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Servirebbe?

Volevo scrivere prima, è vero, ma fatico a trovare il tempo e forse anche le parole, che non sempre vengono nei momenti in cui vorrei.
Per esempio, ieri sera mentre ero sotto la doccia ho preparato un post nella mia mente tutto bello confezionato, ma credete che oggi mi ricordi anche una sola parola di quelle che mi sono passate per la testa? Davvero, no. 
Mi ricordo quelle che mi passavano per la testa ieri mattina, quelle sì, però non le scrivo ora e qui perché sarebbero un argomento un po' triste e, francamente, non ne ho voglia proprio per nulla. Ma quelle sono ben fissate e sono certa che non sfuggiranno (e per sicurezza le metterò in bozza da qualche parte...)

Ieri ho messo finalmente un po' di soldi nella carta di debito che ho collegata al Kindle, questo significa che posso comprare di nuovo e-book (l'altra carta era scaduta, ci abbiamo messo un po' prima di deciderci a rinnovarla, poi dovevo passare in posta per caricarla e io e la posta abbiamo un rapporto PESSIMO). Oggi ho «sfogliato» (su internet dovrei dire scorso, ma sfogliato suona meglio) il catalogo e-book di minimumfax e per fortuna sono riuscita a trattenermi perché comprerei TUTTO!

Devo cercare di darmi un limite, non più di un libro alla volta (ogni quante volte non lo so ancora). Poi mi sfogo con i classici o quel che si trova di gratuito (che poi leggo chissà quando, visto che il tempo scarseggia sempre).

E sì, il tempo scarseggia perché ho tante tante cose da fare – eppure riesco sempre a perderne lo stesso, di tempo, anche se da fuori non sembra. Io dico che è perché ho bisogno di pause mentali e impigrirmi fa anche bene... sono brava a raccontarmele – per questo insomma non aggiorno da un po' e continuo a rimandare anche svariate altre cose di minore importanza. Mi sembra di non essere mai in pari con quel che c'è da fare, proprio come quando ero al liceo, o anche all'università, e c'era sempre qualcosa che fino all'ultimo mancava da studiare o da ripassare. Forse sono sempre stata un po' troppo esigente con me stessa.

Nonostante questo sono riuscita l'altro giorno ad andare a pranzo dai miei nonni, cosa che non facevo da un pezzo: mamma mia quanto mi era mancata la cucina di mia nonna! In tutti i sensi: sia nel senso del cibo sia nel senso della stanza calda con divanetto, stufa e pavimento in graniglia. Ogni volta ogni sapore, odore, suono, tutto quanto fa vibrare delle corde che non vibrano quasi mai, quelle della mia infanzia, di quand'ero piccola e passavo lì qualche settimana estiva, o le domeniche invernali a pranzo da loro. 
Ora tutto è diverso, il nonno e invecchiato (nonostante penso continui a dimostrare meno anni della sua età), mentre la nonna mi sembra sempre uguale: in realtà anche lei è invecchiata, ovviamente, e gli acciacchi che già aveva da abbastanza giovane sono naturalmente peggiorati, ma nello spirito non è invecchiata quasi per nulla, riesce ad avere una sorta di vivacità che me la fa sembrare uguale a sempre. Se fisicamente sono contenta di aver preso dall'altro ramo della famiglia, devo dire che «spiritualmente» spero di essere più simile a quello paterno, meno spigoloso (spigolosità tipicamente friulana) più morbido, più incline a «ridere (anche) nel pianto». 

Adesso dovrò passare qualche giorno senza Ale, cosa che mi inquieta – mentre di solito ne approfitto per rilassarmi un po' su più fronti – ovviamente mi inquieta solo perché sono incinta e ho alzato l'asticella. Tutto sommato, però, penso che andrà bene comunque. Anche perché preoccuparsi, servirebbe? 

Commenti

Mareva ha detto…
Perdere tempo è sano. Aiuta a ricaricarsi, aiuta a rimanere presenti e vivi, secondo me.

E sì, andrà bene. Andrà bene davvero <3

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