lungo che all'andata, e anche in previsione del giorno dopo (dobbiamo prendere la metro alle 6 e mezza per arrivare in tempo all'aeroporto e fare il check in). Rientriamo a Lisbona che sono ormai le 9, e dobbiamo ancora cenare e preparare i bagagli.
Il giorno dopo rischiamo perfino di dover aspettare e prendere l'aereo successivo perché il nostro volo è sovraprenotato! Alla fine però ci danno due posti separati (gli ultimi due!!!), io sono in ultimissima fila (scomodità a manetta) e in mezzo a un'orda di milanesi, ma il viaggio fila liscio, e riusciamo a rientrare all'orario  previsto. Meno male, basta sorprese per questa vacanza... ;) E teniamoci nel cuore solo queste belle immagini...











Commenti

Skitch ha detto…
Ti hanno mai chiesto la carta di credito come identificazione al check in dell'aereo? A me si', l'unica volta che non l'ho portata perche' andavo in Iran e la' non funziona... (ma per fortuna ci hanno accettato lo stesso, con un po' di preghiere...)
Miky ha detto…
be', per fortuna non mi è mai capitato, altrimenti era un guaio! meno male che ce l'avete fatta lo stesso, perdere un volo è una di quelle cose che mi manderebbero leggermente in fastidio... :)

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