Passa ai contenuti principali

Fermare un istante

Cerco di prendermi dieci minuti di pausa ma senza distrarmi troppo, perché la ripresa qui è stata abbastanza delirante. Nel senso che il lavoro è partito tutto in salita, con un sacco di cose da fare, libri sospesi da ennemila mesi che d'improvviso devono essere pubblicati entro breve e tutto ciò mi ha reso un tantino ansiosa, nervosa e parecchio stanca.
Ma forse l'impatto duro aiuterà a far sembrare più semplice ciò che verrà dopo, almeno me lo auguro.
Comunque posso dire definitivamente che le vacanze hanno fatto malissimo a mia figlia, che ha passato le settimane di Natale nella più totale delle lagnanze (ma poverina, è stata pure male) e da questa settimana invece è più o meno sempre felice. Si vede che stare lontana da mamma e papà durante il giorno in qualche modo le fa solo che bene. O forse è l'effetto della tanto amata routine, che sui bambini ha sicuramente un potere calmante.
Fatto sta che è tornata a essere la canterina-ballerina sorridente di sempre e anche di più. Adesso parla molto molto più di prima, nel senso che non solo dice frasi compiute e pensieri tutti suoi, ma ha anche una certa cognizione temporale (l'altro giorno, oggi, stasera per quanto ancora un po' nebulosi sono concetti che cerca di inserire nelle frasi). Quasi ogni mattina dice che le piacciono tanto i gufi (credo sia colpa di Daniel Tiger, in particolare del suo amico Gu) ed è sempre più dolce, più furba e più testarda. 
Ma vederla crescere sotto il naso in questa maniera è un mix di colpi al cuore, orgoglio e nostalgia per tutto ciò che non sarà più. La prossima settimana la iscrivo all'asilo. Questa settimana Samu è stato iscritto al liceo. Mamma mia se il tempo vola, scivola via mentre noi siamo impegnati nelle solite cose, o in quelle nuove, o in quelle che non vorremmo, e ce ne sono talmente tante che non sappiamo nemmeno più da che parte girarci. Non vedo l'ora arrivi il fine settimana, sperando di poter avere un po' di tregua, di poter fermare un istante e godermelo per bene.
Ordunque gioiamo, è giovedì, quindi non solo il weekend si avvicina, ma su Instagram fra poco più di un'oretta c'è il #giovedìmeme di @ilsesta che è sempre fonte di grande ilarità.

Fronte libri: ottima Atwood, ma che cupezza.
Fronte mobili: abbiamo scelto il salotto, manca soltanto che vengano a prendere le misure per confermare.
Fronte caos: portare i giochi superati e ingombranti giù in garage andrebbe fatto dopo aver svuotato il garage.
Fronte palestra: lunedì ricominciata in grande stile, ma ieri ho rinunciato perché ero sopraffatta dagli impegni.
Fronte calda: se non sto attenta e non mi riposo di più, mi prendo l'influenza.
Fronte canetto: ronf ronf (beato lui, vorrei pure io).

[In foto: la faccia del cane che preferiva non essere disturbato. Avete visto com'è invecchiato, ha tutto il musetto bianco: per questo ultimamente lo chiamo «cane canuto» :D]




Commenti

Post popolari in questo blog

Oggi è proprio autunno

Stamattina io e la piccola abbiamo girato la pagina del calendario. È arrivato ottobre, la mia settimana di compleanno è ufficialmente finita e tornerò nel mio angolino buio, basta luci della ribalta (ahahah, scherzo, sto esagerando ovviamente, nessun angolino buio e nessuna luce della ribalta, fra l'altro).
Ricapitoliamo: 26 settembre auguri in ogni dove: Facebook, ovviamente, al telefono da parenti e amici vari, più qualche altro messaggio gradito e a suo modo importante. Ma soprattutto il "Tanti auguri a te" cantatomi da amore & amorina figlia, la quale una volta finita la canzone ha subito detto: MAMMA, TORTA! (Ehm, amore, la mamma deve ancora prepararla). Regalo: borsa-zainetto IfBags gialla grigia e con disegnati piccoli cactus (era uno di quei regali su richiesta, lo ammetto). Sera: salto la palestra per festeggiare con la torta (che nel frattempo ho preparato) e una bottiglia di Bollinger. 27 settembre: sono arrivati gli occhiali, e mi stanno benissimo. Io f…

La ciliegina sulla torta

Esco da un weekend bello. Bello davvero, pur nella sua semplicità. Intanto venerdì sera io e la mia amica storica (che vive a Parigi) siamo uscite per aperitivo e cena, solo noi due come ai vecchi tempi. Se è difficile farlo in generale perché gli impegni, il lavoro, la bimba eccetera, figuriamoci con una persona che torna in Italia solo di tanto in tanto! Ma questa volta ce l'abbiamo fatta, e non poteva essere diversamente perché lei ne aveva senz'altro più bisogno di me, dato che ha appena attraversato uno di quegli scossoni della vita che la vita per come l'avevi pensata fino a poco prima te la cambiano.  E dopo un sabato in famiglia per compleanni vari, domenica gita a Venezia! L'anno scorso ci abbiamo portato una piccola Dafne che già camminava ma dormiva nel marsupio. Ma quest'anno ci siamo andati in treno, abbiamo camminato tutti e molto (Dafne non usa il passeggino da quando ha un anno e mezzo, quindi ci si arrangia così: camminare o in braccio – la schiena…

Sembrava il finimondo, e invece

Sono stanca di stanchezza buona. Quella che viene dalle giornate piene, complete (e la giornata non è ancora finita: non vedo l'ora arrivi Dafne a casa per giocare e stare con lei). Giornate in cui ho fuso due aspetti del momento lavorativo che sto vivendo: al mattino mi sono dedicata al lavoro più "nuovo", più difficile e che mi crea più aspettative (e ansie) e che è anche quello che mi dà l'idea che se fatto bene mi porterà a crescere. Anzi, mi sta già facendo crescere dal punto di vista professionale, E poi quello più solito, che comunque richiede impegno, dedizione e tempo. Oggi non ho dovuto portare e non dovrò andare a prendere mia figlia, per una volta ci pensano gli altri, e avevo bisogno di questa pausa dai trasferimenti vari per concentrarmi meglio. Ho preparato una fattura e l'importo mi ha stupita: ho lavorato davvero tanto in questa prima metà di anno! E probabilmente a volte ne sono stata un po' sopraffatta, dato che ho passato i miei periodi n…