Passa ai contenuti principali

Aaaaaaaaaaaaah

Ok, blogger è cambiato, ma se io prima di vedere come si fa a collegare il blog a Google+ e aggiungere il Google+ gadget e la Google+ macchinetta per il caffè voglio semplicemente scrivere un benedetto post nuovo, non devo stare 3 ore a togliere di mezzo le notizie delle novità per capire dove cacchio è il pulsante per aggiungere un post! (3 ore = 30 secondi, ma pregni di "ma che cazzo è sta roba?").
Ok, fatto. Ho come il lieve presentimento che questo post al momento dell'invio verrà magicamente cancellato. Perciò provvederò a fare CTRL C. (Se mi ricordo.)
Che sonno! Sonno sonno sonno! Ho corretto bozze da giovedì a oggi (che bello), e ora devo decidere cosa far fare alla pargoletta delle ripetizioni di inglese, e studiare un po'. Alla fine mi sono iscritta a quel corso di traduzione on line, un corsino, un corsetto, ma insomma, spero che porti buoni frutti. Potrebbe.

Giovedì-venerdì scorsi c'erano vibrazioni negative nell'aria: prima il microonde smette di colpo di scaldare (funziona, gira, ti dice "ciao, come va?" ma non scalda, l'unica funzione interessante che possiede, oltre quella di guardarti in cagnesco perché lo usi solo per scongelare le tue "porzioni singole", forse il suo è stato un ammutinamento). Siccome, sì, è vero, i vecchi di una volta dicono che loro vivevano in un'epoca in cui le cose rotte si aggiustavano e non si buttavano MA anche in un'epoca in cui aggiustare costava MENO che buttare e comprare, e soprattutto lo sapevano fare perché erano competenti e gli aggeggi erano più semplici e si aprivano anche solo un con grissino, abbiamo comprato il microonde nuovo.
Al negozio c'era un microonde di Hello Kitty. Non sto scherzando. C'era un microonde FUNZIONANTE, non per bambini, di Hello Kitty. E dentro dovevano metterci chi l'ha inventato.
Poi venerdì mattina mi spazzolo i capelli, mi cade la spazzola e si spacca a metà. Be', era di plastica e credo esistesse da più di 10 anni. Non so, me la sono portata via durante il trasloco da casa. Era verde (e un tantino orrenda e spezzava i capelli, quindi non una gran perdita, ecco). Un'altra cosa da comprare.
Il lettore DVD da qualche tempo saltava e non leggeva tutti i film, quindi altro acquisto.
Infine il mio cellulare. Il mio cellulare MIO vero, già aveva smesso di funzionare da qualche mese. Però per un pezzo ho usato uno vecchio del mio moroso. Ho detto, finché dura (o meglio, finché non me la sento di spendere la centella). E invece il destino aveva piani diversi per me (e il cellulare). Infatti, me lo sono infilato nella tasca della tuta mentre passavo l'aspirapolvere in bagno e mi sono abbassata troppo, e ho sentito un tonfo. "Che cacchio è caduto?", penso mentre mi giro, e poi vedo che dentro il water c'è una roba blu. Sì.
Ho comprato uno smartphone, per l'unico motivo che non si sa mai mi sia utile smanettare (a scopo cazzeggio, naturalmente, non a scopo lavorativo, quindi forse "utile" non è il termine corretto) su internet dal cellulare, un giorno. Era in offerta, ne valeva la pena. Se dura almeno 3 anni, ne valeva la pena. Fra 3 anni ve lo dico. 3 anni per me è la durata minima che ogni oggetto deve avere prima di potersi rendere inutilizzabile (eccetto il computer, quello dovrebbe durarne almeno 10, se volete facciamo 9 se vi piace di più che sia un multiplo di 3). Le spazzole dovrebbero durare per sempre, questa volta, infatti, ne ho presa una in legno.

Sono arrivata in fondo al post e... le etichette? Dove cacchio sono le etichette?

Ah, trovate.

Tendo ad agitarmi prima del tempo.

Commenti

magma ha detto…
Anch'io sono per il non-consumismo sugli oggetti tecnologici... telefoni e annessi devono durare almeno qualche anno (poi passato un po' di tempo mi ci affeziono pure!) ;)
Boy? ha detto…
Quoto tutto lo scritto.

Ho le lacrime agli occhi, scrivi in modo fantastico.

Appena smetto di ridere continuo a leggere i nuovi post.
Miky ha detto…
grazie, stamattina una botta di autostima mi serviva proprio... :)

Post popolari in questo blog

Oggi è proprio autunno

Stamattina io e la piccola abbiamo girato la pagina del calendario. È arrivato ottobre, la mia settimana di compleanno è ufficialmente finita e tornerò nel mio angolino buio, basta luci della ribalta (ahahah, scherzo, sto esagerando ovviamente, nessun angolino buio e nessuna luce della ribalta, fra l'altro).
Ricapitoliamo: 26 settembre auguri in ogni dove: Facebook, ovviamente, al telefono da parenti e amici vari, più qualche altro messaggio gradito e a suo modo importante. Ma soprattutto il "Tanti auguri a te" cantatomi da amore & amorina figlia, la quale una volta finita la canzone ha subito detto: MAMMA, TORTA! (Ehm, amore, la mamma deve ancora prepararla). Regalo: borsa-zainetto IfBags gialla grigia e con disegnati piccoli cactus (era uno di quei regali su richiesta, lo ammetto). Sera: salto la palestra per festeggiare con la torta (che nel frattempo ho preparato) e una bottiglia di Bollinger. 27 settembre: sono arrivati gli occhiali, e mi stanno benissimo. Io f…

Disordine

ERRATA
Non sai mai dove sei.
CORRIGE
Non sei mai dove sai.
(Giorgio Caproni)
Questa poesia – una delle mie preferite quando avevo quindici anni – mi è venuta in mente in questi giorni di piccole confusioni emotive, caos lavorativi, stanchezza da notti un po' insonni, pensieri sullo scorrere del tempo. Quando impari una cosa arriva una nuova lezione che ancora non conoscevi. Indugiare sempre e solo su quello che già sappiamo non può arricchirci, a volte dobbiamo andare a esplorare confini e a volte capiamo che è meglio lasciarli stare. Piccoli giochi di equilibri.
A volte dobbiamo esporci un po' di più per capirci un po' meglio, e anche accettare quello che siamo senza volerci troppo male. Che poi l'importante è sempre solo una cosa: rispettare se stessi e rispettare gli altri. Ovunque, sempre, comunque e in ogni ambito. Ci sono momenti in cui mi sembra che mi sto sforzando tantissimo, in tutto. Altre mi pare che non lo faccio abbastanza. Altre ancora che dovrei solo r…

Concentrazione

Mia figlia era così felice della spolverata di neve di stamattina che in macchina non ha voluto ascoltare niente.
Cosa sentiamo? Pipìm papàm? (Mellow Mood, Sound of a war) O quello che gli prude il culo? (Brunori Sas, Lamezia Milano) O un cd nuovo? Niente. Niente? Sì, c'è neve.

E allora abbiamo viaggiato in silenzio mentre lei guardava fuori tutto un po' imbiancato (solo i tetti e i giardini), anche se man mano che ci avvicinavamo a Casarsa ce n'era sempre meno, e io avrei voluto non dover lavorare e tenermela a casa perché qui di neve ce n'è pur poca ma di più, e avrebbe potuto giocarci e ne sarebbe stata entusiasta.  Ma la riporteremo in montagna, in fondo a mezz'ora di strada siamo a Piancavallo. Ci serve solo un fine settimana senza troppi impegni, ed è quello il difficile. Allora stiamocene in silenzio, qui fiocca ancora, spero anche dalla nonna, così Dafne è felice e può ascoltare il suono della neve. Ché ha ragione lei, per godersi le cose belle ci vuole con…