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Carta e penna

ascolto: "Stella che non ricorda niente"
di: Gatto Ciliegia contro il grande freddo (da myspace, perché ancora non ce l'ho)

Uhm. Sono partita con l'idea di scrivere qualcosa, ma non so bene cosa verrà fuori.
Un ottimo inizio, direi!!!! Ma questo testimonia semplicemente di come il bisogno di scrivere sia qualcosa che in fondo mi è sempre appartenuto, anche se è un istinto che non ho assecondato sempre e nel modo che forse meriterebbe. Ho capito sto per parlare dello "scrivere". Può andare, va bene. Oppure a metà, come al solito cambio argomento. Vedremo. Pronti?

Scrivere a volte diventa una necessità. La cosa bella è che non scrivo quando sto male. No, non so se è una cosa bella. Diciamo che quando capitano le giornate no, scrivere mi fa stare meglio ma solo nella misura in cui mi sfogo e in genere ne esce qualcosa di disequilibrato, poco armonico, teso e spigoloso. Sì, direi che spigoloso è l'aggettivo adatto.
In ogni caso tutte le cose che si fanno per stare meglio quando l'umore non è dei migliori, se fatte quando già si sta bene, sono venti volte meglio. Quindi... be' nessuna conseguenza. Per me è così e basta.
Oggi in ogni caso sto bene.
Sono reduce da un paio di settimane decisamente intense, ma assolutamente belle. Mi sono accorta ancora una volta di quanto mi piaccia il mio lavoro (saltuario purtroppo) ma anche di quanto sia difficile poter fare solo quello. Anche se sto cercando di informarmi sulle possibilità che ci sono (non mi dilungo in spiegazioni, io so cosa intendo ^__^). Mi rendo anche conto di quanto possa essere pesante, ma resta bello comunque.

Ora so tutto sulla banda Baader-Meinhof e sul terrorismo tedesco negli anni '70, in particolare il cosiddetto «autunno tedesco» del 1977. Se avete domande sono pronta. Entro due giorni però dimenticherò tutto, perciò fate in fretta.

Oggi è la festa del papà e la dedico a un papà speciale. Non mi piacciono queste feste e non le trovo importanti, proprio per niente, ma tanto questo è un pensiero che posso avere tutti i giorni, indipendentemente dal fatto che sia il 19 marzo.
Ci sono persone che non si rendono conto di quello che dicono quando lo dicono. Ci sono frasi che si dimenticano in fretta e frasi invece che rimangono impresse indelebili nella testa. Quelle che rimangono possono essere molto belle o molto brutte. Ne ho in mente un paio molto brutte. Frasi a cui non avevo dato importanza e che poi mi sono ritornate, come note stonate. Va detto che sono parole a cui forse non dovrei dare importanza, e tutto sommato ora non sono più importanti per me, non mi riguardano più. Ma ci sono, e le note stonate prima di tutto infastidiscono l'orecchio. Il mio orecchio ha bisogno di equilibrio e armonia, e mi rendo conto che alcune note stonate non potrebbero mai conciliarsi con questo bisogno.
Sembra assurdo e astratto, ed è solo per questo che non entro nello specifico. Perché è un pensiero forse talmente astratto, che forse potrebbe essere anche una cosa volatile di un momento, e forse potrei anche sbagliarmi, quante volte succede in fondo? e forse non servirebbe a nulla renderlo noto (la ripetizione insistita dei forse è voluta ^_^). Ma mi rende felice, questo pensiero, perché mi fa conoscere una parte di me a cui probabilmente ancora non avevo dato ascolto. O che avevo scordato.
Darle ascolto in questo momento mi sta rendendo estremamente felice di essere me stessa, così come sono. Almeno in certe parti di me, molte sono sicuramente da migliorare, altre ancora da tirare fuori.
Perciò è un papà speciale che oggi ringrazio, perché senza saperlo ho riscoperto un segreto che avevo dimenticato. E resterà segreto per tutti, forse solo una persona lo saprà. Ma non ha importanza. È la sensazione che ne risulta la cosa importante. La sensazione di aver capito come deve essere (cosa? diciamo in generale, come deve essere ciò che cerco? ciò che voglio dalla vita? ma sono solo degli esempi, ogni segreto per ogni persona è diverso, ma credo ci sia. Ognuno ha il suo).
Ed è per questo che ringrazio i tuoi puntini di sospensione... ^__^

«La bellezza è iniziata quando la gente ha iniziato a scegliere».

Anche in una situazione imposta, in genere, c'è la possibilità di scegliere. Scegliere come reagire. Se reagire a testa bassa e piedi puntati. Se reagire fregandosene, e sorridere. Non c'è un modo giusto, c'è però un modo.

E poi...

tutto ancora da scrivere. Penna alla mano e fogli bianchi sul tavolo...

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